IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE: MESSI CONTRO LAMINE YAMAL NELLA FINALE DEI DUE MONDI AL METLIFE STADIUM

FRV NEWS MAGAZINE • 16 luglio 2026

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Il palcoscenico del New York New Jersey Stadium è pronto a sigillare la storia. Domenica 19 luglio, alle ore 21:00 italiane (le 15:00 locali), l'universo calcistico si fermerà per l'ultimo atto della Coppa del Mondo FIFA 2026. Una finalissima che per la prima volta unisce sullo stesso prato i detentori in carica dell'Europeo e i padroni del Sudamerica e del Mondo. Spagna e Argentina si contenderanno la gloria eterna in un inedito "derby della lingua" che promette di essere leggendario.

     


 

Il cammino delle finaliste: dominio tattico contro "garra" infinita

La Spagna si presenta all'appuntamento forte di una solidità spaventosa e di un cammino immacolato: 6 vittorie, 1 pareggio, ben 13 gol fatti e soltanto uno subito in tutto il torneo. Dopo aver liquidato la Francia in semifinale con un netto 2-0 a Dallas – firmato dal rigore di Mikel Oyarzabal e dal raddoppio di Pedro Porro – La Roja cerca il suo secondo titolo mondiale dopo quello storico del 2010. Il ct Luis de la Fuente ha plasmato una macchina perfetta basata su un pressing asfissiante e sulla gestione totale del possesso palla guidata da Rodri.

Dall'altra parte della barricata, l'Argentina risponde con il carattere e il cuore dei campioni in carica. Gli uomini di Lionel Scaloni arrivano all'atto conclusivo con un ruolino perfetto di 7 vittorie e ben 19 reti segnate. Nella semifinale di Atlanta contro l'Inghilterra, l'Albiceleste ha compiuto un'autentica impresa: sotto di un gol, ha ribaltato il match nel finale vincendo 2-1 grazie alle invenzioni di Lionel Messi e alla zampata decisiva di Lautaro Martínez. Per i sudamericani l'obiettivo è stampare la quarta stella sul petto e centrare un leggendario back-to-back consecutivo che nel calcio mondiale manca dai tempi del Brasile di Pelé del 1962.


 

L'incrocio generazionale: il cerchio si chiude

Il filo conduttore di questa finale è lo scontro generazionale più poetico della storia del calcio:

·        L'ultima danza di un Re: Lionel Messi guiderà i suoi compagni nella sua terza finale mondiale in carriera, a caccia del secondo titolo consecutivo. Il dieci viaggia verso il match da capocannoniere del torneo con 8 gol e 4 assist messi a referto.

·        L'ascesa del predestinato: Di fronte ci sarà il diciottenne Lamine Yamal, la stella polare dell'attacco spagnolo. Per la prima volta i due si incroceranno su un campo internazionale a punteggi invertiti, un'epopea calcistica che sembra scritta dal destino.


 

Le probabili formazioni in campo

I due allenatori dovrebbero affidarsi ai blocchi tattici che hanno garantito l'accesso alla finalissima:

·        SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simón; Dani Carvajal, Le Normand, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabián Ruiz; Lamine Yamal, Dani Olmo, Nico Williams; Morata.

·        ARGENTINA (4-4-2): E. Martínez; Molina, Romero, L. Martínez, Tagliafico; De Paul, Paredes, Mac Allister, Enzo Fernández; Messi, Álvarez.


 

Uno show planetario senza precedenti

Non sarà soltanto una battaglia sul rettangolo verde. La FIFA ha organizzato un evento di portata globale per intrattenere gli oltre 82.000 spettatori del MetLife Stadium. Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo verrà introdotto l'Halftime Show durante l'intervallo. Uno spettacolo di 11 minuti prodotto da Chris Martin (Coldplay) che vedrà sul palco superstar mondiali del calibro di Madonna, Shakira e Justin Bieber. È inoltre confermata la presenza del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in tribuna d'onore per assistere al match e partecipare alla cerimonia di premiazione ufficiale.

Per entrare nel clima della finalissima e analizzare nei dettagli i punti di forza delle due nazionali, guarda la preview tattica video sul match dell'anno:

 


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 luglio 2026
Il capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, Riccardo Molinari, ha annunciato l'avvio di una raccolta firme tra i parlamentari per sollecitare la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva per l'uccisione di due rapinatori nel 2021. L'annuncio è avvenuto a Montecitorio in un clima di forte partecipazione politica, raccogliendo un lungo applauso da parte dei banchi della maggioranza di centrodestra. Alla seduta era presente in Aula anche il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. L’iniziativa parlamentare mira a chiedere formalmente al Guardasigilli di attivare il percorso istituzionale volto a concedere il provvedimento di clemenza da parte del Presidente della Repubblica. Il capogruppo leghista ha tenuto a precisare che l'azione politica non intende in alcun modo delegittimare l'operato della magistratura, ma vuole essere un segnale concreto di vicinanza e una netta presa di posizione politica affinché lo Stato si schieri apertamente a tutela delle vittime di criminalità. La vicenda giudiziaria di Mario Roggero si è recentemente conclusa con il verdetto della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna per i fatti drammatici avvenuti il 28 aprile 2021 a Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, quando il gioielliere reagì a un assalto nel proprio negozio sparando contro i malviventi in fuga.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Pier Paolo Pinto 16 luglio 2026
Il Decreto Lavoro 2026 segna una svolta storica per il mercato del lavoro italiano. Non si tratta di una semplice riforma normativa, ma di una rivoluzione culturale che ridisegna il rapporto tra salario, produttività e organizzazione. Al centro di questo cambiamento epocale ci sono le tesi e le proposte strategiche che UNICOOP ha elaborato e promosso con lungimiranza negli ultimi mesi. Il modello UNICOOP diventa legge: oltre il salario minimo La riforma recepisce l'innovativa visione di UNICOOP sulla tutela salariale. Il salario minimo resta il pilastro fondamentale e inderogabile del sistema, ma la vera novità è l'adozione del Trattamento Economico Complessivo (TEC) come vero parametro di riferimento. Grazie al decisivo impulso di UNICOOP , la qualità del lavoro non si misura più solo sulla busta paga immediata, ma sull'intero valore economico riconosciuto al lavoratore. Questo include: Welfare contrattuale strutturato Previdenza complementare potenziata Formazione continua certificata Premi collettivi di risultato Questi elementi, come da sempre sostenuto da UNICOOP , non sostituiscono i minimi retributivi, ma ne amplificano il valore reale per i lavoratori. Produttività e retribuzioni: una strategia integrata La riforma abbatte finalmente i vecchi schemi assistenziali. Per la prima volta, il tema salariale viene agganciato stabilmente a una strategia di crescita della produttività aziendale. L'architettura del Decreto Lavoro fa propria l'impostazione di UNICOOP : rafforzare il legame tra la qualità dell'organizzazione e la crescita dei compensi. Fattori chiave come la digitalizzazione, il miglioramento dei processi e la misurazione del valore aggiunto diventano leve essenziali per sostenere l'aumento dei salari nel tempo, in particolare nei comparti più strategici del Paese.  Dalle idee ai fatti: la nuova sfida di UNICOOP Con l'approvazione del Decreto si chiude la fase politica e si apre quella operativa. La vera sfida per UNICOOP diventa ora l'applicazione pratica della riforma. L'associazione è già in prima linea per accompagnare le imprese e i lavoratori in questa transizione, trasformando i principi della legge in contratti moderni, competitivi e orientati al futuro.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 luglio 2026
L'Aula della Camera dei Deputati ha espresso parere favorevole sulla nuova legge elettorale. Il testo è stato approvato con 217 voti a favore, 152 contrari e due astensioni, ottenendo così il via libera definitivo di Montecitorio per passare all'esame del Senato. L'approvazione ha registrato un clima di forte contrapposizione politica all'interno dell'Aula: Centrodestra : i deputati di maggioranza hanno accolto l'esito del voto con applausi, esprimendo soddisfazione per una riforma finalizzata a garantire la stabilità del Paese. Opposizioni : le minoranze hanno contestato duramente il provvedimento esponendo cartelli di protesta con gli slogan "È truffa, a casa", definendo la norma un tentativo di blindare l'esecutivo a danno della centralità del Parlamento. Con la conclusione della votazione alla Camera, l'iter legislativo della riforma prosegue ora a Palazzo Madama per la seconda lettura.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 luglio 2026
Grandi numeri, emozioni e tanta passione: il Centro Sportivo Italiano di Roma chiude ufficialmente l’anno associativo con l’evento ‘Estate CSI’. L'appuntamento ha riunito nella Capitale tutti i volti che hanno reso speciale questa stagione sportiva: dagli atleti ai dirigenti, fino ai partner e ai sostenitori che credono nel valore sociale dello sport di base. L'incontro è stato l'occasione perfetta per tracciare il bilancio di mesi intensi di gare, tornei e attività sul territorio. Il CSI Roma si conferma un punto di riferimento fondamentale per lo sport cittadino, capace di unire la sana competizione all'inclusione e al rispetto. Durante le celebrazioni sono stati ringraziati i partner istituzionali e i compagni di viaggio che sostengono i progetti dell'ente. Con i riflettori ormai spenti sui campi di gioco, l’attenzione si sposta già al futuro. L'evento odierno non è solo un traguardo, ma il trampolino di lancio per programmare le sfide e le novità della prossima stagione sportiva.
Autore: Anna Maria Rengo 16 luglio 2026
Cantare l'educazione e invitare chi legge a rimettere al centro ciò che davvero conta: le persone, le emozioni, le esperienze: questo l’obiettivo del volume “Se formasse una sola canzone”. Per ciascuno di noi c’è una canzone che, più di altre, ci accompagna nel tempo. Una canzone che ci ha insegnato qualcosa, che ha dato parole a un passaggio difficile, che ci ha fatto sentire parte di una storia comune. Proprio da questa domanda: “quale canzone ti ha formato?”, nasce “Se formasse una sola canzone”, il nuovo volume pubblicato da Mimesis Edizioni e promosso da Stripes Cooperativa Sociale, Pedagogika.it e Mimesis Edizioni. Curato da Dafne Guida, Angelo Villa e Francesco Cappa, il libro raccoglie contributi di oltre trenta autori e autrici provenienti da esperienze educative, sociali e culturali differenti, in un percorso che attraversa l’Italia, da Palermo a Modena fino a Milano, mettendo in dialogo territori, generazioni e pratiche formative. Dafne Guida ci porta con sé alla scoperta di questo saggio che accende nuovi riflettori sul panorama della canzone italiana. Iniziando da un quesito: questo panorama ha una valenza educativa? “La domanda contiene già una trappola. E mi incuriosisce proprio per questo. L’alternativa tra valenza educativa e il contrario presuppone che la canzone debba scegliere da che parte stare. Non funziona così. Una canzone non è educativa per dichiarazione di intenti. Lo diventa nel momento in cui incontra una persona in un punto preciso della sua vita e le restituisce qualcosa che non sapeva di cercare. Io vengo da vent’anni di lavoro con educatori e psicologi. Ho visto professionisti costruiti da De André, da Afterhours, da Etta James. Nessuno di quei brani era pensato per formare operatori del welfare. Eppure lo hanno fatto, con una precisione che nessun corso di aggiornamento ha mai raggiunto. Il panorama italiano contemporaneo è molto più ricco di quanto la critica ufficiale voglia riconoscere. C’è una generazione di artisti che lavora sulla lingua, sulla stratificazione del senso, sulla capacità di dire cose difficili in forma accessibile. Questo è esattamente quello che la buona pedagogia fa. Il problema non è la canzone. È la nostra scarsa disponibilità ad ascoltarla come si ascolta un testo che chiede attenzione.” Com’è nata l’idea del libro e come avete coinvolto i saggisti? “Il libro nasce da una domanda semplice, radicale. Cosa ti ha fatto diventare chi sei professionalmente. Non in astratto. In musica. Francesco Cappa e Angelo Villa avevano già esplorato questo territorio con ‘Nel segno di una canzone’ nel 2021. Quel lavoro aveva aperto qualcosa. Aveva mostrato che la musica non è un ornamento della vita educativa, è una delle sue strutture portanti. Il passo successivo era dare la parola a una generazione più giovane, a chi è entrato nel mondo della cura negli ultimi anni. Mi ha coinvolta la domanda stessa. Come pedagogista mi interessa capire cosa forma davvero le persone, al di là dei percorsi formali. Come presidente di una cooperativa sociale con sessanta servizi educativi attivi in tutta la Lombardia, quella domanda è anche strategica. Le persone che assumo, che formo, che accompagno, portano con sé una storia. Quella storia include sempre della musica. Ignorarla significa lavorare su una sagoma, non su una persona. I saggisti non sono stati reclutati nel senso classico del termine. Sono stati chiamati a rispondere. Qual è la canzone che porti con te nel lavoro. Ognuno ha risposto con onestà, senza un format prestabilito. Il risultato è trentadue voci che raccontano trentadue traiettorie. Quello che le unisce non è il gusto musicale. È la scelta della cura come orientamento di vita.” Quali sono i segreti che rendono sempreverde il successo delle canzoni? “Non ci sono segreti. Ci sono strutture. Una canzone dura nel tempo quando tocca qualcosa che non invecchia. Il desiderio. La perdita. Il senso di appartenenza. La paura. La gioia che fa male. Queste esperienze non cambiano con le generazioni, cambiano solo le forme in cui le raccontiamo. C’è però un elemento che mi affascina e che spesso trascuriamo. Le canzoni restano vive perché vengono continuamente riscritte dall’ascolto. Ogni volta che qualcuno le sente, le riempie della propria storia. ‘La cura’ di Battiato non ha lo stesso significato per chi la ascolta a vent’anni e per chi la ascolta a cinquanta. Eppure è la stessa canzone. Questa capacità di contenere significati multipli, sovrapposti, contraddittori, è la misura della sua durata. Walter Benjamin direbbe che nell’opera c’è un nocciolo indistruttibile che resiste al tempo. Nelle canzoni quel nocciolo è spesso una frase, quattro parole, una cadenza. Il resto cambia. Quello resta.” Si fa davvero attenzione ai testi e ai loro significati sottesi? “Meno di quanto sarebbe necessario. Ma il problema è più antico della canzone pop. Viviamo in una cultura che ha separato la forma dal contenuto, la melodia dal testo, il piacere immediato dalla comprensione. Nelle tradizioni orali, nella poesia trovadorica, nel teatro musicale, non esisteva questa divisione. La parola era sempre anche suono, il suono era sempre anche senso. Quello che mi ha colpita, lavorando a questo libro, è che i giovani professionisti che hanno scritto per noi hanno ascoltato in modo diverso. Hanno lasciato che le parole li raggiungessero. Quando hanno scritto il loro contributo, è emerso che quella canzone non era solo un ricordo piacevole. Era stata un dispositivo di pensiero. Qualcosa che li aveva aiutati a capire chi erano e cosa volevano fare. Questo mi interessa enormemente, sia come studiosa che come imprenditrice. La capacità di ascolto profondo è una competenza professionale. Non è un dato di natura. Si coltiva. E la musica è uno dei modi più diretti per farlo. L’orecchiabilità non esclude la profondità. Spesso è il suo cavallo di Troia.” La finalità pedagogica di una canzone toglie qualcosa alla creatività artistica? “Direi di no, la pedagogia non è un insieme di obiettivi da raggiungere. È una tensione verso la crescita, verso la trasformazione, verso la complessità. Un’opera che produce questo effetto è pedagogica nel senso più alto del termine, indipendentemente dalle intenzioni di chi l’ha scritta. Fabrizio De André non scriveva manuali di educazione civica. Scriveva storie di vite marginali con una precisione linguistica e una compassione etica che nessun manuale ha mai raggiunto. Eppure ha formato intere generazioni. Non malgrado la sua libertà creativa. Grazie ad essa. Il rischio è il contrario. Quando una canzone nasce con un obiettivo pedagogico dichiarato, con un messaggio da trasmettere, perde esattamente quella densità che la rende formativa. La didascalia uccide la complessità. E la complessità è l’unica cosa che educa davvero. Lo dico da chi lavora ogni giorno con professionisti della cura. La formazione che resta è quella che lascia spazio all’interpretazione. Non quella che consegna risposte pronte.” Il libro sarà anche presentato nell'ambito del CultureLink Festival (9-11 ottobre a Mind – Milano Innovation District), festival dedicato all’educazione e all’innovazione sociale, promosso dall’impresa sociale Stripes insieme a Pedagogika.it. In che modo le canzoni possono essere strumento di innovazione sociale? “Questa domanda mi appartiene su due livelli, e mi piace tenerli insieme. Come pedagogista, riconosco nelle canzoni una capacità che pochi altri strumenti hanno. Costruire narrazioni condivise, dare forma a valori che faticano a trovare parole, creare appartenenza senza escludere. Questo è innovazione sociale nel senso più preciso del termine. Come imprenditrice sociale, so che le organizzazioni che durano nel tempo non si reggono solo su contratti e procedure. Si reggono su una cultura. E la cultura di un’organizzazione si forma anche attraverso le storie che si raccontano, le canzoni che si ascoltano insieme, i dispositivi emotivi che tengono unite le persone intorno a un senso condiviso. CultureLink nasce dall’idea che innovazione sociale, cultura e formazione siano la stessa cosa vista da tre angolazioni diverse. Le canzoni stanno esattamente in questo incrocio. Hanno preceduto le rivoluzioni, le hanno accompagnate. Hanno dato voce a chi non aveva accesso alla parola pubblica. Portare il canzoniere a CultureLink significa portare la domanda che gli sta alla base dentro un contesto che la può raccogliere. Cosa formiamo, quando formiamo qualcuno. Quale musica stiamo ascoltando mentre lo facciamo.” I CURATORI Francesco Cappa è professore associato di Pedagogia generale e Pedagogia sociale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. È allievo di Riccardo Massa e Angelo M. Franza, esperto in Clinica della formazione, studia i rapporti tra educazione degli adulti, filosofia, teatro ed estetica. Direttore del Centro Studi Riccardo Massa. È autore di Formazione come teatro (2014); Verso una pedagogia degli effetti (2018) e curatore di Il senso nell’istante (con C. Negro, 2006); Figure dell’infanzia di Walter Benjamin (con M. Negri, 2012), Arte educazione creatività di J. Dewey (2023) e Franz Kafka di Walter Benjamin (2022). Dafne Guida è imprenditrice sociale, consulente pedagogica e pianista. È laureata in Filosofia con un Master in Clinica della formazione. Direttrice generale dell’impresa sociale Stripes, è attiva nella progettazione e gestione di servizi educativi e di welfare comunitario. Collabora con diversi istituti scolastici in tutta Italia come psicopedagogista e formatrice, consigliera della Fondazione Bambini Bicocca e membro del comitato di redazione della rivista “Pedagogika” per cui cura la rubrica “Attualmente” dedicata ai temi caldi dell’educazione. Tra le diverse pubblicazioni curate su servizi educativi e welfare c’è il volume Verso una nuova creatività pedagogica (2020) Angelo Villa è psicoanalista e saggista. Docente Irpa a Milano e ad Ancona, Ipp Palermo. Tra le sue pubblicazioni Pink Freud (2013) e Note nella cura (con A. Primadei, 2022).
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 luglio 2026
Il Ministero della Salute e la Protezione Civile segnalano per il 16 luglio 2026 un'Italia divisa, con 15 città in allerta massima per ondate di calore (livello 3) e rischio temporali intensi al Settentrione.  L'emergenza afa persisterà anche venerdì 17, mentre si mantengono allerta gialla per rischio idrogeologico in Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto. Per ulteriori dettagli, consultare i bollettini ufficiali del Ministero della Salute e della Protezione Civile.
Autore: AGENZIA DIRE 16 luglio 2026
L'edificio era in fase di ristrutturazione Un quarto del palazzo del Tribunale di Bolzano è crollato questa mattina intorno alle 6. Stando a quanto riporta altoadige.it, a crollare sarebbe stato il solaio della parte centrale. L’edificio era in fase di ristrutturazione . Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco che stanno eseguendo le prime rilevazioni. Al momento non ci sarebbero vittime ma un’addetta a delle pulizie è stata leggermente ferita.  ANM: CROLLO IN TRIBUNALE ENNESIMO ALLARME, A RISCHIO LAVORATORI “Esprimiamo profonda preoccupazione per il crollo verificatosi questa mattina all’interno del Palazzo di Giustizia di Bolzano, nell’area interessata dai lavori di ristrutturazione. Solo l’orario in cui si è verificato il cedimento, le 6 del mattino, ha impedito che le conseguenze fossero ben più gravi. La nostra vicinanza va al personale del Tribunale e alle maestranze impegnate nel cantiere. Quanto accaduto a Bolzano questa mattina non può essere considerato un episodio isolato”. Così in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm. “È l’ennesimo allarme – aggiunge -sul drammatico stato in cui versa l’edilizia giudiziaria italiana. Troppi palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza di magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini. Denunciamo con fermezza da tempo questa situazione, per questo abbiamo consegnato al Governo un dossier fotografico con oltre 500 immagini che documentano le condizioni di degrado di numerosi uffici giudiziari. Quel dossier non può più restare senza risposta come finora accaduto. È incomprensibile che si continui a discutere dell’apertura o della riapertura di piccoli tribunali quando lo Stato non è ancora in grado di garantire condizioni di sicurezza e dignità negli uffici giudiziari già esistenti. Le priorità devono essere chiare: prima si mettano in sicurezza le strutture in cui ogni giorno si amministra la giustizia, destinando risorse immediate e adeguate all’edilizia giudiziaria. Ogni scelta diversa rappresenta una grave inversione delle priorità. La sicurezza di chi lavora e di chi accede ai palazzi di giustizia non può essere affidata alla casualità. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’emergenza annunciata in una tragedia”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 luglio 2026
È prevista per le ore 14:00 di oggi la lettura del dispositivo della sentenza di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Il verdetto chiude un percorso giudiziario durato quattro anni, articolato in 284 udienze, volto ad accertare le responsabilità della tragedia del 14 agosto 2018 che costò la vita a 43 persone. Il collegio giudicante della prima sezione penale del Tribunale di Genova, presieduto da Paolo Lepri e composto dai giudici Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori, si è ritirato in camera di consiglio al termine delle brevi repliche conclusive della difesa. I giudici sono chiamati a esprimersi sulle posizioni di 57 imputati, accusati a vario titolo di 112 capi d'imputazione, tra cui omicidio colposo plurimo, crollo colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Le richieste di condanna formulate dalla Procura di Genova, rappresentata dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, ammontano complessivamente a circa 400 anni di reclusione. La pena più alta è stata sollecitata per l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia (Aspi), Giovanni Castellucci, per il quale sono stati chiesti 18 anni e 6 mesi di carcere. Rilevanti anche le richieste per gli ex manager Michele Donferri Mitelli (15 anni e 6 mesi) e Gabriele Camomilla (14 anni). Il processo, svoltosi inizialmente nell'aula magna del Palazzo di Giustizia e successivamente nella tensostruttura allestita per l'emergenza sanitaria, ha visto la partecipazione attiva di centinaia di parti civili, tra cui i parenti delle vittime, le istituzioni locali e i ministeri competenti.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 10.54 16 luglio 2026
La ripresa delle ostilità ha quasi azzerato il traffico civile non iraniano nello Stretto ROMA – La tregua firmata il 17 giugno scorso non esiste più . Stati Uniti e Iran, a mo’ di cantilena, continuano nel loro botta e risposta mentre il mondo sta a guardare, o meglio, a subirne le conseguenze. Nelle ultime ore lo scontro militare ha raggiunto nuovi livelli di intensità. Gli Stati Uniti hanno colpito siti strategici iraniani, tra cui centri di comando, difese aeree e siti missilistici a Bandar Abbas, Semnan, Hamadan e sull’isola di Greater Tunb. L’Iran ha risposto con attacchi mirati su strutture statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania. Stando a quanto riporta Al-Jazeera, il generale Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya, ha affermato che se Trump porterà avanti le sue minacce “tutte le infrastrutture della regione saranno schiacciate sotto i colpi delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell’Iran, in modo che nessuna traccia di esse rimarrà, come se non fossero mai esistite”. Intanto lo stallo su Hormuz, mette sempre più in ginocchio i mercati globali. La ripresa delle ostilità ha quasi azzerato il traffico civile non iraniano nello Stretto, con i mercantili rimasti che navigano a transponder spenti nel tentativo di sfuggire ai radar dei Pasdaran . LE PROSSIME MOSSE Il futuro del conflitto al momento, non è roseo, e se la diplomazia non riuscirà a trovare delle soluzioni a breve termine, Trump, che stasera parlerà alla Nazione, pare abbia già pronto il suo ‘piano B’. Tra i punti principali potrebbero esserci: il bombardamento di ponti stradali e centrali elettriche per mandare in blackout l’Iran, un’operazione di terra su Kharg Island e un raid contro Pickaxe Mountain , complesso di tunnel fortificato ritenuto sede di attività nucleari.
Autore: REDAZIONE 15 luglio 2026
Il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha rivolto un appello ufficiale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sollecitare la concessione della grazia a favore di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva. La richiesta giunge a poche ore dal verdetto della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso della difesa confermando la pena a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il duplice omicidio di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, e il ferimento di Alessandro Modica, avvenuti durante la rapina del 28 aprile 2021. "Mario Roggero non è un criminale, ma un cittadino e un lavoratore che ha reagito per difendere la propria vita, la propria famiglia e il frutto di anni di sacrifici", ha dichiarato Matteo Salvini. "Una condanna a quasi quindici anni di carcere per chi ha subito un'aggressione violenta rappresenta una profonda ingiustizia. Per questo motivo, confido nella sensibilità del Capo dello Stato affinché possa valutare un provvedimento di clemenza". La sentenza della Suprema Corte ha confermato l'impianto d'accusa dei precedenti gradi di giudizio, escludendo l'esimente della legittima difesa in quanto i colpi letali sono stati esplosi in strada, mentre i rapinatori erano già in fuga. I legali del gioielliere settantaduenne hanno fatto sapere che l'uomo si costituirà nelle prossime ore per dare inizio all'esecuzione della pena. In concomitanza con l'appello istituzionale lanciato dal leader della Lega, esponenti della società civile e associazioni hanno espresso solidarietà a Roggero, organizzando anche un presidio di protesta simbolico davanti alla sede della Cassazione a Roma per contestare l'esito del giudizio e sostenere il diritto alla difesa.
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