L’altra metà del pentagramma

Anna Maria Rengo • 19 gennaio 2026

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Con Cinzia Proietti ed Emanuele Stracchi alla scoperta di Barbara Strozzi, una delle pochissime compositrici del Barocco italiano la cui storia e produzione musicale è giunta fino ai giorni nostri.



Quando si pensa alla storia della musica classica (italiana e non solo) nella mente si affollano tanti personaggi maschili giunti alla fama e all’immortalità grazie alle loro sonate, sinfonie, opere liriche. Ma c’è una storia parallela che vede anche le donne protagoniste, per quanto le loro produzioni artistiche siano meno conosciute, almeno dal vasto pubblico. Ben venga dunque, in questa opera di valorizzazione e conoscenza di un patrimonio artistico di grande interesse, il saggio della musicista e scrittrice Cinzia Proietti e del compositore Emanuele Stracchi “La mia donna perché canta” (Edizioni Romana Musica) dedicato a Barbara Strozzi, una delle compositrici più emblematiche del Barocco italiano, saggio che offre un'analisi approfondita dell'Aria n. 25, tratta dall'Op. 2. Appunto, “La mia donna perché canta” ossia il titolo del saggio.


Ma andiamo con ordine.

Da dove nasce l’interesse per Barbara Strozzi e come si inserisce la sua opera nel contesto storico-musicale? Lo chiediamo a Cinzia, che ha curato la prima parte del libro.

“Questo lavoro nasce dall’interesse a riscoprire e valorizzare una figura femminile di spicco nel panorama musicale del XVII secolo. Nata a Venezia nel 1619, Barbara Strozzi fu una compositrice e interprete di notevole rilevanza, capace di esplorare una vasta gamma di affetti. Considerata la più prolifica nella musica da camera profana seicentesca, è compositrice di oltre 100 lavori, nei quali emergono grande semplicità e naturalezza, grazia e finezza di gusto, tratti distintivi di una vera femminilità. L’aria ‘La mia donna perché canta’, oggetto di analisi, è stata scelta per le sue caratteristiche stilistiche, compositive e interpretative. Quest’opera costituisce una testimonianza significativa del fervore artistico, culturale e musicale della Venezia seicentesca, nonostante le restrizioni socio-culturali che gravavano sulle donne del tempo. In un contesto storico-musicale dominato da figure maschili, che escludeva le donne dalle posizioni di leadership nel campo musicale, la Strozzi riuscì a emergere e distinguersi. La sua capacità creativa, di grande intensità espressiva, ha suscitato un rinnovato interesse nei suoi confronti, mettendo in luce il contributo significativo che ella ha dato al repertorio vocale barocco.”


La storia dell’arte, dalla musica alla pittura alla scrittura, è avarissima di protagoniste (o anche solo comparse) femminili. Cosa significava per Barbara Strozzi essere una compositrice della sua epoca?


“Fra Sei e Settecento si ebbe una ricca fioritura di ingegni figure femminili nei campi delle lettere, della saggistica e delle arti figurative, in particolare nel contesto veneziano. A partire dal Rinascimento si consolidò, all'interno dell’aristocrazia e del ceto mercantile, l’usanza di offrire l’opportunità di accedere alla cultura e di valorizzare le proprie attitudini creative. Accanto all’insegnamento di scrittura, lettura, aritmetica, storia, lingue classiche e moderne, nonché alle attività considerate tradizionalmente femminili, come la cucina e il cucito, trovarono spazio anche discipline artistiche quali la danza, le arti figurative e la musica. Nel panorama musicale italiano, le donne erano prevalentemente attive come cantanti, mentre il ruolo di compositrice rimaneva fortemente limitato. Essere una donna compositrice nel XVII secolo significava confrontarsi con barriere sociali e culturali particolarmente restrittive. L'epoca barocca, pur essendo caratterizzata da un intenso fermento artistico e intellettuale, continuava infatti a considerare la musica, soprattutto nella sua dimensione professionale, come dominio esclusivo degli uomini. Tuttavia, Barbara Strozzi riuscì ad affermarsi grazie al suo eccezionale talento e al sostegno di influenti mecenati, che la favorirono nella carriera musicale.”


Nella prima parte del libro, da te curata, proponi un’approfondita analisi filologica, armonica e melodica dell’aria “La mia donna perché canta”, con una trascrizione moderna del brano e una lettura del testo poetico che ne rivela la complessità simbolica. Qual è dunque il valore simbolico del testo?


“L’aria di Barbara Strozzi si inserisce perfettamente nel contesto sociale e culturale della Venezia del Seicento, dove le donne, soprattutto quelle attive nel mondo della musica e della scena, venivano frequentemente etichettate come cortigiane o figure di secondaria importanza, nonostante la loro indiscutibile abilità artistica. Il brano ha un tono sarcastico e pungente, riflettendo sulle dinamiche di potere tra i sessi. La composizione utilizza un espediente musicale che richiama la solmisazione, un gioco linguistico che sottintende, attraverso il canto, un gioco di parole e metafore, rivelando implicitamente le tensioni tra i ruoli tradizionali e le sfide alle convenzioni sociali. Il testo ironizza sull’inganno e sull’astuzia della protagonista, una donna che, nel brano, non rappresenta la figura dolce o affettuosa, ma quella di una cantante scaltra e consapevole, capace di manipolare la situazione a suo favore. Il contrasto tra la donna astuta e l'uomo ingenuo diventa quindi una metafora della realtà sociale dell'epoca, in cui le donne erano spesso ridotte a ruoli marginali o denigratori, ma in cui alcune, come Strozzi, riuscivano a farsi strada con determinazione e ingegno. La composizione di Strozzi può anche essere vista come sottile forma di denuncia, che riflette sulle difficoltà delle donne nel guadagnarsi rispetto e autorevolezza e sulla loro necessità di navigare tra le difficili dinamiche di potere e stereotipi sociali.”

Nella seconda parte del saggio, firmata da Emanuele Stracchi, si passa poi a un’esplorazione innovativa della composizione attraverso sei rielaborazioni stilistiche che spaziano dal barocco alla musica contemporanea.


A Emanuele chiediamo dunque: in che modo la compositrice ha anticipato tendenze stilistiche sviluppate nelle epoche successive?

 

“Barbara Strozzi è totalmente figlia del suo tempo. La prassi delle diminuzioni, delle variazioni continue su un basso, su un ostinato o su cellule melodiche semplici era già parte integrante del bagaglio tecnico e culturale di ogni musicista del Seicento: improvvisare, fiorire una linea, variarla costantemente era una competenza normale, soprattutto nella pratica contrappuntistica e nel rapporto tra voce e basso continuo.

La sua grandezza non sta quindi nell’inventare questa prassi, ma nel modo personale e intensamente espressivo con cui la utilizza. In ‘La mia donna perché canta’ si avverte una libertà retorica fortissima: la melodia nasce spesso da strutture semplici, quasi elementari, che vengono poi decorate, espanse, trasformate in funzione diretta del testo e degli affetti. Tutto questo è pienamente appartenente alla prassi compositiva antica, ma proprio per questo diventa un terreno ideale di dialogo con il futuro…

In questo senso Strozzi non ‘anticipa’ consapevolmente le epoche successive, ma offre un materiale che può dialogare molto bene con esse: la sua attenzione alla parola e all’affetto la rende sorprendentemente vicina all’idea romantica di musica come espressione interiore; la pratica di partire da un nucleo semplice e trasformarlo continuamente rende il suo linguaggio naturalmente compatibile con il principio della variazione, che sarà centrale nel classicismo, nel romanticismo e anche in molte pratiche moderne e contemporanee.

La sua musica - pur radicata profondamente nel Seicento - contiene quella che chiamerei ‘duttilità’, tale da permette di attraversare gli stili senza forzature: è proprio perché è così autenticamente antica che può diventare materia viva per un dialogo con altri linguaggi. Non è un caso che la musica di Bach o quella di altri autori che si inscrivono nella prassi antica si sposa bene con la rielaborazione, la composizione ex novo (penso alla Passacaglia o al basso ostinato) e all’improvvisazione jazzistica.”


In che modo hai curato le rielaborazioni stilistiche e ci sarà o c’è già stata la possibilità di ascoltarle dal vivo?


“Io ho lavorato partendo dall’aria di Strozzi come da un vero e proprio ‘nucleo generativo’: ho analizzato struttura, melodia, armonia e ritmo per estrarne l’essenza, il materiale minimo da cui far nascere nuove musiche. Da lì ho costruito una serie di interpolazioni e rielaborazioni che mettono questo nucleo in dialogo con stili diversi: dal classicismo viennese al romanticismo, dall’opera lirica italiana al modernismo, fino alla musica contemporanea. Il brano che chiude la piccola raccolta infatti è costruita sull’idea di variazione “evolutiva”, per la quale si parte da un brevissimo frammento e lo si fa germinare attraverso continue manipolazioni, quasi omaggiando alcuni pensieri di Franco Donatoni.

Non si tratta di semplici ‘imitazioni di stile’, ma di veri brani nuovi, inediti, in cui il materiale di Strozzi viene trasformato, frammentato, ricomposto, a volte quasi nascosto, a volte dichiarato apertamente. L’idea è che il passato non venga musealizzato, ma rimesso in circolo come materia viva, capace di generare altra musica. Per quanto riguarda l’ascolto, al momento siamo ancora in una fase di work in progress. Insieme a Cinzia Proietti, stiamo organizzando sia la presentazione del libro sia le prime esecuzioni assolute di queste composizioni, che sono previste nel corso del 2026. L’auspicio è che il progetto non resti confinato alla pagina scritta, ma possa vivere pienamente anche nella dimensione sonora e performativa.”


La contaminazione tra generi e tra diverse epoche musicali è tema dibattuto e divisivo. Qual è la tua opinione in merito?


“Io sono decisamente favorevole alla contaminazione tra generi e tra epoche, ma non a qualunque costo. Credo che il dialogo abbia senso solo se è sincero e necessario dal punto di vista musicale, non se è un’operazione di superficie o di moda.

La contaminazione è feconda quando crea vere occasioni creative, quando genera qualcosa che prima non c’era e che ha davvero qualcosa da dire. Non deve essere un collage decorativo. Credo valga la pena parlare di un “confronto” profondo, ovvero tra linguaggi, tecniche, sensibilità diverse... In questo senso, lavorare su Barbara Strozzi e farla dialogare con Haydn, Mozart, Schubert, Verdi, Gershwin o Ligeti è forse in parte un gioco intellettuale, ma anche un modo per mostrare che certe idee musicali attraversano i secoli e possono ancora parlare al presente. È anche un modo per mostrare la potenza della tonalità e delle sue possibili aperture sul terreno modale e atonale.

Se la contaminazione nasce da un ascolto attento, da uno studio serio e da un’urgenza espressiva reale, allora non indebolisce le identità, ma le rende più consapevoli e più vive.”

Il saggio è completato da una prefazione di Aurelio Canonici, una nota critica di Fabio Serani e una grafica di Chiara Morelli che arricchiscono il contesto storico, musicale ed estetico dell’opera.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 23 marzo 2026
La tensione internazionale raggiunge livelli senza precedenti. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un ultimatum perentorio alla Repubblica Islamica dell’Iran: lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto totalmente e senza condizioni entro le prossime 48 ore. L'ULTIMATUM DI TRUMP Nel quadro dell'operazione "Epic Fury", il Presidente americano ha dichiarato che la mancata ottemperanza porterà a attacchi mirati per distruggere le infrastrutture energetiche iraniane. "Il risultato sarà molto positivo. Ci sarà la distruzione totale dell'Iran e funzionerà alla grande", ha affermato Trump, fissando la scadenza per la notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo. LA RISPOSTA DELL’IRAN La replica di Teheran è stata immediata e di segno opposto. I Pasdaran hanno annunciato che qualsiasi attacco statunitense scatenerà ritorsioni simmetriche contro le basi e le infrastrutture energetiche degli Stati Uniti e dei loro alleati nella regione del Golfo. L'Iran ha inoltre minacciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz, mossa che congelerebbe il passaggio del 20% del traffico petrolifero globale. IMPATTO SUI MERCATI Con il prezzo della benzina negli Stati Uniti già prossimo ai 4 dollari al gallone, un blocco definitivo dello stretto rischierebbe di far collassare i mercati energetici, provocando un’impennata dei costi dei carburanti con effetti devastanti sull'economia mondiale.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento 23 marzo 2026
In aggiornamento Le ultime rilevazioni di domenica sera, 22 marzo, registrano il dato definitivo dell’affluenza alle 23 al 46,07%: nel precedente referendum costituzionale del 2020, sulla riduzione del numero dei parlamentari, l’affluenza, alla stessa ora, si era fermata del 39,37%. Oggi, lunedì 23 marzo, i seggi riaprono in tutta Italia alle 7 per chiudere alle 15. Nei principali capoluoghi l’affluenza alle 23 è stata: Roma (51,52%), Milano (53,84%) e Bologna (58,69%), Firenze (58,5%) hanno superato la soglia della metà degli elettori; Torino (49,5%) sfiora i risultati delle città precedenti, Venezia resta in linea co i risultati nazionali (45,33%), mentre Napoli si ferma al di sotto del 40% (38,38%), idem per Bari (37,12%). Gli elettori sono chiamati alle urne sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia: per il loro ‘sì’ o ‘no’ sul testo di revisione relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare. Le prossime rilevazioni sull’affluenza saranno alle ore 15 di lunedì, quando – concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio delle schede. Secondo i dati del Viminale, sono 51.424.729 gli aventi diritto al voto, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Sempre domenica, alle 19, l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha superato il 38%. I dati arrivati sul sito Eligendo da 49.022 sezioni sulle 61.533 complessive hanno portatoo l’affluenza al 38,55%. COME SI VOTA La scheda è di colore verde e contiene il quesito sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Gli elettori devono esprimere la propria scelta tracciando una croce sul “Sì” o sul “No”. Per votare è necessario presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. NESSUN QUORUM Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto il quorum: l’esito dipenderà quindi esclusivamente dal numero dei voti validamente espressi. AFFLUENZA E RISULTATI I dati sull’affluenza saranno diffusi nel corso della giornata alle ore 12, 19 e 23 di oggi e alle 15 di domani, alla chiusura definitiva dei seggi. I risultati saranno consultabili online attraverso i portali ufficiali, tra cui Eligendo e RaiNews.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 22 marzo 2026
Il Ministero dell’Interno ha diffuso i dati relativi alla seconda rilevazione dell’affluenza alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Alle ore 19:00, la percentuale dei votanti a livello nazionale si attesta al 31,2%. Il dato segna una netta accelerazione rispetto alla rilevazione delle ore 12:00, ferma al 14,9%, confermando una partecipazione attiva del corpo elettorale su tutto il territorio nazionale. I dati principali: · Affluenza Nazionale (ore 19:00): 31,2% · Picchi Regionali: Si registrano punte di partecipazione superiori al 37% in diverse aree metropolitane, tra cui Roma e Milano. · Confronto storico: Il dato attuale risulta sensibilmente superiore rispetto alle precedenti consultazioni referendarie sulla giustizia, segnando un rinnovato interesse dei cittadini per il tema della riforma Nordio.  Si ricorda che i seggi rimarranno aperti oggi, domenica 22 marzo, fino alle ore 23:00 e riapriranno domani, lunedì 23 marzo, dalle ore 07:00 alle 15:00. Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, l'esito della consultazione sarà valido indipendentemente dal raggiungimento di un quorum.
Autore: Redazione 22 marzo 2026
Viale Mazzini in una nota: "L'aggressione ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore. Ferma condanna" Grave aggressione oggi subita da una troupe in servizio per la TGR Lazio nel quartiere Quadraro di Roma, "dove un operatore e un assistente stavano riprendendo stabili occupati dagli anarchici dopo la morte di due attivisti che stavano fabbricando una bomba". Lo riferisce la Rai, in una nota, esprimendo "la più ferma condanna". "L'aggressione - riferisce ancora la nota di Viale Mazzini - ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore, a cui sono state prestate le cure in ospedale. A lui va la nostra piena solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione. Si tratta di un fatto inaccettabile che colpisce non solo i professionisti coinvolti, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell'informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi democratici", conclude la Rai.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 22 marzo 2026
"Tanti gli atleti arrivati da tutto il mondo, segno di speranza" Un messaggio di speranza e un appello affinché lo sport diventi un ponte tra i popoli: questo il cuore del saluto di Papa Francesco in occasione della grande maratona che ha attraversato oggi le strade di Roma. Affacciandosi su una Piazza San Pietro gremita, il Pontefice ha accolto con entusiasmo le migliaia di runner provenienti da ogni angolo del pianeta. "Saluto con affetto i partecipanti alla maratona di Roma", ha dichiarato il Santo Padre, sottolineando come la presenza di così tanti atleti internazionali rappresenti un segnale potente in un momento storico segnato dai conflitti. Ecco i punti salienti del messaggio del Papa: Lo sport come linguaggio universale: Il Pontefice ha auspicato che la corsa non sia solo una competizione fisica, ma che "lo sport tracci sentieri di pace" tra le nazioni Segno di speranza: La partecipazione globale è stata definita un "segno di speranza", dimostrando che la convivenza armoniosa è possibile attraverso la condivisione di valori comuni e fatica sportiva Inclusione e solidarietà: Francesco ha rivolto un pensiero particolare agli atleti della Athletica Vaticana e a tutti coloro che corrono per promuovere progetti solidali, ribadendo che nessuno deve essere lasciato indietro La maratona di Roma si conferma così non solo un evento atletico di livello mondiale, ma una vera e propria marcia per la fraternità, benedetta dalle parole del Papa che invita il mondo a correre, insieme, verso la pace.
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