La lezione di Mattarella sulla crisi internazionale: “No alla regressione verso la tirannide”

AGENZIA DIRE • 10 marzo 2026

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La lectio magistralis del presidente della Repubblica a Firenze per la laurea honoris causa in "Politica, istituzioni e mercati". Il suo appello a "rimettere i valori umani al centro"


 Le sfide contemporanee tra “la pretesa” dei “protagonisti sulla scena internazionale” di “agire al di fuori delle regole degli Stati e degli organismi sovranazionali” e i rischi per “una regressione alla tirannide cesarista” e ancora, il richiamo alle indicazioni dei padri costituenti affinché la pace fosse “l’obiettivo delle relazioni internazionali”. E poi quell’appello a rimettere al centro “i valori umani”. In un contesto caotico internazionale, in cui l’Italia- e così anche l’Unione europea- sembrano rassegnati a seguire il corso degli eventi, trovandosi più o meno coinvolti in uno scenario di guerra globale, a tenere la barra dritta è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E lo fa attraverso la sua lectio magistralis, che ha tenuto a Firenze, in occasione della consegna della laurea magistrale honoris causa in politica.

  A FIRENZE IL LUNGO APPLAUSO PER IL CAPO DELLO STATO

Un lungo applauso lo ha accolto l’arrivo del presidente della Repubblica al teatro del Maggio fiorentino, dove al capo dello Stato è consegnata la laurea magistrale honoris causa in politica, istituzioni e mercato in occasione del 150esimo anniversario della facoltà di scienze politiche “Cesare Alfieri”. Ad accoglierlo al suo arrivo il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, e la prefetta Francesca Ferrandino.



“NON PERMETTIAMO LA REGRESSIONE ALLA TIRANNIDE CESARISTA”

Durante la lectio magistralis il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda Silvano Tosi “primo allievo e poi docente autorevole della Cesare Alfieri, e di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Nel 1957 – ricorda – concludeva la prefazione alla sua traduzione della ‘Democrazia in America’ di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: ‘Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante tra libertà democratica e la tirannide cesarista, a cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce fraudolentemente quell’aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutore dell’individuo che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l’intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l’infanzia dell’uomo’. Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”.

  “LE SFIDE RIVOLUZIONARIE” E “LA PRETESA DI AGIRE FUORI DALLE REGOLE”

“Il fondatore della Cesare Alfieri esortava i docenti a dare ai giovani buone vettovaglie e di fornirli di buone armi per tutta la campagna della vita militante. Questo proposito appare oggi quanto mai essenziale, perché la contemporaneità sta imponendo sfide rivoluzionarie nell’ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali “. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Firenze al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in una lectio magistralis dopo il conferimento della laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.

“I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e di comunità – sottolinea il capo dello Stato – sono soggetti tecnologici e finanziari; sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi; nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda Guerra Mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole degli Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi“.


 

 “PER I PADRI COSTITUENTI LA PACE È OBIETTIVO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI”

“Voglio cogliere l’occasione di sottolineare come la nostra Assemblea Costituente si giovò in grande misura del contributo di uomini di cultura, di studiosi di diverso orientamento che ne entrarono a far parte accanto alla componente più schiettamente politica. La cultura e la scienza sono per loro autentica natura aperte alla interlocuzione; non pretendono di possedere verità assolute. Sono inclini a trovare punti d’incontro, a raggiungere mediazioni senza rinunciare ad affermare principi e valori. Questo rese possibile la nostra Costituzione: una collaborazione autentica e profonda tra studiosi e rappresentanti politici nel porre le basi per la rinascita dell’Italia nel segno della democrazia”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Firenze al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in una lectio magistralis dopo il conferimento della laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato”
in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
“I padri costituenti – aggiunge – si rivelarono capaci di indicare a un popolo devastato dalla guerra, sofferente e disorientato, una prospettiva di futuro: una società aperta da realizzare insieme nella condivisione dei diritti fondamentali, nella libertà, nel pluralismo delle istituzioni, promuovendo un’economia libera e orientata all’utilità sociale, la cooperazione e la pace come obiettivo delle relazioni internazionali”.

“RIMETTERE AL CENTRO I VALORI UMANI E IL SENSO DI COMUNITÀ”

“La tecnologia e la scienza sembrano avere oggi bisogno soprattutto di un nuovo e vigoroso apporto di carattere umanistico, di una nuova ricomposizione della unicità del sapere, sempre più avvertita e concretamente sviluppata da discipline che un tempo apparivano estranee le une alle altre. Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, nel rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e di diritti”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Firenze al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in una lectio magistralis dopo il conferimento della laurea magistrale Honoris Causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” in occasione dei 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.



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