Il primo “trilaterale” Ucraina-Russia-Usa dall’inizio della guerra

AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento 12.06 • 23 gennaio 2026

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E arriva dopo un faccia a faccia a Mosca tra Putin e gli inviati di Trump, Witkoff e Kushner che il Cremlino ha definito "utile"

 

 

Oggi ad Abu Dhabi si apre un passaggio diplomatico senza precedenti dall’inizio della guerra in Ucraina: Russia, Ucraina e Stati Uniti si siedono allo stesso tavolo per colloqui trilaterali. È la prima volta che accade dal 2022, l’anno dell’invasione russa. La riunione è stata confermata stanotte, dopo un faccia a faccia al Cremlino tra Vladimir Putin, l’inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere di Donald Trump. Il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, ha definito i colloqui “utili sotto ogni aspetto” e ha annunciato l’avvio, proprio ad Abu Dhabi, del primo incontro di un gruppo di lavoro trilaterale.
 
Per ora, i contorni restano sfocati. 
Non è chiaro se delegazioni russe e ucraine si incontreranno direttamente né quali temi finiranno subito sul tavolo. Zelensky ha parlato di negoziati destinati a durare due giorni. Sul fronte americano, Witkoff, Kushner e il loro team vedranno una delegazione russa guidata dal generale Igor Kostyukov, capo dell’intelligence militare del Gru.
 
L’amministrazione Trump spinge da settimane per una svolta negoziale, con una diplomazia a ritmo serrato tra Kiev e Mosca. Una strategia che, però, preoccupa parte degli alleati dell’Ucraina, timorosi che la pressione americana porti a un accordo sbilanciato. Mercoledì Trump ha usato parole brutali, 
definendo “stupidi” Putin e Zelensky se non riuscissero a chiudere un’intesa.
 
A Davos, Witkoff ha ammesso che resta almeno una grande questione irrisolta, senza entrare nei dettagli. Zelensky, invece, ha indicato chiaramente il nodo centrale: 
il futuro dei territori occupati dalla Russia nell’est del Paese. Le proposte di pace, dice, sono “quasi pronte”, ma il punto resta esplosivo. Mosca pretende che Kiev ceda il 20 per cento della regione di Donetsk che ancora controlla. Zelensky rifiuta: sono territori difesi a caro prezzo in una guerra di logoramento che dura da due anni.
 
Alle rivendicazioni territoriali si aggiungono le linee rosse del Cremlino: niente adesione dell’Ucraina alla Nato e nessuna presenza militare dell’Alleanza sul suolo ucraino dopo un eventuale accordo. Richieste che per Kiev restano difficili da accettare.
 
Da Davos, Zelensky ha ribadito che anche la Russia deve essere pronta a fare concessioni. Le garanzie di sicurezza postbelliche tra Stati Uniti e Ucraina, ha assicurato, sono già pronte sulla carta, ma richiederebbero la ratifica dei rispettivi Parlamenti. Il presidente ucraino ha parlato dopo un incontro riservato con Trump, a margine del Forum economico mondiale. 
Nel suo discorso pubblico, però, ha riservato parole durissime all’Europa, accusata di attendismo e di essere in “modalità Groenlandia”: in attesa che sia Washington a guidare ogni risposta alle crisi, invece di agire autonomamente. “Un anno fa dissi che l’Europa deve saper difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato”, ha ricordato richiamando la metafora del Giorno della marmotta.
 
Trump, di ritorno verso Washington, ha definito positivo il colloquio con Zelensky, sostenendo che il leader ucraino vuole davvero arrivare a un accordo. “Ho avuto molti buoni incontri con lui, eppure non è successo nulla”, ha osservato, tornando sul suo refrain preferito: entrambi i leader vogliono la pace e “tutti stanno facendo concessioni”.
 
I punti critici, ammette lo stesso Trump, sono gli stessi da mesi. I confini, prima di tutto. E intanto la guerra continua a farsi sentire sulla pelle dei civili. Il presidente americano ha raccontato di aver parlato con Zelensky anche dell’inverno durissimo che l’Ucraina sta affrontando senza riscaldamento in molte aree, a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. “È incredibile come il popolo ucraino stia resistendo”, ha detto.



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Angelo Francesco Simionato potrà presto uscire dal carcere e scontare la pena detentiva a casa. Fuori anche Matteo Campaner e Pietro Desideri, a cui spetterà l’obbligo di firma. Tutti e tre i partecipanti alla manifestazione di Torino di sabato scorso , finiti in manette dopo i violenti disordini e scontri contro gli agenti di polizia, in definitiva escono dal carcere Lorusso e Cutugno. Lo ha deciso oggi, mercoledì 4 febbraio, il Gip Irene Giani, nell’udienza di convalida dell’arresto.  SALVINI: “GIÀ A PIEDE LIBERO, VERGOGNA” “Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”. È il commento a caldo sui social del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che accompagna la notizia della scarcerazione dei tre arrestati per gli scontri pro-Askatasuna. COSA HANNO FATTO Le accuse per Simionato, il 22 enne della provincia di Grosseto, sono di concorso in lesioni e rapina: c’era anche lui nel gruppetto di aggressori dell’agente Alessandro Calista. Anche se dai video del pestaggio non emergerebbe un suo ruolo attivo nelle violenze contro il poliziotto, sarebbe stato proprio Simionato a sottrargli il casco e lo scudo protettivo. Gli aggressori materiali restano ancora ignoti: proseguono le indagini e l’esame dei filmati che riprendono le violenze, così come la raccolta di testimonianze degli agenti presenti nelle vicinanze nel momento del pestaggio. Devono invece rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale sia Campaner, 35enne di Grugliasco, sia Desideri, torinese di 31 anni, che hanno partecipato al lancio di pietre e bottiglie verso le forze dell’ordine. “UNA GUERRIGLIA URBANA PREORDINATA E ORGANIZZATA” Per il Gip Giani, quella avvenuta sabato 31 gennaio a Torino è stata una vera e propria “guerriglia urbana“, scaturita da “un’azione evidentemente preordinata e organizzata” da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. Lo riportano i testi delle ordinanze relative alla posizione dei tre arrestati. Nei documenti la giudice ha anche fatto riferimento alla “brutale aggressione” subita da una troupe di giornalisti.
Autore: Redazione 4 febbraio 2026
Intervenendo ai microfoni di RTL 102.5, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha delineato la visione del Governo per le prossime Olimpiadi invernali, sottolineando come l'evento sia ormai pronto a passare dalla fase organizzativa a quella dell'emozione collettiva. Il Ministro ha confermato cifre da record: attesi almeno due milioni di spettatori nei luoghi di gara e oltre due miliardi di telespettatori in tutto il mondo. Il cuore pulsante dell'evento sarà lo stadio di San Siro, teatro di una cerimonia d'apertura definita "universale", capace di rappresentare l'arte e la cultura italiana senza nasconderne le sfide, ma celebrandone l'ingegno. Una delle novità principali riguarda il riconoscimento del team dietro l'atleta. Grazie a una collaborazione con il Poligrafico e Zecca dello Stato, ogni medagliato potrà premiare quattro figure chiave del proprio percorso (allenatori, mental coach o familiari) con medaglie ufficiali, per valorizzare il merito collettivo dello sport. Sulla questione dei costi, Abodi ha respinto le critiche: "Le Olimpiadi sono per tutte le tasche", equiparando il prezzo medio dei biglietti a quello di una partita di calcio. Ha inoltre minimizzato le polemiche sulla partecipazione del cantante Ghali, ribadendo che il palco olimpico segue regole condivise con il CIO e la Fondazione Milano Cortina 2026. Il Ministro ha richiamato il valore della Tregua Olimpica, definendo "disumane" le continue aggressioni al popolo ucraino e auspicando che i Giochi siano un segnale di pace. Infine, ha collegato gli episodi di violenza negli stadi alla necessità di una "alfabetizzazione culturale", ribadendo che lo sport deve essere uno strumento preventivo contro la criminalità giovanile e il disagio sociale, come dimostrato dai progetti di rigenerazione nelle periferie.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 4 febbraio 2026
In merito alla sospensione delle attività presso l’Ippodromo Montebello e alla revoca del riconoscimento ministeriale per il 2026, Nordest Ippodromi S.p.a. rompe il silenzio. Non si tratta di un disimpegno, ma di una manovra di salvataggio d'emergenza resa inevitabile da un sistema non più sostenibile. La Società intende chiarire i punti cardine di una decisione drastica ma necessaria: L’insostenibilità dei costi: L’attuale congiuntura economica ha reso la gestione del Montebello un onere non più procrastinabile. La struttura, penalizzata da una logistica decentrata, ha perso competitività rispetto agli standard nazionali, registrando un crollo verticale del rapporto tra cavalli partenti e scommesse. Il fallimento delle trattative: Per anni la Società ha sostenuto il comparto con canoni agevolati e utenze incluse. Tuttavia, di fronte alla necessità vitale di rinegoziare tali condizioni, il muro opposto dalle controparti ha reso impossibile ogni prosecuzione. Non si può gestire un impianto in perdita sistematica senza una reale collaborazione degli operatori. Lo scudo di Treviso: La sospensione non è un abbandono. Con senso di responsabilità, Nordest Ippodromi ha ottenuto la riallocazione delle giornate di corsa presso l’impianto di Treviso, garantendo così il montepremi e la continuità lavorativa per tutti i professionisti del Friuli-Venezia Giulia. Nessun addio definitivo: La revoca per il 2026 è la conseguenza tecnica di un fermo necessario, ma la porta non è chiusa. La ripresa delle attività a Trieste è possibile, ma a una sola condizione: uno sforzo corale e concreto tra Azienda, operatori e Istituzioni. Senza un nuovo patto di sostenibilità, l'ippica locale non ha futuro. Nordest Ippodromi S.p.a. continuerà a vigilare affinché il patrimonio sportivo regionale non venga disperso, in attesa che si creino le basi per un rilancio reale e non puramente sussidiato.
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
Importante vittoria legale per la Società Modenese per Esposizioni, Fiere e Corse di Cavalli. Il TAR del Lazio (Sezione Quarta Quater) ha accolto il ricorso presentato dalla società che gestisce lo storico ippodromo "La Ghirlandina", ordinando al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) di garantire il pieno accesso a tutti i documenti relativi alla classificazione degli ippodromi per l’anno 2025. Al centro della disputa vi è il metodo AHP (Analytic Hierarchy Process), il modello scientifico utilizzato dal Ministero per determinare i punteggi degli impianti italiani. La Società Modenese, aveva contestato il diniego del Ministero a fornire i dettagli dei calcoli che hanno portato l’ippodromo di Modena al 13° posto in graduatoria. Con questa sentenza, il TAR ha stabilito che la trasparenza amministrativa prevale sulla riservatezza tecnica rivendicata dal Ministero. Il MASAF sarà ora obbligato a rendere pubblici: I verbali integrali delle riunioni degli esperti; Le matrici di confronto compilate individualmente dai commissari; I test di coerenza che validano il processo logico dei punteggi. La decisione del tribunale amministrativo rappresenta un punto di svolta per l'intero comparto ippico nazionale. La classificazione non è infatti un mero esercizio statistico, ma il motore che decide la ripartizione dei fondi pubblici. L'accesso agli atti ora ottenuto fornirà nuovi elementi probatori per contestare nel merito una graduatoria ritenuta penalizzante e priva di motivazioni oggettive verificabili. Si allegata sentenza atti tar lazio
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
È stata inaugurata oggi a Veronafiere la 117ª edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale dedicata al settore primario che quest'anno punta tutto sulla "Full Innovation". Al taglio del nastro, insieme alle autorità locali e nazionali, è intervenuto il Presidente del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), Andrea Rocchi, per ribadire la centralità della scienza nel futuro del comparto. "Siamo qui per sostenere le imprese nel percorso di transizione tecnologica," ha dichiarato Rocchi durante la cerimonia inaugurale. Il CREA è presente con un'agenda fitta di appuntamenti, tra cui il format "Dialogo con la ricerca" organizzato in collaborazione con la CIA - Agricoltori Italiani, volto a promuovere soluzioni concrete per la resilienza climatica e la competitività delle filiere. Tra i temi caldi della kermesse, che ospita 816 espositori su 52.000 metri quadrati, spiccano l'agricoltura 4.0, la digitalizzazione dei campi e le nuove frontiere del miglioramento genetico. Il CREA partecipa attivamente anche a tavole rotonde dedicate alle innovazioni nella zootecnia e alle tecnologie per l'allevamento del futuro. La manifestazione proseguirà fino al 7 febbraio, confermandosi un osservatorio privilegiato per le sfide globali del settore.
Autore: FRV News Magazine 4 febbraio 2026
Il Presidente di ALIS annuncia l'integrazione massiccia dell'intelligenza artificiale nei processi di supply chain e ribadisce la centralità di Verona come snodo europeo insieme al Viceministro Rixi e Veronafiere. Innovazione tecnologica, record di partecipazione e centralità del sistema-Paese. Sono questi i pilastri della quinta edizione di LetExpo – Logistic Eco Transport, la fiera di riferimento per i trasporti e la logistica presentata oggi da ALIS e Veronafiere a Roma, insieme al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. La manifestazione, in programma dal 10 al 13 marzo 2026 a Verona, segna un cambio di passo verso la Logistica 5.0, con un focus senza precedenti sull'intelligenza artificiale applicata all’ottimizzazione delle flotte e alla sicurezza operativa. In primo piano la dichiarazione di Guido Grimaldi, Presidente di ALIS, che ha sottolineato la crescita esponenziale del format: " Questa quinta edizione rappresenta un traguardo e un nuovo punto di partenza. I numeri previsti per il 2026 testimoniano la centralità del nostro settore: attendiamo 550 espositori (+10%), una superficie di 65.000 metri quadrati e una presenza internazionale in aumento del 25%. In un contesto globale complesso, LetExpo offrirà networking e confronto concreto, mettendo al centro lo sviluppo sostenibile, il Made in Italy e il ruolo strategico delle nuove rotte intermodali. Confermiamo inoltre il forte impegno sociale con il padiglione di 'ALIS per il Sociale' e l'attenzione ai giovani con l’'ALIS Academy'." A supporto della visione di Grimaldi, il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo ha ribadito il ruolo di Verona come "capitale della logistica e snodo naturale dei flussi europei", mentre il Viceministro Edoardo Rixi ha definito l'evento un'occasione fondamentale per "definire politiche orientate allo sviluppo e alla competitività internazionale dell'Italia". L'evento vedrà la partecipazione dei principali player del mercato, dai porti internazionali alle case costruttrici, fino ai giganti della tecnologia. Maggiori dettagli e registrazioni per i biglietti gratuiti sono disponibili su LetExpo.it.
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