Meloni al New York Times: “Io e Trump vicini su woke e immigrazione, pensavo sarebbe stato più facile con lui”

AGENZIA DIRE ORE: 12.41 • 21 agosto 2026

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"Ci sentiremo dopo l'estate? Vedremo. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali"

ROMA – Il rapporto con Donald Trump, un tempo dato per scontato dagli osservatori internazionali come una naturale convergenza ideologica, si è progressivamente incrinato. Fino a rompersi, nonostante le ricomposizioni diplomatiche successive. Giorgia Meloni lo ammette senza troppi giri di parole, in una intervista al New York Times che il giornale americano definisce “rara”: “È evidente che con Donald Trump credevo che le cose sarebbero state più facili, data la nostra convergenza sull’immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate diversamente“. La crepa si innesca quando il presidente degli Stati Uniti attacca Papa Leone. Le parole di Trump, per Meloni, sono semplicemente “inaccettabili”. Dì lì in poi è storia di titoloni e dichiarazioni mai viste: il solito registro di Trump che investe il governo italiano.

In Italia, commenta il giornaleNew York Times, “si possono criticare molte cose: la burocrazia, gli spaghetti alla carbonara, una nazionale di calcio un tempo gloriosa che per la terza volta consecutiva non si è qualificata per i Mondiali; ma non il Santo Padre, e certamente non scrivendo TUTTO IN MAIUSCOLO”. Il Nyt allora chiede a Meloni se con Trump si risentiranno dopo la pausa estiva, la premier si limita a un laconico: “Beh, vedremo“.

Il giornalista la definisce “di una gentilezza squisita. In momenti come questi, è difficile ricordare come, quando è arrabbiata, possa alzare gli occhi al cielo e lanciare sguardi di fuoco”. Ma dietro le tensioni personali, Meloni rivendica una linea di politica estera che va oltre le simpatie individuali: “Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali. Non mi piace l’idea di un’Italia sottomessa, un’Italia che si considera inferiore alle altre”, spiega, definendo la propria missione come “la più grande rivoluzione possibile in questa nazione: una rivoluzione dell’orgoglio”.

“Sono una persona che si impone delle regole. La prima regola è che non dico mai qualcosa che non penso. Non c’è modo di farmi dire qualcosa in cui non credo: il mio cervello va in cortocircuito.” E aggiunge, sul rapporto tra verità e consenso: “Credo che la gente noti la differenza. Riescono a capire se qualcosa non è vero, se è falso, e credo che questo sia il più grande errore che un politico possa commettere.”

Ripercorrendo il suo percorso politico: “Credo che ciò che mi ha portato fin qui sia stato il coraggio di schierarmi dalla parte scomoda della storia. Di scegliere di andare controcorrente.” Le radici di questa determinazione affondano in un’infanzia segnata da un vuoto affettivo, come racconta nella sua autobiografia “Io sono Giorgia”: “Sono cresciuta con l’idea di non valere nulla. La mia reazione è stata quella di impegnarmi con tutta me stessa per dimostrare il contrario. Non mi piace che gli altri mi dicano quali sono i miei limiti. Un ‘no’ è una delle cose che mi motiva di più”.


La domanda sul fascismo è scontata, Meloni sfuma: “Chiaramente, se guardiamo a questa storia oggi, è una cosa. Se l’avessimo vista stando nel bel mezzo di quegli eventi, probabilmente l’avremmo percepita diversamente, no? Conosco il nome e la storia di tutti i giovani sacrificati sull’altare dell’antifascismo”. E riguardo alla figura di Giorgio Almirante, fondatore dell’MSI, ne isola l’insegnamento sulla dignità politica, senza soffermarsi sul suo passato razzista: “Ci ha insegnato qualcosa di molto importante in termini di valori. Che si può combattere la propria battaglia con dignità anche partendo da una posizione iniziale molto marginale”.

Sul rapporto con la Francia e con Macron, non rinuncia a una stoccata quando le viene chiesto di dare consigli ai francesi sulla gestione dell’immigrazione. Tema caldissimo in queste ore. “Non credo di essere nella posizione di dare consigli ai francesi su cosa sia meglio per loro. Perché non dimentico quello che mi è stato fatto”.


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Con la pubblicazione sul sito del MASAF del D.M. Nr. 315624 del 30/06/2026 relativo all’interpello per la copertura del posto di funzione dirigenziale di livello generale della Direzione Generale dell’Ippica, si compie un passo fondamentale per il futuro del settore. All’esito della valutazione dell’idoneità tecnica delle candidature pervenute, è stato individuato il Dott. Ing. Remo Chiodi per la proposta di conferimento dell’incarico all’On. Ministro. Alla procedura sono pervenute complessivamente 13 manifestazioni di disponibilità. L’iter, in fase di completamento, prevede ora l’inoltro formale della proposta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli adempimenti di competenza necessari alla definitiva formalizzazione dell’incarico dirigenziale.  Remo Chiodi, classe 1984, è ingegnere, dottore di ricerca e dirigente di ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2023 ricopre la carica di Direttore Generale della neocostituita Direzione Generale per l’Ippica. Dirigente dalle spiccate doti manageriali, ha precedentemente operato presso il Dipartimento per la programmazione economica di Palazzo Chigi, dove si è occupato di investimenti infrastrutturali, partenariato pubblico-privato (PPP) e servizi di pubblica utilità in concessione, coordinando il nucleo tecnico nazionale sul PPP. In precedenza, come ufficiale del Corpo del Genio dell’Aeronautica Militare, ha guidato numerosi progetti infrastrutturali nazionali e internazionali, consolidando una profonda esperienza nella contrattualistica pubblica e nella gestione di risorse umane e finanziarie. È inoltre insignito di prestigiose onorificenze al merito. Il Sottosegretario al MASAF, Sen. Patrizio La Pietra, ha espresso il proprio plauso per la decisione: “ Apprendo con molta soddisfazione e compiacimento la notizia della conferma del Dottor Remo Chiodi alla guida della Direzione Generale per l’Ippica. Si tratta di una riconferma meritata a pieno titolo, che premia l’eccellente lavoro svolto fin dal 2023 in una Direzione cruciale e fortemente voluta per il rilancio del comparto. In questi anni il Direttore Chiodi ha dimostrato grandi doti manageriali, competenza strategica e una straordinaria capacità di gestione, offrendo risposte concrete a un mondo complesso come quello dei professionisti e degli appassionati delle corse. Questa scelta garantisce una preziosa continuità amministrativa, fondamentale per portare a termine i progetti di modernizzazione e sviluppo già avviati. Al Dottor Chiodi rivolgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro, certo che continuerà a guidare la Direzione con lo stesso rigore e la stessa passione dimostrati finora.”
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 agosto 2026
Femminicidio di Tania Terrin, i primi esiti dell'autopsia confermano il decesso per strangolamento I primi risultati dell’esame autoptico sul corpo di Tania Terrin, la donna di 39 anni uccisa lo scorso Ferragosto nella sua abitazione a Camponogara (Venezia), confermano la causa del decesso. La vittima è stata strangolata. Il medico legale incaricato dalla Procura di Venezia, il professor Claudio Terranova dell’Università di Padova, ha riscontrato la rottura dell’osso ioide e diverse escoriazioni sul collo della donna, elementi pienamente compatibili con la dinamica del soffocamento ipotizzata dagli inquirenti. La relazione ufficiale e definitiva verrà depositata entro i prossimi 30 giorni. Secondo le ricostruzioni investigative, l’autore del femminicidio è l’ex compagno Dino Keber, 43 anni, il quale si è tolto la vita subito dopo il delitto impiccandosi nella sua residenza a Dolo (Venezia). Dalle indagini è emerso che l'uomo era già stato denunciato in tre precedenti occasioni per comportamenti violenti, la prima delle quali risalente al 2002. Inoltre, la vittima aveva recentemente cercato un contatto con un'altra ex partner di Keber, che l'aveva messa in guardia sulla pericolosità dell'uomo. Le autorità proseguono gli accertamenti per ricostruire gli ultimi spostamenti della coppia e chiudere il fascicolo d'indagine.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 agosto 2026
"La mia verità": la "famiglia nel bosco" arriva in Molise. Domani la presentazione ad Agnone con il sindaco Saia e lo psichiatra Cantelmi Domani, sabato 22 agosto, la comunità di Agnone ospiterà la presentazione del libro "La mia verità - Memorie e pensieri della mamma nel bosco" (Solferino), scritto da Catherine Louise Birmingham. L'incontro vedrà la partecipazione straordinaria dell'autrice, del sindaco Daniele Saia e dello psichiatra Tonino Cantelmi. Il caso della "famiglia nel bosco" continua a sollevare un'ondata di profonda partecipazione in tutta Italia. Una vicenda umana e giudiziaria che ha saputo muovere l'opinione pubblica, unendo intellettuali, istituzioni e gente comune. "Rimaniamo stupiti dal potente sentiment popolar-istituzionale verso la 'famiglia nel bosco'", ha dichiarato alla vigilia dell'evento lo psichiatra Tonino Cantelmi. "Personaggi come Susanna Tamaro ed Amii Stewart hanno lanciato appelli; non sono mancate le preghiere del Papa né i richiami istituzionali della Garante per l'Infanzia e della presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia. C'è un mondo fatto di istituzioni, intellettuali e gente del popolo che non manca di esprimere affetto e sostegno a Catherine e Nathan". L'appuntamento ad Agnone rappresenta un momento chiave per ascoltare direttamente la voce dei protagonisti e comprendere a fondo i dettagli di una storia che ha toccato il cuore del Paese.
Autore: Redazione 21 agosto 2026
In occasione delle imminenti celebrazioni per il Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso oggi un forte messaggio di solidarietà e di vicinanza al popolo ucraino, ribadendo con fermezza il futuro europeo del Paese. "Mentre ci prepariamo a celebrare il Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, alziamo la bandiera ucraina a Bruxelles", ha dichiarato la Presidente von der Leyen attraverso i propri canali social. Un gesto simbolico e politico volto a sottolineare il legame indissolubile tra l'Unione e Kiev: "Vogliamo che possa sventolare orgogliosamente al cuore della nostra Unione, dove le spetta di diritto". La Presidente ha poi espresso assoluta fiducia nella vittoria e nel percorso di integrazione della nazione: "L'Ucraina riconquisterà la sua sicurezza. La sua libertà. E prenderà il posto che le spetta nella nostra Unione". Con queste parole, Bruxelles riafferma l'impegno totale nel sostenere la sovranità ucraina e nel portare avanti il processo di adesione all'UE.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 agosto 2026
Il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha rilasciato oggi importanti dichiarazioni all'agenzia ANSA per fare chiarezza sul dibattito relativo ai cosiddetti "dublinanti" e sulle recenti misure di sicurezza stradale e confinaria. " Sui dublinanti assistiamo a polemiche sterili: si tratta di soli 3 casi in Italia", ha stroncato nettamente il capo del Viminale, ridimensionando la portata politica e mediatica della vicenda. Il ministro ha inoltre smentito categoricamente qualsiasi correlazione tra i dossier di gestione dei flussi migratori europei e le ultime disposizioni di vigilanza sui confini nazionali. "La reintroduzione dei controlli alla frontiera con la Spagna non ha alcuna attinenza con i possibili preannunciati rientri dei 'Dublinanti' in Italia", ha concluso Piantedosi, invitando a non strumentalizzare provvedimenti che rispondono a logiche e criteri di monitoraggio del tutto indipendenti.
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