Iran, Israele attacca gli impianti petroliferi. Il Consiglio degli Esperti iraniano trova un accordo sul nome della nuova Guida Suprema: “Sarà odiato dal nemico”
Le Guardie della Rivoluzione rispondono: "In grado di sostenere un conflitto per altri sei mesi"
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran non sembra subire battute d’arresto. All’alba del nono giorno di combattimenti, l’unica notizia certa per tutte le parti coinvolte, è che la guerra durerà a lungo. Le Guardie Rivoluzionare hanno fatto sapere che l’Iran è in grado di sostenere un conflitto “intenso” con Stati Uniti e Israele per altri sei mesi. Una postura allineata a quella di Trump, che dall’Air Force One ha dichiarato ai giornalisti che gli Usa stanno vincendo la guerra sottolineando che “continuerà però per tutto il tempo necessario”.
Nella notte intanto, per la prima volta dall’inizio del conflitto, l’esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito con raid, diversi complessi di stoccaggio di carburante appartenenti all’IRGC a Teheran. “Guidata dall’intelligence dell’IDF, l’IAF ha colpito questi complessi, dove il regime terroristico iraniano distribuiva carburante a diverse entità militari in Iran. L’attacco aggrava notevolmente i danni all’infrastruttura militare del regime terroristico iraniano”, scrive l’Idf su X. “Le forze armate del regime terroristico iraniano fanno uso diretto e frequente di questi serbatoi di carburante per gestire le infrastrutture militari. Attraverso di essi, il regime terroristico iraniano distribuisce carburante a vari consumatori, comprese le entità militari in Iran”, ha l’Idf su Telegram. “Si tratta di un attacco significativo che costituisce un ulteriore passo avanti nell’aggravare i danni alle infrastrutture militari del regime terroristico iraniano”.
L’esercito israeliano inoltre, ha annunciato di aver sferrato un pesante “attacco mirato contro i comandanti chiave del Corpo d’Armata del Libano della Forza Quds dell’IRGC”. Tel Aviv ha colpito l’hotel Ramada nel quartiere costiero di Raouche, nel centro di Beirut, provocando quattro morti e una decina di feriti accusando il “regime terroristico iraniano” di operare “sistematicamente nel cuore della popolazione civile sfruttandola cinicamente come scudo umano per promuovere attacchi terroristici”.
Intanto il numero delle vittime dei raid continua a crescere inn Iran. Secondo Al Jazeera “a una settimana dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sono stati uccisi più di 1.300 iraniani, il 30% dei quali bambini. Secondo l’UNICEF, gli attacchi aerei tra Stati Uniti e Israele hanno colpito siti civili, tra cui almeno 20 scuole e 10 ospedali”.
TROVATO IL NOME DELLA NUOVA GUIDA SUPREMA
Secondo quanto riportato dall’agenzia Fars, intanto, sul fronte avversario il Consiglio degli Esperti iraniano avrebbe trovato il nome della nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica, successore di Ali Khamenei. Si attende ora l’annuncio del nome. Il nuovo leader pare sia stato scelto seguendo le indicazioni dell’ex Guida Suprema secondo cui il prescelto avrebbe dovuto “essere odiato dal nemico”.
TRUMP E LA STOCCATA A STARMER
Sul fronte della diplomazia internazionale, ieri sera la premier italiana Giorgia Meloni ha fatto sapere di essere in costante contatto con Francia, Germania e Regno Unito per rafforzare azioni che portino ad una descalation del conflitto in atto. Ma proprio sul Regno Unito Trump ha voluto sottolineare un comportamento poco gradito: “Un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l’invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle guerre dopo che le abbiamo già vinte”.
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