MADE IN ITALY: DOPO 62 ANNI PLASMON TORNA ITALIANA. LOLLOBRIGIDA: "UN TRAGUARDO FONDAMENTALE PER LA QUALITÀ E LA SALUTE DEI NOSTRI BAMBINI"
Il Ministro dell'Agricoltura celebra a Sabaudia il passaggio del marchio a NewPrinces di Angelo Mastrolia. Al centro della strategia: filiere tracciabili a km zero e una forte alleanza con i pediatri contro il cibo spazzatura.
Lo storico marchio Plasmon torna ufficialmente in mani italiane dopo 62 anni di proprietà estera sotto il colosso Kraft Heinz. L'operazione, siglata grazie all'acquisizione da parte del gruppo italiano NewPrinces guidato da Angelo Mastrolia, è stata celebrata oggi dal Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, durante il workshop istituzionale "La politica del fare a tutela del bambino" tenutosi a Sabaudia.
Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato come questo passaggio segni un momento di svolta per l'agroalimentare nazionale: "In questi anni, molte aziende stanno tornando a lavorare e produrre in Italia, confermando l'assoluta eccellenza delle nostre filiere. Il ritorno a casa di Plasmon è straordinariamente importante perché tocca da vicino la salute e il processo di crescita dei nostri bambini, indirizzandoli verso un modello di alimentazione di qualità che garantisce benessere e longevità per tutta la vita."
Il piano di rilancio di NewPrinces punta con decisione sulla piena italianità delle materie prime (cereali, frutta, carne e comparto lattiero-caseario) attraverso accordi di filiera tracciabili e a chilometro zero, a sostegno dell'economia dei produttori locali. L'operazione consolida inoltre un forte presidio industriale sul territorio nazionale, facendo perno sullo storico stabilimento di Latina, hub d'eccellenza per la nutrizione infantile che garantisce la stabilità occupazionale di centinaia di lavoratori.
Durante i lavori del workshop è emerso con forza anche il ruolo sociale del progetto, che vede nei pediatri il primo baluardo a difesa della salute dei più piccoli. Il Ministero e i partner industriali hanno ribadito la necessità di una stretta collaborazione con i medici per contrastare la diffusione del cibo spazzatura (junk food) e promuovere fin dai primi mesi di vita i principi della sana alimentazione e della dieta mediterranea.

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