Il Papa al telefono con Putin: “Tregua in Ucraina, preoccupazione per Oleshky”. Il Cremlino: “Appello accolto”, con gli auguri di ‘pronta guarigione’ dello Zar

AGENZIA DIRE ORE: 20.01 • 16 ottobre 2026

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Storico colloquio telefonico tra il Pontefice (tuttora ricoverato al Gemelli) e il presidente Russo: al centro i timori per il conflitto ucraino e le ripercussioni sulla popolazione civile


 

ROMA – Papa Leone XIV ha avuto una conversazione al telefono con il presidente russo Vladimir Putin, chiedendo una tregua che consenta di aiutare la popolazione bloccata a Oleshky, cittadina sulla linea del fronte nel sud dell’Ucraina.
Del colloquio, ha riferito la sala stampa della Santa sede.

  LEGGI ANCHE: Il Papa sta meglio: ha celebrato la messa in ospedale

“Nel corso della conversazione”, si legge in una nota, “il Santo padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”.
Nel testo si aggiunge che Leone XIV “ha infine ribadito l’impegno della Santa sede a favore del dialogo e della pace”.

  PUTIN ACCOGLIE L’APPELLO DEL PAPA PER GLI AIUTI AI CIVILI DI OLESHKY

Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso il proprio appoggio all’appello di papa Leone XIV affinché si creino le condizioni per garantire la sicurezza della popolazione di Oleshky e l’invio di aiuti essenziali nella città del sud dell’Ucraina. Lo ho riferito l’agenzia di stampa Tass. Secondo la sua ricostruzione, rispetto alla situazione nell’area, il capo di Stato ha denunciato la responsabilità del governo di Kiev, anche sul piano umanitario.

GLI AUGURI DEL PRESIDENTE RUSSO A LEONE XIV: “PRONTA GUARIGIONE E SALUTE”

Il Pontefice ha svolto la telefonata al Policlinico Gemelli dove è ricoverato a seguito dell’intervento chirurgico di martedì scorso per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare. I bollettini quotidiani sul decorso post operatorio registrano ogni giorno un costante miglioramento delle sue condizioni generali. “Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”, ha riferito infatti stamane la Santa Sede, dando poi notizia che Papa Leone XIV in prima persona ha celebrato la Santa messa nella sala allestita al 10° piano del Policlinico Gemelli.


  Il Presidente russo Vladimir Putin ha espresso a Leone XIV i suoi “sinceri auguri di buona salute e di pronta guarigione” dopo l’intervento chirurgico al quale il papa è stato sottoposto: lo ha reso noto il Cremlino.
La conversazione è avvenuta oggi, telefonicamente. In primo piano la situazione umanitaria a Oleshky, una cittadina del sud dell’Ucraina sulla linea del fronte.



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Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Il documentario diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti sarà nelle sale italiane fino al 2 dicembre come evento speciale di 7 giorni distribuito da Plaion Pictures. Grande accoglienza alla Festa del Cinema di Roma per la presentazione di "Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti", il documentario che racconta sette anni della vita e del percorso artistico di Lorenzo Cherubini. Lontano dai classici canoni del film musicale celebrativo, il progetto nasce dalla precisa volontà dell'artista di mettersi a nudo senza esercitare il controllo totale sul racconto. "Quando è iniziato questo progetto ho detto ai registi Dario Zonta e Carlo Zoratti: 'Voi siete David Attenborough e io la giraffa della savana che non sa di essere ripresa'", ha dichiarato Jovanotti durante la presentazione. "Non volevo uno spot, ma che ci fosse un po' di cinema dentro. Non mi sento padre, ma figlio di questo film". Il documentario, che coincide con il traguardo dei 60 anni dell'artista, scava a fondo nell'anima di Lorenzo, catturando la sua costante evoluzione e quel "bambino" interiore che continua a guidarlo. Un'opera profonda e a tratti disturbante, come l'ha definita lo stesso Cherubini, che segna una linea di demarcazione netta con il passato: "Ho capito che questo lavoro metteva un punto. Coincide con il sentire incombere la fine di un mondo, di quel Jovanotti lì. Ma è un buon segno, mi costringe ad andare oltre e a chiedermi cosa inventarmi ora". L'USCITA AL CINEMA "Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti" arriverà nei cinema italiani come evento speciale per soli sette giorni, dal 26 novembre al 2 dicembre 2026, distribuito da Plaion Pictures.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Fissati per il 20 ottobre gli interrogatori dei due ragazzi indagati per la scia di violenze nel quartiere Monteverde. La Procura per i minorenni di Roma ha ufficialmente aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di due giovani di 16 e 17 anni, ritenuti i componenti della cosiddetta "banda della minicar", responsabile di una serie di violente aggressioni consumatesi nel quartiere Monteverde. I capi d'accusa ipotizzati dai magistrati sono di estrema gravità: tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. L’indagine, coordinata dalla Procuratrice Giovanna Lebboroni, fa seguito ai drammatici fatti avvenuti tra il 4 e il 5 ottobre scorsi. I due minorenni, a bordo di una vettura microcar, avrebbero messo in atto ben sei raid punitivi ai danni di passanti scelti a caso. Tra gli episodi più gravi figura il violento pestaggio dell'attore Davide Iacopini, ricoverato in terapia intensiva al San Camillo a causa dei traumi riportati. I due indagati, già individuati e rintracciati dalle forze dell’ordine grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e al sequestro del veicolo, sono stati ufficialmente convocati per il prossimo 20 ottobre 2026, data in cui verranno sottoposti a interrogatorio formale davanti all'autorità giudiziaria. Nel frattempo, le attività investigative proseguono a ritmo serrato. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari dei ragazzi e della dashcam installata a bordo della minicar. L'analisi dei dispositivi, attualmente in corso, sarà fondamentale per verificare l'eventuale presenza di video o elementi utili a ricostruire l'esatta dinamica e la pianificazione dei raid.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto direttamente nel dibattito sollevato dalle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, in merito all'accordo energetico sul gasolio siglato tra Washington e la Russia di Vladimir Putin. Rispondendo a una domanda posta a Washington dal collaboratore dell'Adnkronos, Iacopo Luzi, il Presidente Trump ha voluto ridimensionare la portata bilaterale dell'intesa, inserendola in un quadro macroeconomico internazionale. "Nel complesso non è una gran cosa, ma è un accordo che riguarda il mondo. Non è un accordo per noi", ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca. Trump ha poi sottolineato l'impatto positivo dell'operazione sulla stabilità delle forniture: "Loro immetteranno sul mercato del diesel. Quindi è una buona cosa, è una buona cosa. Ma in realtà non è un accordo che ci riguarda direttamente. È un accordo globale". La replica giunge a quarantotto ore dal discorso tenuto dalla premier Meloni al Senato della Repubblica, durante il quale l'intesa sul gasolio russo era stata definita "una scelta molto rischiosa" e dal "risultato dubbio". Pur condividendo l'esigenza di contenere i costi energetici per famiglie e imprese, Meloni aveva evidenziato come l'impennata dei prezzi del carburante fosse da attribuire principalmente al conflitto in Iran e non alla crisi in Ucraina. A sostegno della linea presidenziale è intervenuta anche la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, la quale ha ribadito l'efficacia del negoziato condotto da Trump, definendolo "un altro ottimo accordo per rifornire il mercato globale". L'amministrazione statunitense difende così la natura strategica dell'intesa, considerata uno strumento necessario per calmierare i mercati mondiali dei prodotti raffinati, nonostante i dubbi manifestati da Roma sulla tenuta e sulla reale efficacia geopolitica della misura.
Autore: REDAZIONE • 16 ottobre 2026
Il Presidente ucraino interviene a Bruxelles delineando i costi del conflitto per il prossimo anno e lancia l'allarme sulla tenuta del continente. Tensioni a distanza con Donald Trump. B RUXELLES (16 ottobre 2026) – Nel corso del suo intervento odierno al vertice del Consiglio Europeo a Bruxelles, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto un drammatico appello ai leader dell'Unione Europea, delineando le catastrofiche conseguenze umanitarie ed economiche in caso di un collasso del fronte difensivo contro la Russia. L'allarme umanitario e il costo della guerra Zelensky ha stimato che una sconfitta dell'Ucraina spingerebbe verso i confini europei un'ondata migratoria senza precedenti: "Se cadiamo, verranno non so quanti profughi in Europa, 20 milioni di ucraini. Ci distruggeranno, ci spingeranno fuori: per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese". Sul piano finanziario, il leader ucraino ha quantificato in 155 miliardi di euro il costo complessivo del conflitto per il 2027, avanzando una richiesta esplicita ai partner europei: "Abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro da parte vostra: per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza. Si tratta di una cifra realistica che ci aiuterà a tenere a bada la Russia". Scudo aereo e Progetto Freja Sul fronte della sicurezza immediata in vista della stagione fredda, Zelensky ha rassicurato la stampa spiegando che l'Europa dispone attualmente del numero di intercettori Patriot necessario per permettere al Paese di superare l'inverno. Sul lungo periodo, il Presidente ha annunciato un’accelerazione sul fronte tecnologico: "Procederemo con il progetto Freja per arrivare alla nostra difesa missilistica indipendente. Se l'Europa ci sostiene unita, il futuro sarà più facile". Le tensioni internazionali e il quadro politico Il vertice si inserisce in un clima di forte pressione internazionale, acuito dalle recenti dichiarazioni di Donald Trump. In un'intervista rilasciata a Newsmax, Trump ha espresso forti critiche verso la leadership ucraina, definendo Zelensky un interlocutore "più difficile da gestire rispetto a Vladimir Putin" e ribadendo la necessità di indire nuove elezioni in Ucraina. Trump ha inoltre sostenuto che la guerra non sarebbe mai iniziata se l'esito delle elezioni statunitensi del 2020 fosse stato differente. A margine dei lavori del Consiglio Europeo, si registrano infine importanti dinamiche diplomatiche interne all'UE: fonti diplomatiche di Madrid hanno infatti confermato il raggiungimento di un’intesa tra la Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, e il Primo Ministro spagnolo, Pedro Sánchez, in merito alla revoca di determinati controlli di frontiera.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulle accese mobilitazioni studentesche e sindacali che oggi hanno interessato i principali centri italiani in occasione dello sciopero nazionale della scuola. Pur riconoscendo il valore della partecipazione democratica, la premier ha espresso una netta e ferma condanna nei confronti dei disordini e degli atti di guerriglia urbana registrati durante i cortei, in particolare a Roma e a Torino. "Le manifestazioni degli studenti sono un fatto bello, perché dimostrano voglia di partecipare, ma senza violenza" ha dichiarato la presidente Meloni, ricordando la propria passata esperienza personale nella militanza giovanile. "Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione, penso sempre che sia un fatto bello nella democrazia che le persone vogliano dire la loro. Cosa diversa è la violenza, cosa diversa sono le bombe carta, cosa diversa è aggredire le forze dell'ordine. Su questo dobbiamo essere molto chiari". La giornata di sciopero, indetta per rivendicare salari più equi per docenti e dirigenti e dare voce alle proteste degli studenti nell'ambito del "No Meloni day", ha visto l'attivazione di massicci dispositivi di sicurezza. Nonostante ciò, si sono verificati momenti di forte tensione, culminati con il lancio di petardi contro il Ministero dell'Istruzione a Roma e cariche di alleggerimento a Torino, dove si contano tre minorenni arrestati e circa 50 identificati. Ulteriori disordini e fermi sono stati segnalati anche nelle città di Genova, Treviso e Verona. Il Governo ribadisce la totale apertura al dialogo con il mondo della scuola e al confronto democratico, ponendo tuttavia come limite invalicabile il rispetto della legalità e l'incolumità delle forze dell'ordine e dei cittadini.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è attivamente al lavoro per anticipare a martedì 20 ottobre la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori, inizialmente previsto per una data successiva, presso la Prefettura di Milano. L’obiettivo prioritario del Ministro, supportato da un costante confronto con i colleghi di Governo competenti, è accelerare l'iter burocratico per l'effettiva messa a disposizione dei 590 milioni di euro già stanziati a bilancio. Tali risorse, destinate al rinnovo del parco veicolare delle imprese, risultano ad oggi bloccate da intoppi amministrativi che l'esecutivo intende superare con la massima urgenza. Il tavolo di lavoro affronterà inoltre i seguenti punti programmatici a sostegno del settore: Risorse aggiuntive: Individuazione di nuovi stanziamenti per il fondo autotrasporto e per il Marebonus 2026, necessari per tutelare le aziende della filiera logistica colpite dall'impennata dei costi legata ai conflitti internazionali e dall'impatto delle tasse europee sulle emissioni (ETS). Contrasto al caro gasolio: Interventi per rendere immediatamente fruibili i fondi già stanziati contro il caro carburante e reperimento di ulteriori coperture finanziarie per garantire l'intera annualità 2026. Estensione del credito d'imposta: Azioni mirate a ottenere il prolungamento delle agevolazioni fiscali sul credito d'imposta fino al 2027, insieme allo studio di nuove misure strutturali per alleggerire la pressione sui bilanci delle imprese colpite dai rincari. Il Ministero conferma la piena determinazione nel dare risposte concrete e immediate a un comparto strategico per l'economia nazionale.
Autore: AGENZIA DIRE • 16 ottobre 2026
Da Bruxelles la premier interviene anche sulle proteste violente che hanno investito oggi diverse città. Ai leader dell'opposizione: "Non riescono a dire una parola di condanna" BRUXELLES – “L’Italia sul tema dell’energia è stata molto determinata, e non è sola.”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni da Bruxelles, in un punto stampa al termine di un Consiglio europeo “intenso”, come lei stessa lo ha definito. Parlando con i giornalisti, la premier ha risposto alle domande sugli esiti dei lavori odierni, in particolare sul fronte delle richieste italiane di maggiore flessibilità ai paletti europei. “Ci sono diversi altri Paesi che condividono le nostre stesse posizioni- ha aggiunto-, che condividono il fatto che una certa rigidità nell’utilizzo di alcuni strumenti, finisce per peggiorare la situazione. Io ho provato a spiegare anche proprio con dei degli ausili grafici. Come alcune scelte da un certo punto in poi hanno fatto lievitare i costi dell’energia per le nostre imprese e come questo ha comportato un un pezzo di deindustrializzazione in Europa e e di industrie che producevano prodotti che noi oggi importiamo e che importiamo da Nazioni che non hanno i nostri stessi standard ambientali”. “Quando le regole producono delle distorsioni, quelle regole vanno corrette, e il lavoro che l’Italia cerca di fare dall’inizio e che… Insomma, anche su questo mi pare che stiamo facendo dei passi in avanti”. Ha spiegato la premier Giorgia Meloni a Bruxelles. “BENE LA TRATTATIVA SULLE BOLLETTE, ORA POSSIBILE INTERVENIRE PER ABBASSARLE” “Abbiamo chiuso la trattativa con la commissione sul decreto bollette. È stata una trattativa lunga ma costruttiva che ci ha portato a trovare una soluzione che ci consente di intervenire sull’impatto che il costo del gas ha sull’elettricità. Questo ci permette di intervenire per abbassare le bollette. Lo considero molto importante e sono contenta di questo risultato. Sono anche ottimista sulle richieste che l’Italia ha fatto sulla maggiore flessibilità, mi sembra ci siano maggiori margini per averla”. Lo dice la premier Giorgia Meloni durante un punto stampa da Bruxelles “PARLATO CON VON DER LEYEN, OTTIMISTA SU UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ” “Sono anche ottimista perché ho parlato con la presidente von der Leyen sulle richieste che l’Italia ha fatto in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che chiaramente tutti gli Stati membri stanno affrontando. Mi pare che si stiano facendo dei significativi progressi e penso che ci siano i margini per avere maggiore flessibilità stando nelle attuali regole, anche con riferimento a quello che riguarda gli investimenti sull’energia”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Bruxelles a conclusione del Consiglio Europeo. DL BOLLETTE. INTESA ITALIA-COMMISSIONE UE A TUTELA FAMIGLIE E L’ottimismo deriva anche dall’intesa raggiunta nel frattempo dal Governo italiano e la Commissione europea sulle misure previste dal Dl Bollette (decreto-legge 21/2026), nel pieno rispetto del Middle East State Aid Framework (Metsaf) e della normativa settoriale. Ciò fa seguito a intensi e costruttivi scambi tra i servizi della Commissione e le autorità italiane, con l’obiettivo comune di attenuare l’impatto dei costi energetici e limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’energia elettrica per le famiglie e le imprese, preservando al contempo la parità di condizioni nel mercato interno minimizzando le distorsioni. Su questa base, l’Italia notificherà le misure temporanee alla Commissione ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato e la Commissione le valuterà in via prioritaria. Così Palazzo Chigi in una nota. PROTESTE AUTOTRASPORTATORI, MELONI: “OGGI ME NE SONO OCCUPATA CON SALVINI E GIORGETTI” La premier ha risposto anche alle domande sulle proteste che oggi hanno investito il Paese, a partire dalle proteste “degli autotrasportatori e dell’Ilva. “Me ne sono occupata nella giornata di oggi, sia col Ministro Salvini, sia col Ministro Giorgetti, particolarmente sulla questione dell’autotrasporto. Il Ministro Salvini ha convocato le associazioni. Siamo sempre stati estremamente solidali con il settore che ovviamente incontra grandi difficoltà e siamo anche al lavoro per cercare di dare ulteriori risposte a questo settore”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles. EX ILVA, “AL LAVORO, MA NON SIAMO NOI AD AVERLA CHIUSA” “E’ prevista un’altra riunione a Palazzo Chigi del Governo con i sindacati che rappresentano l’Ilva. Questo ci ha consentito, di liberare i blocchi che le organizzazioni sindacali stavano organizzando. Anche qui faremo tutto quello che possiamo, voglio ricordare che non siamo noi ad aver chiuso l’Ilva. Noi siamo quelli che devono cercare di gestire la questione dall’inizio di questo Governo. Sono stati circa 5 miliardi tra i fondi diretti dello Stato Italiano e quelli di Invitalia che sono stati investiti sull’Ilva, quindi noi siamo al lavoro su tutte queste questioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles. SCUOLA, MELONI: “L’OPPOSIZIONE CONDANNI LE VIOLENZE” Infine, commentando le violente manifestazioni studentesche che hanno interessato oggi diverse città italiane: “Sono una persona che di manifestazioni ne ha organizzate a decine- ha detto- fin da quando era giovane, sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione, penso sempre che sia un fatto bello nella democrazia che le persone vogliano dire la loro. Cosa diversa è la violenza. Cosa diversa sono le bombe carta. Cosa diversa è aggredire le Forze dell’Ordine”. Lo ha puntualizzato la premier Giorgia Meloni a Bruxelles. “Su questo dobbiamo essere secondo me molto chiari e dobbiamo anche essere d’accordo- ha aggiunto-. Lo dico perché sto guardando alcuni commenti dei leader delle forze di opposizione sulle proteste, che chiaramente, se la prendono col Governo e chiaramente fanno quello che devono fare e non riescono a dire una parola, una parola di condanna delle violenze, una parola di condanna delle Forze dell’Ordine che vengono picchiate”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Fonte ufficio stampa FISE • 16 ottobre 2026
Quello di Verona in programma dal 5 all’8 novembre durante la 128^ Fieracavalli di Verona, è il terzo appuntamento del circuito di Coppa del Mondo 2026/2027 La Federazione Italiana Sport Equestri, attraverso il Dipartimento Salto ostacoli, ha inoltrato oggi, venerdì 16 ottobre, le convocazioni agli atleti che prenderanno parte al CSI5*-W di Jumping Verona in programma dal 5 all’8 novembre nell’ambito della 128^ Fieracavalli. Su indicazione del Selezionatore Tecnico Federale Stefano Cesaretto, la rappresentativa ufficiale azzurra sarà composta da: (con accesso diretto al Gran Premio) Piergiorgio Bucci Emanuele Camilli carabiniere scelto Giacomo Casadei appuntato scelto Emanuele Gaudiano graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet Riccardo Pisani carabiniere scelto Roberto Previtali (con accesso al Gran Premio tramite qualifica) assistente della Polizia di Stato Federico Ciriesi (senza accesso al Gran Premio) Greta Lepratti A questi convocati potranno aggiungersi altri atleti azzurri attraverso delle wild Card. Jumping Verona è la terza delle 13 tappe del girone Europa occidentale del circuito indoor di Coppa del Mondo di salto ostacoli per la stagione 2026/2027, che ha preso il via lo scorso fine settimana da Oslo (Norvegia, 8/11 ottobre). Le altre tappe in calendario nel 2026 sono quelle di Lione (Francia, 27 ottobre/1° novembre), quindi Verona (Italia, 5/8 novembre), Stoccarda (Germania, 11/15 novembre), Madrid (Spagna, 26/29 novembre), A Coruña (Spagna, 3/6 dicembre), Londra ExCel (Gran Bretagna, 16/21 dicembre) e Mechelen (Belgio, 26/30 dicembre).S Nel 2027 la Longines FEI Jumping World Cup™ riprenderà da Basilea (Svizzera, 7/10 gennaio) per proseguire a Lipsia (Germania, 13/17 gennaio), Amsterdam (Paesi Bassi, 28/31 gennaio), Bordeaux (Francia, 4/7 febbraio) e infine, Helsinki (Finlandia, 4/7 marzo). La finale del circuito per la stagione 2026/2027 si svolgerà negli USA, a Göteborg, in Svezia, dal 24 al 28 febbraio 2027. Nella foto Emanuele Gaudiano miglior azzurro nel Gran Premio 2025 - ph. FISE/M.Argenziano
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 16 ottobre 2026
Si consuma una doppia frattura diplomatica e finanziaria sul fronte ucraino. Mentre a Bruxelles il presidente Volodymyr Zelensky lancia un appello economico senza precedenti ai partner continentali per l'anno a venire, da Oltreoceano giungono le pesanti critiche di Donald Trump, che allontana ulteriormente le posizioni di Washington da Kiev. L'appello di Zelensky al Consiglio Europeo Intervenendo direttamente al vertice dei leader a Bruxelles, il presidente ucraino ha presentato una stima ufficiale e dettagliata dei costi finanziari necessari a contenere l'offensiva russa. Il bilancio del conflitto: Per il 2027, il costo complessivo della guerra è stimato in 155 miliardi di euro. La richiesta all'Unione Europea: Di questa cifra, Zelensky ha chiesto formalmente uno stanziamento di 70 miliardi di euro ai leader europei, definendola una quota "realistica" da destinare a difesa, armamenti e resilienza interna. Lo scudo aereo: Sul fronte militare immediato, il leader ucraino ha confermato che l'Europa possiede la quantità di intercettori Patriot necessaria a garantire la protezione del Paese durante l'inverno. È stato inoltre annunciato lo sviluppo del progetto Freja, mirato a rendere l'Ucraina autosufficiente nella difesa missilistica. Zelensky ha espresso profonda gratitudine verso la Commissione e il Consiglio UE, definendo i vertici europei come i "veri leader" rimasti al fianco del Paese sin dal primo giorno. Lo strappo di Donald Trump In netta controtendenza rispetto alla linea europea, Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni durissime in un'intervista all'emittente Newsmax, attaccando frontalmente la presidenza ucraina. I rapporti con il leader: Trump ha affermato che Zelensky "non è una persona facile con cui avere a che fare", aggiungendo che gestire i rapporti con lui è persino più complesso rispetto al dialogo con Vladimir Putin. La richiesta di voto: L'esponente statunitense ha ribadito la necessità stringente di indire nuove elezioni in Ucraina. La recriminazione sul 2020: Trump ha infine concluso sostenendo che l'odio personale tra Putin e Zelensky blocca ogni risoluzione diplomatica e che, se le elezioni USA del 2020 non fossero state truccate, il conflitto non avrebbe mai avuto inizio.
Autore: AGENZIA DIRE • 16 ottobre 2026
Al centro della protesta c'è la richiesta di maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e no alla spesa per le armi ROMA – Gli studenti italiani scendono in piazza per contestare le politiche governative sull’istruzione e non solo: ‘soldi per la scuole e non per le guerre’ è il messaggio che attraversa le proteste da un capo all’altro dell’Italia. A Torino sono scesi in corteo a migliaia e ci sono stati momenti di scontro con la Polizia, a cui gli studenti hanno lanciato delle pietre: gli agenti hanno risposto con gli idranti. A Roma sono stati lanciati petardi e bottiglie, e sono state lanciate bombe carta contro il ministero dell’Istruzione. “SOLDI PER LA SCUOLA, NON PER LE ARMI” A Torino, ma anche a Bologna, gli studenti hanno dato fuoco simbolicamente a un carrarmato di cartone per dire ‘no’ alle spese per il riarmo. A Roma gli studenti hanno deciso di portare la propria rabbia direttamente sotto il ministero dell’Istruzione: gli studenti e le studentesse di Les Blocages Roma stanno manifestando in via dei Fori imperiali, occupando la carreggiata. A Bologna ci sono stati cortei e proteste, con alcuni momenti di tensione (e manganellate) quando gli studenti hanno fatto per avvicinarsi alla stazione. Studenti in corteo anche a Firenze e Cagliari. VALDITARA: “QUESTO NON È DISSENSO MA AGGRESSIONE ALLE ISTITUZIONI” Come risulta da numerosi video, i manifestanti radunati davanti al Mim hanno lanciato insulti e minacce contro il Presidente Meloni e il Ministro Valditara, gettato petardi, danneggiato la bandiera italiana, scagliato bombe carta contro le forze dell’ordine, ferito e intossicato agenti con pietre, bottiglie di vetro, fumogeni, imbrattato monumenti. “Questa non è espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico”, così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. LA PROTESTA A ROMA A Roma, alla luce del corteo degli studenti, sono state deviate le linee bus dell’Atac che transitano sui Fori imperiali. Proprio davanti al Colosseo e alla fermata della metro, il corteo canta ‘Siamo tutte antifasciste‘ e tiene in mano striscioni con scritto ‘La scuola è nostra‘. Il gruppo si unirà ora al corteo di piazza Cavour. Al centro della protesta, ci sono la richiesta di maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, un’istruzione realmente gratuita, misure contro il caro vita e nuovi spazi di aggregazione per i giovani. “Non è più accettabile che studiare sia un privilegio, che le nostre famiglie debbano spendere centinaia di euro ogni anno per mandarci a scuola e che, mentre il costo della vita continua a salire, a pagare siano sempre gli stessi. Quello che sta succedendo in Francia ci dimostra che possiamo organizzarci, bloccare le nostre scuole e farci ascoltare. Vogliamo fare lo stesso anche qui”, continuano gli studenti. “Oggi portiamo la nostra rabbia al ministero, perché è lì che vengono prese le decisioni che pesano ogni giorno sulle nostre vite. Non ci fermeremo a questa giornata: vogliamo allargare la mobilitazione a tutte le scuole di Roma e continuare a scendere in piazza. Da Parigi a Roma, la nostra generazione non ha intenzione di rimanere a guardare mentre le viene tolto il futuro”, concludono gli studenti di Les Blocages Roma. CORTEI A BOLOGNA A Bologna è iniziata con varie iniziative davanti alle scuole la giornata di sciopero studentesco. Al liceo Minghetti, il collettivo dell’istituto ha organizzato una “colazione sociale gratis” all’entrata della scuola, prima dell’orario di inizio delle lezioni. Presidio con fumogeni colorati al liceo Laura Bassi, con tanto di cassonetto dell’immondizia messo davanti all’ingresso della sede in via Sant’Isaia. Agli studenti che non volevano manifestare è stato comunque consentito l’accesso da una porta secondaria. Proprio il Laura Bassi era stato occupato in settimana per due giorni dei collettivi studenteschi delle scuole bolognesi, che si sono riuniti in assemblea nella succursale dell’istituto per organizzare la giornata di oggi. Iniziative sono previste a partire dalle 8 anche davanti ad altre scuole superiori come Righi, Sabin, Copernico e Aldini. Dopodiché, alle 9.30 i collettivi si sposteranno davanti alla sede dell’Usr in via de’ Castagnoli per iniziare da lì il corteo per le vie del centro cittadino. Soldi nelle aule, ‘no’ alla guerra, cori contro Meloni e Vannacci. Ne hanno per tutti gli studenti delle scuole superiori che questa mattina si sono ritrovati davanti all’ufficio scolastico regionale di via de’ Castagnoli a Bologna, in occasione della giornata di protesta nazionale studentesca. In 500 sono partiti lungo i viali, passando per via Irnerio e via dei Mille, diretti verso piazza Maggiore, dove confluiranno anche gli altri cortei delle scuole. Proprio in via dei Mille, hanno dato fuoco a un carro armato simbolico di cartone per ribadire l’assoluta contrarietà al riarmo e alle spese militari, da destinare invece alla manutenzione e degli istituti e agli investimenti nell’istruzione. “Soldi alla scuola, non alla guerra”, recitano infatti gli striscioni. Su scuola-caserma, carovita, guerra e “fascismo”, i ragazzi vogliono “risposte da Valditara” e si scagliano contro l’esecutivo, in particolare contro la presidente del Consiglio. “Meloni, vaff…”, e “governo Meloni, dimissioni”, ma anche con cori più pesanti come “Meloni, Salvini, finirete come Mussolini”. Ne hanno anche per Vannacci, pure lui mandato a quel paese, contro cui hanno intonato “Remigrate voi nelle fogne”, deformando lo slogan anti-immigrazione del generale. Nel corso della manifestazione, alcuni a volto coperto hanno preso di mira alcune bici a noleggio, che altri hanno cercato subito di rimettere a posto, e svariati cassonetti sono stati spostati nei vari punti che ha toccato il serpentone, guardati a vista dagli agenti in tenuta antisommossa. Il corteo è uscito dal centro per muoversi sui viali uscendo a sinistra da via Amendola, direzione piazza Maggiore, bloccando il traffico. A FIRENZE 2.000 STUDENTI IN PIAZZA: “NO AL RIARMO E AI TAGLI” “Le monde est à nous”. Il mondo è nostro. Anche a Firenze gli studenti scendono in piazza rilanciando la versione social dello slogan che ha accompagnato le proteste dei giovani in Francia (L’école est à nous). Oltre 2.000 i ragazzi in corteo per le vie del centro (partenza piazza san Marco, arrivo in piazza del Carmine) contro i tagli alla scuola, le risorse investite per il riarmo e il dl sul tetto agli studenti stranieri. Con le politiche del governo che finiscono al centro della manifestazione, scattano i cori contro la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara (anche il coro “Valditara a testa in giù”). E ancora: “La Resistenza non è reato”, “siamo tutti antifascisti” e “Palestina libera”. Il corteo lo apre uno striscione dal messaggio chiaro: “Soldi alle scuole, non alla guerra“. E il senso lo spiega un ragazzo mentre sfila: “Non vogliamo assolutamente la guerra e questo penso sia un sentimento comune non solo degli studenti”. La protesta di oggi, aggiunge, “riguarda tutti gli studenti, perché in ballo c’è il nostro futuro. E quello che sarà il nostro lavoro”. Una ragazza, Lucrezia, punta il dito “sui fondi alla scuola, che mancano. Oggi siamo qui per dire no al ddl Valditara, alla leva militare e al riarmo. Le risorse devono andare alla scuola, non alle armi”. PROTESTA A CAGLIARI, 600 STUDENTI IN PIAZZA Anche a Cagliari studenti liceali e universitari in piazza, per il “No Meloni Day”. Circa seicento tra ragazzi e ragazze si sono riversati questa mattina per le vie del capoluogo sardo, per poi dare vita a un sit-in sotto il palazzo del Consiglio regionale. La protesta cagliaritana, che si si inserisce sulla scia di quella nazionale contro il governo, si arricchisce anche delle criticità segnalate da settimane in vari istituti del capoluogo, con la presenza di topi e in generale una situazione degli edifici scolastici allarmante dal punto di vista strutturale: “Quando lo Stato si volta, i topi ballano”, si legge in un cartello sollevato da uno degli studenti. E ancora: “Le nostre aule cadono a pezzi, ma tranquilli il crollo è strutturale come il vostro interesse!”. Quindi: “Avete speso miliardi per i caccia mlitari e a noi nei bagni manca pure la carta igenica. Cosa dobbiamo fare, pulirci con i missili?”. Bersaglio principale della protesta ovviamente il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ritratto in un cartello con un fiocchetto rosa in testa e una pagella con voti insufficienti. “Oggi siamo in piazza innanzitutto per dire ‘no’ a un governo che decide di investire nella guerra e non sull’istruzione- spiega alla ‘Dire’ Racine Die, studente universitario di ‘Agorà Unica’-. Noi stiamo chiedendo soldi per la scuola, e invece sono stati dati miliardi e miliardi per il riarmo, tagliando sugli insegnanti e personale ata. Le scuole sono in condizioni pessime, a Cagliari e nell’hinterland ormai ci vivono i topi. Si può continuare così?”.
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