INTERVISTA A LUCA ZAIA FRV News Magazine – 17 dicembre 2025 A cura di Francesca Romana Nucci
Presidente, al termine di questi 15 anni al governo della Regione Veneto, quali sono i giorni più belli che vuole condividere con noi e quali sono le persone che vuole ringraziare?
Rispondere a questa domanda è difficile perché ogni giorno al servizio del Veneto è stato significativo. Tuttavia, alcuni momenti resteranno indelebili: il giorno del referendum per l’autonomia del 22 ottobre 2017, che ha visto oltre due milioni di veneti esprimersi democraticamente per il futuro della Regione; e poi il periodo dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, in cui il Veneto ha mostrato al mondo intero la sua capacità organizzativa e il valore della sua sanità pubblica.
Non posso non ricordare anche i momenti difficili legati alle emergenze ambientali – dalle alluvioni alle tempeste – che però hanno evidenziato la solidarietà e il coraggio dei cittadini veneti.
Il risultato a cui tengo di più è però lo standing che, con la mia squadra di governo, ho saputo dare al Veneto, a livello nazionale e internazionale. Pensa ad esempio alle olimpiadi di Milano Cortina: i giochi non vengono certo affidati a caso ma quei territori che sono in grado di avere credibilità, visione e forza propositiva.
Una domanda che le vorrebbero rivolgere tutti i suoi affezionati elettori – lei è il recordman italiano di preferenze con oltre 200.000 persone che l’hanno votata – quali sono i suoi programmi futuri, i suoi sogni, i suoi progetti non ancora realizzati?
Sono e resto al servizio del Veneto. L’autonomia differenziata è stata un sogno che abbiamo trasformato in realtà con anni di lavoro serio e istituzionale: oggi è legge dello Stato, e il Veneto è pronto ad attuarla con responsabilità, trasparenza e spirito costruttivo.
Per il futuro, desidero continuare a dare voce al territorio, alle comunità locali, alle eccellenze che fanno grande il Veneto. Non escludo nulla, ma ogni passo sarà fatto pensando al bene comune.
Si parla di lei come un possibile candidato “forte” come sindaco di Venezia, una delle città più preziose e delicate al mondo intero. Se dovesse proporsi, su quali punti programmatici impernierebbe la sua azione?
Ogni valutazione sarà fatta nei tempi e nei modi opportuni. Detto questo amo profondamente Venezia: é senza dubbio la città più bella del mondo.
Lei è stato un apprezzatissimo Ministro dell’Agricoltura e viene ricordato per la sua vicinanza al mondo dell’ippica. Troverà ancora il modo di dare una mano ad un settore che la ricorda sempre e per cui Lei è una fonte di speranza?
Il mondo agricolo e quello ippico mi sono sempre stati nel cuore. Sono settori che uniscono tradizione, economia, passione e lavoro vero. L’ippica ha bisogno di riforme strutturali e di visione: merita un rilancio che parta dal riconoscimento del suo valore culturale e sportivo.
Se ci saranno occasioni, continuerò a essere un interlocutore attento e propositivo, consapevole delle criticità ma anche delle grandi potenzialità di questo settore.
Il nostro magazine nazionale nasce anche per essere vicino a tutti gli sport che non hanno una risonanza mediatica come il calcio e il tennis, in particolar modo il mondo del cavallo. Lei cosa ne pensa?
Penso che sia un’iniziativa encomiabile. In un Paese dove spesso l’attenzione si concentra su pochi sport, dare visibilità a discipline meno raccontate è un atto di giustizia e di promozione culturale.
Il mondo del cavallo è una scuola di vita, un ambito che educa al rispetto, alla disciplina, al contatto con la natura.
L’Italia ha bisogno di un sistema sportivo più inclusivo, capillare e radicato nei territori. E il Veneto, in questo, vuole essere d’esempio.
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