Meloni, le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile "Non le ha mai volute in 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa"
La Premier lancia l'affondo definitivo dal Senato: "Il centrodestra fa i fatti e restituisce la scelta ai cittadini dopo quasi 35 anni. L'opposizione è fuori dal tempo e non è credibile".
È uno scontro frontale e senza sconti quello che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, apre contro il centrosinistra sul terreno caldissimo della riforma della legge elettorale. Con una nota durissima diffusa sui propri canali social, la premier demolisce la linea delle opposizioni e rivendica con orgoglio il blitz politico della maggioranza.
"Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di Fratelli d'Italia", dichiara Meloni, blindando il provvedimento e intestando la svolta storica alla coalizione di governo.
Il capo dell'esecutivo punta il dito contro il comportamento del centrosinistra in Aula, accusando i leader della minoranza di incoerenza e opportunismo politico rispetto alle critiche sollevate contro il nuovo sistema di voto.
"Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni e ha votato per bocciarle anche un mese fa", attacca la premier, ricordando i recenti voti parlamentari che hanno visto l'opposizione schierarsi contro i passaggi chiave del testo.
La sfida della presidente del Consiglio si chiude con un ultimatum politico che non lascia spazio a mediazioni: "La differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no".
Mentre il testo prosegue la sua corsa in Aula al Senato tra le proteste delle minoranze, la maggioranza tira dritto, intenzionata a trasformare la riforma in legge nel minor tempo possibile.

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