INCHIESTA CHAT DELMASTRO: LA PROCURA DI ROMA VALUTA IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
La Procura della Repubblica di Roma valuterà la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione formale davanti alla Corte Costituzionale nei confronti della Camera dei Deputati. La decisione della magistratura di Piazzale Clodio dipenderà dall'esito del voto in Aula, fissato per il prossimo 30 luglio, in merito all'utilizzo delle chat del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro.
L'iniziativa dei pm giunge all'indomani della delibera della Giunta delle autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che ha negato ai magistrati l'accesso ai messaggi scambiati tra l'esponente politico (che non risulta iscritto nel registro degli indagati) e il ristoratore Mauro Caroccia.
Elementi chiave del caso
· Oggetto dell'indagine: I flussi di comunicazione legati all'inchiesta sulla "Bisteccheria d'Italia".
· Profili di gravità: Mauro Caroccia è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni, con l'aggravante del metodo mafioso per aver agevolato il clan camorristico dei Senese.
· La posizione della Procura: Il diniego all'acquisizione della documentazione informatica rappresenta, secondo gli inquirenti, un ostacolo al corretto svolgimento delle attività investigative.
Prospettive istituzionali e parlamentari
Il dibattito a Montecitorio si preannuncia teso, con posizioni fortemente contrapposte tra le forze di maggioranza e di opposizione. Il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, ha confermato che la discussione in Assemblea vedrà la presenza di un relatore di minoranza.
Qualora il voto dell'Aula confermasse il blocco delle chat, la Procura attiverà l'iter dinanzi alla Consulta per definire i confini delle prerogative parlamentari rispetto alle esigenze di giustizia.

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