IL RICORDO DEI LEADER POLITICI A 25 ANNI DALL’11 SETTEMBRE: DA MELONI ALLA RIUNIONE PER ATREJU A SCHLEIN APPENA USCITA DA SCUOLA
Il racconto dei big di oggi in occasione dell'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle. Conte allo studio legale: "Incollato al video fino a notte fonda". Salvini in redazione a 'La Padania' e Calenda raggiunto dalla notizia a Francoforte: "Lavoravo in Ferrari". Bonelli stava facendo jogging, Fratoianni a casa con la gamba rotta.
ROMA, 11 Settembre 2026 – In occasione del 25° anniversario dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York, i principali leader della politica italiana hanno condiviso con l'agenzia Adnkronos i propri ricordi personali legati a quel drammatico 11 settembre 2001. Uno spartiacque generazionale e storico che colse gli attuali esponenti istituzionali in momenti di vita quotidiana, studentesca o professionale radicalmente diversi da quelli odierni.
Di seguito si riportano i passaggi salienti delle testimonianze raccolte:
- Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia): All'epoca ventiquattrenne, si trovava nella sede di via della Scrofa per organizzare una delle primissime edizioni della festa di Atreju. "Durante l'incontro avevamo la Tv accesa e abbiamo assistito in diretta a quello che stava succedendo. Mancavano due giorni all'inizio, ma l'edizione venne subito annullata".
- Elly Schlein (Partito Democratico): Minorenne all'epoca dei fatti, la segretaria del PD aveva sedici anni e stava tornando a piedi da scuola: "Ho visto per la prima volta le immagini dallo schermo di una televisione nella vetrina di un negozio. Mi sono fermata in mezzo alla strada, pietrificata. Oggi più che mai dobbiamo difendere i valori della pace e della democrazia".
- Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle): Allora avvocato civilista e docente di diritto privato all'Università di Firenze, fu avvisato da una telefonata mentre era immerso nello studio di alcuni fascicoli: "Rimasi incollato allo schermo fino a notte, sopraffatto da un forte senso di angoscia. Il crollo della seconda torre è l'immagine più tragica che conservo".
- Matteo Salvini (Lega): Nel 2001 non ricopriva ruoli di governo ma operava nel settore dell'informazione: "Ero nella sede della Lega in via Bellerio, all’epoca lavoravo come giornalista nella redazione della Padania".
- Carlo Calenda (Azione): Una vita professionale all'epoca distante dai palazzi della politica: "Lavoravo alla Ferrari ed ero al salone dell’auto di Francoforte" quando giunse la notizia dell'attacco al World Trade Center.
- Matteo Renzi (Italia Viva): Il leader di IV ricorda l'impatto emotivo e familiare di quel pomeriggio a Pontassieve: "Tornai a casa e sentii il bisogno fisico di prendere in braccio mio figlio che aveva pochi mesi. Quella data aprì una stagione di terrore. Occorre rispondere con la forza dei diritti e della libertà".
- Angelo Bonelli (Europa Verde): La notizia lo raggiunse mentre stava facendo jogging: "Mi stavo allenando in pineta quando vidi un gruppo di corridori e ciclisti fermi e assembrati davanti allo schermo di un chiosco. Ricordo quel momento di profonda angoscia".
- Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): Bloccato a letto nella casa dei genitori a Pisa a causa di una grave frattura alla gamba subita dopo il G8 di Genova: "Ho visto in diretta gli aerei colpire le torri. Cominciai a pensare che eravamo all'inizio di una guerra globale permanente di cui ancora oggi paghiamo il prezzo".
A venticinque anni di distanza, la memoria collettiva di quella giornata rimane per tutti i leader un monito indelebile sulla fragilità della sicurezza globale e sulla necessità di tutare i valori democratici occidentali.

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