Intesa Meloni-Macron su Libano e spazio. La premier: “Rapporti seri, non glaciali”

AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 08.52 • 26 giugno 2026

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Al termine del vertice intergovernativo, annunciata una coalizione internazionale per il post-UNIFIL e il potenziamento della cooperazione nella space economy

 

ROMA – Si è concluso ad Antibes il vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Al centro del colloquio tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente francese, Emmanuel Macron, si sono succeduti i dossier internazionali più urgenti, la cooperazione strategica nei settori d’avanguardia e lo stato dei rapporti bilaterali tra Roma e Parigi.

COALIZIONE INTERNAZIONALE PER IL LIBANO POST-UNIFIL

Il primo asse d’intervento emerso dal bilaterale riguarda la stabilità del Medio Oriente, con particolare attenzione alla gestione della crisi in territorio libanese.

“Siamo attenti alla crisi in Libano dove Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza, sono due nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità», ha dichiarato Meloni nelle dichiarazioni congiunte alla stampa. «Come sapete a fine anno terminerà la missione UNIFIL ed è necessario dal nostro punto di vista garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza ed è la ragione per la quale insieme abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-UNIFIL, magari anche immaginando presto una conferenza internazionale per l’avvio dell’iniziativa”.


L’INTESA SULLA SPACE ECONOMY E IL PROGRAMMA BROMO

Il secondo capitolo del vertice ha visto i due governi convergere sul potenziamento delle rispettive filiere industriali ad alta tecnologia, con un focus specifico sull’autonomia strategica nei lanci satellitari.

“Vogliamo potenziare la nostra collaborazione anche nell’ambito della space economy», ha spiegato la premier italiana. «Come ricordava correttamente il presidente Macron, Italia e Francia anche qui possono vantare nel settore una filiera industriale all’avanguardia, oltre a essere le uniche due nazioni europee ad avere un accesso autonomo allo spazio grazie ai lanciatori di satelliti Vega C e Ariane 6. È un ambito nel quale possiamo fare la differenza e che ha ancora enormi potenzialità, ci auguriamo che la nostra cooperazione possa anche sostenere il successo del programma Bromo che punta a far nascere un campione europeo in questo settore”.

MELONI SMORZA I RETROSCENA: “RELAZIONI TRA PERSONE SERIE”

A margine dei tavoli tecnici, la presidente del Consiglio ha risposto direttamente alle indiscrezioni giornalistiche che descrivevano una freddezza diplomatica tra i due leader, rivendicando invece la concretezza del rapporto personale e politico.

“Confesso che sono un po’ divertita di tutti i retroscena che si facevano sulle nostre relazioni, siamo due persone, diceva correttamente il presidente Macron, che difendono il loro interesse nazionale, ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede chiaramente franchezza anche quando non si è d’accordo e ci sono state delle volte nelle quali non siamo stati d’accordo, e richiede capacità di cooperazione quando si è d’accordo. Ma richiede in ogni caso la possibilità e la capacità di parlarsi per capire ciascuno le ragioni dell’altro, è quello che abbiamo sempre fatto”.

“Credo che la cooperazione tra Italia e Francia dimostri che le nostre relazioni non sono state glaciali, sono state relazioni tra persone serie che parlano di politica», ha aggiunto la premier, concludendo con una battuta sulla copertura mediatica della sua mimica: «I rapporti in queste vicende sono più complessi di come a volte li vedo semplificati dai video o dalle espressioni o dall’interpretazione delle espressioni, che è una dinamica che vedo accadere molto e che mi riguarda particolarmente perché come si sa sono una persona mediamente espressiva e quindi mi ritrovo spesso a vedere le mie espressioni interpretate”.

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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 26 giugno 2026
Al via oggi in Aula Paolo VI il secondo Concistoro straordinario. Ad aprire i lavori è stato Papa Leone, che durante la messa con il Collegio cardinalizio ha lanciato un forte e accorato appello globale per la pace e l'unità della famiglia umana. Nel corso della sua omelia, il Pontefice ha condannato duramente il ricorso alla violenza armata, definendo i conflitti come un regresso della civiltà. "La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio", ha ammonito il Santo Padre, sottolineando come il Creatore abbia dotato l'essere umano di intelligenza e volontà per "risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche". Il Papa ha poi evidenziato la grave ferita che le tensioni internazionali infliggono alla comunità globale, ricordando che l'unità dei popoli non è solo un dato biologico, ma un preciso principio etico. Nonostante lo scenario geopolitico drammatico, il Pontefice ha espresso speranza per il moltiplicarsi di iniziative nel mondo volte al rispetto della dignità umana, della giustizia e del diritto. I lavori del Concistoro straordinario proseguiranno nella giornata di domani.
Autore: Redazione in aggiornamento 26 giugno 2026
Nella notte tra il 25 e il 26 giugno 2026, le forze ucraine hanno sferrato uno dei più massicci attacchi aerei dall'inizio del conflitto, lanciando 660 droni contro il territorio della Federazione Russa. Il Ministero della Difesa di Mosca ha comunicato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto i velivoli in oltre una decina di regioni, incluse la Crimea e le aree marittime del Mar Nero e del Mar d'Azov. I raid sulla capitale e nelle regioni limitrofe Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha reso noto tramite Telegram che almeno 47 droni diretti verso la capitale sono stati neutralizzati. Al momento sono in corso le operazioni di rimozione dei detriti da parte dei servizi di emergenza; non si segnalano vittime o danni strutturali in città. Un impatto maggiore è stato registrato nella regione di Tula, circa 180 km a sud di Mosca, definita dal governatore Dmitry Milyaev bersaglio di un attacco "massiccio". Nel distretto di Shchekino, la caduta di frammenti ha causato il ferimento di una donna e il danneggiamento di un'abitazione privata. La strategia di Kiev e l'allarme geopolitico L'operazione odierna conferma l'intensificazione della campagna militare a lungo raggio dell'Ucraina. Kiev punta a colpire in modo sistematico i nodi logistici e le infrastrutture energetiche russe, come già avvenuto la scorsa settimana con l'incendio di una raffineria a sud-est di Mosca, per ridurre le risorse economiche destinate al conflitto. Contemporaneamente, il clima di tensione si estende ai confini europei. Fonti di intelligence del fianco orientale della NATO, riprese dal Guardian, hanno avvertito del rischio imminente di "provocazioni" russe nei paesi baltici o in Polonia. Secondo gli analisti, l'azione del Cremlino mirerebbe a testare la compattezza e la capacità di reazione dell'alleanza occidentale.
Autore: AGENZIA DIRE ultim aggiornamento 26 giugno 2026
Dopo le due violentissime scosse di magnitudo 7.1 e 7.5, scatta la solidarietà nostrana e non solo. Dagli Usa arrivano uomini e 150 milioni di dollari ROMA – Sale a 235 persone il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Venezuela. A comunicarlo è il ministro della salute Carlos Alvarado che, in una nota, spiega: “Il sistema sanitario pubblico ha garantito assistenza a oltre 4.300 feriti, per lo più con lesioni lievi e alcuni casi moderati e gravi che hanno richiesto interventi chirurgici, e purtroppo abbiamo ricevuto circa 235 persone arrivate prive di segni vitali o decedute all’arrivo nelle nostre strutture sanitarie, con il maggior numero di casi registrati nello stato di La Guaira”. Tra le vittime un italiano, come confermato dalla Farnesina: “Il ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia“. Nella nota si aggiunge che “il connazionale è stato coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto”. IL SUPPORTO DEGLI STATI UNITI In queste ore gli Usa stanno mobilitando risorse per supportare il Paese colpito dalla tragedia. “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo del Venezuela dopo i devastanti terremoti di ieri- scrive su X il Segretario alla guerra Pete Heghseth-. Su indicazione del presidente Trump, ho immediatamente mobilitato il Dipartimento della Guerra per lavorare a fianco del Dipartimento di Stato nel sostegno al popolo venezuelano. La nostra missione è chiara: salvare vite e fornire rapidamente aiuti dove sono più necessari. Gli Stati Uniti sono impegnati nel nostro emisfero. Quando le vite dei nostri amici sono in gioco, l’America agisce”. Volano in Venezuale membri del personale militare statunitense della Joint Task Force-Bravo, come mostrano le immagini pubblicate dallo United States Southern Command. Precedentemente anche Marco Rubio, segretario di Stato, aveva comunicato: “Gli Stati Uniti stanno predisponendo una risposta immediata e mobilitando supporto per il popolo venezuelano colpito dai terremoti. Abbiamo dispiegato squadre di ricerca e soccorso e stiamo fornendo assistenza consolare agli americani e alle loro famiglie”. 150 MILIONI DI DOLLARI DAGLI USA “Oltre al supporto immediato per le operazioni di ricerca e soccorso, il trasporto aereo e il coordinamento, gli Stati Uniti stanno mobilitando 150 milioni di dollari in aiuti al Venezuela attraverso i propri partner“. Lo comunica una nota pubblicata dal sito dell’ambasciata statunitense a Caracas. I fondi predisposti attingono “a 50 milioni di dollari di nuovi finanziamenti bilaterali destinati a partner sul campo in Venezuela, tra cui World Vision, Samaritan’s Purse, Catholic Relief Services, International Medical Corps, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il Programma Alimentare Mondiale, oltre a un contributo di 100 milioni di dollari al fondo comune dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) per il Venezuela. Oltre a fornire supporto finanziario, il Dipartimento sta aiutando le organizzazioni a coordinare logisticamente le operazioni e a mantenere i contatti con le autorità provvisorie”. SCATTA LA SOLIDARIETÀ ITALIANA Di fronte alla devastazione provocata dal drammatico doppio sisma che ha messo in ginocchio il Venezuela, la macchina della solidarietà italiana si è messa in moto in tempi record. Le istituzioni regionali e le organizzazioni umanitarie hanno attivato i primi interventi d’urgenza per rispondere alla crisi. LEGGI ANCHE LIVE | VIDEO | Due terremoti fortissimi in un minuto: Venezuela devastato. Si temono fino a 100.000 morti IL BILANCIO DEL SISMA E L’INTERVENTO DI AVSI La Fondazione AVSI, presente in territorio venezuelano dal 2000 con progetti educativi e di assistenza alimentare, si è mobilitata immediatamente dopo le due violente scosse di magnitudo 7.1 e 7.5. Lo staff sul posto è impegnato nel valutare l’impatto del terremoto sulla popolazione e nel verificare le condizioni dei bambini sostenuti a distanza da numerose famiglie italiane. “Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto: ogni contributo può fare la differenza”, è l’appello lanciato da Fiammetta Cappellini, responsabile delle emergenze umanitarie per AVSI. Secondo la fondazione, i danni strutturali sono ingenti e la situazione sul campo resta estremamente instabile per un Paese già fortemente provato da una precedente e grave crisi economica e sociale. Per sostenere le operazioni di soccorso, l’organizzazione ha aperto canali straordinari di donazione: tutti i dettagli e le informazioni sulla campagna sono consultabili direttamente sulla pagina ufficiale di AVSI Emergenza Terremoto Venezuela . LA SOLIDARIETÀ DEL VENETO: MEDICI E INFERMIERI IN VOLO Sul fronte istituzionale, la risposta operativa è arrivata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a cui ha risposto tempestivamente il sistema sanitario della Regione Veneto. Domani mattina, infatti, un team di specialisti composto da un medico di Treviso e due infermieri di Venezia partirà alla volta del Venezuela per dare manforte ai soccorsi sul campo. «Ancora una volta il Veneto risponde alla richiesta di aiuto con lo spirito di solidarietà e la generosità che è nel Dna della sua gente», ha annunciato il presidente della Regione, Alberto Stefani, ringraziando il personale del Suem 118 che ha dato immediata disponibilità per la missione internazionale. Un ringraziamento a cui si è unita anche l’assessore regionale alla Protezione civile, Elisa Venturini: “Partire per un’emergenza internazionale significa mettere le proprie competenze al servizio di chi sta vivendo un momento drammatico. È una scelta che richiede professionalità, ma anche grande senso di responsabilità e spirito di servizio. Siamo orgogliosi di loro e certi che sapranno rappresentare al meglio il nostro territorio con la competenza e l’humanità che lo contraddistinguono”. 
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Fonte ufficio stampa Masaf 25 giugno 2026
Il Ministro Lollobrigida e l’omologa Genevard blindano i fondi europei: no ai tagli di bilancio e più risorse per transizione climatica e stabilità dei mercati. Forte stop all'ingresso in UE di merci straniere senza standard ambientali e sanitari europei. Siglato il Memorandum d'intesa per tutelare i prodotti di qualità: via alla tabella di marcia 2026-2027 con controlli digitali anti-contraffazione e azioni comuni sui mercati esteri.  Intesa scientifica CREA-INRAE per spingere l'innovazione sostenibile in agricoltura.
Autore: Redazione 25 giugno 2026
SISMA IN VENEZUELA: ATTIVATE VERIFICHE E PROTEZIONE CIVILE PER I CONNAZIONALI A seguito del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, l’Unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata. Opera in costante contatto con l’Ambasciata d’Italia a Caracas e il Consolato Generale. Si conferma, con profondo cordoglio, il decesso di un cittadino italo-venezuelano di 56 anni. Il connazionale è rimasto vittima del crollo di un edificio a La Guaira. La Guaira e l'area metropolitana di Caracas ospitano oltre 65.000 italiani. Le due zone registrano al momento le maggiori criticità infrastrutturali. Le autorità diplomatiche stanno gestendo numerose segnalazioni di mancato contatto con i connazionali. Tali disagi sono causati dal blackout totale delle linee elettriche e telefoniche nell'epicentro. INDICAZIONI PER I FAMILIARI E CITTADINI: Segnalazioni: Utilizzare i canali ufficiali dell'Unità di Crisi per registrare i dati delle persone non raggiungibili. Monitoraggio: Consultare il sito istituzionale Viaggiare Sicuri per aggiornamenti in tempo reale. Geolocalizzazione: Registrare la presenza di parenti nell'area colpita tramite l'app o il portale Dove siamo nel Mondo . La Farnesina continuerà a fornire aggiornamenti regolari non appena le verifiche sul posto avanzeranno.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 giugno 2026
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine al drammatico caso di Alessia Pifferi, confermando in via definitiva la condanna a 24 anni di carcere per l'omicidio volontario della figlia Diana, morta di stenti a soli 18 mesi nel luglio del 2022. I giudici della prima sezione penale della Suprema Corte hanno rigettato sia il ricorso presentato dalla difesa sia quello del procuratore generale, rendendo così la sentenza d'appello irrevocabile e ponendo fine all'iter giudiziario. La decisione dei giudici di legittimità ha confermato l'impianto accusatorio, escludendo sia l'ipotesi dell'ergastolo, sollecitata dalla procura, sia le richieste della difesa, che puntava a una nuova perizia psichiatrica o alla ridefinizione del reato. Con la pronuncia della Cassazione la pena diventa definitiva, chiudendo una delle vicende di cronaca nera più dolorose degli ultimi anni. I fatti risalgono al luglio del 2022, quando la donna lasciò la piccola Diana da sola nell'appartamento di via Parea a Milano per sei giorni consecutivi. Alessia Pifferi si era allontanata per raggiungere il compagno a Leffe, in provincia di Bergamo, mentendo a parenti e conoscenti sulla reale custodia della bambina. Al suo ritorno a casa, il 20 luglio, la bambina è stata rinvenuta priva di vita all'interno di un lettino da campeggio, deceduta a causa di una gravissima disidratazione e per mancanza di nutrimento.  Questa drammatica vicenda lascia aperto un profondo e amaro dibattito sociale: sono purtroppo molte le donne e le madri che, dopo aver messo al mondo dei figli, diventano le prime a fare loro del male, nascondendosi dietro l'appellativo di madre e cercando di passare per sante agli occhi della società.
Autore: Redazione 25 giugno 2026
Ferrovie dello Stato Italiane comunica che l'Amministratore Delegato, Stefano Donnarumma, rassegnerà le proprie dimissioni nei prossimi giorni, concludendo in anticipo il mandato.  Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e l'Amministratore Delegato hanno concordato la fine anticipata dell'incarico a seguito dei recenti disservizi registrati sulla linea ferroviaria. Prima di formalizzare il passo indietro, Donnarumma si occuperà di chiudere i dossier più importanti attualmente aperti per garantire la stabilità operativa dell'azienda.
Autore: Redazione 25 giugno 2026
La prevista visita di luglio per gli Invictus Games riaccende i riflettori sulle tensioni interne alla Famiglia Reale. L'esperta Jennie Bond: "Riconciliazione difficile, pesa la frattura sulla fiducia con William"Il prossimo ritorno del Principe Harry nel Regno Unito si preannuncia come un momento di forte complessità diplomatica e personale per la Corona britannica. Il duca di Sussex è atteso a luglio, accompagnato dalla moglie Meghan Markle e dai figli Archie e Lilibet, in occasione degli eventi preparatori per i prossimi Invictus Games di Birmingham. La visita pone Re Carlo III, attualmente ancora in cura per un tumore, di fronte a un delicato "gioco di equilibri". Se da un lato appare probabile un incontro privato tra il Sovrano e il figlio minore – a seguito del loro ultimo ricongiungimento avvenuto lo scorso settembre dopo 19 mesi di distanza –, dall'altro l'evento rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti con l'erede al trono, il Principe William. Secondo quanto dichiarato dall'esperta e lex corrispondente reale Jennie Bond, un riavvicinamento tra Carlo e Harry potrebbe indisporre il Principe del Galles, la cui faida con il fratello non mostra ad oggi alcun segno di distensione. Al centro del blocco relazionale rimane il nodo della fiducia: le rivelazioni contenute nel libro di memorie di Harry e nella serie di documentari Netflix sono tuttora percepite dai membri anziani della Famiglia Reale come una grave violazione della privacy di Re Carlo, della Regina Camilla e dei Principi di Galles, William e Catherine. Nonostante lo scenario rimanga rigido, gli osservatori reali non escludono del tutto che il tempo possa portare a una futura e graduale distensione tra i due fratelli.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 12.54 25 giugno 2026
L'intera Aula della Camera in piedi, ha suggellato il solenne discorso del Presidente della Repubblica ROMA – Un lungo applauso di circa due minuti, con l’intera Aula della Camera in piedi, ha suggellato il solenne discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione dell’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente. Un momento che il Capo dello Stato ha utilizzato non solo per fare memoria, ma per riaffermare con forza le radici antifasciste, sovrane e pluraliste della nostra democrazia. Il Presidente, visibilmente commosso, ha ricambiato il tributo dei presenti portando più volte la mano sul cuore. MATTARELLA: ONORE A DONNE E UOMINI CHE DIEDERO FORMA A LIBERTÀ E DEMOCRAZIA “Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore – alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale – alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza”, ha affermato Mattarella. “Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia”. L’INTERVENTO DI MATTARELLA TRA LIBERTA’ E RISCATTO NAZIONALE Nel suo intervento, Mattarella ha voluto ricordare l’altissimo prezzo pagato dal popolo italiano per conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo il buio della dittatura e del conflitto. “Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria”, ha affermato Mattarella. Un tributo di sangue e dignità che ha visto protagonisti anche gli oltre 600.000 internati in Germania, gli ebrei italiani avviati ai campi di sterminio e i combattenti della Brigata Ebraica. È stato proprio questo enorme movimento di popolo – ha sottolineato il Capo dello Stato – a permettere alla Costituente di essere un’assemblea sovrana, evitando all’Italia la spartizione territoriale da parte delle potenze alleate, destino toccato ad altri Paesi dell’Asse. MATTARELLA: NUOVA CLASSE DIRIGENTE GUIDÒ CAMBIAMENTO CONTRO INETTITUDINE MONARCHIA Mattarella ha tracciato una linea netta di demarcazione tra la nuova classe dirigente post-bellica e le vecchie istituzioni. “Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era ‘terra di nessuno’. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro. La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall’acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato”. MATTARELLA RICORDA MARTIRI FASCISMO, STANDING OVATION CAMERA Tutti in piedi in aula della Camera quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda i martiri del fascismo tra gli applausi: “Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli- dice il capo dello Stato tra gli applausi dei presenti alla cerimonia per gli 80 della prima seduta dell’Assemblea costituente- per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale”. IL METODO CONSENSUALE Il Presidente della Repubblica ha poi respinto con fermezza le storiche tesi critiche che liquidavano il testo costituzionale come un “compromesso deteriore” o un mero baratto di interessi tra Democrazia Cristiana, Partito Socialista e Partito Comunista. Al contrario, lo sforzo di dialogo fu la massima espressione di una democrazia fondata sui partiti e sulle diverse visioni del mondo del Novecento. “Si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti“, ha affermato Mattarella tra gli applausi, definendo il metodo consensuale come un “sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità”. UN SOLENNE PATTO DI AMICIZIA Cento anni dopo lo Statuto Albertino concesso da un monarca, il popolo italiano si dava autonomamente una Costituzione repubblicana, superando l’emarginazione internazionale in cui il fascismo l’aveva gettato. In conclusione, Mattarella ha voluto richiamare le parole dei padri fondatori. Prima l’esortazione di Giuseppe Saragat (“Fate che il volto della Repubblica sia un volto umano”), poi il messaggio di pacificazione di Umberto Terracini, che definì la Carta come un “solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano”.”Il volto e l’anima che abbiamo avuto consegnato – e che i cittadini sentono propri – è quello della Costituzione. Frutto di una assemblea di donne e uomini liberi”, ha chiosato il Capo dello Stato, prima del definitivo e accorato auspicio: “Viva la Repubblica, viva la Costituzione
Autore: Redazione 25 giugno 2026
Una drammatica sequenza sismica ha colpito il Venezuela, provocando un bilancio provvisorio di almeno 164 morti e circa 1.000 feriti. La presidente Delcy Rodríguez ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. Secondo l'USGS, il sisma è stato causato dallo scorrimento di una faglia tra due placche tettoniche. L'allerta tsunami iniziale è rientrata. I soccorritori scavano senza sosta tra le macerie degli edifici crollati, in particolare a La Guaira e nel distretto di Chacao, dove si avvertono ancora voci di superstiti. A La Guaira tre fratellini sono stati estratti vivi. Il Ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, insieme all'Ambasciatore Giovanni De Vito, segue costantemente l'evoluzione della crisi. Al momento non si registrano vittime di nazionalità italiana, ma l'Unità di Crisi resta attiva per verificare l'eventuale presenza di connazionali intrappolati o in difficoltà. La macchina degli aiuti internazionali si è già mobilitata: il Fondo Monetario Internazionale ha stanziato 200 milioni di dollari per la ricostruzione, mentre gli Stati Uniti invieranno squadre speciali di ricerca e soccorso. Solidarietà e disponibilità all'invio di sostegni sono giunte anche da Italia e Cina.
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