Autore: AGENZIA DIRE
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22 luglio 2026
Il 4 agosto, poi, nella Capitale un nuovo round negoziale per il Libano ROMA – “L’Italia sostiene la soluzione dei due Stati” e per questo “con il ministro degli Esteri saudita il 28 e il 29 luglio a Roma presiederò a Roma una riunione dell’Alleanza globale per la soluzione a due Stati, daremo nuovo impulso alla dichiarazione di New York che abbiamo sottoscritto dello scorso anno”. Lo annuncia il ministro degli Esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, riferendo alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e Esteri e Difesa del Senato sugli esiti del Vertice Nato che si è svolto ad Ankara il 7 e l’8 luglio. All’audizione partecipa anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il ministro fa sapere che l’appuntamento di fine luglio comporterà “anche una forte componente sul dialogo interreligioso, tema cruciale, a cui siamo molto sensibili”. Sulla questione, Tajani afferma: “Ribadiamo con chiarezza che l’espansione degli insediamenti illegali e le violenze dei coloni sono inaccettabili e continuiamo a lavorare in ambito europeo per raggiungere l’unanimità alla proposta di sanzioni al ministro Ben-Gvir e sugli altri coloni responsabili di atti violenti, e stiamo valutando con attenzione insieme ai nostri partner la proposta della Commissione europea di mettere sanzioni sui prodotti provenienti dalle colonie illegali”. Quanto a Gaza, “il sostegno alla popolazione civile resta una priorità” a partire dal “consolidare la tregua sul terreno, consentire l’accesso agli aiuti umanitari e sostenere i negoziati al Cairo per favorire il disarmo di Hamas e degli altri gruppi armati”. Oltre al recente stanziamento di 10 milioni di euro in aiuti umanitari, l’Italia “mantiene aperti i corridoi universitari”, altro aspetto “cruciale per costruire dialogo e sicurezza”, conclude il ministro. TAJANI: SEGUIAMO CON MASSIMA ATTENZIONE CASO MEDICO ABU SAFIYA “Stiamo seguendo con la massima attenzione, attraverso la nostra Ambasciata in Israele, il caso del medico palestinese Hussam Abu Safiya, detenuto nelle carceri israeliane. Insistiamo con le autorità israeliane affinché la Croce rossa internazionale possa effettuare la visita ordinata dalla Corte suprema israeliana”, fa sapere Tajani. Secondo Amnesty International, è detenuto senza accuse ai sensi della Legge sui combattenti illegali, una norma contestata dagli organismi per i diritti umani. LIBANO, TAJANI: IL 4 AGOSTO A ROMA NUOVO ROUND NEGOZIALE Nella convinzione che il Libano sia “banco di prova per la stabilità regionale”, il ministro Antonio Tajani fa sapere che “Il 4 agosto a Roma ospiteremo una nuovo sessione di dialogo” tra i delegati di Libano e Israele, “un importante risultato, frutto di una paziente azione strategica che costruisce dialogo, mai muri”. Il ministro ricorda che a Roma, dal 14 al 15 luglio “abbiamo ospitato la prima sessione negoziale sul seguito dell’accordo di giugno” per il cessate il fuoco e il ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano. Un appuntamento che “ha permesso importanti passi in avanti per la definizione delle prima zone pilota da dove partirà il ritiro delle forze armate israeliane e l’avvicendamento delle forze libanesi”, necessario per “arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte del governo libanese”. TAJANI: A NOVEMBRE A ROMA RIUNIONE ‘GRUPPO AMICI GOLFO’ “A novembre intendo ospitare a Roma la prima riunione del Gruppo degli amici del Golfo con i ministri del Commercio della regione: una grande iniziativa per rilanciare l’export delle nostre imprese, le relazioni commerciali e gli investimenti”, aggiunge Tajani. In quell’occasione, convinto che “la sicurezza euroatlantica sia indivisile” così come “la sicurezza del Golfo è parte integrante della sicurezza dell’Alleanza”, l’Italia ha “chiesto la partecipazione al vertice Nato anche di Bahrein, Emirati, Qatar e Kuwait, un segnale di volontà comune di rafforzare il dialogo e le forme di cooperazione”. Per questo serve stabilità nella regione, dove per l’Italia, ribadisce Tajani, “la diplomazia resta l’unica strada percorribile”. TAJANI: AD ARAGHCHI RIBADISCO CHE OCCORRE RIPARTIRE DA MEMORANDUM A tal proposito, per Tajani “Il dialogo deve prevalere sullo scontro: l’ho ribadito a più riprese al ministro Araghchi, a cui ho inoltre detto che l’Italia non è in guerra con l’Iran ma Teheran deve astenersi da qualsiasi escalation e tornare a negoziare in buona fede: occorre ripartire dal Memorandum di giugno, che aveva contribuito a frenare l’escalation e riaprire il tavolo negoziale. È un passaggio essenziale per favorire il confronto e noi continuiamo a lavorare per riportare il dialogo tra Stati Uniti e Iran”. Tajani ribadisce che ogni accordo deve poggiare “su un punto fermo: l’Iran non deve avere l’arma atomica“. Inoltre, “Hormuz deve tornare a essere uno Stretto libero, aperto e senza alcun pedaggio”. L’Italia, aggiunge, “è pronta a fare la propria parte nell’ambito delle iniziative multilaterali che eventualmente saranno lanciate, in coerenza con le altre missioni marittime a cui partecipiamo”. TAJANI: USA HANNO BISOGNO DI UE FORTE, ITALIA C’È Italia “portatrice di pace dall’Africa ai Balcani”, non solo con “uomini e mezzi” ma anche grazie al “nostro comparto industriale, straordinario motore di crescita”: ne è convinto il ministro. Tajani premette: “L’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, così come gli Stati Uniti non possono fare a meno dell’Ue“, capace di “offrire garanzie di sicurezza per i 450 milioni di cittadini, ma la sua credibilità dipende dal realizzare la propria sicurezza: abbiamo cambiato il paradigma, passando dalle spese per la sicurezza alle spese per la difesa”. In Turchia, “come Italia abbiamo confermato gli impegni assunti all’Aja portando le spese per la difesa a 2,8% del Pil e restiamo tra i primi per impegni tra uomini e mezzi schierati”. Poi, assicura, “arriveremo all’obiettivo del 5% nel prossimo decennio nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e delle prerogative del Parlamento”. Il ministro conferma che l’Italia “vuole essere protagonista del pilastro di difesa della Nato dall’Africa subsahariana al Corno d’Africa, ai Balcani, fino a Libano e al Mar Rosso. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo” e per questo “ho dato indicazione alle nostre ambasciate e ai consolati all’estero, in coordinamento col ministro Crosetto, di essere sempre più vetrine e trampolini di lancio per la nostra industria della difesa”, che per il ministro Tajani “è uno straordinario trampolino per la crescita”. TAJANI: ALLEANZA È UNITA, SFIDA ARRIVA DA AFRICA SUBSAHARIANA “Il vertice di Ankara è riuscito nel suo obiettivo: riaffermare l’unità delle due sponde dell’Atlantico, perché solo uniti si può rispondere alle sfide di oggi”, in cui si sta attraversando un periodo “particolarmente complesso”. Secondo Tajani, si è trattato di “un passaggio chiave per il futuro dell’Alleanza atlantica”, quindi ha ribadito: “L’amicizia che ci lega agli Stati Uniti va oltre il singolo presidente, il singolo post sui social”. Ha continuato: “La guerra della Russia all’Ucraina continua, e si sono riaccese le tensioni del Golfo, il ministro saudita Al-Faisal ha voluto chiamarmi per aggiornarmi sul pericolo crescente degli Houthi nello Stretto di Bab Al-Mandab, riconoscendo nell’Italia un paese paladino di sicurezza e impegno per la libertà di navigazione”. E per Tajani “non siamo davanti a crisi separate”, dal Libano al Medio oriente allargato, “tutto parte dall’Africa subsahariana e arriva fino al Mediterraneo e al Continente europeo”, con la sfida per le risorse energetiche e le materie prime, “che la crisi dello stretto di Hormuz hanno reso più urgenti”. TAJANI: L’UE DEVE RESTARE PROTAGONISTA DI NEGOZIATI PACE Sul dossier ucraino “l’Ue deve mantenere un ruolo da protagonista, qualsiasi accordo di pace avrà un impatto diretto anche sull’Europa; dalle sanzioni su Mosca alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, l’impegno resta, e si tratta di punti cruciali che l’Italia ha sempre portato avanti e su cui conferma che la propria posizione non è cambiata”. Dall’ultimo vertice, resta “confermato il sostegno all’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale ucraina, dove la situazione sul terreno resta difficile anche se è chiaro che la Russia non sta vincendo, una visione confermata anche dagli Stati Uniti”. Tajani lancia un appello: “Gli attacchi ai civili e alle infrastrutture devono cessare”, azioni che tuttavia “dimostrano come da Mosca non ci sia seria volontà di pace“. Per questo secondo il ministro degli Esteri “bisogna mantenere alta la pressione, anche con lo strumento delle sanzioni, per creare le condizioni per un negoziato serio e credibile”. Tajani ricorda poi che dopo il vertice di Ankara, l’Italia si è recata a Parigi dove “abbiamo partecipato alla Coalizione dei volenterosi e aderito alla Coalizione anti-missili balistici”, che rappresenta “un passo importante per la costruzione di una difesa europea”, di cui l’Italia “è tra i Paesi promotori, insieme a Ucraina e Regno Unito, e aperta a chiunque voglia rafforzare la difesa della casa comune per dare una risposta europea più efficace, in primis per l’Ucraina e in prospettiva, per altre situazioni”. RUSSIA. TAJANI: NON ARRETRIAMO SU DIFESA ISTITUZIONI E DEMOCRAZIA “Sulla difesa della nostra sicurezza, delle nostre istituzioni e della democrazia non arretreremo mai, continueremo a contrastare ogni minaccia e ingerenza che colpisce i nostri valori e la nostra libertà”. È il messaggio che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto inviare al governo della Federazione russa, in seguito all’espulsione di due addetti dell’ambasciata italiana a Mosca. Un “plateale atto di ritorsione”, commenta il ministro degli Esteri, “seguito all’espulsione di due addetti militari russi a Roma colti in flagranza mentre compivano atti di spionaggio”, azioni che “i nostri non commettevano”. Il capo della Diplomazia ribadisce: “La sicurezza euroatlantica è indivisile. Ciò che accade sul fronte orientale può coinvolgere il sud e viceversa”.