Il Papa, 'profondamente addolorato per l'incidente in Spagna'

FRV News Magazine • 19 gennaio 2026

Share this article

Papa Leone ha inviato un messaggio di cordoglio a mons. Luis Javier Argüello García, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, nel quale si dice "profondamente addolorato nell'apprendere la tragica notizia dell'incidente ferroviario di Adamuz, Cordova, che ha causato numerosi morti e feriti, offre preghiere per il riposo eterno dei defunti".


 

 

Il Papa, nel telegramma a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, porge "le sue più sentite condoglianze alle famiglie dei defunti, insieme alle sue parole di conforto" per i feriti e di incoraggiamento per il lavoro delle squadre di soccorso.

 

 

Lasciare il proprio paese in cerca di un futuro migliore, così da poter aiutare anche la propria famiglia che resta a casa. È la difficile, talvolta inevitabile, decisione di tantissime donne rumene che, nel corso degli anni, sono venute in Italia, trovando il più delle volte un’occupazione come badante. Un destino comune dietro il quale si celano una miriade di storie individuali punteggiate di sogni, speranze, malinconia, nostalgia, determinazione, difficoltà, disillusioni.

Liliana Nechita, nata in Romania nel 1968 e dal 15 novembre del 2006 in Italia, racconta la propria, con un linguaggio, una sensibilità e una profondità che toccano l’animo del lettore e che rappresentano una sorta di voce collettiva, nella quale non solo le sue connazionali oggi badanti in Italia possono riconoscersi, ma anche tutti coloro abbiano sperimentato cosa significa essere “migranti”.

Lo fa nel suo libro “Ciliegie amare”, uscito per la prima volta in Romania nel 2013 e poi anche in Italia, dove è alla seconda edizione (Fve Editori) e di cui ha curato la traduzione dal rumeno all’italiano.

Liliana, quando, dove e perché è nata la sua passione per la scrittura?

“Sono nata in piena dittatura e mio padre era più dittatoriale della dittatura stessa. Mi vietava di leggere, sigillava la libreria di casa con un nastro adesivo, durante il periodo scolastico non potevo che studiare. Per lui i libri erano un pericolo perché fanno pensare troppo; oppure perché un figlio deve essere forte, magari d’acciaio, invece la bellezza lo potrebbe indebolire. Il fatto è che io ho letto sempre, anche di nascosto, staccavo il nastro, mi prendevo un libro e non se ne accorgeva, oppure andavo nella biblioteca pubblica, cui ero iscritta già a sei anni. La scrittura? Fondamentale è stato un momento preciso, me lo ricordo ancora: la prima poesia che mi è arrivata al cuore. Mi ricordo che sono stata persa per circa un’ora, rileggevo con stupore, avevo capito che il mondo si può guardare da un altro punto di vista. Poi ho iniziato a scrivere poesie. Ho pure pubblicato nei giornali locali, ma non era questo l’importante, quello che contava era il fascino per le parole. Ho imparato che si possono usare per esprimere bellezza e sentimenti, cercavo modi e provavo a farli avvicinare alla mia anima. Cioè loro devono avere il potere di scendere fino alle ossa per dire quello che mi sentivo di dire. Ma ho pure un’altra teoria, che loro sono dentro di noi e vogliono semplicemente uscire. Comunque, in un modo o nell’altro, ad un certo punto riesci a dire ‘ah, ecco, quello che ho scritto esprime quello che sento’”.

Nel tuo essere sospesa tra Italia e Romania, oggi quale senti essere la tua casa e sogni di ritornare al tuo paese natale?

“Rispondere a questa domanda fa male perché sogno di tornare dal giorno che sono partita. Pensavo fosse per sei mesi, ma sono passati quasi vent’anni. E così è per tutti gli emigranti. Ogni giorno penso a come potrebbe essere la mia vita lì. Ogni giorno mi rendo conto che non potrò stare lontano dalla bellezza dell’Italia. Qui so che basta un biglietto di treno per andare a Firenze o a Roma, ho bisogno di questa bellezza. Non sopporto l’idea di essere lontana dalla cupola del Brunelleschi. O dalla Pietà di Michelangelo. Dall’altra parte non sopporto l’idea di stare lontana dalle mie figlie per sempre. Ma intanto sono passati gli anni e io sono qui. La vita non aspetta che io prenda una decisione.”

Il tuo libro è stato pubblicato sia in Italia che in Romania. Che messaggio lancia agli italiani, ai rumeni e alle persone in genere?

“’Ciliegie amare’ è un avvertimento, io stessa avrei voluto leggerlo prima della mia partenza, ma nessuno raccontava niente. Infatti, gli emigranti sembrano sparire in una sorta di buco nero, nessuno sa come vivono veramente e come si sentono, poi tornano ad agosto e comunque sia non raccontano quasi nulla. Vorrei che le persone si fermassero un attimo prima di prendersi il biglietto di solo andata e che si chiedessero se è veramente necessario prenderlo. La società ci spinge ad avere macchine e mobili nuovi e tappeti e tanti soldi in tasca. Ma se hanno il necessario e vogliono un di più, spero che rinuncino alla partenza perché nessuna macchina nuova può sostituire l’abbraccio di un figlio. Poi mi piacerebbe sapere che le persone iniziano a parlare di più dei loro problemi. Nella Costituzione dei nostri paesi si scrive che il lavoro è un diritto e che lo Stato ha il obbligo di assicurare una vita dignitosa ai suoi cittadini. Ecco, ci sono tante cose da fare, da mettere a posto. Posso capire che in un borgo della campagna non c’è lavoro e che una persona deve fare il pendolare per mantenere la famiglia. Ma è difficile da accettare che per sfamare i figli devi partire a migliaia di chilometri, distruggendo la propria vita e anche quella degli altri.”

In qualche incontro pubblico ti sei presentata come “badante e scrittrice”, in questo ordine. Com’è cambiata la percezione di te stessa e la tua quotidianità dopo l’uscita del libro?

“Sinceramente non mi definisco con quello che faccio. Lavoro come badante e scrivo libri o faccio traduzioni, ma non è il lavoro quello che ci definisce, ma quello che pensiamo, quella profondità che abbiamo dentro di noi.  Ho due vite da sempre, in una lavoro per poter mangiare e aiutare le mie figlie, in quell’altra scrivo. Non bastava che vivo in due paesi simultaneamente, ho pure due vite in quelle poche ore di una giornata. Come ci riesco? Qualche volta scrivo nella testa oppure su un pezzo di carta qualsiasi mi annoto un’idea, un pensiero, quando arrivo a casa scrivo. Non sono mai stata davanti allo schermo del computer a pensare cosa devo scrivere. Penso per strada, mentre cammino, penso mentre lavoro, mi è capitato di scrivere poesia nella testa mentre lavavo i piedi della signora per quale lavoro. Però è bello così. Non mi annoio mai, ho un sacco di pensieri in testa, per esempio adesso sto scrivendo mentalmente a due libri in simultanea. In uno sono un tiglio in mezzo a un quartiere, in altra sono un disabile che non sa nemmeno che è nato. La mia vita è così da sempre: spaccata. Ma va bene uguale. Spero solo che quello che faccio arrivi all’anima della gente, in un modo o nell’altro.”

Cosa ha rappresentato per te la partecipazione alla trasmissione di “Che ci faccio qui” di Domenico Iannacone?

“Sono diventata ricca. Per prima cosa, subito dopo le riprese ho ricominciato a leggere poesie, non lo facevo da vent’anni. Avevo paura che potesse crollare quel muro che avevo alzato da sola per proteggermi dalle emozioni, io sento troppo da sempre.  Il muro è crollato, sì. Non è stato indolore, ma è stato necessario. Mi sono concessa perfino di piangere e ho scoperto che essere fragile non è poi così male perché all’improvviso sono stata circondata da nuovi amici. Si riconoscono nel dolore che non è più solo quello della emigrazione interna o esterna. Mi scrivono persone umiliate al lavoro, ma anche persone che amano leggere oppure mamme con figli fuori dal nido, mi scrivono gli ultimi come me perché siamo simili. Diciamo che la gente mi racconta quello che sente proprio perché sono una di loro. E il coraggio di raccontare la verità (non è che l’ho avuto, ma la testimonianza deve essere vera, a qualsiasi costo emotivo) ha dato coraggio anche a loro a dire le cose come stanno. Perché no, non è colpa nostra se non c’è lavoro, se le multinazionali chiudono, se i giovani devono lavorare a chiamata. C’è chi vuole prevalere sui più deboli. C’è chi si arricchisce sulla pelle dei poveri, migranti o no. In fin dei conti, il discorso è sempre sul potere e sui soldi. E io dico la verità perché ho già perso tutto. Ma sai una cosa? Quando ho perso tutto ho guadagnato la libertà di dire la verità. E questa cosa è fantastica.”

 

 

Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
La famiglia annuncia con profondo dolore la scomparsa di Gino Paoli, avvenuta ieri, 24 marzo, nella sua residenza di Genova all'età di 91 anni. L’artista si è spento serenamente, lasciando un vuoto incolmabile non solo nella storia della musica italiana, ma soprattutto nel cuore dei suoi cari. La figlia Amanda Sandrelli ha voluto onorare la memoria del padre con una dichiarazione che ne sottolinea il legame profondo: «Babbo mio, te ne sei andato con la stessa libertà con cui hai vissuto. Mi restano il tuo sguardo, le tue canzoni e l'immensa fortuna di essere stata tua figlia. Mi mancherai ogni giorno, ma ti cercherò tra le note e il mare di Genova». Nel rispetto della volontà del Maestro, da sempre schivo e riservato, la famiglia conferma che l’addio avverrà in forma sobria: Esequie: I funerali si terranno a Genova domani, giovedì 26 marzo 2026. Forma Privata: La cerimonia si svolgerà in forma strettamente privata, alla sola presenza dei congiunti. Camera Ardente: Per espressa decisione della famiglia, non sarà allestita alcuna camera ardente pubblica.
Autore: AGENZIA DIRE 25 marzo 2026
"Non ho fatto niente di scorretto": così il sottosegretario di Stato per la Giustizia comunica le sue dimissioni 'irrevocabili'. A stretto giro la decisione della capo di Gabinetto. In serata il diktat per la ministra del Turismo Effetto domino sul governo, l’indomani del Referendum sulla Giustizia. La vittoria del “No” e la bocciatura della riforma sostenuta da maggioranza ed esecutivo non è indolore, in particolare, per il Ministero della Giustizia. Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 marzo, si sono succedute a distanza ravvicinata le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. A seguire, il diktat- travestito da ‘auspicio’- della premier Giorgia Meloni all’indirizzo della ministra del Turismo Daniela Santanché perché segua l’esempio di Delmastro e Bartolozzi e dimostri la stessa “sensibilità istituzionale”. MELONI: “BENE LE DIMISSIONI DI BARTOLOZZI E DELMASTRO, SANTANCHÈ ABBIA LA STESSA SENSIBILITÀ “ La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni “esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”. Meloni “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè“. Così una nota di Palazzo Chigi. DELMASTRO: “NON HO FATTO NIENTE DI SCORRETTO MA MI DIMETTO” “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. ANCHE GIUSI BARTOLOZZI SI È DIMESSA . LA DECISIONE UFFICIALIZZATA DOPO IL COLLOQUIO CON NORDIO Sono ufficialmente arrivate le dimissioni di Giusi Bartolozzi da capo di Gabinetto in Via Arenula. A quanto si apprende da fonti vicine al ministero della Giustizia, il passo indietro ora è stato formalizzato dopo il colloquio con il ministro Carlo Nordio. Le posizioni di Delmastro e Bartolozzi, rispettivamente Sottosegretario e Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, alla vigilia delle urne, erano considerate a rischio in caso di sconfitta del ‘sì’ al referendum. Due nomi finiti della bufera della campagna referendaria per diversi motivi. IL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA” Le dimissioni di Delmastro sono l’ultimo capitolo delle polemiche sollevate nei giorni scorsi da un’inchiesta giornalistica lanciata da “Il Fatto Quotidiano”: al centro la rivelazione della sua partecipazione societaria in un ristorante di Roma, denominato “Bisteccheria d’Italia”. Tra i soci dell’attività figura infatti anche la figlia di Mauro Caroccia, recentemente condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni legati al clan mafioso Senese. Il ministro Nordio, proprio in mattinata, si era detto fiducioso nei confronti del Sottosegretario: “Sono certo che riuscirà a chiarire”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24. Delmastro a sua volta, nel presentare le dimissioni, ha ammesso di aver commesso una “leggerezza” e di aver ceduto le sue quote non appena appresa la gravità dei legami della famiglia Caroccia. Ha infine ribadito di non aver mai compiuto atti scorretti. QUELLE PAROLE DI BARTOLOZZI: “GIUDICI? UN PLOTONE DI ESECUZIONE” Diverso il caso del passo indietro di Bartolozzi: a renderle la vita difficile al Ministero sono state le reazioni alle sue recenti dichiarazioni pubbliche sui magistrati. Durante la recente campagna elettorale per il Referendum sulla Giustizia. Bartolozzi aveva infatti attaccato duramente i togati, tra l’altro etichettandoli come un “plotone d’esecuzione”. Un’uscita risultata infelice, e a sua volta stigmatizzata sul piano politico dall’opposizione, anche se il Ministro Nordio, ai microfoni di Sky Tg 24, stamane aveva ribadito che la posizione di Bartolozzi non sarebbe stata in discussione. SANTANCHÈ NEI GUAI PER IL CASO VISIBILIA Le ultime parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivolte alla ministra del Turismo, riguardano il suo coinvolgimento nel caso Visibilia, società fondata dalla stessa Santanché e coinvolta in diverse vicende giudiziarie. La ministra è stata infatti rinviata a giudizio il 17 gennaio 2025 dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio (false comunicazioni sociali). Il processo riguarda in sostanza i conti della società Visibilia Editore di cui Santanché è stata fondatrice, presidente e amministratrice delegata fino al dicembre 2021 e di cui h mantenuto il controllo tramite la sua controllante Athena Srl. Nonostante le indagini e il rinvio a giudizio, Santanchè ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai truccato i bilanci.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
In arrivo giornate più lunghe e risparmi energetici: ecco tutto quello che c’è da sapere sul cambio d’ora di questa primavera. Il momento del cambio d’ora è ormai alle porte. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, l’Italia e i Paesi dell’Unione Europea daranno il benvenuto all’ora legale, il sistema nato per ottimizzare l'uso della luce solare e favorire il risparmio energetico durante i mesi più caldi. Come e quando cambiare l’orario Il passaggio ufficiale avverrà alle ore 02:00 di domenica mattina, momento in cui le lancette dovranno essere spostate un’ora avanti, posizionandole direttamente sulle 03:00. Dispositivi digitali: La stragrande maggioranza di smartphone, computer, tablet e orologi connessi alla rete effettuerà il passaggio in modo automatico senza richiedere l’intervento dell’utente. Orologi analogici: Per orologi da parete, da polso meccanici e dispositivi non connessi (come i timer di alcuni elettrodomestici o i cruscotti delle auto meno recenti), sarà necessario l'intervento manuale. Gli effetti del passaggio Nonostante la perdita di un'ora di sonno nella notte del passaggio, l'introduzione dell'ora legale garantisce un immediato aumento della luce naturale nelle ore pomeridiane. Questo slittamento permette di ridurre sensibilmente il consumo di energia elettrica per l'illuminazione, portando benefici sia in termini ambientali che economici.  Verso l’autunno L’ora legale rimarrà in vigore per sette mesi, accompagnandoci per tutta l’estate fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando verrà ripristinata l’ora solare.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 25 marzo 2026
Mentre i mercati energetici continuano a oscillare e le famiglie si trovano a fare i conti con rinc ari senza sosta, la nostra redazione ha deciso di vederci chiaro. Siamo andati a incontrare le aziende leader del settore e abbiamo parlato con una Consulente Energetica Senior, che ci ha mostrato dati alla mano cosa significhi oggi passare al fotovoltaico. L’Incontro: Numeri che non Mentono "Non parliamo di promesse, parliamo di fatture alla mano", ci spiega la nostra consulente Signora Barbara Icardi, mentre ci mostra i grafici di una famiglia tipo. Grazie all’installazione di pannelli solari di ultima generazione, il risparmio non è solo una voce nel futuro, ma un taglio netto immediato. " Molte persone arrivano da noi spaventate dai costi iniziali," prosegue l’esperta, "ma quando vedono l'abbattimento dei costi in bolletta e gli incentivi attivi, capiscono che l'impianto si ripaga da solo. In pochi anni, quella che era una spesa fissa diventa un guadagno netto che la famiglia può reinvestire." Una Scelta di Benessere: Proteggere chi Amiamo Oltre al risparmio economico, emerge un dato psicologico fortissimo. La consulente ci conferma che sempre più italiani accettano questa sfida non solo per il portafoglio, ma per un profondo desiderio di serenità familiare. Libertà dall'ansia: Non essere più schiavi delle decisioni geopolitiche che alzano il prezzo del gas e dell’energia elettrica. Investimento sui figli: Ogni euro risparmiato oggi è un fondo per l'università o i progetti futuri dei ragazzi e per te stesso e i tuoi cari. Valore all'immobile: Una casa energeticamente indipendente vale molto di più sul mercato. I l Futuro è un Tetto Splendente Il mondo che sogniamo un pianeta al 100% pulito non è un’utopia lontana, ma una costruzione quotidiana. Se ogni famiglia facesse questo passo, ridurremmo drasticamente le emissioni e creeremmo un’economia circolare dove l’energia è un bene comune e accessibile. I l Commento della Redazione Abbiamo toccato con mano la realtà: le aziende oggi offrono tecnologie così avanzate (con batterie di accumulo che permettono di usare l'energia del sole anche di notte) che restare legati al vecchio sistema è quasi un controsenso economico. Il benessere della tua famiglia parte da una scelta consapevole.  Guardare al futuro significa smettere di subire i costi e iniziare a produrre valore per la tua famiglia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 marzo 2026
Nella giornata di oggi, mercoledì 25 marzo, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, accoglierà a Palazzo Giustiniani Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. L'incontro, previsto per le ore 12:30 in forma privata, accende i riflettori sulla complessa vicenda dei tre figli della coppia, allontanati dalle autorità lo scorso novembre mentre vivevano in un casolare a Palmoli, in Abruzzo. Il contesto legale L’incontro giunge a pochi giorni dal deposito di un ricorso di 37 pagine presso la Corte d'Appello dell'Aquila. I legali della famiglia contestano l'ultimo provvedimento del Tribunale per i Minorenni, che ha disposto il trasferimento dei bambini in una nuova comunità e l’allontanamento della madre dagli stessi. Le criticità sollevate La difesa dei coniugi parla apertamente di una "lettura distorta dei fatti" e denuncia un presunto pregiudizio sistematico nei confronti di Catherine Birmingham. Secondo i legali, il sistema avrebbe progressivamente isolato la figura materna, interpretando ogni sua azione in chiave punitiva e precludendo alla donna una reale possibilità di difesa. L'attenzione della seconda carica dello Stato segna un momento di forte rilievo istituzionale per un caso che continua a dividere l'opinione pubblica tra il rispetto dei protocolli di tutela minorile e il diritto alla genitorialità.
Autore: AGENZIA DIRE In aggiornamento 25 marzo 2026
" E’ il venticinquesimo giorno di guerra in Medio Oriente. A fine giornata, emergono spiragli per l’avvio dei colloqui di pace con la possibilità di farli partire già giovedì. Anche se gli attacchi sui diversi fronti aperti vanno avanti. Intanto sui media israeliani circola un piano di 15 punti per lo stop al conflitto inviato da Washington a Teheran. Ecco quali sarebbero le richieste di Washington. NYT: “DAGLI USA ALL’IRAN UN PIANO DA 15 PUNTI PER LA PACE” E I MEDIA ISRAELIANI LO RIPORTANO PUNTO PER PUNTO Secondo quanto riferito dal quotidiano statunitense New York Times, gli Stati Uniti avrebbero inviato all’Iran un piano di pace. La proposta in 15 punti, inoltrata alla leadership iraniana tramite il Pakistan, riflette la volontà dell’amministrazione Trump di trovare una via d’uscita dal conflitto. Il quotidiano cita come fonte “due funzionari informati sulla vicenda diplomatica”. Anche i media israeliani, tra cui Canale 12 e Haaretz riportano la notizia che Kushner e Witkoff hanno delineato un processo che prevede “la dichiarazione di un periodo di cessate il fuoco della durata di un mese, durante il quale le parti negozieranno un accordo in 15 punti”. Non solo, i media israeliani riferiscono persino i contenuti delle richieste americane e pesino i vantaggi previsti perTeheran. Tra i punti elencati dagli Usa: “L’Iran deve smantellare le sue attuali capacità nucleari” e “deve impegnarsi a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari nè l’arricchimento dell’uranio”, inclusa la consegna in tempi brevi all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle sue scorte di “circa 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, secondo un calendario da concordare”. Inoltre gli Usa chiedono lo smantellamento degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordo. E ancora: pieno accesso e trasparenza all’Aiea, l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. E ancora: “L’Iran deve abbandonare il suo “paradigma” regionale basato sui rapporti con i suoi alleati” e “cessare di finanziare, dirigere e armare i suoi gruppi alleati nella regione”. Tra i 15 punti ovviamente la riapertura dello Stretto di Hormuz e la limitazione del programma missilistico iraniano. In cambio, l’Iran otterrebbe in vantaggio: la revoca completa delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale l’assistenza degli Usa “nel portare avanti il ​​suo programma nucleare civile, compresa la produzione di energia elettrica presso la centrale nucleare di Bushehr”. Secondo il quotidiano Haaretz, gli Stati Uniti hanno trasmesso all’Iran, tramite il Pakistan, la loro proposta in 15 punti, concedendo alla Repubblica islamica 24 ore di tempo per rispondere. Ma Teheran avrebbe risposto di non essere in grado di rispettare la scadenza perché i responsabili del regime incontrano notevoli difficoltà a comunicare o a incontrarsi per timore di essere presi di mira.
Autore: Redazione 25 marzo 2026
Jannik Sinner soffre ma supera in due set Alex Michelsen negli ottavi di finale di Miami e, con un 7-5 7-6, conquista per la ventesima volta in carriera i quarti di finale in un Masters 1000, allungando anche a 28 la striscia di set vinti consecutivi in questa categoria di tornei
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
L’ex magistrato Luca Palamara, commentando l’esito della consultazione referendaria ai microfoni dell’Adnkronos, analizza le ripercussioni interne alla magistratura, lanciando un monito sulla tenuta del sistema. “Nel breve periodo l’Associazione Nazionale Magistrati esce rafforzata, ma è un rafforzamento che rischia di trasformarsi in un boomerang”, ha dichiarato Palamara. Secondo l’ex magistrato, la vittoria del ‘No’ consolida il ruolo dell'ANM come soggetto di opposizione politica, ma sposta sensibilmente gli equilibri interni: “Il peso della corrente di Area è destinato a crescere, condizionando la futura leadership e la successione a Parodi”. Palamara sottolinea come, da oggi, la magistratura associata si assuma una responsabilità storica: Fine degli alibi: "Se il sistema resta com'è, la responsabilità ricade su chi lo ha difeso. Se emergeranno ancora le distorsioni del correntismo, sarà impossibile spiegare agli italiani perché non si è voluto cambiare nulla". La domanda di riforma: "Milioni di cittadini hanno votato per il cambiamento. Esiste una sfiducia profonda verso l’attuale assetto della giustizia che non può essere ignorata da chi oggi canta vittoria". In conclusione, Palamara avverte che la partita non è chiusa, ma solo rimandata a un terreno "molto più scomodo" per i conservatori: "Non necessariamente ogni riforma deve toccare la Costituzione. Il risultato va rispettato, ma non va raccontato come una resa: la domanda di giustizia del Paese resta inevasa".
Autore: AGENZAI DIRE ORE: 20.32 24 marzo 2026
"Non ho fatto niente di scorretto": così il sottosegretario di Stato per la Giustizia comunica le sue dimissioni 'irrevocabili'. A stretto giro la decisione della capo di Gabinetto, ufficializzata dopo il colloquio con Nordio. In serata il diktat per la ministra del Turismo ROMA – Effetto domino sul governo, l’indomani del Referendum sulla Giustizia. La vittoria del “No” e la bocciatura della riforma sostenuta da maggioranza ed esecutivo non è indolore, in particolare, per il Ministero della Giustizia. Nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 marzo, si sono succedute a distanza ravvicinata le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. A seguire, il diktat- travestito da ‘auspicio’- della premier Giorgia Meloni all’indirizzo della ministra del Turismo Daniela Santanché perché segua l’esempio di Delmastro e Bartolozzi e dimostri la stessa “sensibilità istituzionale”. MELONI: “BENE LE DIMISSIONI DI BARTOLOZZI E DELMASTRO, SANTANCHÈ ABBIA LA STESSA SENSIBILITÀ“ La presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni “esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del capo di gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione”. Meloni “auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal ministro del Turismo Daniela Santanchè“. Così una nota di Palazzo Chigi. DELMASTRO: “NON HO FATTO NIENTE DI SCORRETTO MA MI DIMETTO” “Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove. ANCHE GIUSI BARTOLOZZI SI È DIMESSA. LA DECISIONE UFFICIALIZZATA DOPO IL COLLOQUIO CON NORDIO Sono ufficialmente arrivate le dimissioni di Giusi Bartolozzi da capo di Gabinetto in Via Arenula. A quanto si apprende da fonti vicine al ministero della Giustizia, il passo indietro ora è stato formalizzato dopo il colloquio con il ministro Carlo Nordio. LEGGI ANCHE: VIDEO | Referendum, Bartolozzi choc: “Se vince il no? Scapperò dall’Italia” LEGGI ANCHE: Caso Visibilia, Santanchè: “Il rinvio a giudizio? Come vedete sto lavorando normalmente…” Le posizioni di Delmastro e Bartolozzi, rispettivamente Sottosegretario e Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, alla vigilia delle urne, erano considerate a rischio in caso di sconfitta del ‘sì’ al referendum. Due nomi finiti della bufera della campagna referendaria per diversi motivi. IL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA” Le dimissioni di Delmastro sono l’ultimo capitolo delle polemiche sollevate nei giorni scorsi da un’inchiesta giornalistica lanciata da “Il Fatto Quotidiano”: al centro la rivelazione della sua partecipazione societaria in un ristorante di Roma, denominato “Bisteccheria d’Italia”. Tra i soci dell’attività figura infatti anche la figlia di Mauro Caroccia, recentemente condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni legati al clan mafioso Senese. Il ministro Nordio, proprio in mattinata, si era detto fiducioso nei confronti del Sottosegretario: “Sono certo che riuscirà a chiarire”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Tg24. Delmastro a sua volta, nel presentare le dimissioni, ha ammesso di aver commesso una “leggerezza” e di aver ceduto le sue quote non appena appresa la gravità dei legami della famiglia Caroccia. Ha infine ribadito di non aver mai compiuto atti scorretti. QUELLE PAROLE DI BARTOLOZZI: “GIUDICI? UN PLOTONE DI ESECUZIONE” Diverso il caso del passo indietro di Bartolozzi: a renderle la vita difficile al Ministero sono state le reazioni alle sue recenti dichiarazioni pubbliche sui magistrati. Durante la recente campagna elettorale per il Referendum sulla Giustizia. Bartolozzi aveva infatti attaccato duramente i togati, tra l’altro etichettandoli come un “plotone d’esecuzione”. Un’uscita risultata infelice, e a sua volta stigmatizzata sul piano politico dall’opposizione, anche se il Ministro Nordio, ai microfoni di Sky Tg 24, stamane aveva ribadito che la posizione di Bartolozzi non sarebbe stata in discussione. SANTANCHÈ NEI GUAI PER IL CASO VISIBILIA Le ultime parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivolte alla ministra del Turismo, riguardano il suo coinvolgimento nel caso Visibilia, società fondata dalla stessa Santanché e coinvolta in diverse vicende giudiziarie. La ministra è stata infatti rinviata a giudizio il 17 gennaio 2025 dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio (false comunicazioni sociali). Il processo riguarda in sostanza i conti della società Visibilia Editore di cui Santanché è stata fondatrice, presidente e amministratrice delegata fino al dicembre 2021 e di cui h mantenuto il controllo tramite la sua controllante Athena Srl. Nonostante le indagini e il rinvio a giudizio, Santanchè ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti, dichiarando di non aver mai truccato i bilanci.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 24 marzo 2026
Andrea Delmastro Delle Vedove lascia l'incarico di Sottosegretario alla Giustizia. Le dimissioni, definite "irrevocabili", arrivano sulla scia della sconfitta del governo al referendum sulla magistratura, ma sono motivate soprattutto dal coinvolgimento in un caso societario scottante. Al centro della bufera c'è la partecipazione di Delmastro a una società di ristorazione intestata alla figlia di Mauro Caroccia, attualmente detenuto e condannato per legami con il clan Senese. Pur ribadendo la propria correttezza, l'esponente di Fratelli d'Italia ha ammesso una "leggerezza": "Ho sempre combattuto la criminalità, ma ho commesso un errore di valutazione a cui ho rimediato appena possibile. Mi assumo la responsabilità per rispetto delle istituzioni e del Presidente del Consiglio". L'uscita di scena di Delmastro apre ora una fase di incertezza per il Ministero, mettendo a rischio anche la posizione di un altro nome chiave: Giusi Bartolozzi.
Show More