Indian Wells: Sinner sfida il talento Fonseca negli ottavi di finale

FRV NEWS MAGAZINE • 10 marzo 2026

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Prosegue oggi la marcia di Jannik Sinner nel deserto californiano. Il tennista azzurro, dopo aver superato agevolmente i primi turni, scenderà in campo questa notte per affrontare il giovane brasiliano João Fonseca negli ottavi di finale del BNP Paribas Open.

Il percorso nel torneo
Sinner arriva all'appuntamento odierno in condizioni fisiche smaglianti, dopo aver eliminato il ceco Svrcina all'esordio e il canadese Shapovalov nel terzo turno con un netto 6-3, 6-2. Di fronte troverà la sorpresa del torneo: il diciannovenne Fonseca, capace di estromettere dal tabellone giocatori del calibro di Khachanov e Tommy Paul.

Prima sfida assoluta
Quello tra l'azzurro e il carioca sarà un confronto inedito: i due tennisti non si sono mai affrontati prima d'ora nel circuito maggiore. Il match rappresenta un test fondamentale per Sinner nel percorso verso il titolo del Masters 1000 americano.

Orari e copertura televisiva
La sfida è in programma nella sessione serale statunitense, corrispondente alla notte italiana:

  • Orario: Ore 02:00 italiane (tra martedì 10 e mercoledì 11 marzo).


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 11 settembre 2026
Il racconto dei big di oggi in occasione dell'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle. Conte allo studio legale: "Incollato al video fino a notte fonda". Salvini in redazione a 'La Padania' e Calenda raggiunto dalla notizia a Francoforte: "Lavoravo in Ferrari". Bonelli stava facendo jogging, Fratoianni a casa con la gamba rotta. ROMA, 11 Settembre 2026 – In occasione del 25° anniversario dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York, i principali leader della politica italiana hanno condiviso con l'agenzia Adnkronos i propri ricordi personali legati a quel drammatico 11 settembre 2001. Uno spartiacque generazionale e storico che colse gli attuali esponenti istituzionali in momenti di vita quotidiana, studentesca o professionale radicalmente diversi da quelli odierni.  Di seguito si riportano i passaggi salienti delle testimonianze raccolte: Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia): All'epoca ventiquattrenne, si trovava nella sede di via della Scrofa per organizzare una delle primissime edizioni della festa di Atreju. "Durante l'incontro avevamo la Tv accesa e abbiamo assistito in diretta a quello che stava succedendo. Mancavano due giorni all'inizio, ma l'edizione venne subito annullata". Elly Schlein (Partito Democratico): Minorenne all'epoca dei fatti, la segretaria del PD aveva sedici anni e stava tornando a piedi da scuola: "Ho visto per la prima volta le immagini dallo schermo di una televisione nella vetrina di un negozio. Mi sono fermata in mezzo alla strada, pietrificata. Oggi più che mai dobbiamo difendere i valori della pace e della democrazia". Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle): Allora avvocato civilista e docente di diritto privato all'Università di Firenze, fu avvisato da una telefonata mentre era immerso nello studio di alcuni fascicoli: "Rimasi incollato allo schermo fino a notte, sopraffatto da un forte senso di angoscia. Il crollo della seconda torre è l'immagine più tragica che conservo". Matteo Salvini (Lega): Nel 2001 non ricopriva ruoli di governo ma operava nel settore dell'informazione: "Ero nella sede della Lega in via Bellerio, all’epoca lavoravo come giornalista nella redazione della Padania". Carlo Calenda (Azione): Una vita professionale all'epoca distante dai palazzi della politica: "Lavoravo alla Ferrari ed ero al salone dell’auto di Francoforte" quando giunse la notizia dell'attacco al World Trade Center. Matteo Renzi (Italia Viva): Il leader di IV ricorda l'impatto emotivo e familiare di quel pomeriggio a Pontassieve: "Tornai a casa e sentii il bisogno fisico di prendere in braccio mio figlio che aveva pochi mesi. Quella data aprì una stagione di terrore. Occorre rispondere con la forza dei diritti e della libertà". Angelo Bonelli (Europa Verde): La notizia lo raggiunse mentre stava facendo jogging: "Mi stavo allenando in pineta quando vidi un gruppo di corridori e ciclisti fermi e assembrati davanti allo schermo di un chiosco. Ricordo quel momento di profonda angoscia". Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): Bloccato a letto nella casa dei genitori a Pisa a causa di una grave frattura alla gamba subita dopo il G8 di Genova: "Ho visto in diretta gli aerei colpire le torri. Cominciai a pensare che eravamo all'inizio di una guerra globale permanente di cui ancora oggi paghiamo il prezzo". A venticinque anni di distanza, la memoria collettiva di quella giornata rimane per tutti i leader un monito indelebile sulla fragilità della sicurezza globale e sulla necessità di tutare i valori democratici occidentali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Pier Paolo Pinto 11 settembre 2026
Ci sono date che non appartengono soltanto alla storia. Appartengono alla nostra percezione del mondo. L’11 settembre 2001 è una di queste. Venticinque anni fa, gli attentati contro le Torri Gemelle e il Pentagono, insieme alla tragedia del volo United 93, produssero una frattura che andò ben oltre il numero delle vittime. Quel giorno cambiò il modo in cui le società occidentali guardavano al futuro. E, soprattutto, cambiarono le condizioni attraverso cui esercitavano la propria libertà. Prima dell’11 settembre, la sicurezza era spesso considerata uno sfondo. Una condizione necessaria, ma quasi invisibile. Si viaggiava, si attraversavano frontiere, si entrava in un aeroporto con una leggerezza oggi difficile da ricordare. Il mondo appariva più aperto, forse anche più ingenuo. La minaccia esisteva, ma non occupava stabilmente il centro della vita quotidiana. Dopo, la sicurezza è diventata una presenza. Un sistema di controlli, procedure, telecamere, banche dati, verifiche e autorizzazioni. Il viaggio non è più soltanto uno spostamento: è anche una sequenza di passaggi attraverso cui dimostrare di poterci muovere. La libertà di movimento, uno dei tratti fondamentali della modernità, ha cominciato a convivere con una domanda permanente: chi sei, dove vai, perché vuoi andarci? È una trasformazione sociologica profonda. La paura non è rimasta soltanto un’emozione individuale. È diventata un criterio di organizzazione collettiva. Ha modificato gli spazi pubblici, le relazioni con le istituzioni, il rapporto con lo straniero e persino il nostro modo di interpretare un gesto insolito, un volto sconosciuto, un bagaglio abbandonato. La sicurezza, naturalmente, è un bene. Senza sicurezza non esiste libertà concreta. Ma il problema nasce quando la protezione diventa una misura assoluta, quando ogni rischio viene considerato intollerabile e ogni controllo appare giustificato in nome della prevenzione. Perché una società può essere molto sicura e, nello stesso tempo, sentirsi sempre minacciata. In questi venticinque anni abbiamo imparato che la libertà non viene soltanto negata. Talvolta viene ridisegnata. Rimane formalmente intatta, ma cambia il modo in cui la esercitiamo. Accettiamo controlli che prima ci sarebbero sembrati impensabili. Condividiamo informazioni personali per ottenere servizi. Consideriamo normale essere osservati in nome della sicurezza. Il confine tra tutela e sorveglianza si è fatto più sottile. E oggi, mentre il terrorismo continua a rappresentare una minaccia e nuove forme di conflitto attraversano il mondo, la domanda è ancora più complessa: come saremo domani? La sicurezza sarà sempre più affidata agli algoritmi, al riconoscimento biometrico, all’intelligenza artificiale? Saremo disposti a rinunciare a ulteriori porzioni di anonimato per sentirci protetti? La risposta non può essere né l’ingenuità del passato né la paura del futuro. Deve essere una consapevolezza adulta. Ricordare l’11 settembre significa anche ricordare che la libertà non è soltanto poter fare qualcosa. È poterlo fare senza essere costantemente sospettati, classificati, controllati. Venticinque anni dopo, il vero interrogativo non è se la sicurezza sia necessaria. È quale società vogliamo costruire mentre la cerchiamo.  Perché il futuro non ci chiederà soltanto quanto saremo capaci di proteggerci. Ci chiederà quanta libertà saremo ancora capaci di riconoscere.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
Un violento nubifragio ha spezzato oggi, giovedì 10 settembre 2026 , i 24 giorni consecutivi di siccità che stavano soffocando la Capitale. La tempesta si è abbattuta sulla città con piogge torrenziali, fulmini e forti raffiche di vento , facendo crollare il termometro di ben 5 gradi nel giro di pochissimo tempo. La città è finita subito in tilt, con oltre 120 interventi d'urgenza tra Vigili del Fuoco e Polizia Locale. I danni maggiori si registrano alla Balduina, dove si è aperta una profonda voragine che ha letteralmente inghiottito una macchina parcheggiata. Scene di paura anche nel quartiere Aurelio : qui un fulmine ha centrato in pieno un pino secolare, facendolo incendiare all'istante e costringendo i soccorritori a isolare l'intera area. Nel frattempo, in diverse zone della città, le pattuglie hanno dovuto soccorrere diversi automobilisti rimasti intrappolati negli abitacoli a causa dell'acqua alta. Il maltempo ha messo in ginocchio anche i trasporti, provocando pesanti ritardi sui binari per via di rami e alberi caduti sulle linee ferroviarie. Dopo aver colpito duramente i quadranti nord ed est in mattinata, il fronte temporalesco si è spostato nel tardo pomeriggio verso il quadrante sud, flagellando in particolare l'Eur e Tor Marancia . La Protezione Civile, che mantiene l'allerta meteo, raccomanda a tutti la massima prudenza negli spostamenti.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
– L’attesa è finita per i fan italiani. Harry Styles ha annunciato ufficialmente il suo ritorno in Italia con due imperdibili date evento il 7 e 8 agosto 2027 nella storica cornice del Circo Massimo a Roma . I due concerti rappresenteranno l’ unica ed esclusiva tappa nel nostro Paese del tanto atteso Together, Together Tour . I live capitolini seguiranno l'uscita del quarto album in studio della popstar britannica, intitolato "Kiss All The Time. Disco, Occasionally.". Per rendere le due serate romane ancora più memorabili, sul palco prima di Harry Styles salirà una band di culto della scena mondiale: gli LCD Soundsystem , confermati come special guest d'eccezione per l'apertura dei concerti. In controtendenza rispetto alle recenti dinamiche di mercato, l'entourage dell'artista ha confermato che per questo tour non sarà applicato il "dynamic pricing" (i prezzi dinamici che variano in base alla richiesta), garantendo trasparenza e tariffe fisse per tutti i fan. Di seguito i dettagli ufficiali dei prezzi dei biglietti (comprensivi di tasse e commissioni): GA Pit: € 162,44 GA Front: € 145,19 Unpredictable Fun Ticket: € 20,00 (speciale biglietto promozionale a tariffa ridotta) Dettagli sulle prevendite e biglietti I biglietti saranno disponibili in anteprima per i titolari di carta American Express a partire da lunedì 14 settembre 2026, dalle ore 09:00 alle ore 15:00 . La vendita generale prenderà il via ufficialmente lo stesso giorno, lunedì 14 settembre 2026, a partire dalle ore 16:00 sulle piattaforme di biglietteria autorizzate TicketOne, Ticketmaster e Vivaticket.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
Dopo 45 anni d’assenza, la Formula 1 torna nella capitale spagnola dal 11 al 13 settembre 2026. Attesi oltre 110.000 spettatori al giorno tra l'entusiasmo dei tifosi e le polemiche dei comitati locali. La Formula 1 fa ufficialmente il suo ritorno a Madrid. Domani, venerdì 11 settembre, i motori delle monoposto si accenderanno sul nuovissimo e avveniristico circuito del Madring per la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna 2026. La città riabbraccia il circus della massima serie automobilistica dopo 45 anni dall'ultima gara disputata sul tracciato di Jarama nel 1981. Il progetto, sviluppato attorno ai padiglioni del centro fieristico IFEMA e ai quartieri nord-orientali della capitale, si presenta come un tracciato semi-permanente di 5,416 chilometri e 22 curve . Il disegno unisce la tecnicità dei circuiti cittadini storici alla velocità delle piste moderne, dove le monoposto della nuova era regolamentare 2026 toccheranno punte stimate di 340 km/h . L’elemento più atteso è la curva numero 12, ribattezzata "La Monumental": un imponente catino semicircolare con una pendenza che raggiunge il 24% di inclinazione (banking) , ispirato alle curve sopraelevate dei più iconici ovali americani. L'evento si preannuncia come un successo commerciale senza precedenti, forte di una ruota panoramica che domina il paddock e una capacità che punta a superare i 110.000 spettatori al giorno. Il debutto del circuito porta con sé anche il forte valore simbolico della presenza del madrileno Carlos Sainz , nominato ambasciatore ufficiale dell'evento e atteso dai tifosi di casa per una sfida storica. Il fine settimana non è tuttavia esente da tensioni. Parallelamente ai preparativi sportivi, i quartieri periferici adiacenti al polo fieristico sono stati teatro di contestazioni e polemiche da parte di associazioni cittadine e comitati ambientalisti, che protestano contro l’impatto acustico, le restrizioni alla viabilità urbana e i costi di gestione dell'infrastruttura. Le scuderie scenderanno in pista domani alle 13:30 per le prime Prove Libere, mentre la prima storica Gara scatterà domenica 13 settembre alle ore 15:00 . Programma ufficiale del fine settimana (Orari Italiani): Venerdì 11 settembre: Prove Libere 1 (13:30 – 14:30) | Prove Libere 2 (17:00 – 18:00) Sabato 12 settembre: Prove Libere 3 (12:30 – 13:30) | Qualifiche (16:00 – 17:00) Domenica 13 settembre: Gara (15:00 – 57 giri)
Autore: AGENZIA DIRE 10 settembre 2026
Aurora Tila venne uccida dal suo fidanzato che all'epoca dei fatti aveva 15 anni e durante una lite la buttò giù dal balcone del settimo piano a Piacenza BOLOGNA – La Corte d’appello di Bologna ha condannato a una pena di 15 anni il ragazzo (15enne all’epoca dei fatti e ora quasi 17enne) che in primo grado era stato condannato a 17 anni dal Tribunale dei minori di Bologna per l’omicidio di Aurora Tila. La ragazza, che aveva 13 anni , morì dopo essere precipitata dal balcone del settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza il 25 ottobre del 2024: a buttarla giù, come visto anche da un testimone, fu il suo fidanzatino dell’epoca, al termine di una lite. La giovane era stata vista anche mentre cercava di tenersi aggrappata con una mano alla ringhiera , ma lui l’aveva fatta cadere. Il giovane è stato condannato per omicidio aggravato da stalking, a sua volta aggravato dalla minore età della vittima e dalla relazione affettiva con la stessa vittima. Nella prima udienza del processo d’appello, lo scorso 13 luglio, il ragazzo- che oggi non ha assistito all’udienza, mentre è presente la madre della vittima, difesa dall’avvocato Emilio Malaspina- aveva confessato l’omicidio rendendo dichiarazioni spontanee in videocollegamento. Oggi la sostituta pg Silvia Marzocchi aveva chiesto di condannare l’imputato a 15 anni e sei mesi. “Aurora aveva 13 anni, la più giovane vittima di femminicidio in Europa “, ha detto Malaspina dopo la pronuncia della sentenza, affermando che la famiglia è insoddisfatta soprattutto per la richiesta di uno sconto di pena fatta dalla Procura generale , da 17 anni a 15 anni e sei mesi . Una riduzione che sarebbe legata alla concessione di attenuanti generiche dopo la confessione nella scorsa udienza. Le motivazioni saranno depositate nel giro di 90 giorni. “Andrà sempre peggio, le sentenze sono fatte alla leggera. Poi pretendiamo che i femminicidi diminuiscano? Aumenteranno, tanto sanno che le pene non sono niente . O interviene la premier e ci mette una pezza, altrimenti continueranno e sarà sempre peggio”. Con queste parole Morena Corbellini, madre di Aurora Tila, grida la propria insoddisfazione per la sentenza con cui, poco fa, la Corte d’appello di Bologna ha condannato a 15 anni il ragazzo, riducendo la pena di un anno e mezzo rispetto a quella di 17 anni arrivata al termine del processo di primo grado
Autore: FRV NEWS MAGAZIONE 10 settembre 2026
La Premier lancia l'affondo definitivo dal Senato: "Il centrodestra fa i fatti e restituisce la scelta ai cittadini dopo quasi 35 anni. L'opposizione è fuori dal tempo e non è credibile". È uno scontro frontale e senza sconti quello che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni , apre contro il centrosinistra sul terreno caldissimo della riforma della legge elettorale. Con una nota durissima diffusa sui propri canali social, la premier demolisce la linea delle opposizioni e rivendica con orgoglio il blitz politico della maggioranza. "Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d'Italia", dichiara Meloni, blindando il provvedimento e intestando la svolta storica alla coalizione di governo. Il capo dell'esecutivo punta il dito contro il comportamento del centrosinistra in Aula, accusando i leader della minoranza di incoerenza e opportunismo politico rispetto alle critiche sollevate contro il nuovo sistema di voto. "Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa", attacca la premier, ricordando i recenti voti parlamentari che hanno visto l'opposizione schierarsi contro i passaggi chiave del testo. La sfida della presidente del Consiglio si chiude con un ultimatum politico che non lascia spazio a mediazioni: "La differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no". Mentre il testo prosegue la sua corsa in Aula al Senato tra le proteste delle minoranze, la maggioranza tira dritto, intenzionata a trasformare la riforma in legge nel minor tempo possibile.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
La misura, approvata in CdM per evitare i rincari alla pompa previsti dalla mezzanotte, sposta la scadenza a giovedì 17 settembre 2026. ROMA, 10 settembre 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha approvato questo pomeriggio il nuovo decreto-legge urgente per il contrasto al caro carburanti. Il provvedimento dispone la proroga di una settimana del taglio delle accise sul gasolio, la cui efficacia sarebbe altrimenti decaduta alla mezzanotte di oggi. Grazie a questo intervento tempestivo, la misura di alleggerimento fiscale rimarrà valida fino a giovedì 17 settembre 2026 . La riunione del Consiglio dei Ministri, conclusasi in circa dieci minuti, si è resa necessaria per evitare l'immediato scatto dei rincari alla pompa. L'intervento arriva in un contesto di forte pressione sui prezzi dei carburanti sul mercato nazionale: nelle ultime ore le medie dei prezzi alla pompa in modalità self-service hanno registrato picchi significativi, attestandosi a 2,077 euro/litro per la benzina e a 2,184 euro/litro per il gasolio . Il rinvio dei termini di una settimana permetterà all'esecutivo di continuare a monitorare l'andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e di valutare, nei prossimi giorni, ulteriori interventi strutturali a lungo termine per contenere l'impatto della crisi energetica sulle famiglie e sul comparto produttivo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 10 settembre 2026
L'Aula del Senato ha respinto questo pomeriggio il sub-emendamento alla riforma della legge elettorale, presentato dalle opposizioni a prima firma del senatore Dario Parrini (PD), che chiedeva la cancellazione dei capilista bloccati e l'introduzione delle preferenze. La proposta di modifica è stata bocciata con 68 voti favorevoli e 99 contrari , congelando di fatto uno dei nodi più politici del dibattito parlamentare. La votazione ha registrato la compattezza del centrodestra. Nonostante il governo avesse scelto inizialmente di rimettersi all'Aula, lasciando formalmente libertà di scelta ai parlamentari, il voto contrario e speculare di Fratelli d'Italia ha ricompattato l'intera coalizione di maggioranza al momento del voto. Immediata e durissima la reazione delle opposizioni. Subito dopo la proclamazione del risultato, i banchi della minoranza sono esplosi in accese proteste, contestando apertamente la scelta della maggioranza con cori e richiami all'ordine da parte della presidenza. La seduta di Palazzo Madama prosegue ora con l'esame dei restanti articoli della riforma.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 10 settembre 2026
Dal ‘Corriere della Sera’ al ‘Messaggero’, passando per ‘Il Manifesto’ e ‘Libero’: un viaggio nella memoria collettiva attraverso i titoli e le immagini storiche dei quotidiani in edicola il giorno successivo all'attentato. Le immagini delle Torri Gemelle di New York e del Pentagono avvolti dalle fiamme, la polvere di Manhattan e la disperazione dei civili continuano a far parte della memoria collettiva mondiale. Ma come raccontò la stampa italiana, nelle primissime ore successive all’attentato, la tragedia che causò quasi 3.000 morti e 6.000 feriti? Un focus esclusivo a firma del giornalista Fabio Paluccio ricostruisce l’impatto emotivo e storico di quella mattina attraverso i titoli e le scelte editoriali dei principali quotidiani nazionali in edicola il 12 settembre 2001 , giorno successivo al primo vero atto di guerra globale dell’era moderna. Il ‘Corriere della Sera’ , allora guidato da Ferruccio de Bortoli , aprì a tutta pagina con un titolo lapidario e potente: 'Attacco all'America e alla civiltà'. A corredo, una drammatica fotografia ravvicinata delle Twin Towers tra fuoco e fumo pochi istanti prima del crollo. In prima pagina spiccava lo storico editoriale firmato dallo stesso direttore, intitolato 'Siamo tutti americani', affiancato dalle agghiaccianti testimonianze dei sopravvissuti: "Ho visto decine di persone lanciarsi dalle finestre". La rassegna analizza e mette a confronto le scelte grafiche e i tagli editoriali delle diverse testate dell'epoca: dalle storiche aperture del 'Messaggero' e di 'Libero' (allora diretto da Vittorio Feltri ), fino alla forte scelta visiva e controcorrente del quotidiano 'Il Manifesto'. Le prime pagine dell’epoca non furono solo cronaca, ma lo specchio del trauma profondo vissuto dall'intero Occidente. La situazione oggi, a 25 anni dal dramma A distanza di un quarto di secolo, l’eredità dell’11 settembre continua a plasmare l’ordine geopolitico e sociale. Mentre New York commemora le vittime con l'installazione delle 2.977 luci nel cielo del New York Harbor, il bilancio di quella tragedia continua ad aggravarsi a causa delle malattie legate alle polveri tossiche di Ground Zero. Oggi ci troviamo di fronte a una nuova realtà demografica e culturale: oltre 100 milioni di americani sono nati dopo il 2001 e non hanno un ricordo personale di quegli eventi. Venticinque anni dopo, quel trauma collettivo ha lasciato il posto a uno scenario globale profondamente frammentato, segnato da nuove tensioni geopolitiche e da una forte polarizzazione interna in Occidente, dimostrando come quel giorno abbia impresso una direzione irreversibile alla storia contemporanea.
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