La tregua per l’Iran è in bilico: droni iraniani colpiscono nello stretto di Hormuz, reazione Usa. Nuove minacce da Trump Il Presidente Usa torna a minacciare Teheran: "Ancora una volta hanno violato
Il Presidente Usa torna a minacciare Teheran: "Ancora una volta hanno violato il cessate il fuoco. Un giorno forse dovremo finire la nostra opera e l'Iran cesserà di esistere"
ROMA – È di nuovo tregua in bilico nello stretto di Hormuz: nella notte l’Iran ha lanciato dei droni contro quattro navi tra cui la costosissima petroliera Kiku, un’importante nave da carico, il cui ponte è stato colpito in pieno. Gli Stati Uniti hanno denunciato il cessate il fuoco e risposto con duri attacchi contro infrastrutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione, postazioni di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine. In particolare, sono stati colpiti 10 obiettivi militari iraniani in diverse località dello Stretto di Hormuz. Donald Trump è intervenuto su Truth minacciando ancora una volta l’Iran, avvertendolo che potrebbe arrivare il giorno in cui gli Stati uniti non useranno più la ragione e si decideranno a porre fine per sempre alla loro operazione militare e allora l’Iran “non esisterà più“. Il ministero degli Esteri iraniano, dal canto suo, ha affermato che i “brutali attacchi” di Washington violano il cessate il fuoco previsto dal Memorandum d’intesa tra Teheran e Washington.
GLI ATTACCHI DELL’IRAN
“La Repubblica Islamica dell’Iran ha lanciato almeno quattro droni contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Ovviamente, si tratta di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco”. Lo scrive Donald Trump su Truth.
LE PAROLE DI TRUMP
“Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l’accordo di cessate il fuoco… ancora una volta“, scrive il presidente americano su Truth confermando quanto annunciato dal Comando centrale Usa. “È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserà di esistere“, ha avvertito Trump.
GLI ATTACCHI USA
Su X, il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha raccontato gli attacchi: “Questa notte, caccia della Marina e dell’Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all’interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco con droni dell’Iran contro la petroliera Kiku”.
LA DENUNCIA DELL’IRAN: “USA NON RISPETTANO IMPEGNI”
Per il ministero degli Esteri dell’Iran, “brutali attacchi” degli Usa violano il cessate il fuoco previsto dal Memorandum d’intesa tra Teheran e Washington. Nel condannare gli attacchi, da Teheran sono convinti che questi raid “dimostrano che il regime statunitense non attribuisce il minimo valore nè credibilità ai propri impegni e che la violazione delle promesse fa parte della natura di questo regime”. Il ministero degli Esteri ribadisce che Teheran “sottolinea la sua determinazione a difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dell’Iran dall’aggressione militare statunitense”.
L’IRAN ATTACCA OBIETTIVI USA IN KUWAIT E BAHREIN
In un comunicato, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito e distrutto otto importanti installazioni militari statunitensi, tra cui la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein. Gli attacchi sarebbero una rappresaglia dopo i raid statunitensi sul territorio iraniano. Le Guardie rivoluzionarie avvertono che ulteriori azioni riceveranno una “risposta implacabile”. E dicono: “Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti (…) riceverà una risposta implacabile”.

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