Meloni contro Vannacci: “La vera destra non è mai funzionale alla sinistra”. La replica di FN: “Ha paura del nostro leader”

AGENZIA DIRE • 11 giugno 2026

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Durante la replica alla Camera, Meloni risponde alle osservazioni di Emanuele Pozzolo, deputato di Fn

 

ROMA – “Non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra…”. Giorgia Meloni risponde indirettamente a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale, che il generale definisce “vera destra” a differenza della maggioranza di governo. Durante la replica alla Camera, Meloni risponde alle osservazioni di Emanuele Pozzolo, deputato di Fn: “Siete stati eletti nel centrodestra, ciò nonostante per ben sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo con Schlein, Conte, Renzi… Votare contro la fiducia- sottolinea la premier- vuol dire votare per mandare a casa quel governo. Io penso che fare quello che serve alla sinistra non sia mai difendere l’interesse nazionale e quindi non mi si parli di vera destra, perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra”.

POZZOLO: MELONI MIGLIORE ALLEATA SINISTRA, HA PAURA DI VANNACCI

“Giorgia Meloni oggi ha dimostrato di essere la migliore alleata della sinistra. Chiudendo ogni dialogo politico con Futuro Nazionale e con Roberto Vannacci certifica la sua volontà di escludere dal confronto milioni di italiani che non si riconoscono più nelle scelte del governo”. Lo afferma in una nota il deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo. “La verità – prosegue Pozzolo – è che Meloni ha paura di Vannacci. Sa di avere deluso una parte consistente dei suoi elettori e teme il consenso crescente di chi continua a difendere senza compromessi i valori e le battaglie della vera destra”. “Chi pensa di fermare Futuro Nazionale alzando muri e rifiutando il confronto politico commette un grave errore. Sono gli italiani a chiedere più coraggio, più coerenza e meno subordinazione alle logiche dell’establishment”, aggiunge il parlamentare. “Futuro Nazionale continuerà a crescere e a rappresentare l’unica alternativa credibile per tutti coloro che si sentono traditi dalle promesse mancate del governo. Noi non arretriamo di un passo”, conclude Pozzolo. 


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Autore: Redazione 11 giugno 2026
Attesa la conclusione della vicenda giudiziaria per l'ex consigliera regionale della Lombardia dopo il provvedimento di grazia del Quirinale. Salvo imprevisti dell'ultimo minuto, domani venerdì 12 giugno si terrà a Milano l’udienza decisiva per mettere la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria di Nicole Minetti. Il Tribunale di Sorveglianza si riunirà per valutare l'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa richiesta per l'espiazione delle pene cumulative derivanti da due distinti procedimenti penali. L'ex consigliera regionale della Lombardia ha infatti riportato una condanna definitiva a due anni e dieci mesi nel processo Ruby-bis per favoreggiamento della prostituzione, a cui si aggiunge la condanna a un anno e un mese per peculato nel processo sui rimborsi regionali. Questo quadro giudiziario ha subito una svolta significativa a seguito dell'istanza di grazia presentata a inizio 2025 per motivi umanitari, legati alla necessità di assistere il figlio adottivo in Uruguay affetto da gravi problemi di salute. Il Capo dello Stato ha concesso l'atto di clemenza il 18 febbraio scorso e, nonostante le polemiche mediatiche e le successive verifiche condotte dalla Procura generale di Milano per analizzare i dettagli del caso, il Quirinale ha confermato il parere favorevole. L'udienza di domani rappresenta quindi l'atto formale definitivo per stabilire le modalità di esecuzione della pena così rimodulata.
Autore: Redazione 11 giugno 2026
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