Autore: AGENZIA DIRE
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18 marzo 2026
La denuncia di Marina Terragni fa riferimento all'ultimo report della casa famiglia in cui risiedono i bambini Trevallion Ora si valuta lo stop alle videochiamate della madre ai bambini Trevallion. Li innervosirebbero”: è l’ultimo capitolo del romanzo sulla famiglia nel bosco, dopo il provvedimento di allontanamento della mamma Catherine dai suoi tre figli e dalla casa famiglia di Vasto in cui sono ospitati. A rendere pubblica la notizia è la Garante dei diritti dei Minori, Marina Terragni, con un post-denuncia sui social. Terragni è stata in visita ai tre minori appena una settimana fa e si è pubblicamente dichiarata contraria alla separazione della famiglia. Ora, dai social, farebbe riferimento a quanto contenuto in un report dei dirigenti della casa famiglia sui disagi che comporterebbero gli unici contatti- virtuali- rimasti tra la mamma e i tre bambini che ora possono contare solo sulle visite del padre, Nathan, tre volte a settimana. “Certo che se i bambini vedono la mamma per telefono e non possono toccarla, abbracciarla, annusarla per forza di cose si agitano. Si chiama legame madre-figlio”, commenta ancora al proprio post la Garante. Fino a una decina di giorni fa Catherine Birmingham aveva potuto soggiornare nella casa famiglia con i figli. Con un’ordinanza emessa venerdì 6 marzo scorso però, i giudici del Tribunale dell’Aquila hanno deciso di allontanarla, basandosi su alcune relazioni della struttura di accoglienza e degli assistenti sociali che descrivevano il comportamento ostile e non collaborativo della donna. “La persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”, è l’accusa messa nero su bianco dal Tribunale. Da allora l’unico momento di ricongiungimento con la mamma per i piccoli sono le videochiamate. “CRITICITÀ DURANTE LE VIDEOCHIAMATE CON LA MADRE” E l’influenza negativa della donna sui figli persisterebbe ancora proprio in quei momenti. È quanto emergerebbe dalla relazione redatta dalla psicologa della casa famiglia nei giorni successivi all’allontanamento di Catherine dai suoi figli, di cui il Corriere della Sera pubblica alcuni estratti. In sostanza, nonostante i tre minori si stiano adattando ‘adeguatamente’ alla nuova situazione e all’assenza della mamma, la specialista scrive che “si denotano criticità durante le videochiamate e/o telefonate con la figura materna che richiedono una sorveglianza e un successivo lavoro contenitivo e rassicurante, anche con la presenza e l’aiuto della figura paterna”. COSA È SUCCESSO La psicologa segnala inoltre un episodio in particolare che dimostrerebbe tali criticità che avrebbe coinvolto il bimbo più piccolo, successivamente a una call serale con la mamma. “Rientrando in camera, dopo circa 15 minuti, mentre le sorelle già dormivano e l’educatrice era a salutare le ragazze più grandi, era tutto bagnato dalla testa ai piedi, ed erano bagnate anche la trapunta e le lenzuola del letto, ma non di urine, bensì di acqua. Si è riaddormentato con l’educatrice dopo aver cambiato il letto e il pigiamino ed ha richiesto di essere abbracciato in silenzio…”. “L’APPROCCIO DELLA MADRE NON TRANQUILLIZZA I BAMBINI” E ancora: la scorsa settimana “Sono state fatte tre videochiamate con la figura materna- riferisce la relazione, riportando le testimonianze delle assistenti sociali della casa famiglia- e si è continuato ad evidenziare purtroppo un approccio della madre che non tranquillizza i bambini, pone loro tante domande, se si sentono al sicuro con noi, se si stanno prendendo cura del loro corpo con la giusta alimentazione, se stanno dormendo e mangiando e solo la più grande ha risposto in maniera affermativa, mentre i gemelli hanno negato tutto, mentendo”. GLI AVVOCATI DI CATHERINE: “CONTRO DI LEI UNA CACCIA ALLE STREGHE, STEREOTIPI E SOSPETTI” Di contro, gli avvocati che assistono i genitori Nathan e Catherine, puntano il dito contro quella che definiscono una vera e propria caccia alle streghe nei confronti in particolare della donna. Nell’atto di opposizione all’ordinanza di separazione dei figli dalla madre, depositato in questi giorni, i legali Femminella e Solinas denunciano pregiudizi e sospetti infondati da parte in particolare dell’assistente sociale e della psicologa della casa accoglienza, definite come ostili e malevole. “Catherine- si legge nel ricorso- è stata tratteggiata dall’assistente sociale, e da chi le ruota attorno, in una esaltazione di stereotipi e sospetti: rievoca nei pensieri quasi la ‘donna difettosa’ declinata alla fine del XV secolo nel ‘Malleus Maleficarum'”. Ovvero “Donne che, ieri come oggi, non avevano diritto a un processo vero. Qualunque azione era letta con la certezza della colpevolezza, nella impossibilità oggettiva di difesa, mortificata da un giudizio già scritto”. In definitiva, i legali puntano il dito contro “una caccia alle streghe che si è tradotta in una ricerca ossessiva, morbosa e persecutoria fondata su innegabili pregiudizi”.