Undicesima notte di raid in Iran in una guerra costata agli Usa già 37,5 miliardi di dollari. Ne servono altri 67
Cifre rese note dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth. Il segretario di Stato Marco Rubio ha sottolineato come Teheran non sia "seriamente intenzionata a negoziare"
ROMA – Undicesima notte consecutiva di attacchi Usa in Iran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) fa sapere di aver “colpito centri di comando e controllo militari iraniani, capacità marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e infrastrutture logistiche militari”. Raid messi in campo con l’obiettivo “di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz“.
“Negli ultimi tre mesi- si legge nella nota del Centcom- l’Iran ha attaccato oltre 30 navi commerciali in transito lungo questa via navigabile internazionale, vitale per il commercio regionale e globale. Tali attacchi ingiustificati hanno messo in pericolo centinaia di marittimi innocenti e compromesso la libertà di navigazion”.
RUBIO: “IN GIOCO NON SOLO HORMUZ, MA IL PRINCIPIO DELLA LIBERTÀ DI NAVIGAZIONE”
Il Comando Centrale, poi, aggiunge che “lo Stretto di Hormuz rimane aperto al transito delle navi commerciali. Dall’inizio di maggio, le forze del Centcom hanno contribuito a garantire il passaggio di circa 900 navi commerciali e di 450 milioni di barili di greggio”.
Parlando dello Stretto, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato: “Se creiamo un precedente in Medio Oriente, in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, creiamo un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo“. Per il segretario “ciò che è in gioco qui non è semplicemente lo Stretto di Hormuz, ma un principio fondamentale sulla libertà di navigazione. Se questo principio viene minacciato, credo che lo sia anche l’economia globale”.
Per il segretario di Stato americano, Marco Rubio, Teheran “non è seriamente intenzionata a negoziare”, mentre “Gli Stati Uniti rimangono aperti e disposti a impegnarsi in negoziati e colloqui positivi e costruttivi, purché gli impegni presi siano rispettati”. In caso contrario, “quando quegli impegni non vengono rispettati, come è accaduto in questo caso specifico, allora ci saranno conseguenze“.
Conseguenze come quella annunciata dal presidente Donald Trump, secondo il quale il prossimo obiettivo militare potrebbe essere un complesso noto come Pickaxe Mountain, un sito nucleare sotterraneo dove si sospetta che l’Iran stia costruendo un impianto di arricchimento non dichiarato.
UNA GUERRA COSTATA GIÀ 37,5 MILIARDI DI DOLLARI
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran non accenna a placarsi e, parlando di numeri, il Segretario per la Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth, ha riferito che finora il conflitto avviato con Israele il 28 febbraio è costato 37,5 miliardi di dollari, ben 8 miliardi in più rispetto alle stime del maggi scorso.
Hegseth, intervenedo in Commissione per gli stanziamenti del Senato, è stato interrotto più volte nel corso del suo intervento, anche perché ha reiterato – e difeso – la richiesta del governo Trump di uno stanziamento supplementare di 87 miliardi di dollari, di cui 67 miliardi destinati specificamente al Medio oriente: “Senza questi fondi, ci troveremo ad affrontare gravi carenze”, ha detto. Una richiesta sostenuta insieme al Capo di stato maggiore, il generale Dan Caine: i due hanno ribadito che il Pentagono starebbe esaurendo le risorse finanziarie per continuare la guerra. Ad aprile, come ricordano i media internazionali, il Pentagono aveva già chiesto 1500 miliardi di dollari per il prossimo anno fiscale, portando la spesa per la Difesa a livelli record per il Paese.
Ed è proprio questa cifra da cui è partito l’attacco della senatrice Kirsten Gillibrand, che ha detto: “State letteralmente chiedendo un trilione e mezzo di dollari per una guerra che il presidente Trump ha detto di aver praticamente vinto”, una cifra “illimitata per le bombe, quando non ci so fondi sufficienti per i cittadini americani, per la sanità, il cibo, gli alloggi. Chiedete fondi illimitati per le bombe quando la gente non riesce a sfamare e famiglie. Non so come questa amministrazione intenda difendere tali scelte davanti ai cittadini”.
Un affondo a cui Hegsteth ha risposto: “Non fondi per bombe illimitate, senatrice, ma fondi per le bombe giuste, al momento giusto, per assicurare fermare i nostri nemici. È un investimento per le generazioni a venire, quando l’amministrazione precedente- un argomento più volte ribadito dal presidente Trump- non è stato finanziato questo dipartimento”. Ma secondo Gillibrand, “la gente è arrabbiata perché le vostre parole non coincidono con i fatti: avevate detto di aver annientato la capacità nucleare dell’Iran” in riferimento alla guerra del giugno 2025, “e poi otto mesi dopo, a febbraio 2026, il presidente ha lanciato una guerra dichiarando che sarebbe durata due settimane per eliminare quelle armi”. Hegseht ha replicato rivendicando la necessità di eliminare la capacità dell’Iran di dotarsi di armi nucleari.

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