Lega, attacco vergognoso da Azione contro Salvini. "Usare la disabilità come insulto offende milioni di famiglie” da Calenda arrivano le scuse
Una gravissima e inaccettabile aggressione verbale ha colpito oggi il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Maurizio Bufi, esponente e responsabile organizzativo di Azione a Terni, ha utilizzato la disabilità come termine di insulto politico in un post pubblico sui social network.
La dura replica di Matteo Salvini non si è fatta attendere. Il ministro ha respinto con fermezza le offese, ponendo l'accento sulla totale mancanza di rispetto verso le persone più fragili. Salvini ha dichiarato di comprendere perfettamente il dissenso, le critiche aspre e persino l'odio, sottolineando però che esiste un limite invalicabile che non dovrebbe mai essere superato, ovvero l'uso della disabilità come insulto. Secondo il leader della Lega, questa non è una semplice caduta di stile, ma una profonda mancanza di rispetto verso milioni di persone, motivo per cui ha invitato l'esponente di Azione a non chiedere scusa a lui, bensì a tutti i disabili e alle loro famiglie.
Anziché condannare fermamente e senza riserve il gesto del proprio tesserato, il segretario di Azione Carlo Calenda ha preferito alimentare ulteriormente il fango politico.
Nel formulare delle scuse di facciata, Calenda ha definito il termine usato semplicemente inutile, sfruttando l'occasione solo per poter inanellare una nuova serie di insulti personali contro Salvini, definendolo inetto, ignorante, incapace e ipocrita.
Questo episodio dimostra il livello di esasperazione e di livore personale a cui si affida una certa parte politica, purtroppo incapace di confrontarsi sui temi e sui contenuti dell'azione di governo.
La Lega esprime totale solidarietà a Matteo Salvini e, soprattutto, a tutte le persone con disabilità e ai loro familiari, che oggi sono stati vergognosamente strumentalizzati e offesi da chi dimostra di non conoscere i limiti minimi del rispetto civile e della dignità umana.

Recent Posts






Un cuore bruciato”, in un libro la storia del piccolo Domenico. La mamma: “Nessuno ha chiesto scusa”








