Italia sotto scacco, Ciclone Mediterraneo "Harry" flagella il Sud e le Isole

Redazione • 20 gennaio 2026

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Massima allerta meteo sull'Italia per l’arrivo di una violenta tempesta mediterranea. Un profondo vortice ciclonico, alimentato da un mare insolitamente caldo e correnti polari, sta colpendo duramente il Mezzogiorno.

Sardegna, Sicilia e Calabria sono le aree più colpite. Si prevedono nubifragi estremi con accumuli superiori ai 200 mm in 24 ore, capaci di innescare improvvise alluvioni lampo e smottamenti.

 

ll Sud la neve cadrà copiosa sopra i 900 metri, con accumuli record (oltre 2 metri) sulle vette dell'Etna.

Previsioni fino al 22 gennaio: La morsa del maltempo non mollerà la presa prima di giovedì. Le autorità raccomandano la massima prudenza e di limitare gli spostamenti.

Per aggiornamenti in tempo reale e per consultare le mappe di criticità, si invita a seguire i bollettini ufficiali sul sito del Dipartimento della Protezione Civile.


Recent Posts

Autore: Anna Maria Rengo 8 maggio 2026
Ecco “Le storie senza eroi” di Alessandro Chiometti, quattordici racconti che sorprendono il lettore pagina dopo pagina e i cui protagonisti cercano, spesso a modo loro, una giustizia difficile da ottenere. Quattordici racconti noir che scandagliano l’animo umano con uno stile inconfondibile, brillante e diretto. Riprendendo le parole della prefazione di Roberto Carboni, “bastano poche parole e siamo proiettati tra le spire di un tornado, un luogo in cui la ragione non può dominare il vigore della fantasia. E questo è proprio quel divertimento della lettura che, normalmente, chiamiamo sorpresa”. Sono “Le storie senza eroi” (Isenzatregua edizioni) di Alessandro Chiometti, scrittore, attivista, pensatore e organizzatore di eventi letterari e culturali che in questa antologia si cimenta con la difficile arte del racconto, dando alla raccolta unitarietà ma anche diversità negli accenti, ambientazioni e tematiche narrate. Alessandro, nei ringraziamenti alla tua raccolta di racconti narri alcuni aneddoti su di essi. Ma in quanto tempo sono stati scritti e poi raccolti? “Buona parte in tempi recenti, al massimo due o tre anni prima dell'uscita del libro, qualcuno invece è rimasto nel cassetto un poco di più prima di trovare una casa editoriale. Il più recente è ‘Rane e scorpioni’; il più datato è ‘Conti separati’ che forse ha una decina di anni. Ci ho dovuto lavorare un po' per aggiornarlo ma l'argomento che fa da sfondo ai personaggi mi sembra sempre fin troppo attuale.” Le tue sono davvero “Storie senza eroi”, con finali se non tragici, sorprendenti e che portano il lettore a rileggerli da capo, trovando quegli indizi che gli erano completamente sfuggiti. C’è ancora la possibilità di giustizia, coraggio e redenzione e dove semmai la si può trovare? “La redenzione è per me un concetto totalmente estraneo così come il concetto di peccato. Ho la speranza che prima o poi qualcuno si accorga che la specie umana (scientificamente senza razze) ha bisogno di collaborazione ed empatia per superare i prossimi ‘colli di bottiglia’ evolutivi, anche se per questo c'è bisogno di un coraggio non individuale ma collettivo. Tornando alle mie storie i miei personaggi spesso sono disillusi e cinici come chi li ha creati, però nonostante tutto cercano di fare la scelta migliore nel contesto in cui stanno vivendo, e anche questo è un po' quel che cerco di fare io nella vita. La giustizia, qui da noi, è difficile da ottenere e quindi spesso, per sentirsi in pari con il mondo, i miei personaggi hanno bisogno di forzare un po' la mano. Nella fiction potrebbe essere più facile, ma spesso i miei racconti sono verosimili, quindi difficilmente ottengono ‘giustizia’ in tutte le loro pretese. Bob Dylan diceva ‘Non puoi vincere quando hai una mano perdente’ e aveva ragione, però puoi sempre far saltare il tavolo per aria se ti accorgi che il gioco è truccato.” C’è un racconto tra questi che si sta particolarmente a cuore e perché? “C'è un patto fra me e le mie storie: quello di non rispondere mai a queste domande. Mi dispiace ma, essendo (come continuo a definirmi) uno scribacchino per passione e non uno scrittore per mestiere quando scrivo una storia è perché sono convinto della sua importanza e che sia giusto raccontarla. Preferirne una rispetto all'altra sarebbe l'equivalente di un padre che sceglie fra i suoi figli.” Ti sei mai ispirato a fatti di cronaca nei tuoi racconti e che cosa provi, quando di certi delitti e fatti leggi che sono successi davvero? “Ovviamente la cronaca può essere una fonte di ispirazione ma non mi piace scrivere true crime, se ne parla già troppo... e spesso in modo ridondante e pretestuoso. Tanto per dire, la leggenda vuole che ci siano almeno un migliaio di titoli pubblicati (e auto-pubblicati) da autori che conoscerebbero l'identità del Mostro di Firenze... o per lo meno ci tengono a far sapere a tutti la loro teoria, sempre definitiva, sull'argomento. Per carità, far luce sui fatti eclatanti di cronaca è opera meritoria, penso ad esempio ai bellissimi lavori cinematografici di Mario Tullio Giordana o Stefano Sollima; oppure la bellissima e indimenticabile serie di Blu Notte condotta da Carlo Lucarelli sui misteri d'Italia. Però penso anche che in ambito editoriale se ne stia abusando un po' del true crime, specie su questioni che soffrono inevitabilmente di ‘recentismo’. Su quel che provo leggendo la cronaca invece posso dire che odio il voyeurismo, quindi non mi va per nulla di leggere le descrizioni minuziose dei fatti efferati; descrizioni che pure hanno fatto la fortuna di tante trasmissioni e riviste di nera. Amo l'horror e il thriller ma preferisco chi nella narrativa da spazio alla fantasia piuttosto che fossilizzarsi sulle ricostruzioni più o meno romanzate della cronaca nera.” Da dove nasce la tua passione per la scrittura e come si concilia con il tuo lavoro come perito chimico? “Nasce con me, nel senso che per quanto ricordi appena dopo aver sviluppato la passione per la lettura mi è venuta la voglia di inventare storie mie. Non si concilia nel tempo, nel senso che ovviamente il tempo che posso dedicare alla scrittura è meno di quello che vorrei e lo devo dividere con tutte le altre mie passioni (libri, film, fotografia... avere anche una vita sociale) e quando non basta, ovvero quando c'è da chiudere qualche scadenza per concorsi e pubblicazioni, devo sottrarlo al sonno. Ma comunque ne vale sempre la pena chiudere la storia che avevo in mente. Intellettualmente invece si concilia benissimo, il metodo scientifico è alla base di molte mie storie; penso a ‘Il mastino di Darwin’ (Dalia ed., 2017 - un horror sui vampiri che può vantare la postfazione di un divulgatore importante come Telmo Pievani) oppure, parlando di questi racconti, in ‘Mappe da pochi centesimi’ descrivo il ‘metodo Ponzi’ che è alla base di molte truffe finanziarie e in cui cadono ancora troppe persone. Del resto,Italo Calvino e Primo Levi erano chimici. E se vogliamo dirla tutta è almeno dai tempi di Galileo che gli scienziati hanno dimostrato di essere bravini con la lingua italiana!” In che modo, invece, questi tuoi racconti così disincantati e noir si conciliano, se si conciliano, con il tuo impegno nel riconoscimento dei diritti sociali e civili? “Non mi sembra che le due attività siano in contrasto fra loro, del resto ogni autore a volte mette messaggi per far capire come la pensa su tanti temi. In questa particolare raccolta in ‘A che punto è la notte?’ penso di dir tutto su come la vedo nella questione eutanasia; del resto lo avevo già fatto in precedenza con ‘La scogliera’ (contenuto in ‘Frequenti Improbabilità’ ed. Tempesta, 2018). In ‘Conti separati’ dico tutto quel che penso sulla politica in mano alle pratiche partitiche. In ‘Fuori e dentro la Konka’ (Bertoni ed. 2025) affronto esplicitamente le assurdità del proibizionismo in vigore sulle ‘droghe’ in questo paese... insomma, possiamo dire che le due attività sono in simbiosi e si aiutano a vicenda.” Qual è il ruolo, se ce n’è solo uno, della scrittura nella società contemporanea? “Penso che Pier Paolo Pasolini con il suo celebre articolo ‘Io so’ abbia detto tutto sulla funzione dell'intellettuale (e quindi dello scrittore) nella società. Non c'è molto da aggiungere se non che rispetto ai tempi in cui scriveva (o per meglio dire gli è stato concesso di scrivere prima di essere ammazzato) la società è andata avanti in peggio. Il Paese dalla democrazia formale e non sostanziale che era è uscito finanche dalla democrazia rappresentativa (non eleggiamo neanche più i nostri rappresentanti in parlamento) diventando a tutti gli effetti un'oligarchia partitica. E oggi scandali che un tempo avrebbero fatto cadere qualunque saldissimo governo vengono accettati da un'opinione pubblica sedata e anestetizzata. Lo scrittore quindi, nel senso di intellettuale, quindi non può non mettersi come primo obiettivo quello di lasciare testimonianze in primis e poi di cercare, per quel che può fare, di suonare la sveglia. La scrittura in senso esteso ha il compito di analizzare e definire la società e metterne in evidenza le contraddizioni e poi, cosa non meno importante, cercare condividere il sapere. Ma non solo. Ci sono compiti che sembrano meno importanti e che spesso riteniamo di ‘serie b’ ma non lo sono, come intrattenere i lettori (o gli spettatori dei film che usano sceneggiature) e regalargli momenti di svago e di distrazione dalla realtà attorno. È fondamentale almeno quanto gli altri scopi.” L’AUTORE - Classe 1972, perito chimico, lavora nel campo della protezione ambientale. Impegnato politicamente in varie associazioni nelle lotte per il riconoscimento dei diritti umani e civili, soprattutto con l’Aps Civiltà Laica di Terni, di cui è socio fondatore ed ex presidente. Senza che nessuno glielo chieda si descrive così: “Razionalista, sognatore, pragmatico, utopista, ingenuo, cinico, epicureo e idealista... O forse, più semplicemente, incapace di autodefinirsi senza contraddizioni.” Lascia volentieri agli altri il compito di catalogare e giudicare, attività per cui, del resto, ha ben poco interesse; non rinuncia però a esprimere le sue opinioni su molteplici argomenti. Eterno studente consapevole di non sapere mai abbastanza, è sempre più convinto che il disimpegno politico e civile non rappresenti una soluzione ma uno dei problemi. Amante dei gatti ma simpatizzante dei cani pensa che il senso della vita sia la vita stessa e per questo la riempie di libri, foto, musica, birra e viaggi.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 8 maggio 2026
Lunedì 11 maggio la conferenza stampa ufficiale a Villa Borghese per svelare i dettagli dello storico traguardo dei cento anni del Master d’Inzeo. L’equitazione internazionale si appresta a vivere un anniversario senza precedenti: i 100 anni dello CSIO di Roma. La 93ª edizione del Master d’Inzeo , in programma dal 27 al 31 maggio 2026, celebra un secolo di storia sportiva nell'iconica arena di Piazza di Siena. L'evento, promosso da FISE e Sport e Salute, festeggia il centenario dalla sua prima iscrizione ufficiale nel calendario internazionale della FEI, avvenuta nel 1926. CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE Per illustrare le novità, il programma agonistico e le iniziative celebrative di questa edizione speciale, i media sono invitati all'appuntamento ufficiale: Data: Lunedì 11 maggio 2026 Ora: 12:15 Luogo: Piazza di Siena, Villa Borghese – Roma Durante l’incontro verranno ufficializzati i 9 nomi degli atleti azzurri che completeranno la delegazione italiana (composta in totale da 26 binomi) e sarà svelata la composizione del Team Italia per la Coppa delle Nazioni Intesa Sanpaolo . UN SECOLO DI ECCELLENZA E SOSTENIBILITÀ Il Centenario non sarà solo una sfida tra i migliori cavalieri del mondo, ma un tributo alla tradizione italiana. L'evento conferma il suo format di sostenibilità e apertura alla cittadinanza: l'accesso alle tribune erbose di Villa Borghese rimarrà gratuito per tutto il pubblico, permettendo a chiunque di vivere l'emozione del salto ostacoli d'élite in un modello di bioarchitettura a impatto zero.  Accanto al concorso internazionale (CSIO5*), Piazza di Siena darà spazio anche ai giovani talenti nazionali dei settori pony e cavalli, che avranno l'opportunità unica di confrontarsi sullo stesso palcoscenico dei grandi campioni del ranking mondiale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 8 maggio 2026
In diretta in mondovisione su Rai 1, Milly Carlucci conduce una serata dedicata all’eccellenza italiana: dall’Opera alla Cucina, fino al tributo alla Canzone Napoletana. L’Italia, nazione leader mondiale con 61 Patrimoni dell’Umanità, celebra il suo legame indissolubile con l’Unesco attraverso l’evento speciale “Campioni del Mondo. Italia loves Unesco”. Il prossimo 5 giugno, la cornice millenaria dell’Arena di Verona ospiterà una serata-evento trasmessa in diretta e in mondovisione su Rai 1, con la conduzione di Milly Carlucci. Lo spettacolo si svilupperà attraverso due grandiosi set tematici: L’Opera nell’Anfiteatro: Un tributo alla lirica con le arie più celebri interpretate da star internazionali del calibro di Plácido Domingo e Vittorio Grigolo. Ad accompagnarli, l’Orchestra e il Coro dell’Arena, per un totale di oltre 500 artisti tra musicisti, ballerini e mimi. Ospite d’eccezione la leggenda del rock Patti Smith, che si esibirà in una inedita versione sinfonica del suo successo “Because the Night”. La Cucina in Piazza Bra: Il cuore pulsante di Verona diventerà un teatro a cielo aperto dedicato all'arte culinaria. Verranno rappresentate scenograficamente tutte le fasi di una grande "cena popolare sotto le stelle" per mille commensali, celebrando la tradizione gastronomica italiana come patrimonio d'identità. Un momento centrale della serata sarà dedicato alla Canzone napoletana classica, in vista del suo percorso di riconoscimento Unesco. Il racconto partirà dal Teatro Filarmonico di Verona già protagonista delle cerimonie olimpiche per approdare sul palco dell'Arena con la partecipazione di grandi interpreti della tradizione partenopea. L’evento rappresenta un’occasione unica per mostrare al mondo la ricchezza culturale, artistica e storica che rende l’Italia un punto di riferimento globale.
Autore: AGENZIA DIRE ORE Ultimo aggiornamento 14.48 8 maggio 2026
Il Segretario di Stato degli Stati Uniti in visita alla Farnesina e a Palazzo Chigi per parlare praticamente di tutto: "Iran e la crisi nello Stretto, Libano e Israele, il futuro post-Unifil, l'Ucraina, il Venezuela e Cuba" ROMA – Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha incontrato alla Farnesina il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani. In agenda, un confronto sui principali temi dell’agenda internazionale e il rafforzamento dei rapporti Italia-Usa: “la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz e le iniziative per la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele e il disarmo di Hezbollah, il futuro post-Unifil, l’Ucraina e la transizione in Venezuela e a Cuba. Tajani e Rubio discuteranno anche di relazioni Ue-Usa, incluso il tema dei minerali critici”. Rubio si è poi recato a Palazzo Chigi per incontrare la premier Giorgia Meloni. Una visita definita “di cortesia”. Rubio è stato accolto nel cortile all’interno di palazzo Chigi dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio. Poi la stretta di mano tra Meloni e Rubio, immortalata da fotografi e telecamere, nella sala dei Galeoni. A seguire l’incontro terminato prima delle 13:30. Alla fine Rubio, parlando con la stampa, ha affermato che la ragione per cui il Libano “affronta la violenza” di Israele è da attribuire al gruppo militante libanese Hezbollah, sostenuto dall’Iran. Che gli Stati Uniti vogliono rafforzare e “attrezzare” il governo libanese per affrontare la “minaccia” di Hezbollah. E ha poi aggiunto che l’Italia è tra i paesi che possono svolgere un ruolo importante nell’aiutare a interrompere i finanziamenti che sostengono Hezbollah. Per Rubio infatti Hezbollah è ancora in grado di “infliggere danni”. “Non negozieremo con l’Iran su Hezbollah. Credo che il nostro ruolo sia di parlare con il governo libanese”, ha aggiunto. “Il Libano dovrebbe essere governato dal governo libanese. Non dovrebbe avere un gruppo terroristico che opera sul suo territorio nazionale e che rappresenta una minaccia sia per la sua popolazione – inclusa quella sciita – sia per il governo, per Israele e per gli altri paesi vicini”. Rubio ha poi dato un termine indicativo entro il quale si attendono una risposta risposta dall’Iran alla loro proposta di pace: oggi. “Vedremo quale sarà la risposta. La speranza è che sia qualcosa che ci possa portare ad avviare un serio processo di negoziazione”, ha detto Rubio. “La linea rossa è chiara: se minacciano gli americani, verranno fatti saltare in aria. Cosa si può dire di più chiaro? Non permetteremo che le nostre navi vengano affondate dagli iraniani con i loro droni. Non hanno più una Marina, ma tirano fuori queste piccole barche da pesca Boston Whaler e cercano di attaccarci in massa. Faremo saltare in aria quelle barche se si avvicinano alle nostre. Non so se questa sia una linea rossa, ma spero che ormai lo sappiano”. Con Meloni, ha spiegato, “non abbiamo discusso argomenti specifici”. Il ritiro delle truppe americane dall’Europa? “E’ una decisione che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 8 maggio 2026
Il sipario sta per alzarsi su uno degli appuntamenti più attesi della stagione. La passione per l’arte drammatica torna protagonista sabato 30 maggio nella storica cornice del Teatro Garbatella con il debutto di "IL CONDOM(INIO)", l'ultima fatica teatrale scritta e diretta da Giuseppe Vitale. Una commedia in due atti che mette a nudo, con ironia e sarcasmo, le dinamiche esplosive di un gruppo di condòmini alle prese con un’emergenza imprevista. L’AUTORE E REGISTA: UN TRENTENNIO DI ARTE E PASSIONE Al timone di questa macchina del divertimento c'è Giuseppe Vitale, autore tutelato SIAE e regista attivo fin dal 1992. Con una carriera trentennale che spazia dai classici napoletani (De Filippo, Scarpetta, Curcii) alla drammaturgia americana, Vitale porta in scena la sua sesta opera originale. Fondatore della Compagnia Teatrale Darwin 95 e animatore dell'Associazione COMETIAMO ets, Vitale festeggia quest'anno la decima edizione della sua rassegna proprio al Teatro Garbatella, confermandosi un punto di riferimento per il teatro comico e degli equivoci. IL CAST: UN’ORCHESTRA DI TALENTI La forza dello spettacolo risiede nell'energia corale di tutti i componenti della Compagnia Teatrale Darwin 95, veri motori di una vicenda che trasforma una riunione di condominio in un campo di battaglia esilarante. Il prestigioso cast che calcherà il palco del Teatro Garbatella è composto da: Giulio Anese, Francesca Tripodi, Daila Ricciardi, Simona Rossi, Grace De Siena, Giorgia Rossi, Fabrizio Di Nezza, Silvia Bucciero, Rosalba Spalice, Alessia Rossi, Giuseppe Vargiu, Gianni Giovannini, William Plescia e Margherita Belardo. Ogni interprete dà voce e corpo a un carattere unico, costruendo un mosaico di umanità varia che, sotto la direzione di Vitale, trasforma ogni scontro in un pezzo di bravura tecnica.  LO SPETTACOLO: QUANDO IL LITIGIO DIVENTA ARTE In circa 90 minuti (più intervallo), lo spettatore verrà catapultato nel bel mezzo di una "tragedia" moderna: l'impossibilità di accendere il riscaldamento centralizzato a causa di un grave dissesto finanziario. In questo clima gelido, tra le mura del Teatro Garbatella, esplodono i peggiori sentimenti e i feroci attacchi tra vicini di casa, ricordandoci che nulla è più folle della realtà quotidiana vista a teatro.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.28 8 maggio 2026
Attraverso le parole dell'avvocato Compagno, la famiglia Poggi mostra di non ritenere credibile la nuova ricostruzione dell'accusa: "Gli inquirenti spostano i dati per farli coincidere con la loro idea" BOLOGNA – “Non si può riscrivere la storia dal nulla“. La mamma e il papà di Chiara Poggi non credono neanche un po’ all’ esito delle nuove indagini su Garlasco e a uno scenario alternativo a quello che ha visto condannare per l’assassinio della loro figlia, Chiara Poggi, quello che allora era il suo fidanzato, Alberto Stasi. Dopo la svolta degli ultimi giorni (con la convocazione di Andrea Sempio e il capo di imputazione diventato omicidio volontario aggravato e commesso da solo ) e dopo il fine indagine notificato ieri alla difesa del 38enne, al tempo grande amico di Marco Poggi, la famiglia Poggi interviene facendo rilasciare dichiarazioni forti ai loro avvocati. Ecco le parole dell’avvocato Francesco Compagna, che insieme allo storico avvocato Gian Luigi Tizzoni assiste la famiglia della vittima, ha commentato gli ultimi sviluppi in un’intervista al Corriere della Sera. “GLI INQUIRENTI SEGUONO LORO IDEA INIZIALE E SPOSTANO I DATI” “Si ha l’impressione– ha detto il legale- che gli inquirenti provino a spostare di continuo i dati per renderli compatibili con la loro ipotesi di partenza. Quando invece si dovrebbe partire dai dati certi e vedere se la mia ipotesi sta in piedi”. “NIENTE DI CERTO CONTRO SEMPIO” Per l’avvocato, gli elementi “granitici” che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi, diventata definitiva nel 2015, non sono stati in alcun modo toccati o rivisti, nè sono emersi elementi realmente dirompenti per dubitare della condanna già avvenuta. “Sul Dna sulle unghie il perito ha già detto che non è attribuibile. Non ci sono novità sulle scarpe Frau, i pedali, le impronte sul dispenser. Ad oggi non c’è nulla che metta in discussione la responsabilità di Stasi e nulla che evochi la responsabilità di Sempio“. Per l’avvocato Tizzoni servono “prove scientifiche oggettive”, invece in queste nuove indagini “non è emerso niente di certo nei confronti di Sempio“. piuttosto, contro Stasi si è aggiunta la traccia di Dna sulla cannuccia dell’Estathe trovato nel bidone della spazzatura in cucina. “L’INTERCETTAZIONE NON È UNA CONFESSIONE. SOLO SUGGESTIONI” E l’intercettazione ambientale di questi giorni? Quella dove Sempio, parlando da solo in auto e registrato da una cimice degli inquirenti, parla dei video, di una chiavetta e ripercorre un dialogo che sembra esserci stato con la vittima, di cui imita anche la voce in falsetto quando lei gli avrebbe detto “Con te non ci voglio parlare” prima di sbattergli il telefono in faccia. Niente, nemmeno questa intercettazione ha smosso le convinzioni di Rita Preda e Giuseppe Poggi: “Fa impressione solo per come quelle frasi sono state rese pubbliche. Ma chiunque può facilmente capire che non è una confessione“. E ancora: “Far trapelare una trascrizione senza spiegarne il contesto è pura suggestione. È lo stesso film dell’impronta 33. Anche quell’indiscrezione uscì il giorno della convocazione di Sempio. Tranne poi scoprire che sulla ’33’ non c’è sangue e non è attribuibile a Sempio”. 
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.30 8 maggio 2026
Il Santo Padre a Napoli in occasione del suo primo anno di pontificato. E' arrivato in elicottero NAPOLI – Papa Leone XIV è arrivato a Pompei alle 8:50, atterrando in elicottero nell’area Meeting del Santuario accolto da Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio, Roberto Fico, presidente della Regione Campania, Michele Di Bari, prefetto di Napoli, Gaetano Manfredi, sindaco metropolitano di Napoli, e da Andreina Esposito, sindaca di Pompei. Il Santo Padre si sposterà, nel pomeriggio, a Napoli, dove ha in programma le visite al Duomo e in piazza del Plebiscito. 12:30 – LA SUPPLICA Papa Leone XIV, rivolgendo lo sguardo verso il quadro della Madonna di Pompei, ha guidato piazza Bartolo Longo nella preghiera, recitando la Supplica al termine della Santa Messa. “Fratelli e sorelle, affidiamoci all’intercessione della Beata Vergine Maria del Rosario, invochiamola per la vita e la missione per la chiesa e l’anelito di pace e giustizia del mondo intero”, ha detto Prevost prima della Supplica, recitata tradizionalmente l’8 maggio, alle 12. 11:00 – “NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLE IMMAGINI DI MORTE” “Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono”. Questo un passaggio dell’omelia pronunciata da Papa Leone XIV a Pompei. “Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù – ha detto Prevost – ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce “onnipotente per grazia”. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 8 maggio 2026
Scatta oggi, venerdì 8 maggio, il Giro d’Italia 2026. Per la prima volta nella storia, la prestigiosa rassegna ciclistica internazionale prende il largo dalla Bulgaria, confermando l'apertura europea della competizione. Sono 184 gli atleti, in rappresentanza di 23 squadre, pronti a contendersi la Maglia Rosa lungo le 21 tappe che condurranno la carovana fino al traguardo finale di Roma. LA PRIMA TAPPA: NESSEBAR – BURGAS (147 KM) La frazione inaugurale, con partenza dalla storica Nessebar e arrivo a Burgas, si preannuncia come una sfida ad alta velocità ideale per i finisseur e i velocisti del gruppo. Il percorso: Lungo i 147 km del tracciato, i corridori affronteranno un dislivello complessivo di soli 500 metri. Il percorso costeggerà il Mar Nero, entrando nel vivo a metà gara con un circuito di 22 km (da ripetere due volte) e una sezione veloce presso Sozopol, dove il passaggio su Cape Agalina assegnerà i primi punti per la classifica degli scalatori (GPM). Il finale: Il rientro verso il centro di Burgas avverrà su strade ampie e rettilinee. Gli ultimi 1.000 metri presentano una pendenza leggermente a salire, con un'insidiosa curva a gomito a soli 300 metri dalla linea d'arrivo (larga 8 metri), che richiederà grande tecnica e posizionamento per lo sprint decisivo. IL PROGRAMMA INIZIALE Il Giro rimarrà in Bulgaria per le prime tre tappe, toccando Veliko Tarnovo, Plovdiv e la capitale Sofia, prima di trasferirsi in Italia, a partire dalla Calabria, per la quarta tappa (Catanzaro-Cosenza). “Siamo entusiasti di accogliere la Grande Partenza in Bulgaria,” fanno sapere gli organizzatori. “È un tracciato che unisce fascino paesaggistico e tecnicismo, offrendo subito spunti spettacolari per il pubblico mondiale.”
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 8 maggio 2026
Una notte di puro delirio sportivo ha travolto il calcio inglese, segnata dall'immagine iconica del Principe William che, abbandonato l'aplomb regale, si è lasciato andare a una folle esultanza in tribuna d’onore. Il futuro Re ha celebrato così la storica qualificazione dell’Aston Villa alla finale di Europa League, in una serata che ha visto anche la definizione della finalissima di Conference League. Europa League: L'urlo di William e il poker dei Villans L'Aston Villa di Unai Emery ha annichilito il Nottingham Forest con un netto 4-0 nella semifinale di ritorno, ribaltando lo svantaggio dell'andata. Il momento della svolta è arrivato con il calcio di rigore di Emiliano Buendía: le telecamere hanno immediatamente inquadrato il Principe William, noto tifoso del club, mentre esultava con le braccia al cielo e grida di gioia, diventando istantaneamente virale sui social media. I Villans tornano a giocarsi un trofeo europeo dopo 44 anni dalla storica Coppa dei Campioni del 1982. LA FINALE: Aston Villa vs SC Friburgo DATA: 20 maggio 2026 SEDE: Tüpraş Stadium, Istanbul (Turchia) Contemporaneamente, si è delineato il quadro della finale di Conference League. Il Crystal Palace ha confermato il suo straordinario stato di forma battendo lo Shakhtar Donetsk per 2-1 (5-2 il risultato complessivo). Le "Eagles" londinesi approdano così alla loro prima finale europea di sempre. A sfidarli sarà la sorpresa spagnola Rayo Vallecano, che ha completato l'opera battendo lo Strasburgo 1-0 anche nel ritorno in Francia, regalandosi un sogno senza precedenti per il club di Vallecas.  LA FINALE: Crystal Palace vs Rayo Vallecano DATA: 27 maggio 2026 SEDE: Red Bull Arena, Lipsia (Germania)
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 7 maggio 2026
Il Presidente Guido Grimaldi: “Rafforziamo la sicurezza delle infrastrutture digitali dei nostri Soci con competenze GRC e soluzioni concrete contro le minacce cyber” ALIS annuncia con entusiasmo l’ingresso nel proprio network di DI.GI. Academy, eccellenza nel panorama della sicurezza informatica e della consulenza strategica. Un’adesione che segna un passo decisivo verso la protezione e l’efficienza dei sistemi digitali per l’intera filiera del trasporto e della logistica. L’intervento di Guido Grimaldi Il Presidente di ALIS, Guido Grimaldi, ha accolto con favore il nuovo Socio consigliere sottolineando l'urgenza di una gestione strutturata del rischio: “Siamo lieti di accogliere DI.GI. Academy, una realtà che porta in ALIS esperienza, competenza e concretezza nei settori chiave della Cybersecurity e della Governance Digitale. In un momento storico in cui le minacce cyber sono rischi effettivi per imprese e amministrazioni, questo ingresso consolida il nostro approccio pragmatico volto alla messa in sicurezza delle infrastrutture informatiche dei nostri associati”. Secondo il Presidente Grimaldi, la partnership permetterà ai Soci di accedere a servizi strategici fondamentali per la competitività moderna: Formazione specialistica in ambito cyber; Consulenza GRC (Governance, Risk & Compliance) e compliance normativa; Monitoraggio del rischio e risposta avanzata agli attacchi; Sviluppo di modelli di sicurezza sostenibili e misurabili. Innovazione per le PMI Grimaldi ha inoltre evidenziato l'importanza di strumenti d'avanguardia messi a disposizione da DI.GI. Academy, come la piattaforma integrata ISAC4PMI. Grazie all’Intelligenza Artificiale, questa soluzione è specificamente dedicata alla sicurezza informatica delle piccole e medie imprese italiane, core business del tessuto produttivo nazionale rappresentato da ALIS. L’impegno di DI.GI. Academy L’ingresso in ALIS mira a trasformare la consapevolezza informatica in azione operativa. L’obiettivo comune è supportare le aziende nel colmare il gap tra la teoria della sicurezza e la realtà dei processi aziendali, rendendo la protezione dei dati un pilastro della crescita industriale.
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