MASAF: 1,7 milioni di euro per l'ammodernamento e la sicurezza degli ippodromi. Pubblicato il decreto di ripartizione dei contributi 2026

FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026

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Con la pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) del Decreto DG. n. 563974 del 15/10/2026, la Direzione Generale per l’Ippica ha definito ufficialmente la ripartizione dei contributi in conto capitale per l’anno 2026.


Il provvedimento mette a disposizione risorse fino a un massimo complessivo di 1.708.048 euro (sul capitolo di bilancio 7763, piano gestionale 1) destinate all’ammodernamento, all’adeguamento e all’innovazione tecnologica degli ippodromi italiani. Gli interventi mirano a garantire il corretto e regolare svolgimento delle corse in condizioni di massima sicurezza per tutti gli operatori e i cavalli.


Per le società di gestione delle corse, il contributo statale potrà coprire fino all’80% dei costi ammissibili dei progetti presentati.



La suddivisione dei fondi per disciplina

Il budget stanziato viene ripartito assegnando il 55% delle risorse al trotto e il 45% al galoppo:

  • TROTTO (Totale: 939.426,40 euro): La quota maggiore è destinata all'ippodromo di Napoli, con un contributo massimo erogabile di 93.942,64 euro. Seguono nella top 5 Bologna (88.998,29 euro), Milano (84.053,94 euro), Torino (79.109,59 euro) e Cesena (74.165,24 euro). Completano l'elenco dei beneficiari gli ippodromi di Siracusa, Roma, Castelluccio dei Sauri, Montegiorgio, Modena, Casarano, Santi Cosma e Damiano, Palermo, Montecatini, Treviso, Firenze, Padova, Villanova d’Albenga e Pontecagnano.
  • GALOPPO (Totale: 768.621,60 euro): Il contributo massimo più elevato è assegnato a Milano, con 102.482,88 euro. Seguono Siracusa (95.162,67 euro), Roma (87.842,47 euro), Pisa (80.522,26 euro) e Merano (73.202,06 euro). La ripartizione include inoltre gli impianti di Napoli, Firenze, Chilivani, Varese, Tagliacozzo, Treviso, Livorno, Sassari e Corridonia.

Interventi finanziabili

Il perimetro degli investimenti ammissibili è particolarmente ampio e include tutte le strutture e i dispositivi direttamente collegati alla sicurezza e alla regolarità delle competizioni ippiche, come l'installazione e il rinnovo di gabbie, nastri di partenza e sistemi tecnologici di supporto.

 


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Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
A soli due anni dalla release, l'opera prima dell'artista genovese taglia il traguardo più prestigioso. Olly è ufficialmente l'artista più giovane e più veloce di sempre a raggiungere questo record in Italia. Un traguardo senza precedenti che riscrive le regole della discografia italiana. Olly conquista il Disco di Diamante con il suo album "Tutta vita" (Epic Records / Sony Music Italy). Il prestigioso riconoscimento arriva a poco più di due anni dall'uscita del progetto discografico, consacrando definitivamente il cantautore come una delle icone più influenti e trasversali della nuova scena musicale. Con questo risultato, Olly stabilisce un doppio record storico: è l'artista più giovane e più veloce a raggiungere la certificazione di Diamante nel nostro Paese. Fin dalla sua pubblicazione, "Tutta vita" ha dimostrato una forza d'urto straordinaria, trainato da una scrittura intima ma universale e da una capacità unica di connettersi con il pubblico. Il superamento delle soglie necessarie per il Disco di Diamante testimonia non solo un successo commerciale travolgente, ma un impatto culturale destinato a rimanere nel tempo. "Questo album ha camminato, corso e infine volato grazie alle persone che ci si sono riflesse dentro ogni singolo giorno", commenta il team di Epic Records. "Vedere Olly conquistare il Diamante in tempi record è la conferma che la qualità della sua proposta artistica e l'autenticità del suo legame con i fan non hanno limiti".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 1 novembre 2026
La Presidente del Consiglio anticipa i temi del suo intervento nel nuovo libro di Bruno Vespa: "Basta con il razzismo culturale della sinistra sulle istituzioni". " Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani". Con queste parole la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sgombera il campo dalle indiscrezioni sul suo futuro politico, in un passaggio del nuovo libro di Bruno Vespa 'Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein', in uscita lunedì 2 novembre. Nel testo, la premier rivendica con forza il diritto della cultura conservatrice di esprimere massime cariche istituzionali, rigettando le polemiche delle opposizioni: "Non si capisce perché debba fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo. Chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra?". Meloni attacca duramente l'atteggiamento della sinistra, definendolo un esempio di "razzismo culturale" e denunciando una "concezione proprietaria" delle istituzioni: "Trovo insopportabile che una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore. Le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che la prossima volta possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il Presidente della Repubblica la dice lunghissima sulla loro visione". Il comunicato si chiude con un accenno alle riforme in atto, tra cui quella dell'emittente pubblica, definita dalla premier "a buon punto", liquidando come "ridicole" le critiche sollevate dalle opposizioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
Una scelta di cuore e di carriera che profuma di ritorno a casa. L’olimpionica azzurra Federica Brignone ha annunciato ufficialmente il proprio congedo dal Centro Sportivo Carabinieri, segnando la fine di un lungo e straordinario sodalizio costellato di storici successi internazionali. A partire dalla stagione in corso, la campionessa valdostana tornerà a indossare i colori del suo passato, tesserandosi con lo Sci Club Courmayeur Monte Bianco, la società sportiva che l’ha vista muovere i primi passi agonistici e crescere agonisticamente. "Grazie al Centro sportivo Carabinieri che mi ha accompagnato per tanti anni, pieni di successi", ha dichiarato Federica Brignone nel congedarsi dall'Arma. "A questo punto della mia carriera ho deciso di congedarmi e tornerò sugli sci per i colori dello sci club con cui sono cresciuta". Il Centro Sportivo Carabinieri ha rappresentato per anni una colonna portante nella parabola sportiva di Brignone, garantendole il supporto necessario per affermarsi come una delle sciatrici più vincenti e polivalenti della storia dello sci alpino italiano. Questa decisione apre un capitolo inedito e romantico per l'atleta, che sceglie di affrontare le prossime sfide sulle piste da sci legando il proprio nome alle sue radici e al club del suo esordio. Lo Sci Club Courmayeur si prepara così a riabbracciare la sua fuoriclasse, fiero di veder sfrecciare nuovamente i propri colori addosso a una leggenda dello sport italiano.
Autore: REDAZIONE • 2 novembre 2026
Si terrà venerdì 6 novembre alle ore 10:30, presso il Ministero del Lavoro, l’incontro per l’esame congiunto sulla richiesta di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per i dipendenti di ex Ilva. La convocazione segue la procedura formale avviata dall'azienda lo scorso 17 ottobre, che prevede il ricorso all'ammortizzatore sociale per un massimo di 8.622 lavoratori. Il tavolo istituzionale vedrà la partecipazione dei rappresentanti ministeriali e delle sigle sindacali dei metalmeccanici, chiamati a discutere l'impatto occupazionale del provvedimento. Il confronto si inserisce in una fase cruciale e delicata per il futuro del polo siderurgico, caratterizzata da forti tensioni sul fronte dell'impiego e dalle complessità legate alle procedure di cessione degli asset aziendali.
Autore: REDAZIONE • 2 novembre 2026
Una massiccia ondata di cyberattacchi ha messo in ginocchio la grande distribuzione in mezza Europa. Nella notte tra domenica e lunedì, un improvviso innalzamento delle temperature nei banchi frigo e nei freezer – che hanno sfiorato i 50 gradi – ha mandato in tilt i sistemi di refrigerazione in Belgio, Svezia, Estonia, Lussemburgo e Irlanda. I l modus operandi ricalca fedelmente il sabotaggio informatico già registrato in Francia lo scorso 12 ottobre. Il bilancio è pesantissimo: tonnellate di cibo sprecato e numerosi punti vendita costretti a rimanere chiusi stamattina per gestire l'emergenza. I dettagli dell'attacco Le catene colpite: In Belgio il blackout termico ha preso di mira i principali marchi del Paese, tra cui Delhaize, Carrefour, Spar e Intermarché. Disservizi pesanti sono stati segnalati anche in un punto vendita Ikea. La dinamica: I pirati informatici hanno violato i sistemi di gestione da remoto degli impianti intorno alla mezzanotte. Invece di spegnere i frigoriferi, hanno forzato i termostati al massimo della potenza calorifera, distruggendo la catena del freddo in pochi minuti. Le testimonianze: "In questo momento stiamo solo svuotando i congelatori, non c'è molto altro che possiamo fare" ha dichiarato Dennis Vidal, responsabile di uno dei supermercati colpiti nel sud della Svezia. La reazione dell'Unione Europea La Commissione Europea ha espresso forte preoccupazione per l'accaduto. Un portavoce dell'UE ha commentato duramente l'episodio, sottolineando come la minaccia cyber sia ormai passata dal piano virtuale a quello fisico: "Questi attacchi dimostrano che le conseguenze sono reali. Possono interrompere i servizi essenziali, avere ripercussioni devastanti sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini". Le autorità informatiche nazionali ed europee sono già al lavoro per isolare il malware e identificare la matrice del gruppo hacker responsabile del sabotaggio.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
Nel giorno della Commemorazione dei defunti, il Pontefice lancia un accorato appello per la pace e prega per le vittime dell'assurda violenza dei conflitti. I n occasione della santa messa celebrata al Cimitero del Verano per la Commemorazione dei fedeli defunti, Papa Francesco ha rivolto un profondo e toccante pensiero a tutte le famiglie colpite dai conflitti globali, invocando con forza la fine delle ostilità. Durante l'omelia, il Santo Padre ha voluto dedicare una preghiera speciale a chi soffre per la perdita recente di una persona cara, ponendo l'accento sul dramma umano provocato dalle guerre: “In questo momento vogliamo pregare per quanti hanno perso da poco una persona cara; in particolare per coloro ai quali l'ha strappata l'assurda violenza della guerra”. Il Pontefice ha poi lanciato un appello diretto ai leader mondiali e a quanti detengono responsabilità politiche e militari, chiedendo che il dolore delle vittime possa scuotere i cuori dei potenti: “Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi!”. Nel corso della celebrazione, Papa Francesco ha richiamato una delle Beatitudini del Vangelo di Matteo, sottolineandone la stretta attualità: “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”. Infine, per offrire una parola di speranza e conforto cristiano di fronte al mistero del passaggio terreno, ha citato i versi del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, ricordando “sora nostra morte corporale”. Il messaggio del Papa si inserisce in un momento di profonda commozione per il Paese, alla vigilia dei funerali dei militari italiani caduti in Bosnia, ai quali prenderanno parte domani il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE • 2 novembre 2026
Si terranno nella giornata di domani i funerali solenni dei quattro militari italiani tragicamente scomparsi giovedì scorso a seguito dello schianto dell'elicottero in Bosnia. Alla solenne cerimonia funebre parteciperanno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, per esprimere il profondo cordoglio delle istituzioni e la vicinanza di tutta la nazione alle famiglie dei caduti e alle Forze Armate. Alla celebrazione saranno altresì presenti il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, e il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE A cura di Anna Maria Rengo • 2 novembre 2026
Mauro De Angelis presenta la sua prima silloge “Volsi il capo e vidi l’azzurro”, cento piccole storie che raccontano anche lo scopo più vero e attuale della poesia. Una nuova voce si leva con forza e audacia nel panorama poetico nazionale, tra passioni, memorie, sogni, contrasti. Raccontando “cento piccole storie”, così Mauro De Angelis ama definire la sua prima silloge poetica, “Volsi il capo e vidi l’azzurro”, edita da Poesie Edizioni – Bertoni Editore nella collana “Quante storie” e in uscita a novembre. Quando e come è nato in te l’amore per la poesia e come esso si colloca tra gli altri che ti animano di passione? “ L'amore per la poesia mi accompagna da sempre, portai ‘Ossi di Seppia e Montale’ come tesi di scuola superiore a indirizzo agrario quando ero diciottenne. Sono un onnivoro riguardo la lettura con particolare gusto per la poetica. I miei riferimenti più stimolanti li ho tratti dalla beat generation come da Pier Paolo Pasolini, forte di una formazione adolescenziale sulla poesia classica. Oggi guardo alle avanguardie letterarie che reputo molto spasso diamanti allo stato grezzo. Nella mia professione agronomica a tutto tondo la poesia la ritrovo nelle bottiglie di vino come pure in certi grani ancestrali che coltivo. E poi nella comunicazione, nella politica di settore, nelle tante sfaccettature del lavoro mi accompagnano il pensiero poetico e l'autoironia. Nella vita di tutti i giorni la poesia mi aiuta e la vedo, la sento. Devo molto del mio sentire a una professoressa di Lettere, Erra Togliatti, mia insegnante ben cinquanta anni fa e poi amica.” C’è un fil rouge che unisce quelle le poesie che compongono la silloge? “Sì, c'è un filo che collega le mie cento piccole storie nella raccolta ‘Volsi il capo e vidi l'azzurro’ ed è il mio modo di scrivere poesie. Cosciente di essermi formato in maniera autodidattica lascio correre la penna, la sciolgo dai condizionamenti educazionali, percorro finché non sono soddisfatto una strada libera, un po’ asfaltata, un po’ sgarrupata e se sento il rumore della breccia sotto i pneumatici mi riconosco. Ecco seguo questo filo e se si rompe lo riannodo.” La tua raccolta è fortemente permeata di romanità, dalla sua storia millenaria ai protagonisti della vita letteraria che ha ospitato per decenni, su tutti Pier Paolo Pasolini. Qual è il tuo rapporto con Roma e tutto ciò che essa rappresenta? “Profondamente contadino tanto quanto devoto a Roma, sì. I Castelli Romani miei sono quelli della gita fuori porta, del balcone dove si vive bene sulla Capitale in lotta. L'essere nato all'XI miglio dell'Appia Antica, dove ora risiedo dopo tanti anni, mi illude di una Romanità genetica che pure culturalmente posseggo. I miei primi venti anni vissuti nella Roma degli anni ’60 ‘80 sono un timbro mai perso, anzi custodito e che mi segna profondamente. Pier Paolo Pasolini come Mario Schifano e l'arte che avvolge questa città o il suo cinema bellissimo fatto perlopiù da intelligenze e vocazioni accolte e la moltitudine che non cito mi sono tuttora indispensabili. Roma sarà sempre un grande inghiottitoio masticante che sputa un intonaco, mai di pronta presa, ma che rimarrà a segnare le generazioni. Marino è la mia affacciata ansiosa su questo magma.” Come nascono le tue poesie e cosa vorresti che trasmettessero al lettore? “Le mie poesie nascono per necessità personale, non le voglio ragionate, non penso a chi le leggerà, al colpo ad effetto, aspiro a questo. Guardo e scrivo dei piaceri dello stare al mondo oggi per galleggiare sui dolori che in questi primi venti anni di secolo fortemente prevalgono. Ma non voglio una poesia anestetizzante, no, preferisco la crudezza, guardo a chi sta peggio eppure ride e in questo atto vive davvero. Questo vorrei arrivasse al lettore. Riduco al minimo la punteggiatura non per vezzo ma perché chi ha voglia legga con i sui tempi, confidando che il mio tamburo batta un ritmo guida comprensibile.” Quale ruolo può svolgere la poesia nell’attuale società? “Oggi io credo che la poesia sia uno strumento attuale, fruibile, consumabile. La brevità tecnica, il linguaggio contemporaneo, la necessità di fare mille altre cose, rendono la poesia una forma espressiva moderna, contemporanea, un’isola felice. I benefici per il lettore di poesie sono da prescrizione medica: non più integratori o vitamine, oggi sono farmaci salvavita. Questo è il ruolo che attribuisco oggi alla poesia, cosi come è stato in poche rare epoche in passato ma mai cosi per tutti disponibile.” Invece, quali sono i rischi e le opportunità che i social presentano ai poeti e alle loro poesie? “Per la poesia i social sono un’opportunità. Da ‘boomer’, ma pure comunicatore quale sono, li uso ed evito che mi usino, questo in generale. Certamente ci sono rischi, primo tra tutti il narcisismo illusorio di chi scrive, fermo restando che sempre a decidere il valore e la qualità poetica di chi scrive sarà l'accoglienza o meno del lettore. Un altro rischio è l'idea che avere un nutrito gruppo di fedeli al seguito sia sintomo di un qualche risultato culturale. Ma ritengo che la possibilità di fruizione superando ogni ostacolo sia una possibilità che anche la poesia deve raccogliere con coraggio per rompere circoli chiusi e stagnazioni.”  L’AUTORE - Mauro De Angelis è nato nel 1959 a Marino sui Castelli Romani, dove vive tuttora. Agronomo e comunicatore, ha vissuto la Roma degli anni '60 e '70 per poi girare l'Italia agricola specializzandosi nella vitivinicoltura. Appassionato d'arte, storia e politica, ama la scrittura da sempre.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci • 2 novembre 2026
Il campionato italiano ha una sola, meritatissima regina: la S.S. Lazio è la capolista solitaria della Serie A. Con un cammino strepitoso da 28 punti conquistati su 30 disponibili nelle prime 10 giornate, i biancocelesti di Gennaro Gattuso stanno firmando un autentico capolavoro sportivo, culminato nel successo per 2-1 contro il Cagliari all'Olimpico. Una marcia trionfale che sta entusiasmando il popolo laziale, scatenando la festa nella Capitale e sui social al coro di "Salutate la capolista!". I segreti di un primato assoluto Questo primato non è frutto del caso, ma di un calcio totale, solido ed estremamente spettacolare. I numeri della Lazio in questa prima parte di stagione sono semplicemente spaventosi e testimoniano la superiorità schiacciante espressa sul rettangolo di gioco: Attacco atomico: Capace di esaltarsi in trasferte storiche, come il clamoroso 6-2 inflitto al Sassuolo. Mentalità d'acciaio: Dimostrata nei successi pesanti contro il Monza (3-1) e nelle sfide di carattere decise all'Olimpico contro Parma e Cagliari (entrambe per 2-1). Prova di forza: La clamorosa e netta vittoria per 3-0 in casa della Juventus, una vera e propria dichiarazione d'intenti al campionato. Un entusiasmo travolgente: da Formello a Piazza Affari L'effetto di questa Lazio capolista va ben oltre i confini del rettangolo verde. Oltre all'euforia travolgente dei tifosi che sognano a occhi aperti, il "miracolo biancoceleste" sta lasciando il segno anche nel mondo della finanza. Il titolo della Lazio a Piazza Affari è letteralmente decollato, registrando un balzo straordinario del +22%, segno che il brand e il progetto societario stanno raccogliendo i frutti di una gestione impeccabile. La Lazio non si nasconde più: con gioco, cuore e numeri da record, la capolista è pronta a difendere il trono e a continuare a scrivere la storia di questa Serie A.
Autore: AGENZIA DIRE • 2 novembre 2026
The Doctor parla della sua amicizia con Kimi Antonelli: "Sui kart vinche lui". E gli regala un prezioso consiglio su come gestire il successo a 20 anni ROMA – Dire chi possa essere il più veloce tra the Doctor e Kimi Antonelli è una gara dura. Ma è lo stesso Valentino Rossi a svelare l’arcano e ad ammettere di essere secondo al neo campione di Formula 1: “Ai kart vince lui. Va più forte di me, di tutti”. Li dividono 17 anni di età, la preferenza per le 2 e le 4 ruote, li unisce la passione per la velocità e per i motori. Ma anche una carriera di successo iniziata da giovanissimi. Valentino Rossi aveva 18 anni quando ha vinto il suo primo titolo mondiale (classe 125cc) e 23 alla prima vittoria in MotoGp. The Doctor, a 47 anni, è la leggenda del motociclismo tricolore, Kimi è il primo italiano a vincere il titolo iridato in F1 dopo una pausa lunga 73 anni. E sono amici. L’indomani della vittoria sul circuito messicano del pilota della Mercedes, Valentino Rossi racconta il loro legame al Corriere della Sera, e anche come vede il futuro del giovane amico. “KIMI IL PIÙ VELOCE DI TUTTI, HA FATTO IL MAZZO ANCHE A RUSSEL” “Che fosse veramente forte lo sapevo da tempo perché il suo storico lo dimostra. Però, sinceramente, quest’anno Kimi mi ha sorpreso”, spiega il mitico numero 46. “È vero che ha guidato la macchina migliore in pista ma Ferrari e McLaren nel 2026 sono state competitive e lui è risultato davvero il più veloce di tutti, il pilota che ha fatto la differenza su chi correva con altri team ma anche su Russell che non è proprio l’ultimo arrivato”. E proprio rispetto il compagno del team Mercedes, Rossi si lascia andare ad un commento ‘solidale’: “La situazione in cui si è trovato Russel quest’anno è una delle peggiori che possano capitare lungo la carriera di un pilota- spiega- Nel momento in cui hai la macchina che può permetterti di diventare campione del mondo, ti trovi al fianco questo bastardo di 20 anni che vola, che ti fa un mazzo così. È tosta veramente. Roba da mandarti dallo psicologo”. “MI RICODA ME NEL 2001” Rossi non ha dubbi nel riconoscere in Antonelli qualcosa del giovane Rossifumi, quando correva per la prima volta nella top class, l’allora classe 500: “Ricorda me stesso nel 2001, quando avevo circa la sua età, due anni in più. Mi ricorda la velocità messa in pista, la naturale facilità ad andare più forte degli altri. È questo che più di ogni altra cosa fa la differenza. Il resto, l’abilità nella bagarre con gli avversari, l’atteggiamento da tenere con la stampa, eccetera, diventano aspetti più semplici da trattare se sei il pilota più veloce. Poi c’è da dire della freschezza che mostra, il gusto che prova correndo, il divertimento legato all’agonismo”. I CONSIGLI DEL VETERANO: “DIVENTARE RICCHI E FAMOSI A 20 ANNI COSA COMPLICATA DA GESTIRE” Valentino Rossi, ormai papà, si lascia poi andare ad alcuni consigli per il giovane Kimi diventato ufficialmente campione ed ormai a pieno titolo entrato nello star sistem: “Un aspetto- spiega l’ex pilota- che dovrà imparare a gestire con attenzione. Pure io ho fatto fatica ed ero una star del motociclismo mentre Kimi, vincendo il Mondiale di F1, è diventato un personaggio molto più conosciuto in ogni parte del mondo. Bisogna rimanere con i piedi per terra, fare finta di non essere così famoso”. Già lo scorso anno, “a Imola andai a trovarlo, era disperato- rivela Rossi- non riusciva a sopportare una popolarità tanto pressante e improvvisa. Disse: ‘Salgo in macchina e non sono concentrato come vorrei’. Parlava di una sensazione che avevo sperimentato molte volte: in questi casi è fondamentale essere capaci di dire dei no prima di raggiungere uno sfinimento. C’è un limite di sopportazione che non va superato altrimenti si rischia di andare più piano, salire in macchina stanco, arrabbiato. È un equilibrio difficile da trovare. Diventare ricchi e famosi a 20 anni è una cosa complicata da gestire”. IL SOGNO DI VALE PER KIMI: VEDERLO AL VOLANTE DELLA FERRARI “Vederlo su una Ferrari sarebbe davvero un sogno realizzato per tutti gli sportivi italiani. Però Antonelli è arrivato dove è arrivato grazie a Toto Wolff, grazie alla Mercedes. Intanto deve pensare di scrivere la sua storia con Mercedes. Sto parlando di quattro o cinque titoli mondiali. Poi, siccome è tanto giovane, a un certo momento potrà venirgli voglia di fare scelte diverse cercando nuove motivazioni. A quel punto aprire un rapporto con la Ferrari potrebbe essere bellissimo”.
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