No Tav, Piantedosi: “Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato”
"Sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti", dice al Corriere della Sera
ROMA – “Ormai è chiaro a tutti che esiste un’internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di là di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti. La sfida che pongono questi violenti è tipicamente criminale: ci si approfitta delle libertà democratiche per porre in essere veri e propri atti di guerriglia. Ecco perché vanno condannati senza alcuna indulgenza”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in un’intervista al Corriere della Sera.
Il presidente Mattarella e tutte le forze politiche hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine. Lei crede davvero che l’obiettivo siano loro? “Lo dimostrano i fatti: nel passato anche meno recente, ma soprattutto durante questi quattro anni del nostro governo, le crescenti aggressioni alle forze dell’ordine sono state la modalità degli antagonisti per esprimere il dissenso o presunto tale. Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato. E purtroppo alcuni dubbi e una certa sfiducia pregiudiziale di natura ideologica espressi talvolta nei loro confronti non sempre aiutano a isolare i violenti. Io posso dire che l’impegno delle forze dell’ordine in Val di Susa ha impedito che si verificassero danni e guai maggiori“.

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