ROYAL FAMILY: IL RITORNO DI HARRY NEL REGNO UNITO IMPONE A RE CARLO UN DELICATO GIOCO DI EQUILIBRI TRA I FIGLI

Redazione • 25 giugno 2026

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La prevista visita di luglio per gli Invictus Games riaccende i riflettori sulle tensioni interne alla Famiglia Reale. L'esperta Jennie Bond: "Riconciliazione difficile, pesa la frattura sulla fiducia con William"Il prossimo ritorno del Principe Harry nel Regno Unito si preannuncia come un momento di forte complessità diplomatica e personale per la Corona britannica. Il duca di Sussex è atteso a luglio, accompagnato dalla moglie Meghan Markle e dai figli Archie e Lilibet, in occasione degli eventi preparatori per i prossimi Invictus Games di Birmingham.

La visita pone Re Carlo III, attualmente ancora in cura per un tumore, di fronte a un delicato "gioco di equilibri". Se da un lato appare probabile un incontro privato tra il Sovrano e il figlio minore – a seguito del loro ultimo ricongiungimento avvenuto lo scorso settembre dopo 19 mesi di distanza –, dall'altro l'evento rischia di irrigidire ulteriormente i rapporti con l'erede al trono, il Principe William.

Secondo quanto dichiarato dall'esperta e lex corrispondente reale Jennie Bond, un riavvicinamento tra Carlo e Harry potrebbe indisporre il Principe del Galles, la cui faida con il fratello non mostra ad oggi alcun segno di distensione. Al centro del blocco relazionale rimane il nodo della fiducia: le rivelazioni contenute nel libro di memorie di Harry e nella serie di documentari Netflix sono tuttora percepite dai membri anziani della Famiglia Reale come una grave violazione della privacy di Re Carlo, della Regina Camilla e dei Principi di Galles, William e Catherine.

Nonostante lo scenario rimanga rigido, gli osservatori reali non escludono del tutto che il tempo possa portare a una futura e graduale distensione tra i due fratelli.


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Autore: Redazione 25 giugno 2026
Ferrovie dello Stato Italiane comunica che l'Amministratore Delegato, Stefano Donnarumma, rassegnerà le proprie dimissioni nei prossimi giorni, concludendo in anticipo il mandato.  Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e l'Amministratore Delegato hanno concordato la fine anticipata dell'incarico a seguito dei recenti disservizi registrati sulla linea ferroviaria. Prima di formalizzare il passo indietro, Donnarumma si occuperà di chiudere i dossier più importanti attualmente aperti per garantire la stabilità operativa dell'azienda.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 13.30 25 giugno 2026
Almeno per l'estate. L'EES obbliga i cittadini extracomunitari a fornire impronte digitali e immagine del volto al primo ingresso nell'area Schengen. Ma non funziona bene e le code spesso arrivano anche a 3 ore ROMA – Il sistema biometrico di controllo delle frontiere dell’Unione europea rischia di trasformare l’estate in un’emergenza per il trasporto aereo continentale. Per cui Marco Troncone, l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma che gestisce Fiumicino e Ciampino, ha annunciato l’intenzione di sospendere l’Entry/Exit System per i passeggeri extracomunitari durante i mesi di punta. L’unico modo, a suo avviso, per scongiurare quello che ha definito senza mezzi termini un “disastro“. “Il processo si sta dimostrando incompatibile con i picchi di volume che dovremo affrontare”, ha dichiarato Troncone al Financial Times, collocando il proprio livello di preoccupazione “a otto o nove su dieci”. La soluzione, per lui, è una sola: “aprire la valvola”, consentendo ai passeggeri di saltare le registrazioni biometriche. Introdotto lo scorso ottobre e pienamente operativo da metà aprile, l’EES obbliga i cittadini extracomunitari a fornire impronte digitali e immagine del volto al primo ingresso nell’area Schengen. I ritardi tecnici che ne hanno accompagnato il debutto hanno già generato code lunghe e voli persi ancora fuori stagione. Secondo la IATA, nei momenti di punta si sono già registrate attese fino a tre ore e mezza; in estate, avverte l’associazione delle compagnie aeree, si potrebbe arrivare a sei. Non è un problema solo romano. La polizia francese ha sospeso temporaneamente i controlli aggiuntivi al porto di Dover a maggio; la Grecia ha ritirato la promessa di esentare i britannici fino a settembre. Stefan Schulte, presidente di ACI Europe, ha invitato i governi a “smettere di fingere che l’EES funzioni a meraviglia”. Frontex, intanto, stima che la situazione potrebbe non stabilizzarsi per altri due anni.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 12.54 25 giugno 2026
L'intera Aula della Camera in piedi, ha suggellato il solenne discorso del Presidente della Repubblica ROMA – Un lungo applauso di circa due minuti, con l’intera Aula della Camera in piedi, ha suggellato il solenne discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in occasione dell’ottantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea Costituente. Un momento che il Capo dello Stato ha utilizzato non solo per fare memoria, ma per riaffermare con forza le radici antifasciste, sovrane e pluraliste della nostra democrazia. Il Presidente, visibilmente commosso, ha ricambiato il tributo dei presenti portando più volte la mano sul cuore. MATTARELLA: ONORE A DONNE E UOMINI CHE DIEDERO FORMA A LIBERTÀ E DEMOCRAZIA “Ringrazio i Presidenti delle Camere per aver assunto l’iniziativa di rendere onore – alla presenza dei Presidenti del Consiglio di ministri e della Corte costituzionale – alle donne e agli uomini che, nella Assemblea Costituente – in questa Aula, dove si svolsero i suoi lavori – seppero dare forma alla libertà e alla democrazia degli italiani, all’indomani del referendum che scelse la Repubblica come ordinamento dello Stato, e furono capaci di garantirne l’indipendenza”, ha affermato Mattarella. “Il percorso, il progresso che l’Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio per il popolo italiano e, insieme, testimonianza della saggezza e lungimiranza che le madri e i padri della Costituzione seppero esercitare in quella svolta della storia”. L’INTERVENTO DI MATTARELLA TRA LIBERTA’ E RISCATTO NAZIONALE Nel suo intervento, Mattarella ha voluto ricordare l’altissimo prezzo pagato dal popolo italiano per conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo il buio della dittatura e del conflitto. “Lo pagarono i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio e poi partecipi dello sforzo di ridare onore alla Patria”, ha affermato Mattarella. Un tributo di sangue e dignità che ha visto protagonisti anche gli oltre 600.000 internati in Germania, gli ebrei italiani avviati ai campi di sterminio e i combattenti della Brigata Ebraica. È stato proprio questo enorme movimento di popolo – ha sottolineato il Capo dello Stato – a permettere alla Costituente di essere un’assemblea sovrana, evitando all’Italia la spartizione territoriale da parte delle potenze alleate, destino toccato ad altri Paesi dell’Asse. MATTARELLA: NUOVA CLASSE DIRIGENTE GUIDÒ CAMBIAMENTO CONTRO INETTITUDINE MONARCHIA Mattarella ha tracciato una linea netta di demarcazione tra la nuova classe dirigente post-bellica e le vecchie istituzioni. “Una classe dirigente non compromessa col regime fascista – regime che aveva messo a rischio la stessa unità d’Italia – fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto. Nonostante l’inettitudine manifestata dalla monarchia, l’Italia non era ‘terra di nessuno’. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro. La Corona e il Governo Badoglio puntavano al mero ripristino della cornice dello Statuto Albertino, tradito dall’acquiescenza al fascismo di Vittorio Emanuele III. Era uno scontro tra la vecchia classe dirigente monarchica, che spingeva per il ripristino puro e semplice della democrazia liberale pre-fascista, e il mondo ormai cambiato”. MATTARELLA RICORDA MARTIRI FASCISMO, STANDING OVATION CAMERA Tutti in piedi in aula della Camera quando il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda i martiri del fascismo tra gli applausi: “Nel discorso di insediamento della Consulta, il 25 settembre 1945, Carlo Sforza fece appello alla memoria di martiri assassinati dal fascismo, Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli- dice il capo dello Stato tra gli applausi dei presenti alla cerimonia per gli 80 della prima seduta dell’Assemblea costituente- per concludere che l’Italia avrebbe avuto un futuro identificando i suoi interessi con quelli di un’Europa pacificata e solidale”. IL METODO CONSENSUALE Il Presidente della Repubblica ha poi respinto con fermezza le storiche tesi critiche che liquidavano il testo costituzionale come un “compromesso deteriore” o un mero baratto di interessi tra Democrazia Cristiana, Partito Socialista e Partito Comunista. Al contrario, lo sforzo di dialogo fu la massima espressione di una democrazia fondata sui partiti e sulle diverse visioni del mondo del Novecento. “Si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti“, ha affermato Mattarella tra gli applausi, definendo il metodo consensuale come un “sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità”. UN SOLENNE PATTO DI AMICIZIA Cento anni dopo lo Statuto Albertino concesso da un monarca, il popolo italiano si dava autonomamente una Costituzione repubblicana, superando l’emarginazione internazionale in cui il fascismo l’aveva gettato. In conclusione, Mattarella ha voluto richiamare le parole dei padri fondatori. Prima l’esortazione di Giuseppe Saragat (“Fate che il volto della Repubblica sia un volto umano”), poi il messaggio di pacificazione di Umberto Terracini, che definì la Carta come un “solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano”.”Il volto e l’anima che abbiamo avuto consegnato – e che i cittadini sentono propri – è quello della Costituzione. Frutto di una assemblea di donne e uomini liberi”, ha chiosato il Capo dello Stato, prima del definitivo e accorato auspicio: “Viva la Repubblica, viva la Costituzione
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento 25 giugno 2026
A commentare su X è il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, che sottolinea come gli Stati "che hanno partecipato al processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze" ROMA – Le parole del segretario della Nato, Mark Rutte, intervistato da Fox News, continuano a lasciare strascichi. Ora a commentare è l’Iran. In un messaggio pubblicato su X, il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, parla di “una chiara e dannosa ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra d’aggressione illegale contro uno Stato sovrano membro delle Nazioni Unite — una palese violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite“. “L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze“, avverte Baqaei. Poi si rivolge direttamente a Italia e Romania: “Sono state esplicitamente nominate dal Segretario Generale della Nato per aver partecipato all’aggressione contro l’Iran. Esse, insieme a ogni altro paese europeo che ha assistito l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare al proprio popolo e al mondo intero perché hanno scelto di colludere in questo sfacciato atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro i popoli iraniani a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas, ecc…”.
Autore: Redazione 25 giugno 2026
Una drammatica sequenza sismica ha colpito il Venezuela, provocando un bilancio provvisorio di almeno 164 morti e circa 1.000 feriti. La presidente Delcy Rodríguez ha proclamato lo stato di emergenza nazionale. Secondo l'USGS, il sisma è stato causato dallo scorrimento di una faglia tra due placche tettoniche. L'allerta tsunami iniziale è rientrata. I soccorritori scavano senza sosta tra le macerie degli edifici crollati, in particolare a La Guaira e nel distretto di Chacao, dove si avvertono ancora voci di superstiti. A La Guaira tre fratellini sono stati estratti vivi. Il Ministro degli Affari Esteri italiano, Antonio Tajani, insieme all'Ambasciatore Giovanni De Vito, segue costantemente l'evoluzione della crisi. Al momento non si registrano vittime di nazionalità italiana, ma l'Unità di Crisi resta attiva per verificare l'eventuale presenza di connazionali intrappolati o in difficoltà. La macchina degli aiuti internazionali si è già mobilitata: il Fondo Monetario Internazionale ha stanziato 200 milioni di dollari per la ricostruzione, mentre gli Stati Uniti invieranno squadre speciali di ricerca e soccorso. Solidarietà e disponibilità all'invio di sostegni sono giunte anche da Italia e Cina.
Autore: Anna Maria Rengo 25 giugno 2026
Con Stefano Meloccaro alla scoperta dei protagonisti che hanno fatto e fanno la storia del tennis, tra aneddoti e curiosità su tutto quanto gira attorno a questo sport nel quale l’ltalia non è seconda a nessuno. Non un’enciclopedia, neppure una classifica e neanche il classico libro da leggere rigorosamente pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. Piuttosto, un quaderno di appunti su un centinaio di personaggi, frutto di una selezione a volte dolorosa, senza i quali la storia del tennis sarebbe stata diversa e che ne hanno costruito, dentro e fuori dal campo, il mito e l’immaginario. Tutto questo, e molto di più, è “Di chi parliamo quando parliamo di tennis” (Rizzoli), il nuovo libro di Stefano Meloccaro, volto storico di Sky Sport e inviato sui campi dei più importanti tornei del circuito. Dagli inventori che hanno cambiato la forma e la sostanza di racchette e palle, da Pierre Babolat a John Boyd Dunlop; la Top 100 della storia del tennis di Meloccaro annovera anche scribi e cronisti che hanno trasformato il racconto in letteratura, come l’indimenticabile coppia Clerici-Tommasi; ci sono artisti – Lewis Carroll, Elton John, David Foster Wallace – e personaggi storici – come Luigi X – che di solito firmano o popolano un altro genere di opere; ci sono i mentori, gli allenatori, i manager, i genitori che hanno costruito carriere e a volte le hanno complicate. “Questo libro – esordisce Meloccaro – è dedicato a coloro che di tennis non ne sanno tanto e che magari con il fatto che in Italia abbiamo il numero 1 al mondo, si sono avvicinati a questo sport.” Ecco, partiamo proprio da qui. Quando si pensa al tennis, il primo nome che viene in mente è certamente quello di Jannik Sinner. In una cena tra amici che ne sanno di tennis, cosa si potrebbe raccontare di Jannik per sorprenderli e non dire le solite frasi fatte? “Purtroppo poco! I tennisti di oggi, al contrario di quelli di ieri e soprattutto se ai vertici della classifica mondiale, si concedono con grande oculatezza e parsimonia. Io ho occasione di intervistarli ma millanterei se dicessi che sono miei grandi amici e per motivi comprensibilissimo. Sono sottoposti a sollecitazioni popolari molto grandi e dunque sono molto protetti, non vanno mica a cena con Meloccaro alla fine del torneo! Questo a parte rarissimi casi, tipo Flavio Cobolli con cui ho cenato un paio di volte. Ma nel caso di Sinner non posso dire molto di più di quello che si vede nelle interviste o che si legge sul libro… non può mica andare a fare una passeggiata o al ristorante come una persona qualsiasi… sennò serve la forza pubblica. Io la mia prima intervista gliel’ho fatta quando aveva 16 anni e dunque ho un minimo di conoscenza maggiore, ma durante i tornei è molto difficile scalfire a sfera di cristallo sotto alla quale sono lui e altri super big.” L’Italia si sta scoprendo, o forse riscoprendo, un popolo di santi, navigatori e tennisti. Merito di Sinner, demerito del calcio italiano o le due componenti assieme? “Giornalisticamente le due componenti si mettono insieme per fare il titolone ma in realtà sono due cose diverse, indipendenti e che convivono. Non è che il tennis è diventato famoso perché l’Italia non va ai mondiali di calcio, anche otto anni fa era successa la stessa cosa ma nessuno scriveva di tennis. Il calcio non ha niente a che vedere con il tennis e la passione popolare per il calcio conviene anche al tennis, dunque non li metterei in contrapposizione. Ma certo, è obiettivo che quanto a risultati il tennis batte il calcio, è pure troppo facile del resto, abbiamo ben quattro giocatori tra i primi venti al mondo!” Da dove nasce la tua passione storica per il tennis? “Nasce da Adriano Panatta. Ero piccolo quando la squadra italiana vinse la Coppa Davis e tutti ci appassionammo alle vicende di questo eroe… io, per esempio, avevo il poster in Panattone in camera. Sono stato prima un modesto giocatore di tennis, poi sono diventato maestro, e infine mi sono reso conto che parlarne era meno stancante che stare in mezzo al campo e sono diventato giornalista sportivo.” C’è un o una tennista che ha vinto meno di quanto avrebbe dovuto e, parallelamente, un altro che invece è stato anche troppo aiutato dalla sorte? “La risposta sarà brutale: no. Il tennis non è uno sport nel quale la fortuna o la sfortuna possono giocare grandi ruoli. Il sistema di punteggio del tennis è molto selettivo e alla fine di una partita, se hai vinto è molto probabile che tu sia stato più forte del tuo avversario. Forse con un po’ di fortuna puoi vincere una partita ma non diventi un giocatore vincente. Poi certo, ci sono giocatori che hanno vissuto una sola grande stagione, tipo lo stesso Panatta che era un po’ incostante, non certo un drago degli allenamenti maniacali, e che si voleva anche divertire.” Attorno al campo da tennis, come ben si legge su tuo libro, ruotano fan, giornalisti, scrittori, opinionisti, artisti. C’è una figura in particolare che ti fa piacere ricordare? “Quando ho deciso di scrivere un libro sul tennis avrei potuto parlare solo dei giocatori, ma si tratta di un mondo troppo vasto e variegato per limitarsi a essi. Ci sono anche i manager, gli allenatori, gli scrittori, i raccontatori di tennis, uomini e donne collaterali alle partite, o anche inventori: della palla, della terra battuta… E proseguiamo con cantanti come Elton John o registi e attori come Woody Allen che in ‘Match point’ descrive una filosofia del tennis, visto come molto dipendente dalla fortuna e che è contraria a quella da me espressa prima. Ciò detto, mi piace ricordare una figura simbolo dell’extra campo, il maestro di tennis di mio figlio. Autodidatta, questo signore romano aveva arbitrato la finale tra Panatta e Borg del 1978 ed è stato davvero sfortunato, finendo tamponato e messo fuori gioco in senso assoluto mentre andava al circolo di tennis. Burbero ma simpatico Claudio Federici, questo il suo nome, era una figura che ai ragazzini insegnava il metodo classico, riproducendo le dinamiche del giocare in strada.” È cosa notoria che anche Papa Leone sia appassionato di tennis. Ti è già capitato di scrivere di lui o conti di farlo? “Sul mio libro c’è un Leone, Leone X re di Francia, morto giocando a tennis nel sedicesimo secolo, il primo regnante che aveva un campo da tennis, certo diverso dai nostri, sotto casa. Su Papa Leone ci penserò per il prossimo libro, che magari si intitolerà ‘quelli che restavano’”. Qual è la tua definizione di tennis? “Non è la mia ma la faccio mia: è la box senza cazzotti, il pugilato senza guantoni. Uno sport nobile, che richiede lealtà e che è molto più impattante di quanto sembri: al termine di una partita, ti senti come dopo una battaglia fisica.” Diciamo qualcos’altro per finire? “Sì: questo è un libro di curiosità e non è per bacchettoni, studiosi, maniaci di tennis. È un libro godibilissimo anche per chi non ha mai visto una partita di tennis e mostra gli andirivieni psicologici e le fisime che ci sono dietro i campioni di tennis.” L’AUTORE – Stefano Meloccaro (1964) è dal 2003 conduttore e inviato di Sky Sport. Al fianco di Fiorello ha condotto Edicola Fiore, dapprima nelle varie sperimentazioni sul web, poi nella sua definitiva versione su Sky Uno e TV8. Tra i suoi libri ricordiamo Braccio d’oro. Il meraviglioso rovescio di Paolo Bertolucci, Studio Tennis e Colpi di genio. Dal 2020 è anche una delle voci di Radio Capital, dove conduce Il Mezzogiornale, ogni giorno alle 10.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 giugno 2026
La mamma delle due sorelline: 'Loro vogliono stare con me' Entra nel vivo l’inchiesta sulle due sorelline scomparse e recentemente ritrovate a Sulmona.  Nella giornata di oggi sono previsti gli interrogatori decisivi per fare luce sulla vicenda, che si inserisce nel contesto di una causa di separazione estremamente conflittuale e caratterizzata da sette anni di liti e incomprensioni. Nelle ultime ore le posizioni dei due genitori si sono ulteriormente allontanate. La madre ha espresso con forza il legame con le figlie dichiarando che le bambine vogliono stare con lei, mentre il padre ha rivelato di aver incontrato in segreto la figlia maggiore in un momento di grande affetto, segnato da abbracci e carezze. Gli interrogatori odierni serviranno ai magistrati per chiarire la dinamica della scomparsa e per stabilire i prossimi provvedimenti urgenti a tutela delle due minori.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 giugno 2026
Si tiene oggi ad Antibes il vertice intergovernativo tra Italia e Francia. Il Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, si riuniscono a quasi cinque anni dalla firma del Trattato del Quirinale (novembre 2021) per rilanciare la cooperazione bilaterale su dossier strategici. Il tavolo di lavoro odierno si concentra su quattro pilastri fondamentali: difesa, spazio, energia e trasporti, oltre allo sviluppo delle infrastrutture e della cooperazione transfrontaliera. L’obiettivo del bilaterale, come confermato da fonti istituzionali, è consolidare i legami concreti tra le due principali economie della zona euro, valorizzando una forte interconnessione politica e commerciale.  Questo incontro segue il precedente vertice di Roma del giugno 2025. Il summit segna un passo decisivo per superare le passate tensioni diplomatiche, riaffermando il ruolo centrale dell'asse Roma-Parigi all'interno dell'Unione Europea attraverso una sinergia industriale e strategica sempre più dinamica.
Autore: Redazione 25 giugno 2026
La Lega Serie A comunica il calendario dei primi anticipi e posticipi per la stagione sportiva 2026/2027. Il prossimo campionato prenderà ufficialmente il via sabato 22 agosto alle ore 18:30. Ad inaugurare il torneo saranno i campioni d'Italia in carica dell'Inter, impegnati nel match d'apertura contro il Monza. La sfida si giocherà in contemporanea con l'incontro Udinese-Como. Il calendario riserva subito un grandissimo appuntamento per il primo big match della stagione: il prossimo 5 settembre l'Inter affronteranno il Napoli in uno scontro diretto d'alta classifica che infiammerà l'inizio di settembre.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 25 giugno 2026
Giornata decisiva per il Gruppo C dei Mondiali 2026, con i verdetti della terza giornata che delineano il cammino della fase a gironi. Il Brasile, saldamente guidato in panchina dal commissario tecnico italiano Carlo Ancelotti, ha travolto la Scozia con un netto 3-0. A trascinare i verdeoro è stata una straordinaria doppietta di Vinicius Júnior, apparso in uno stato di forma eccezionale sotto le direttive del tecnico emiliano. La sfida ha regalato un'ulteriore ottima notizia per i tifosi brasiliani: l'atteso ingresso in campo di Neymar, subentrato a partita in corso.  Nell'altro match del girone, il Marocco ha superato l'Haiti per 4-2 al termine di un incontro spettacolare e ricco di gol, che ha confermato la vivacità offensiva delle due formazioni.
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