MARTINI E VALDEGAMBERI, FUTURO NAZIONALE CONTRO CALENDA: "IL POPOLO BOCCERÀ I PRIVILEGI DEI SALOTTI"
Clima rovente sulla legge elettorale dopo l'emendamento di Azione, riformulato da Fratelli d'Italia, che esonera il partito di Carlo Calenda dall'obbligo di raccogliere le firme per le prossime elezioni politiche. Il territorio insorge e il Triveneto si scatena contro quello che viene definito un favoritismo di palazzo.
"Calenda è stato beccato con le mani nella marmellata da Vannacci. Abbiamo assistito a una reazione scomposta e stizzita da parte sua... alla faccia della moderazione!" attacca Francesca Martini di Futuro Nazionale, stigmatizzando l'accordo.
A dare voce alla rivolta del territorio è Stefano Valdegamberi, Responsabile Rapporti con gli Enti Locali del Triveneto di Futuro Nazionale: "Caro Calenda, il fatto che si voglia introdurre una norma che, a nostro giudizio, finirebbe per esonerare alcune forze politiche, come la tua, dall'obbligo della raccolta firme, escludendo invece Futuro Nazionale, dimostra quanto il pensiero libero e non allineato al sistema faccia paura. Tu ne rappresenti l'esempio".
"Noi abbiamo la schiena dritta e siamo convinti che la maggioranza degli italiani sia ormai stanca di questi giochetti di palazzo", continua l'esponente veneto. "Non temiamo la raccolta delle firme, anzi: sarà un'occasione per coinvolgere direttamente i cittadini, che parteciperanno con convinzione perché sempre più delusi da una politica oligopolista, chiusa nei salotti romani e lontana dai problemi reali del Paese".
"Respingiamo con fermezza ogni tentativo di limitare il pluralismo e di favorire alcuni soggetti politici a discapito di altri. Alla fine saranno gli italiani, con il loro consenso, a giudicare e a respingere quelle che riteniamo scorciatoie e privilegi incompatibili con una piena competizione democratica", conclude la nota del movimento.


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