Autore: REDAZIONE ULTIMO AGGIORNAMENTO ORE: 19.00
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15 giugno 2026
Si e’ aperto oggi, per proseguire fino a mercoledì 17 giugno, il vertice annuale ospitato dalla Francia ROMA – Si e aperto quest’oggi per proseguire fino a mercoledì 17 giugno il vertice annuale del G7, ospitato a Evian dalla Francia, che detiene la presidenza di turno. In riva al Lago di Lemano, che divide la Francia dalla Svizzera, il presidente Emmanuel Macron – giunto intorno alle 12.30 – accoglierà i leader delle sei economie più forti del mondo in un frangente di particolare tensione e instabilità, tanto politica che dei mercati. Alle 17 è arrivato l’omologo statunitense Donald Trump, che nel bene o nel male è all’origine della maggior parte delle discordie coi Paesi, a partire da Hormuz: l’inquilino della Casa Bianca accusa i suoi alleati di non avergli dato il sostegno. Tra gli appuntamenti più importanti, quello che vedrà impegnato domattina il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Pace e sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa, a cui intervengono anche i vertici dell’Ue: la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Antonio Costa, che prima terranno anche una conferenza stampa congiunta. I TEMI ASSENTI E QUELLI PIU’ COMPLICATI DEL VERTICE Grande assente, secondo vari analisti, è il tema dei cambiamenti climatici e c’è chi ipotizza che Macron abbia acconsentito a tenere “fuori” il tema per non ampliare il divario con il capo della Casa Bianca, che li ritiene una fake news e sta perseguendo politiche aggressive rispetto all’uso dei combustibili fossili. A dominare il “clima” del vertice francese nell’Alta Savoia sono infatti anche le questioni “individuali” con l’amministrazione Trump: secondo i media americani prima di raggiungere l’Esagono, il presidente ha minacciato Macron di imporre dazi al 100% “su tutto lo champagne e il vino provenienti dalla Francia”, se Parigi non ritirerà la tassa sui servizi digitali. Il tema dazi complica le relazioni anche con Giappone e Canada , mentre col Regno Unito i dissapori nascono dalla decisione del governo di Londra di restituire alle Mauritius le isole Chagos, che ospitano la base anglo-americana di Diego Garzia. Gli Usa non sono però d’accordo a perdere l’avamposto nell’Oceano indiano, al punto che, sebbene Downing Street abbia sospeso la legge, circolano voci di un piano statunitense per acquistare quei territori. Infine, l’Italia: il vertice di Evian potrebbe essere l’occasione per ricucire i rapporti Roma-Washington, raffreddatisi negli ultimi mesi: mentre si attendono conferme di un bilaterale tra la premier Meloni e il presiden Trump già nel tardo pomeriggio di oggi, il ministro della Difesa Guido Crosetto è in viaggio per Washington, dove incontrerà il segretario di Stato per la guerra, Pete Hegseth. Dalla società civile intanto, come per ogni vertice annuale, arrivano appelli ai leader del G7 ad avere maggiore attenzione per i temi globali in ottica democratica e sostenibile , proponendo soluzioni e approcci che prediligano la giustizia sociale e la cura dell’ambiente e delle persone. A questo coro si aggiunge la lettera congiunta degli avvocati e dei rappresentanti degli ordini forensi dei paesi del G7, che domandano di mettere i diritti al centro: “In un momento in cui le tensioni geopolitiche si intensificano, le rivalità economiche si fanno più agguerrite e le trasformazioni tecnologiche rivoluzionano le nostre società a una velocità senza precedenti, ribadiamo una convinzione che ci unisce: il diritto è il bene comune primario delle nostre democrazie”. Queste, scrivono ancora, “non sopravvivono solo grazie alla forza degli eserciti, alla potenza delle economie o alla velocità delle innovazioni. Prosperano perché si fondano su regole condivise, prevedibili e rispettate: lo stato di Diritto”, che pertanto “va difeso”, richiesto per sbloccare lo Stretto, trovando un’occasione in più per minacciare di ridimensionare il suo impegno dalla Nato. Nel mirino già la Germania, da cui dovrebbero partire 5mila soldati americani. L’INTESA USA-IRAN In queste ore, su Hormuz e la guerra in Iran un’intesa è stata effettivamente raggiunta con il governo di Teheran, “ma non grazie all’Europa”, come aveva detto Trump venerdì scorso, quando si erano manifestati i primi segnali positivi di un accordo. L’intesa – che attende la firma definitiva venerdì in Svizzera – dovrebbe porre fine al conflitto che sta infiammando il Medio oriente e stabilizzare i traffici internazionali di petrolio e gas lungo lo Stretto di Hormuz. Tutti temi che erano già stati inseriti in agenda, e di cui i leader discuteranno domani, come da programma, anche alla presenza del presidente dell’Egitto, Abdel Fatah El-Sisi, e dei leader degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar. A seconda dei dossier – Sfide geopolitiche, Pace e sicurezza per Ucraina e Europa, Solidarietà e partnership internazionali, Crescita economica più equilibrata e Futuro dell’Intelligenza artificiale – parteciperanno anche i leader di Cina, India, Brasile, Corea del Sud e Kenya.