In Iran cominciano ad ammettere che la crisi economica è grave

AGENZAI DIRE Ultimo aggiornamento ORE: 08.23 • 5 ottobre 2026

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Lo ha detto Mohsen Rezaei, il massimo responsabile della sicurezza iraniana. Per il New York Times è una dichiarazione alquanto "rara". Domenica si è dimesso il Ministro del petrolio

 

ROMA – A luglio Mohsen Paknejad assicurava che l’Iran avrebbe continuato a esportare petrolio malgrado le sanzioni americane. Sono passati tre mesi appena ed è cambiato lo scenario: domenica il ministro del Petrolio si è dimesso, per lasciare il posto, ad interim, a Hamid Bovard, amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale. E’ un passo indietro indicativo, che arriva all’indomani di un’ammissione che il New York Times definisce “alquanto rara”.

Sabato, in una riunione governativa di alto livello dedicata alla stabilizzazione dell’economia dopo oltre sette mesi di guerra, Mohsen Rezaei, il massimo responsabile della sicurezza iraniana, si è lasciato andare ad un insolito avvertimento: il rapido deterioramento economico ha ormai condotto l’Iran in uno dei momenti più difficili della sua storia. I media di Stato non hanno riportato le sue parole testuali; l’agenzia IRNA ha riferito solo che Rezaei “ha descritto la situazione come uno dei periodi più difficili che il Paese abbia mai affrontato” e che il Consiglio di sicurezza avrebbe fornito tutto il supporto possibile. Alla riunione erano presenti, appunto, anche Pezeshkian e altri ministri di primo piano.

Il rial iraniano è in caduta verticale da febbraio, da quando cioè Stati Uniti e Israele hanno aperto la guerra contro l’Iran. Il declino si è fatto più brusco nelle ultime settimane, con l’inasprimento delle sanzioni e l’imposizione del blocco navale americano, che ha reso più care le importazioni e ha aggravato una crisi del costo della vita già radicata, la stessa che a dicembre aveva acceso proteste in tutto il Paese, represse con la forza. Secondo gli analisti, il blocco ha in larga parte impedito a Teheran di vendere il proprio greggio, cioè la sua principale fonte di reddito.

Pezeshkian ha riconosciuto sabato il peggioramento delle condizioni, affermando che il governo “ha adottato un nuovo approccio per gestire la situazione particolare”. Ma non ha chiarito in che cosa consista.

Gli ultimi dati recenti mostrano spedizioni di petrolio dal Medio Oriente tornate quasi ai livelli prebellici. Ma il prezzo del greggio resta superiore a quello precedente al conflitto, lo Stretto è ancora pericoloso da attraversare e i danni alle infrastrutture energetiche frenano raffinazione ed esportazioni di gas naturale.


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE - A Cura di Anna Maria Rengo • 5 ottobre 2026
Riccardo Panattoni e Rocco Ronchi curano un nuovo volume di saggi sull’autrice francese vincitrice del Premio Nobel, evidenziando la peculiarità della sua scrittura autobiografica e il legame con la fotografia. Premio Nobel per la letteratura nel 2022, sulla scrittrice francese Annie Ernaux sono tanti i saggi e le letture critiche che sono state scritti, anche in Italia. Il volume “Ernaux:”, curato da Riccardo Panattoni e Rocco Ronchi ed edito da Mimeris, offre ulteriori spunti di riflessione sulla sua scrittura, certamente autobiografica ma in cui il soggetto che scrive e il soggetto vissuto coincidono nel nome proprio dell’autrice, senza mai risolversi in un’identità stabile né in un racconto puramente personale. Preziosi spunti offerti da otto studiose e studiosi, filosofe e filosofi accademici, attraverso saggi raccolti nel volume attraversano l’intera opera di Ernaux, da Memoria di ragazza a Gli anni, da Una donna a L’altra figlia, con un filo rosso dedicato al rapporto tra scrittura e fotografia.  Ma cosa rende la scrittura della Ernaux così importante e, allo stesso tempo, oggetto di così numerose analisi? Lo chiediamo a Rocco Ronchi, uno dei due curatori del volume. “ La sua secchezza, il suo carattere ‘drastico’, come se la scrittura autobiografica di Ernaux fosse una fotografia della vita che ha avuto luogo, con il suo tratto di fatalità e di irrimediabilità. C’è una impersonalità feroce nella sua scrittura che non indugia mai nella metafora e nella ricerca del bello stile. Non vuole commuovere, sedurre, affascinare, ma colpire, vuole restituire il trauma che ogni vita vissuta è. L’autobiografia tende a divenire la decifrazione di una lingua sconosciuta alla stessa autrice.” Qual è il contributo che questa raccolta di saggi dà alla conoscenza della Ernaux e attraverso quali chiavi di lettura analizzate la sua produzione letteraria? “Ogni autore/autrice ha la sua chiave di lettura. Ad accomunare tutti gli interventi è però quanto espresso dagli strani due punti che seguono il nome nella titolazione di questo libro, come in tutti gli altri libri della collana (il primo si intitolava Kafka:). Con essi si invita a esplicitare, con una specie di “cioè”, il portato di pensiero che quel nome implica per chi scrive. Non sono dunque commenti o interpretazioni o, almeno, non sono solo questo, ma sperimentazioni concettuali condotte sul corpus scritto dell’opera di Ernaux. Ernaux è una scrittrice che convoca ad un esercizio di pensiero. Ciascuno/a lo svolgerà poi sulla base delle proprie competenze. È evidente che in molti degli articoli raccolti è presente un tratto psicoanalitico, orientato lacanianamente, ma questo si deve al fatto che per Ernaux quanto Lacan chiama Reale (intendendo con questo termine ciò che resiste al concetto) è il cuore della sua esperienza di scrittrice.” La letteratura francese è scandita da grandissime protagoniste che indagano proprio sull’identità e l’emancipazione della figura femminile. Quali sono le circostanze che hanno reso la Francia un paese così fecondo sotto questo particolare punto di vista? “Credo si debba all’importanza che ha avuto in Francia, nell’immediato dopoguerra, la stagione dell’esistenzialismo. Si pensi ad una figura come quella di Simone de Beauvoir. L’esistenzialismo, richiamandosi alla fenomenologia husserliana, aveva affermato il primato del mondo vissuto sul mondo obiettivo, quello descritto asetticamente dalle scienze. Il vissuto era una chiave d’accesso all’esperienza concreta, quella che precede e fonda le analisi dell’intelletto. Il problema della soggettività diventava centrale e con esso quello della ‘condizione femminile’. Ma anche prima dell’esistenzialismo, già nella stagione dominata dal bergsonismo, filosofia e letteratura avevano visto in Francia la presenza massiccia di donne. I misogini attribuivano alla ‘moda’ il fatto che le lezioni di Bergson al Collège de France fossero frequentate massicciamente da signora eleganti ma ciò si doveva al fatto che uno dei grandi temi del pensiero francese era la ‘vita’, la ‘durata creatrice’, una nuova idea di soggettività che scalzava il primato, tutto maschile, della coscienza cartesiana. Le donne erano delle interlocutrici reali del bergsonismo. Come non ricordare, infine, il contributo dato da Simone Weil all’elaborazione di un nuovo pensiero?” Che senso e significato dà la Ernaux alla scrittura autobiografica? “Come dicevo, è una incessante opera di decifrazione della propria vita, che muove dal presupposto che mentre si vive la vita è opaca. Per capire chi siamo veramente stati occorre allora passare attraverso l’esercizio della memoria. Grazie ad essa cominciamo a vedere chiaramente chi siamo. Ernaux non amava particolarmente Proust, il cui stile di scrittura è mille miglia lontano da quello di Ernaux, ma l’idea che l’autobiografia sia una autocoscienza a scoppio ritardato è molto proustiana.” Qual è nella Ernaux il rapporto tra scrittura e fotografia, e quello tra scrittura e filosofia? “In ultima analisi per Ernaux scrittura e fotografia sono la stessa cosa. Entrambe trattano la medesima estraneità, la stessa alienazione. È il famoso punctum di cui parlava Roland Barthes nel suo celeberrimo saggio sulla fotografia, quella ‘fitta’ che fa sentire sulla superficie della foto o sulla superficie del testo la presenza del Reale, vale a dire di qualcosa che non si lascia assimilare, che non si metabolizza in concetto o sistema. A considerare bene la cosa, la filosofia si genera a partire dallo stesso ‘punctum’. La filosofia non è forse, in prima battuta, una ‘problematizzazione dell’ovvio’? Non è forse l’esperienza traumatica del non-sapere e dell’insufficienza di qualsiasi sapere precostituito? Il filosofo ha a che fare con un Reale intrattabile, il medesimo che nella fotografia ‘riuscita’ fa segno di sé, disastrando l’immagine oleografica tipica della cattiva fotografia.” La Ernaux si allontana dalle categorie tradizionali della letteratura. Al di là delle sue scelte, lei ritiene che esse abbiano senso di esistere? “Le ‘categorie della letteratura’ sono qualcosa di dato solo nell’ambito degli studi sulla letteratura. Chi crea con la parola lo fa indubbiamente all’interno di un orizzonte dato e deve farci i conti. Se vuole essere riconosciuto, sa infatti che il suo atto di scrittura sarà rubricato in questa o quella categoria. Ma dove c’è vera creazione, c’è, con essa, l’invenzione di una nuova categoria, specifica di quell’atto di creazione. Ogni poeta crea insomma la propria tradizione. Eliot e Borges lo hanno detto magnificamente: il poeta crea il proprio precursore, ogni opera d’arte se è vera opera d’arte revisiona il canone cui appartiene.” IL CURATORE Il filosofo Rocco Ronchi si è laureato a Bologna e ha conseguito il dottorato presso l'Università Statale di Milano sotto la guida di Carlo Sini, di cui è stato allievo. È attualmente professore ordinario di filosofia teoretica presso l'Università degli Studi dell'Aquila e docente di filosofia presso l'Irpa. Tiene corsi in varie università, italiane e straniere, e collabora con diversi centri di ricerca. Ronchi è uno degli ospiti della X edizione di Kum! Festival, manifestazione che ha la direzione di Massimo Recalcati e il coordinamento scientifico di Federico Leoni. Kum! si tiene dal 23 al 25 ottobre a Perugia. Il tema di quest'anno è "La tentazione della violenza". Rocco Ronchi interverrà venerdì 23 ottobre alle 18.45 presso il Teatro del Pavone, con l'evento dal titolo: “Benito Mussolini. L’illusione, sola realtà”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 5 ottobre 2026
Si apre ufficialmente oggi, lunedì 5 ottobre 2026, la prestigiosa settimana dedicata all'assegnazione dei Premi Nobel 2026. Come da tradizione, la prima categoria a inaugurare le selezioni è quella per la Fisiologia o Medicina, il cui vincitore sarà annunciato alle ore 11:30 dall'Assemblea del Nobel presso il Karolinska Institutet di Stoccolma. L ’attesa all'interno della comunità scientifica internazionale è altissima e i pronostici della vigilia vedono in pole position scienziati e pionieri che hanno rivoluzionato la salute globale negli ultimi anni. Tra i nomi più citati dagli esperti figurano i ricercatori che hanno sviluppato le innovative terapie cellulari Car-T per la cura dei tumori e gli ideatori dei farmaci GLP-1, molecole nate per il contrasto al diabete che hanno stravolto l'approccio terapeutico all'obesità. Il premio per la Medicina darà il via a una staffetta di annunci che coprirà sei categorie complessive fino al 12 ottobre, secondo il seguente calendario ufficiale: · Fisica: martedì 6 ottobre · Chimica: mercoledì 7 ottobre · Letteratura: giovedì 8 ottobre · Pace: venerdì 9 ottobre · Economia: lunedì 12 ottobre Il riconoscimento, istituito per volontà dell'inventore e filantropo Alfred Nobel, continua a premiare a distanza di oltre un secolo "coloro che hanno apportato il maggior beneficio all'umanità". Il verdetto finale sarà preceduto, come ogni anno, dalla storica e tanto attesa telefonata da Stoccolma da parte del segretario Thomas Perlmann, un momento che cambia per sempre la vita dei ricercatori insigniti del massimo titolo scientifico mondiale.
Autore: REDAZIONE • 5 ottobre 2026
Il Premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato la convocazione di elezioni generali anticipate per il prossimo 29 novembre 2026. La decisione è stata comunicata questa mattina, 5 ottobre 2026, durante una dichiarazione istituzionale in diretta dal Palazzo della Moncloa. Sánchez ha confermato di aver riunito il Consiglio dei ministri per formalizzare lo scioglimento formale del Parlamento, accelerando la fine della legislatura dopo giorni di intense consultazioni politiche.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 07.52 • 5 ottobre 2026
Un'altra gip dello stesso ufficio, Graziella Luparello, ha già bollato questa pista come affetta da 'severa miopia' e 'approccio mistico e dogmatico'", dice il senatore del M5S al Fatto ROMA – Le accuse del gip di Caltanissetta su “attività depistante” in Commissione antimafia? “Un’affermazione non solo gravemente falsa, ma essa stessa depistante”: così il senatore del Movimento 5 Stelle (M5S) Roberto Scarpinato, in un’intervista al Fatto Quotidiano. Nel colloquio il parlamentare, ex procuratore di Palermo, sottolinea: “Un’altra gip dello stesso ufficio, Graziella Luparello, ha già bollato questa pista come affetta da ‘severa miopia’ e ‘approccio mistico e dogmatico’, ordinando nuove indagini in ben 43 punti per colmare le gravi lacune della Procura di Caltanissetta”. IL GENERALE MORI: “FACCIA UN PASSO INDIETRO” “Forse non sta a me dirlo. Però, da cittadino, penso che ora il senatore Scarpinato, che fa parte della Commissione antimafia, farebbe bene a muovere un passo indietro”. Parole del generale Mario Mori, ex capo dei Ros intervistato dal quotidiano Il Giornale. Nel servizio si ricorda che Mori, che catturò Riina e preparò il dossier mafia-appalti, “fu ignorato dalla magistratura” e che “oggi un giudice – il Gip di Caltanissetta – dice che i magistrati che fermarono Mori sono stati ‘depistatori’ e che l’archiviazione di quel dossier fu una concausa dell’uccisione di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone, i quali invece credevano nel dossier e volevano seguirlo”. Nell’intervista Mori sottolinea: “Se ci avessero consentito di andare avanti e se non fossero morti Falcone e Borsellino, si sarebbe dato un colpo micidiale al sistema mafioso”. E poi, a una domanda se Borsellino fu ucciso per questo: “Per me sì. Sicuramente, come dicono sia il procuratore sia il gip di Caltanissetta, questa è stata quantomeno una concausa della morte di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino”.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 07.32 • 5 ottobre 2026
Il Presidente uscente: "Una lezione di democrazia brasiliana". Bolsonaro Jr: "Il Brasile vuole un cambiamento" ROMA – Flavio Bolsonaro, del Partido liberal (Pl), è risultato primo alle presidenziali che si sono tenute ieri in Brasile: ha ottenuto però circa il 47,03 per cento dei voti, dunque non abbastanza per essere eletto al primo turno, e dovrà affrontare il capo di Stato uscente Luiz Inacio Lula da Silva al ballottaggio (previsto per domenica 25 ottobre.). I dati sono quasi definitivi, dopo lo scrutinio del 99,9 per cento delle schede. Lula, del Partido dos trabalhadores (Pt), si è fermato al 45,16 per cento. Cinquantasei milioni e 100mila le preferenze ottenute da Bolsonaro. Circa 53 milioni e 800mila quelle espresse per Lula. Per essere eletto al primo turno un candidato presidente deve ottenere almeno il 50 per cento dei consensi espressi. Circa 158 milioni i brasiliani che erano chiamati a esprimere il loro voto. I risultati della consultazioni sono aggiornati in diretta sul sito online del quotidiano Folha de Sao Paulo, del gruppo Globo e dei principali media del Paese. LULA: “LEZIONE DI DEMOCRAZIA” “Abbiamo appena ricevuto una lezione di democrazia brasiliana”, ha detto il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, dopo la diffusione dei dati delle elezioni. “I risultati sono spesso inattesi”. E poi: “Confesso che ero convinto che avrei vinto le elezioni al primo turno… ma c’è un secondo turno”. “Sono molto contento del risultato elettorale: il Brasile vuole il cambiamento“, le parole di Bolsonaro.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 4 ottobre 2026
Sul palco del Teatro Palapartenope una straordinaria ed emozionante accoglienza per la prima dello spettacolo con Erasmo Genzini, Lina Sastri e Maurizio Casagrande. Il mito intramontabile di Diego Armando Maradona è tornato a far battere il cuore di Napoli. Ha debuttato ieri sera, con un clamoroso successo di pubblico e critica, "Numero 10", lo spettacolo teatrale interamente dedicato a ripercorrere le pagine più significative, intime e gloriose della vicenda umana e sportiva del Pibe de Oro. Per l'occasione, il Teatro Palapartenope ha registrato un sold out assoluto, accogliendo una platea calorosa e commossa, a testimonianza del legame indissolubile che unisce ancora oggi la città al suo eterno campione. Lo spettacolo ha saputo tessere una narrazione potente e profonda grazie alle magistrali interpretazioni del cast dei protagonisti: Erasmo Genzini, Lina Sastri e Maurizio Casagrande. Attraverso un perfetto equilibrio tra recitazione, musica e suggestioni visive, l'opera esplora l'uomo dietro la leggenda, restituendo al pubblico la complessità, i trionfi e le fragilità di un'icona globale. "Numero 10" si candida a essere uno degli eventi teatrali più significativi e attesi della stagione, un viaggio emozionante che promette di continuare a unire generazioni di appassionati di sport e amanti del grande teatro.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 4 ottobre 2026
Dimenticato l'avvio shock all'Olimpico contro il Belgio, che aveva gettato la Nazionale in un vortice di critiche social e timori di retrocessione, l'Italia di Roberto Mancini ritrova il sorriso e punta a blindare la classifica. Domani sera al Dall'Ara di Bologna arriva la Turchia di Vincenzo Montella per la quarta giornata del girone di Nations League, e la parola d'ordine nel clan azzurro è continuità. La spinta decisiva è arrivata dal prezioso 1-1 conquistato sul campo della Francia, che ha dato seguito al rotondo 4-1 dell'andata a Bursa. "Vogliamo chiudere in bellezza", ha scandito con determinazione il CT Mancini in conferenza stampa. I tre punti contro i turchi ancora fermi a zero nel girone sarebbero fondamentali per blindare il terzo posto, scongiurare lo spauracchio della Serie B e mantenere vive le speranze di qualificazione ai quarti di finale. La marcia di avvicinamento, tuttavia, perde un pezzo importante: Moise Kean ha infatti dovuto alzare bandiera bianca per un problema muscolare e ha già fatto ritorno a casa. L'assenza dell'attaccante accelererà le rotazioni di Mancini, intenzionato a varare un turnover robusto. Si profilano fino a nove cambi rispetto all'undici anti-Francia, una scelta dettata dalla necessità di inserire forze fresche dopo le fatiche di Parigi. A dirigere la sfida sarà il fischietto internazionale polacco Szymon Marciniak.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 4 ottobre 2026
La misura, attiva da oggi e con validità fino al 31 ottobre (con possibile estensione a fine anno), riduce del 20% al netto dell’Iva il prezzo di gasolio e benzina per i professionisti del settore primario. Il Ministro Lollobrigida: "Un sostegno fondamentale per la sicurezza alimentare e l'ambiente". Plauso anche a Socar per aver seguito l'iniziativa. Eni annuncia un nuovo importante tassello del piano strategico "Eni per l'Italia", finalizzato a sostenere il sistema economico nazionale. A partire da oggi, la società estende la riduzione dei prezzi dei carburanti commercializzati da Enilive anche al mondo dell'agricoltura e della pesca, due settori considerati vitali e strategici per il Paese. I dettagli della misura Gli attuali clienti Enilive operanti nei comparti agricolo e della motopesca potranno acquistare gasolio e benzina a uso professionale con uno sconto del 20% al netto dell’Iva rispetto alle tariffe correnti. L’agevolazione entra in vigore immediatamente e resterà valida fino al 31 ottobre 2026. Sulla base dell’andamento del mercato globale e delle effettive disponibilità di prodotto, Eni valuterà una possibile estensione del provvedimento fino al termine dell'anno in corso.  Questo contributo di solidarietà si affianca alle recenti azioni già intraprese dal Gruppo a tutela dei consumatori e delle imprese, tra cui l'applicazione del price cap sui carburanti nelle stazioni Enilive aderenti (attivo dal 28 settembre scorso) e il blocco delle tariffe di luce e gas recentemente introdotto da Plenitude. Il commento istituzionale L’iniziativa è stata accolta con forte favore dalle istituzioni. Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha espresso il proprio ringraziamento per la prontezza del Gruppo nel recepire le istanze governative: "Voglio ringraziare Eni per aver compreso fino in fondo la necessità di sostenere il nostro settore produttivo primario, per quanto possibile, con una tariffa di accesso al carburante che permetta di continuare a svolgere il prezioso compito di custodi dell'ambiente e della sicurezza alimentare italiana. La riduzione dei prezzi permette alle imprese agricole e della pesca di ottenere un alleggerimento economico significativo sulle tariffe attuali". I l Ministro ha inoltre espresso l'auspicio che l'intero comparto petrolifero nazionale mostri la medesima sensibilità in questo momento congiunturale, rivolgendo un ringraziamento particolare alla compagnia Socar per aver già seguito l'esempio virtuoso di Eni, applicando analoghe misure di riduzione tariffaria sul territorio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Fonte Ufficio stampa FISE • 4 ottobre 2026
Tre percorsi netti nel secondo round regalano agli azzurri un bel piazzamento a Barcellona Si è chiusa una giornata di grande sport a Barcellona: oggi, domenica 4 ottobre, al Real Club de Polo è andata in scena la Longines League of Nations™ Final 2026. L a sfida ha visto protagoniste le migliori Nazioni al mondo: le 8 squadre di Belgio, Brasile, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia e USA, oltre alla Spagna in qualità di Paese ospitante, sono scese in campo per l’atto conclusivo del prestigioso circuito internazionale. Il Team Italia ha conquistato la quinta posizione finale grazie a una prova di carattere e coesione. Il Tecnico Selezionatore Stefano Cesaretto ha schierato in campo - in ordine di ingresso: graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet – Delta de l'Isle 1° graduato dell’Aeronautica Militare Giampiero Garofalo – Querido Van't Ruytershof Emanuele Camilli - Chacareno PS Piergiorgio Bucci - Hantano In una giornata già resa complessa dal maltempo (l’orario di inizio è stato posticipato alle 14:30 per avverse condizioni meteorologiche), gli azzurri hanno aperto la prima manche con le 4 penalità di Giulia Martinengo Marquet (68,47), le 8 di Giampiero Garofalo (68,48) e le 4 alla riviera di Emanuele Camilli (69,64). Piergiorgio Bucci ha invece chiuso con un ritiro: nonostante una frattura al piede, il ‘Capitano’ ha voluto comunque scendere in campo, ma l’infortunio ne ha purtroppo compromesso la prestazione. (L’azzurro non ha poi preso parte al 2° giro). La squadra italiana ha così affrontato la seconda manche partendo da un totale di 16 penalità a pari merito con la Gran Bretagna, Francia e Spagna. Nella seconda parte di gara è emerso tutto il talento e il cuore degli azzurri: i tre binomi in gara - Giulia Martinengo Marquet su Delta de l'Isle (0 - 68,04), Emanuele Camilli su Chacareno PS (0 – 70,47) e Giampiero Garofalo su Querido Van't Ruytershof (0 - 69,44) - hanno firmato tre impeccabili percorsi netti. Questa straordinaria prestazione ha permesso al Team Italia di completare una bella rimonta, risalendo fino al quinto posto della classifica generale e confermando il valore fondamentale dello spirito di gruppo. Ecco i commenti a caldo dei protagonisti: “Sono davvero felice – ha commentato Giulia Martinengo Marquet - Delta ha saltato benissimo. Rientrava dopo una pausa post Mondiali ed era pieno di energia. La nostra squadra è stata fantastica: bisogna sempre saper gestire ogni situazione, anche quando le cose si complicano un po' come oggi. Noi ci mettiamo sempre l'anima, ed è proprio questo che rende il nostro sport così emozionante”. “Sono davvero contento di come ha saltato Chacareno – ha commentato Emanuele Camilli - in campo mi ha trasmesso un'ottima sensazione. Sono molto felice anche per la prestazione di squadra: i miei compagni sono stati straordinari e chiudere con tre percorsi netti è un grandissimo risultato sportivo e di team”; “Sono molto contento del secondo giro – ha detto Giampiero Garofalo - il cavallo ha saltato alla perfezione. L'errore nel primo percorso forse si poteva evitare e rimane un pizzico di rammarico, ma il cavallo mi ha dato tutto. Sono orgoglioso della squadra, della bellissima rimonta e di come siamo riusciti a risalire la classifica. Accogliamo con soddisfazione questo risultato e guardiamo subito avanti ai prossimi appuntamenti”; “Ho dato il massimo per fare parte fino alla fine di questo gruppo di grandi atleti - ha affermato Piergiorgio Bucci - ma oggi purtroppo non sono riuscito a esprimermi al meglio. Faccio i miei complimenti ai compagni di squadra, che sono stati eccezionali: ho saltato con loro col cuore fino all'ultimo ostacolo”; “Possiamo ritenerci molto soddisfatti di quanto fatto oggi – ha concluso il Selezionatore Tecnico Stefano Cesaretto -Piergiorgio ha lottato con un piede fratturato dimostrando un carattere incredibile, mentre Giulia, Emanuele e Giampiero hanno portato avanti la squadra firmando tre percorsi netti decisivi. È proprio questa coesione che fa la differenza: quando ognuno dà tutto per l'altro, dimostriamo sul campo di essere un gruppo fortissimo e di non avere nulla da invidiare a nessun'altra Nazione”; La vittoria della tappa è andata alla Germania dopo un combattuto barrage contro il Brasile (il tedesco Richard Vogel in 40,85 contro il brasiliano Rodrigo Pessoa con 4 penalità in 39,48). Piazza d'onore per la formazione brasiliana (entrambe le formazioni avevano chiuso i due round con 4 penalità complessive). Il terzo gradino del podio è stato conquistato dal Belgio (5 penalità), seguito in quarta posizione dagli USA (12 penalità). L’Italia, grazie ai tre percorsi netti registrati nella seconda manche, è risultata inoltre l’unica squadra insieme al Brasile a completare il secondo round con 0 penalità. (Foto © FISE/Massimo Argenziano: dall’alto la squadra italiana, il graduato aiutante dell’Aeronautica Militare Giulia Martinengo Marquet, Emanuele Camilli e il 1° graduato dell’Aeronautica Militare Giampiero Garofalo in azione sul salto)
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 4 ottobre 2026
La Mole Antonelliana, simbolo incontrastato di Torino, si è tinta questa sera di verde. Il celebre monumento ha proiettato nel cuore della città il logo ufficiale del Derby Day e delle UET Finals, i due straordinari appuntamenti dell'ippica internazionale in programma domenica 11 ottobre 2026 all’Ippodromo di Vinovo. Il suggestivo spettacolo visivo, un tributo che la città riserva esclusivamente ai grandi eventi sportivi di rilievo globale, ha portato simbolicamente il fascino e la tradizione del trotto nel centro del capoluogo piemontese. L'iniziativa ha acceso ufficialmente il conto alla rovescia e l'entusiasmo degli appassionati per quella che si preannuncia come una delle giornate più importanti e prestigiose nella storia recente dell'ippica italiana. L'attenzione del mondo sportivo è ora interamente rivolta alla pista di Vinovo, dove domenica prossima andrà in scena il 99° Derby del Trotto, affiancato dalle prestigiose Finali dell'Unione Europea del Trotto (UET). Un connubio perfetto tra competizione, eleganza e internazionalità che proietta Torino al centro della scena ippica europea.
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