La lunga telefonata con Putin, la distanza su Khamenei jr e poi la promessa ‘alla Trump’: “La guerra è ormai finita”

AGENZIA DIRE • 10 marzo 2026

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Le ultime dichiarazioni del presidente Usa nel decimo giorno di conflitto in Medio Oriente. La virata sulle durata: "La guerra è quasi conclusa"


 Il caos dei mercati internazionali, l’emergenza petrolio e le sanzioni a quello russo, sullo sfondo il conflitto irrisolto dell’Ucraina: sono numerose le questioni in ballo tra Stati uniti e Russia, a seguito degli attacchi Usa-israeliani all’Iran. E non stupisce del tutto che, a dieci giorni dallo scoppio della guerra in Medio Oriente, si siano sentiti Donald Trump e Vladimir Putin. L’esito di questa telefonata, che sarebbe durata un’ora, viene riferito dall’agenzia russa Tass che ha spiegato come la conversazione tra i due presidenti abbia toccato unicamente due argomenti: ovvero “è stata incentrata sull’Iran e sul processo di pace in Ucraina”. A dichiararlo ai giornalisti l’assistente presidenziale russo Yury Ushakov:Yury Ushakov che ha inoltre sottolineato come il presidente degli Stati Uniti sia tornato ad “esprimere il suo interesse affinché il conflitto in Ucraina venga risolto raggiungendo un cessate il fuoco e un accordo a lungo termine il più rapidamente possibile”. “Noi, da parte nostra, abbiamo valutato positivamente gli sforzi di mediazione intrapresi da Donald Trump personalmente e dal suo team”, ha concluso l’assistente presidenziale.

  CONGRATULAZIONI VS MINACCE: LA DISTANZA ABISSALE SU KHAMENEI JR

In realtà restano molto distanti le posizioni tra i due leader sugli attacchi scatenati da Usa-Israele contro l’Iran: la differenza si ha a partire poi dalle reazioni al fatto del giorno, l’elezione della nuova Guida iraniana, Mojtaba Khamenei. Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti inviato un messaggio di congratulazioni al neo eletto, dicendosi sicuro che continuerà “con onore” del padre, Ali Khamenei, mentre il Paese fa fronte a “un’aggressione armata”. Lo riferisce l’agenzia Ria Novost.

  Mentre il presidente Usa si è mostrato fin da subito sprezzante rispetto alla scelta della nuova guida suprema: per tutto il giorno, Trump ha ripetutamente bollato Khamenei come una “scelta inaccettabile” per guidare l’Iran e ha ribadito che sulla nomina del nuovo leader di Teheran debba avere lui stesso l’ultima parola. Non solo: in una delle numerose interviste rilasciate alle singole testate statunitensi, Trump ha anche detto, e non tanto velatamente, che le forze statunitensi e israeliane potrebbero prendere di mira il figlio del defunto ayatollah, passando a una vera e propria minaccia: “Se non ottiene la nostra approvazione non durerà a lungo”, ha mandato a dire da ABC News.


  Da ultimo, nella conferenza stampa alla Convention dei Repubblicani che si è tenuta all’hotel Trump National Doral di Miami, è sorvolato volutamente sulla nuova nomina, sostenendo che “nessuno ha idea” di chi guiderà l’Iran. “I leader terroristi se ne sono andati, o stanno contando i minuti che mancano alla loro partenza. E ora, nessuno ha idea di chi saranno le persone che guideranno il Paese”, ha sostenuto.

“GLI ATTACCHI ALL’IRAN? SOLO UNA PICCOLA ESCURSIONE”

Nel corso della conferenza stampa ha mantenuto poi la linea trionfalistica sull’andamento del conflitto in Medio Oriente: “Il nostro Paese sta andando davvero bene”, ha ribadito. E si è spinto a definire gli attacchi all’Iran “una piccola escursione” che è stata fatta “per liberarci di un male. Credo che vedrete che sarà un’escursione a breve termine”, ha detto il presidente, collegandosi a quanto detto qualche ora prima nell’intervista rilasciata alla CBS News. Infatti, se all’indomani de raid su Teheran aveva stimato la durata del conflitto in un mese, oggi è stato estremamente più ottimista, ripetendo almeno due volte quelle tre parole “a breve termine”.

“LA GUERRA ORMAI FINITA”

“Siamo molto più avanti rispetto alla tabella di marcia”, ha dichiarato così alla CBS News sostenendo addirittura che “la guerra è ormai completa”. Nel corso dell’intervista telefonica all’emittente statunitense, raggiunto mentre si trovava al suo golf club di Doral in Florida, il tycoon ha quindi riferito che, secondo lui, si è in dirittura d’arrivo perché ormai “[L’Iran] non ha una marina, né comunicazioni, né aeronautica. I suoi missili sono ridotti a una manciata di unità. I ​​suoi droni vengono fatti saltare in aria ovunque, compresa la loro produzione”. Insomma, “se guardate, non hanno più nulla. Non hanno più nulla in senso militare”, ha detto Trump.

 

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