Israele “ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran”: forti esplosioni nel centro di Teheran

AGENZIA DIRE Ore: 08.02 • 28 febbraio 2026

Share this article

Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, ha rivendicato l'operazione messa in campo "per rimuovere le minacce allo Stato di Israele"

AIROBI (KENYA) – Esplosioni sono state udite nel centro di Teheran, con fumo che è stato visto alzarsi in cielo: a riferirlo fonti giornalistiche nella capitale dell’Iran. Diversi missili hanno colpito via dell’Università e l’area di Jomhouri a Teheran, secondo l’agenzia di stampa Fars.

“Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato di Israele”: lo ha dichiarato il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, rivendicando l’operazione.

Secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press, un raid è avvenuto nella capitale Teheran nei pressi degli uffici dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della rivoluzione islamica. Israele, intanto, ha chiuso il suo spazio aereo e il ministero dei Trasporti ha esortato i cittadini a “non recarsi negli aeroporti fino a nuovo avviso”.




Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE Ultimo aggiornamento Ore: 11.15 22 aprile 2026
– Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto oggi a Firenze sulla questione del caro-carburanti, lanciando un duro monito alle istituzioni europee. “Sono profondamente preoccupato e indignato,” ha dichiarato il Ministro a margine dell’evento ‘Italiainsieme’. “Mentre il Governo italiano ha le risorse e la volontà per intervenire a sostegno di lavoratori e imprese, l’Europa continua a dormire e a imporci vincoli normativi che ci impediscono di agire. A questo punto, il sospetto che a Bruxelles vi sia malafede da parte della Commissione è concreto: non accorgersi del rischio di un blocco totale dell’Italia e dell’Europa significa vivere fuori dalla realtà.” Il Ministro ha sottolineato l’urgenza di fornire risposte concrete al settore dell’autotrasporto, oggi ricevuto in audizione presso il Ministero: “Se i tir si fermano, la merce non arriva nei supermercati: è il caos sociale. Non possiamo restare ostaggi di regole burocratiche assurde che colpiscono agricoltura e trasporti. Lo ribadiamo quotidianamente a Bruxelles: o queste norme cambiano subito, o saremo costretti a procedere autonomamente.” In merito alle misure fiscali, Salvini ha infine precisato la differenza tra lo sconto generalizzato sulle accise e gli aiuti strutturali necessari per i bilanci delle associazioni di categoria: “Il governo ha già investito un miliardo di euro per lo sconto sulle accise, più di chiunque altro in Europa. Ma ora la priorità sono le imprese, pilastro del nostro sistema produttivo, che non possono essere lasciate sole a causa di veti ideologici o burocratici.”
Autore: Redazione 22 aprile 2026
Con una nota ufficiale diffusa tramite i propri canali social, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto duramente agli insulti rivolti nei suoi confronti da Vladimir Solovyev, noto conduttore della televisione russa e figura vicina al Cremlino. «Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà», ha dichiarato il Premier, definendo gli attacchi subiti come semplici «caricature» incapaci di influenzare l'azione del Governo italiano. Nella nota, Meloni rivendica con forza l'autonomia e la sovranità nazionale: «Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia». Il comunicato si conclude con la conferma della linea politica intrapresa: «Continueremo a seguire la nostra strada con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine».
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento ORe: 10.55 22 aprile 2026
E' il 54esimo giorno di guerra in Medio Oriente. Colloqui sospesi, l'Iran fa catenaccio. E il Presidente americano (accusato di parlare troppo) continua a parlare ROMA – E’ il 54esimo giorno di guerra in Medio Oriente, e la vera notizia è che stavolta Donald Trump non ha dettato le sue solite scadenze a geometria variabile, declinate con l’unità di misura delle “due settimane”: ha sancito una tregua indefinita con l’Iran, senza che l’Iran l’abbia chiesta. Resta il blocco statunitense alla navigazione nello Stretto di Hormuz, ormai l’unica vera arma negoziale in mano al presidente americano (accusato da tutti gli analisti occidentali, e da Macron, di parlare troppo). Il quale nel frattempo su Truth continua a scrivere tutto e il contrario di tutto. Questi i principali aggiornamenti: 10:15 – L’IRAN DICE DI NON AVERE PROBLEMI DI CIBO L’Iran non avrebbe alcun problema di approvvigionamento alimentare, nonostante il blocco statunitense ai porti iraniani lungo lo Stretto di Hormuz: lo ha assicurato il ministro dell’Agricoltura Gholamreza Nouri, secondo quanto riportano i media locali. Il ministro ha chiarito: “Nonostante il blocco navale statunitense, non abbiamo problemi a rifornirci di beni di prima necessità e alimentari perché, grazie alle dimensioni del Paese, è possibile importare da diversi Paesi di confine”. Inoltre, ha aggiunto il ministro, “Circa l’85% dei prodotti agricoli e dei beni di prima necessità viene prodotto a livello nazionale, garantendo così la sicurezza alimentare del Paese”. 10:00 – L’AMBASCIATA IRANIANA IN ITALIA: “I DIRITTI UMANI SONO NEGOZIABILI?” “I diritti umani, per alcuni leader europei, sono un concetto condizionato e negoziabile: vengono rispettati finché non entrano in conflitto con i loro interessi, ma quando ciò accade vengono facilmente ignorati”. Così scrive l’ambasciata dell’Iran in Italia in un post su X. La rappresentanza di Teheran a Roma continua: “Nonostante i ripetuti attacchi del regime sionista contro le forze europee e italiane dell’Unifil, l’offesa ai luoghi sacri, il massacro diffuso di bambini, la violazione della sovranità degli Stati e le provocazioni belliche, le reazioni continuano a essere caute e deboli; come se i criteri non fossero fondati sui principi, bensì su calcoli di convenienza politica. In questo contesto- conclude l’Ambascitata dell’Iran- la revoca dell’accordo europeo con Israele somiglia più a una leggenda con molti narratori”.
Autore: Anna Maria Rengo 21 aprile 2026
Marco Pautasso, responsabile della programmazione del Salone Off, evidenzia il ruolo della cultura “diffusa” sul territorio e da mettere a disposizione principalmente delle giovani generazioni. Torino si prepara alla 38esima edizione del Salone Internazionale del Libro, in programma al 14 al 18 maggio al Lingotto Fiere, ma parallelamente all’evento, dall’8 al 19, un altro evento più capillare e diffuso animerà tante location, talvolta inusuali come luoghi di cultura. Stiamo parlando del Salone Off, “costola” del Salone Internazionale che nel corso del tempo è non solo cresciuta ma ha anche sviluppato una sua speciale e particolare connotazione. Ne parliamo con Marco Pautasso, responsabile della programmazione del Salone Off e segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino, in un’intervista che è anche occasione per dipingere un quadro complessivo della cultura italiana, con particolare riferimento alla letteratura. Ma andiamo per ordine. Al di là della diversa location, qual è la filosofia di fondo che distingue e allo stesso tempo accomuna il Salone internazionale del libro di Torino e il Salone Off? “Il Salone Off, giunto alla sua 22esima edizione, è nato 23 anni fa (un’edizione è saltata per via del Covid) con l’intento, condiviso con l’allora amministrazione comunale di Torino, di coinvolgere il più possibile la città in un evento che riguardava l’ente fieristico e il Lingotto, ma che faceva fatica ad allargarsi oltre. Sperimentalmente si provò con una circoscrizione, all’epoca erano dieci e ora sono diventate otto, e via via il Salone Off è andato allargandosi fino a interessare trenta città della provincia metropolitana, molti altri centri del Piemonte e diverse strutture carcerarie di Piemonte e Liguria. È così diventato una festa che offre esperienze, penso a quelle nel carcere, molto diverse da quelle salonesche. Realtà culturali, associative e museali che si trovano sul territorio torinese e piemontese possono usarlo per raccontare e comunicare quello che fanno nel resto dell’anno, tramite iniziative ad hoc. Insomma, è una festa diffusa della cultura con numeri considerevoli: basti pensare che nel 2025 ci sono stati complessivamente circa 800 appuntamenti.” Nella locandina del Salone Off si legge “la cultura ovunque”. Qual è il ruolo della cultura, e dei libri in particolare, in questo particolare momento storico dai paradigmi cangianti e dagli scenari incerti? “Ho sempre pensato che se la cultura non ha una ricaduta sociale è fine a se stessa. Dove le persone leggono di più si vive anche meglio. Una ricerca sui gruppi di lettura condotta da Chiara Faggiolani e dall’Adei (l’Associazione degli editori indipendenti) presentata l’anno scorso rovescia i paradigmi: il libro non è più solo il fine, ma il mezzo per creare occasioni di socialità, per stare insieme, anche se magari si legge e non si parla. Penso alle iniziative organizzate all’Orto botanico: cinquecento persone in tre ore, ciascuno con il proprio libro, semplicemente per il gusto di stare assieme. Il libro è fondamentale, è uno strumento di crescita delle persone. Qualsiasi esso sia, senza distinzione, tutti hanno diritto di vita e ciascun lettore sceglie secondo le proprie inclinazioni, passioni, desideri, perché i libri aiutano a cambiare la propria esistenza. Lo vediamo anche in carcere, dove assistiamo a situazioni sorprendenti: detenuti stranieri che imparano la lingua leggendo, circoli virtuosi che mettono assieme volontari, psicologi, coloro che lavorano nella struttura. Tutti assieme ragionano sui temi del libro. Si tratta di piccolissime iniziative che magari non cambiano il mondo ma che lasciano un segno. Il fatto che chi è in stato di detenzione voglia condividere la lettura con altre persone è qualcosa di importante. Non ultimo, il libro trasferisce idee, contenuti importanti, ma credo che sia soprattutto il suo aspetto sociale che deve farci cambiare l’idea del suo paradigma come fine a se stesso.” Lei è il curatore della programmazione del Salone Off. Sulla base di quali criteri e sollecitazioni la decide e, in particolare, quali saranno i temi portanti di questa edizione 2026? “Il Salone Off cerca di rispondere alle esigenze del territorio e sarò sempre grato a chi mi consente di mettermi a contatto con le circoscrizioni più periferiche della città, che hanno esigenze diverse rispetto al centro, più servito. Quindi, con Paola Galletto (altra curatrice del Salone Off Ndr), incontriamo non solo le circoscrizioni, ma anche le librerie, le case di quartiere; raccogliamo le istanze e le tematiche che provano a perseguire e poi cerchiamo di raccogliere la disponibilità di autori che rispondano a esse. Il Salone Off è una festa, fatta anche di concerti, flash mob, cinema. Il tutto, va detto, fatto gratuitamente. Il 95 percento delle attività è a titolo gratuito e per la parte restante i biglietti sono popolari. Vogliamo che sia accessibile a tutti, che sia cultura diffusa nel senso pieno e vero del termine, e che essa arrivi a tutti. Abbiamo collaborazioni con il Museo Egizio, con la Fondazione Torino Musei, con il Museo del Cinema, ma anche con piccole realtà associative. Ci sono poi dei privati che si industriano a provare a costruire qualcosa, c’è dunque un senso di vivacità e vitalità culturale e non solo che ci dà speranza per il futuro.” In Italia fioriscono fiere, concorsi, manifestazioni, reading letterari. Si può delineare un quadro positivo della cultura in Italia, sia dal punto di vista della produzione che della fruizione? “Sono molto favorevole alle iniziative e ai festival culturali legati al territorio che li ospita e li trovo altamente apprezzabili. Alcuni obiettano che il livello dei lettori è insufficiente rispetto alle aspettative e forse è vero, ma credo che sia questa la strada giusta da percorrere e confido che questo investimento economico nel produrre tali eventi faccia crescere il nostro Paese rispetto alla fruizione culturale. Noi abbiamo il patrimonio artistico più importante del mondo ma i numeri dei musei non sono adeguati al tipo di offerta straordinaria che propongono. Si tratta di un ragionamento che coinvolge anche le scuole e il mondo della comunicazione. Noi stessi siamo impegnati anche con altri festival perché crediamo nel valore di rassegne tematiche e non tematiche che cercano di avvicinare i più giovani. Il futuro del Paese passa necessariamente attraverso le giovani generazioni a cui dobbiamo dare gli strumenti adeguati.” Come colloca il panorama letterario italiano in un contesto internazionale, penso agli Stati Uniti dove la scrittura creativa è materia studiata all’università? “Qui a Torino è nata la Scuola Holden e se è vero che la differenza tra l’Italia esiste ancora, c’è da dire che anche in alcuni nostri atenei sono stati avviati dei corsi tematici e che, scuole di scrittura a parte, il talento è talento. Nasce a prescindere dalle scuole e si costruisce o manifesta anche attraverso la possibilità di avere gli stimoli citati. La scuola ha un compito fondamentale nella costruzione del futuro del Paese ma sulla lettura si fa ancora troppo poco e forse non nel migliore dei modi, tant’è che noi italiani siamo agli ultimi posti europei quanto agli indici di lettura. Forse non riusciamo a fare capire che leggere è un grandissimo divertimento… basti pensare che l’80 percento delle serie tv sono tratte da libri! In potenza, potremmo essere tra i primi lettori in Europa, vicini a Francia e Germania.” L’editoria “tradizionale” si trova ad affrontare sfide nuove o seminuove: dall’editoria a pagamento o self publishing all’intelligenza artificiale. Andando per ordine, queste nuove forme di editoria consentono, certo generalizzando, di scoprire nuovi talenti e di democratizzare la letteratura, o rappresentano un impoverimento e mercificazione della stessa? “Nel Paese stiamo scontando un momento di difficoltà economica che investe anche il comparto editoriale. Per le case editrici indipendenti pubblicare un libro è un investimento che richiede cautela e oculatezza e c’è dunque il rischio che qualcuno chieda contributi agli autori. Speriamo in un intervento politico che dia più risorse al settore, perché sul territorio stiamo assistendo alla chiusura delle edicole, e poi delle librerie… al loro posto nascono compro oro o delle sale giochi e questo finisce per impoverirlo. Se cresceranno gli indici di lettura, se ci sarà maggiore stabilità, le case editrici potranno investire maggiormente sui talenti e garantire percorsi di crescita più sicuri.” Quanto invece all’intelligenza artificiale, quali scenari si prefigura? Teme che a un certo punto le si delegherà completamente il compito di creare, e che parallelamente perderemo la nostra capacità di immaginazione o di sintesi? “Spero di non essere vivo quando questo accadrà. Se muoiono la creatività e la fantasia muore l’essere uomini. Certo, l’intelligenza artificiale sta prendendo sempre più piede anche in ambito editoriale. Io stesso la uso, con funzione consultiva: non le delego il compito di redigere il testo. Altrimenti viene meno l’umanità delle persone. È una novità con cui dobbiamo fare i conti ma spero i conti ma spero che non prenda mai il sopravvento sull’invenzione, rendendo tutto molto piatto e omogeneo.” LUI CHI E’ - Marco Pautasso lavora per il Salone internazionale del libro di Torino dal 2003. Dopo esserne stato vice-direttore, dal 2022 è segretario generale. Ha ideato format come il Salone Off e Voltapagina, e cura e supervisiona iniziative come Portici di Carta, Lungomare di libri a Bari, Festa del libro medievale di Saluzzo, Vercellae Hospitales, Carte da decifrare, Hangar del libro e Independent Book Tour. Cura le playlist musicali del Salone “il Cinghiale Bianco” e con il giornalista Federico Vergari il podcast “Fuoriclasse. Lo sport raccontato dal Salone”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 21 aprile 2026
"La verità non si fabbrica, non si manipola né si possiede come un trofeo, ma si accoglie, si cerca con umiltà e si serve con responsabilità". Con queste parole nette, il Papa si è rivolto al mondo della cultura della Guinea Equatoriale, parlando nel campus universitario di Malabo. Il Pontefice ha smontato l'idea di una fede come rifugio dall'impegno intellettuale: "Dalla prospettiva cristiana, Cristo non è una via d'uscita fideistica di fronte alla fatica del pensiero, come se la fede iniziasse dove la ragione si ferma. Al contrario: in Lui si manifesta la profonda armonia tra verità, ragione e libertà". Citando il magistero di Leone XIV, il discorso ha toccato il cuore della deriva contemporanea: il problema non è il sapere in sé, ma la sua deviazione manipolatoria. Quando l’intelligenza non cerca più di corrispondere alla realtà, ma pretende di piegarla alla propria convenienza, la conoscenza smette di essere apertura e diventa possesso. Questa "orgogliosa affermazione di autosufficienza" trasforma il cammino verso la saggezza in un vicolo cieco che può condurre a esiti disumani.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
In seguito alle gravissime affermazioni pronunciate dal conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov nei confronti del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la Farnesina ha disposto la convocazione immediata dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia. L’intero arco costituzionale e le massime cariche dello Stato hanno espresso una ferma condanna per l’accaduto, manifestando piena solidarietà alla Premier. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha definito l'episodio un "attacco volgare e inaccettabile alle istituzioni italiane", sottolineando come tali insulti vergognosi meritino una risposta ferma e unitaria. Sulla stessa linea il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che ha rimarcato l’incompatibilità di tali offese con il rispetto dovuto alla dignità della persona e al ruolo istituzionale ricoperto. La Ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, ha evidenziato come tali attacchi siano il sintomo di un "clima degradato", dove l’offesa personale sostituisce il confronto civile, dimostrando solo "ignoranza e povertà di idee". Anche le opposizioni si sono unite nel messaggio di vicinanza al Capo del Governo. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha duramente criticato le "inaccettabili accuse sessiste" rivolte da Solovyov, definito portavoce delle posizioni del Cremlino. Schlein ha ribadito che "chi insulta i rappresentanti delle istituzioni italiane offende l’intero Paese, e noi non lo accettiamo". Allo stesso modo, il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso solidarietà per le "inqualificabili e volgari offese personali" ricevute dal Presidente del Consiglio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
Resta incerta la partecipazione della Nazionale di calcio dell'Iran ai prossimi Mondiali. Il Ministro dello Sport e della Gioventù, Ahmad Donyamali, ha dichiarato ufficialmente che, nonostante la pianificazione tecnica prosegua, la scelta definitiva verrà presa dal Governo e dal Consiglio di Sicurezza Nazionale. Secondo quanto riferito dal Ministro, la presenza della selezione iraniana è vincolata a precise garanzie di sicurezza e alla cessazione delle "provocazioni" da parte del Paese ospitante. "Il nostro compito è preparare la squadra, ma la decisione finale dipenderà dalle condizioni geopolitiche", ha sottolineato Donyamali, criticando inoltre il silenzio delle istituzioni sportive internazionali dinanzi alle tensioni in corso con gli Stati Uniti. La federazione ha fissato per il 21 maggio l'inizio di un ritiro collegiale di otto giorni; una data spartiacque che segnerà probabilmente il termine ultimo per la conferma della partecipazione. L’ipotesi ripescaggio La situazione è monitorata con estrema attenzione dalla FIGC e dai vertici del calcio internazionale. In caso di rinuncia ufficiale da parte dell'Iran, la FIFA dovrà decidere i criteri per la sostituzione nel tabellone. L’Italia, forte della sua posizione nel ranking mondiale, resterebbe la prima candidata in caso di applicazione del merito sportivo globale, sebbene la decisione finale resti subordinata alla discrezionalità del Consiglio FIFA.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 aprile 2026
Convocazione dell’Ambasciatore della Federazione Russa a seguito di pesanti offese alla Premier Giorgia Meloni Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha disposto la convocazione immediata presso la Farnesina dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov. Il provvedimento è stato adottato per esprimere una formale e sdegnata protesta a seguito delle gravissime e volgari dichiarazioni rilasciate dal conduttore Vladimir Solovyov durante la trasmissione televisiva russa "Polnyj Kontakt". Nel corso del programma, il giornalista ha rivolto al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pesanti insulti personali in lingua italiana, utilizzando un linguaggio scurrile e definendo la Premier, tra le altre cose, "vergogna della razza umana" e "idiota patentata". Il Ministro Tajani ha espresso la massima solidarietà al Presidente del Consiglio, sottolineando come tali attacchi siano incompatibili con il rispetto dovuto a un capo di governo e superino ogni limite di civiltà e decoro internazionale. L’Italia respinge con fermezza l’uso della violenza verbale e della denigrazione personale come strumenti di pressione o propaganda.
Autore: Agenzia Dire ultimo aggiornamento: ore 14:41 21 aprile 2026
Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora sul Pakistan. Intanto Trump fa quello che gli viene più facile: minacciare ad oltranza ROMA – Alla vigilia della scadenza della tregua, gli occhi del mondo sono puntati ancora su Islamabad. È qui infatti che dovrebbe tenersi il secondo round di colloqui previsto entro la fine della settimana. Ma se funzionari del Pakistan si sono detti positivi sull’avvio dei negoziati, a dettare profonda incertezza sulla sua partecipazione, è proprio uno dei protagonisti più importanti: l’Iran. In questo clima di generale indecisione, Axios intanto smentisce le parole del presidente Trump, secondo cui JD Vance era già in viaggio per i colloqui di Islamabad. A quanto riferisce il sito infatti, il vicepresidente degli Stati Uniti partirà solo oggi per il Pakistan. 14:00 – MELONI: L’ITALIA DEVE ESSERCI A HORMUZ, MA DECIDE IL PARLAMENTO “Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su una eventuale missione a Hormuz e questo non è stato possibile per un veto che c’è nel Consiglio di sicurezza da parte di Usa e Cina. Vedremo se nelle prossime settimane questo veto può essere superato. Se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità e una ampissima adesione internazionale, la postura della missione deve essere solo difensiva. Io penso che l’Italia dovrebbe esserci ma deve essere il Parlamento a esprimersi”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Salone del Mobile di Milano. 13:40 – TRUMP: “L’IRAN HA VIOLATO LA TREGUA PIU’ VOLTE” In un brevissimo post su Truth Trump ha affermato che “l’Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte”, senza specificare quali fossero queste violazioni. 13:20 – MELONI: “NON SENTITO TRUMP” “Non ho sentito recentemente il presidente Trump”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine della visita al Salone del mobile di Milano. 11:00 – NESSUN IRANIANO E’ ANCORA PARTITO PER IL PAKISTAN La televisione di stato iraniana dice che nessuna delegazione iraniana è ancora partita per il Pakistan per partecipare ai colloqui di pace con gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro se parteciperanno ai colloqui di oggi.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 13.20 21 aprile 2026
Piantedosi: "L'Italia è il Paese tra quelli dell'Unione europea che effettua fino ad oggi meno rimpatri volontari assistiti" Il governo attribuisce una chiara priorità a questo provvedimento”. Lo dice il ministro dell’interno Matteo Piantedosi in aula alla Camera sul dl sicurezza. “Abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono state espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”. “Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari. Tengo a precisare davanti a questa Assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’invenzione di questo Governo. I rimpatri volontari assistiti sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo alla Camera durante la discussione del decreto Sicurezza. “Questi programmi non sono ispirati solo dall’idea di regolamentare un fenomeno, ma assolvono anche una funzione etica, perché consentono al migrante che ne faccia richiesta di essere assistito per poter fare rientro volontario in sicurezza nel suo Paese di origine con la garanzia di un supporto economico e sostenuto da misure per il reinserimento sociale e lavorativo”, argomenta il titolare del Viminale che ricorda come “la stessa Commissione europea ne ha incoraggiato e sostenuto in modo crescente la loro attuazione nella comunicazione sulla strategia dell’Unione europea sui rimpatri volontari del 27 aprile 2021. La stessa Commissione rilevava come i rimpatri rappresentano una componente essenziale di un sistema globale ed integrato della gestione dell’immigrazione. Tanto per essere chiari, sono l’alternativa, come sostiene anche l’Europa, ai rimpatri forzosi che si effettuano soprattutto attraverso il previo trattenimento nei CPR, centri pure tanto avversati da alcuni partiti dell’opposizione”. “L’Italia è il Paese tra quelli dell’Unione europea che effettua fino ad oggi meno rimpatri volontari assistiti. Ci sono state nazioni che nel 2025 ne hanno realizzati molti di più. Ne cito solo alcune: la Germania 16.000, la Svezia oltre 9.000, il Belgio più di 3.000, la Spagna del governo socialista ne ha fatti oltre 2.000. Che il Parlamento condivida provvedimenti che favoriscano rimpatri e reinsediamenti di quei migranti che desiderano ritornare nei loro Paesi di origine attraverso iniziative basate sull’assoluta volontarietà corrisponde dunque a quegli stessi obiettivi su cui l’Europa ha sollecitato l’attenzione degli Stati membri”. E parlando con i giornalisti al salone del mobile di Milano interviene anche Giorgia Meloni: “Sul decreto sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati. Trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma, ma la norma rimane perché è una norma di assoluto buon senso”. “Francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni, non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro”.
Show More