Leopolda, Renzi apre a centristi e Forza Italia: “Venite con noi, anche in minigonna”. Tajani-Occhiuto: “Che ci fai tu nel Campo largo?”
La Leopolda14 si chiude con l'invito del leader di Italia viva ai "Riformisti" di Fi: "Non sono casa vostra il partito e la coalizione che scommettono sul sovranismo". Il 'no' del segretario Tajani: "il Centro è uno solo, Forza Italia, le nostre porte sono aperte"
FIRENZE – “Lanciamo un appello nelle prossime ore a tutti i centristi, ai riformisti di Forza Italia. Lasciate Forza Italia e venite con noi, non è casa vostra il partito, la coalizione che scommette sul sovranismo”. È quanto dichiara il senatore e leader di Italia viva, Matteo Renzi, alla Leopolda14.
“Lo dico a chi ha creduto al disegno europeista di Silvio Berlusconi- aggiunge Renzi- le porte sono aperte e sono certo che fin dalle prossime ore qualche segnale arriverà. Potete venire anche in minigonna“.
Ogni tanto ritorna, il richiamo al Grande Centro al popolo degli ex democristiani. Questa volta è Matteo Renzi, leader di Italia Viva che ci riprova dal palco della Leopolda14: tra una tirata d’orecchie agli alleati Giuseppe Conte ed Elly Schlein, nel discorso di chiusura, l’ex aspirante rottamatore del Pd gioca la carta ammaliante per “tutti i centristi” e in particolare per i riformisti di Forza Italia perché abbandonino la scuderia del Centrodestra. A doverli spaventare, la minaccia di un cambio radicale della Costituzione ,”se vince Meloni”, e un indifendibile patto con Vannacci. Così ci prova Renzi, anche con la solita ironia, allungando l’invito con un ‘potete venire anche in minigonna’, riferito a Tajani e alle recenti polemiche innescate da un infelice battuta del ministro degli Esteri sul metro della lunghezza giusta, per valutare con quale donna sia meglio convolare a nozze.
RENZI: SE VINCE MELONI, CAMBIA LA COSTITUZIONE DE FACTO
“Se questa volta il terzo polo, il centrosinistra e il M5S stanno insieme la partita è chiusa: vinciamo noi. Meloni non ha il calcio di rigore, il rigore ce l’ha la sinistra”. È quanto dichiara il senatore e leader di Iv, Matteo Renzi, alla Leopolda14. “E questa è una buona notizia per alcuni aspetti ed è una drammatica notizia se continuiamo a litigare- aggiunge Renzi- Vorrei che arrivasse questa urgenza: stiamo discutendo da giorni del niente, quando il rischio per i prossimi sette anni è si cambi la Costituzione non attraverso l’articolo 138, ma de facto perché i poteri del presidente della Repubblica sono a fisarmonica”.
Renzi incalza: “Se ci va la Meloni, andremo a un presidenzialismo de facto senza avere la forza di dire vogliamo essere eletti direttamente dagli italiani”.
RENZI: MELONI AL BIVIO, SE VINCE VA ALL’ALL-IN SUL COLLE
“Vannacci, se la Meloni ti inseguirà, se Tajani e Salvini ti inseguiranno e verranno a fare un’alleanza con te perderanno. Perderanno la faccia. E se saremo capaci di metterci insieme su due, tre, quattro punti concreti perderanno anche le elezioni cosa di cui c’è un drammatico bisogno in un momento in cui se la Meloni vince le elezioni va al Quirinale. È il bivio di Giorgia. Giorgia Meloni è all’all-in”. È quanto dichiara il senatore e leader di Italia viva, Matteo Renzi, in conclusione della Leopolda14.
TAJANI E OCCHIUTO RIBALTANO L’INVITO: “CARO RENZI, CHE CI FAI NEL CAMPO LARGO?”
Ma le risposte dei Forzisti sono immediate e secche, all’insegna del ‘mai con il Centrosinistra’, e ‘il Centro siamo noi’. Il segretario nazionale Antonio Tajani e il vice Roberto Occhiuto piuttosto ribaltano l’invito: “Se credete nel riformismo- dice infatti Tajani-, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia”. “Il campo largo non mi pare esattamente il terreno naturale per chi si definisce liberale, riformista ed europeista- fa da eco Occhiuto- E allora, caro Renzi, forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro”.
TAJANI: “IL CENTRO È UNO SOLO, FORZA ITALIA, LE NOSTRE PORTE SONO APERTE”
“Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito Popolare Europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi”. Lo dice Antonio Tajani, Segretario nazionale di Forza Italia.
Le elezioni europee, prosegue, “lo hanno dimostrato: Forza Italia è l’unica forza moderata italiana rappresentativa del centro nell’Europarlamento. Abbiamo coinvolto Noi Moderati e la Südtiroler Volkspartei e vogliamo continuare su questa strada. Il nostro obiettivo è allargare ancora di più questo spazio a tutte le forze politiche, sindacali e sociali che si riconoscono idealmente nel popolarismo europeo, anche attraverso la collaborazione con movimenti liberali come il Partito Radicale con cui abbiamo condotto un’importante campagna sulla drammatica situazione nelle carceri. A chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista diciamo che oggi quello spazio politico non c’è più”.
“Se credete nel riformismo- dice ancora Tajani-, nella libertà, nel garantismo, nell’Europa e nell’Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia. I cittadini ci hanno premiato, elezione dopo elezione, perché vedono in noi una classe dirigente seria, credibile, dinamica, affidabile e radicata su tutto il territorio. Forza Italia è cristiana, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista. Noi non inseguiamo il centro: noi siamo il centro. Le nostre porte sono aperte a tutti coloro che vogliono aderire e incrementare con noi il grande progetto popolare e moderato. Un progetto capace di rendere sempre più forte il centrodestra alternativo alla sinistra massimalista, che punta soltanto a infilare le mani nelle tasche dei cittadini con patrimoniali e nuove tasse, e a imporre vincoli statalisti e una politica estera anti-occidentale. Per dirla con Battiato, siamo noi il centro di gravità permanente della politica italiana”.
OCCHIUTO A RENZI: “RIFORMISTI MAI CON COALIZIONE DELLE TASSE, VENITE NEL CDX“
“Ho stima per Matteo Renzi, ma sbaglia completamente l’analisi dell’attuale scenario politico. Il centrodestra di governo di questi anni, guidato da Giorgia Meloni, non ha nulla a che vedere con il sovranismo. È una coalizione moderna, che ha una chiara collocazione europeista e atlantica, che ha tenuto i conti pubblici in ordine e che ha saputo ritagliare per l’Italia un ruolo internazionale di primissimo piano. Per questo, ascoltando l’appello del leader di Italia Viva ai riformisti di Forza Italia, mi verrebbe da ribaltare la domanda: che mai dovrebbero farci riformisti e liberali in una coalizione a guida Schlein e Conte?
Perché guardando alla realtà del cosiddetto campo largo, vedo una sinistra radicale che mette in discussione il sostegno all’Ucraina, che parla di nuove tasse e patrimoniali, che promuove assistenzialismo e statalismo, che assume posizioni quanto meno ambigue su Israele e che troppo spesso sembra avere come principale bersaglio politico gli Stati Uniti.
Non mi pare esattamente il terreno naturale per chi si definisce liberale, riformista ed europeista. E allora, caro Renzi, forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro.
Se sei ancora il Renzi che anni fa provò a cambiare profondamente il Partito democratico, quello della rottamazione, del riformismo e della vocazione maggioritaria, dovresti spiegare ai tuoi interlocutori che in quel campo rischiate di essere minoranza tra le minoranze, non certo protagonisti di una stagione riformista. Io, al contrario, esponenti come Renzi, come la Boschi, come Calenda, come Marattin, li vorrei nel centrodestra, dentro la nostra coalizione, perché è qui che possono trovare spazio e forza le idee in cui hanno creduto: meno tasse, più libertà, più diritti civili, più attenzione alle imprese, ai giovani e a chi vuole costruire e intraprendere. Il nostro compito è rendere il centrodestra sempre più moderno, liberale, riformista ed europeista, facendo in modo che questi temi possano trovare sempre più spazio. Non abbiamo bisogno di tornare indietro, ma di avere il coraggio di guardare avanti: meno sussidi a pioggia e più opportunità; meno Stato che distribuisce risorse e più Stato che crea le condizioni perché persone e imprese possano crescere. Questa è la sfida che abbiamo davanti. E credo che molti riformisti, anche quelli che oggi militano dall’altra parte, sappiano perfettamente da quale parte sia più naturale affrontarla”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.
(photo credit: Matteo Renzi/Fb)

Recent Posts














