Autore: AGENZIA DIRE
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23 luglio 2026
La prima conferenza di Maldini e Leonardo: "E' come una chiamata alle armi. Il ct? Non c'è tanta fretta. Aspettiamo la persona che vogliamo". Malagò: "Ci ho messo due settimane a convincerli". ROMA – Nemmeno oggi sapremo chi sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale, se Conte, Guardiola o Pirlo. “Abbiamo parlato anche con Ancelotti prima che con Pep Guardiola. Volevamo parlare con i migliori al mondo”, dice Paolo Maldini alla prima conferenza stampa da direttore tecnico, al fianco dell’advisor Leonardo e del Presidente della Figc Malagò: “Ci ho messo due settimane a convincere Maldini e Leonardo. Con loro stilato un progetto che va oltre il ct”. Maldini dice che per il commissario tecnico “c’è fretta ma dentro di noi nemmeno tanta”: “L’ideale sarebbe nominare il ct entro questa settimana, ma ancora di più aspettare la persona che noi realmente vogliamo”. “Da qui dalla Lega Serie A è partita questa mia avventura e sono felice di essere tornato oggi – ha detto Malagò – Di solito si parte dal ct, poi la filiera, io ho invertito l’ordine. Sono un discreto persuasore e ho voluto prima chiudere con Paolo e Leonardo. Il ct è un punto ma ce ne sono altri e altri profili su cui lavorare, la condivisione è fondamentale. Io parlo di progetto a 6 anni sperando di essere confermato, Paolo ai presidenti ha parlato di 8-10. Vogliamo colmare il gap con le altre nazionali che è evidente“. “È una chiamata alle armi – dice Maldini – quando l’Italia chiama è difficile dire di no. Non conoscevo le difficoltà iniziali, ma ho sentito la possibilità di fare e la volontà di tutti di partecipare al rinnovamento. Questo è stato importante per la scelta, così come la capacità persuasiva del presidente Malagò. Ho messo tutta la mia forza per convincere Leo, tra noi c’è totale condivisione di valori e stima. La Serie A, nell’incontro che abbiamo avuto, ha dato totale disponibilità ad accogliere i nostri progetti sportivi. La mia figura prima non esisteva”. L’identikit del ct resta l’elefante nella stanza. Leonardo spiega: “Abbiamo le idee chiare in tanti casi, si parla di piani A B C e abbiamo le idee chiare anche su quello. Dobbiamo trovare un allenatore che ragiona come noi, dobbiamo trovare una sintonia di pensiero. Ci sono tanti allenatori vincenti. La direzione tecnica dà la linea all’allenatore. Prima c’era il Presidente federale e il ct che era il capo di tutto, ma non c’era una linea. Ora vogliamo creare una metodologia che funzioni a cascata, ed è una cosa che richiede tempo”. “C’è da costruire un’idea, io e Paolo siamo complici di sogni e di idee già da tanti anni – ha detto ancora Leonardo – A lui è arrivata questa proposta molto forte, con il passare dei giorni è diventato il suo sogno e quindi anche il mio. La nostra complicità e l’amicizia sono ingredienti che potremo trasmettere, c’è bisogno di energia positiva in un momento così. Vogliamo creare un movimento che coinvolge tutti altrimenti non riusciremo a uscire. Vogliamo fare il ct quanto prima ma definire bene quello che vogliamo. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, si parla di piani A B C e abbiamo le idee chiare anche su quello”. “Non c’è mai stata una direzione tecnica Figc come quella che è stata affidata a Paolo, unirà mondi che finora hanno fatto fatica ad interagire. Il movimento sarà molto sulla parte tecnica, il calcio italiano da questo punto di vista è indietro, è poco propositivo, dobbiamo dare una metodologia nuova che permetta al calcio di crescere”.