Meloni nel Golfo: dopo l’Arabia Saudita ora verso Qatar ed Emirati. Il vertice con Mohammed bin Salman

AGENZAI DIRE Aggiornamenti • 4 aprile 2026

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Con il Principe ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita la premier ha discusso di assistenza militare difensiva e approvvigionamenti energetici


 

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ripartita da Gedda (prima tappa della visita nella regione del Golfo, durante la quale sono previsti incontri anche con i leader di Qatar ed Emirati Arabi Uniti) dove ieri sera è stata ricevuta dal Principe Ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. Meloni ha voluto esprimere, con la sua presenza, la vicinanza dell’Italia all’Arabia Saudita. Lo fa sapere una nota di Palazzo Chigi.

 

VERTICE CON BIN SALMAN, SUL TAVOLO L’ASSISTENZA MILITARE DIFENSIVA E LA SICUREZZA ENERGETICA

Nel corso del colloquio i due leader hanno discusso dell’assistenza militare difensiva fornita dall’Italia, confrontandosi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica e, più ampiamente, su come promuovere un quadro regionale che possa uscire dall’attuale ciclo di conflittualità. L’incontro ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su imprese e cittadini. I due leader hanno anche concordato sull’importanza di assicurare al più presto la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.



AVANTI CON UNA PARTNERSHIP STRATEGICA

La presidente Meloni e il Principe Mohammed hanno infine discusso del partenariato strategico lanciato tra le due nazioni in occasione della precedente missione del Presidente del Consiglio ad Al-Ula (gennaio 2025) e hanno concordato sull’importanza, ancora più nell’attuale scenario regionale e internazionale, di sviluppare una cooperazione ad ampio raggio su economia, investimenti, infrastrutture strategiche, sicurezza e difesa.

(photo credit: @alekhbariyaNews)



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Autore: AGENZAI DIRE 4 aprile 2026
Almeno cinque persone sono morte e altre 19 sono rimaste ferite stamane in un attacco russo con droni su un mercato di Nikopol, nella regione ucraina del Dnipropetrovsk: lo hanno riferito le autorità locali. "Cinque persone sono state uccise - tre donne e due uomini - e 19 sono rimaste ferite, tra cui una ragazza di 14 anni ora in condizioni critiche," ha dichiarato su Telegram il capo dell'amministrazione militare della regione di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganja.
Autore: AGENZIA DIRE 4 aprile 2026
L'uomo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia, sfuggiva alla cattura da un anno: pre E' stato catturato il boss Roberto Mazzarella. L'uomo, latitante da un anno, si nascondeva in un resort di lusso. Era ritenuto tra i quattro latitanti più pericolosi: 48 anni, nipote dei capiclan Ciro, Gennaro e Vincenzo, considerato l'attuale capo del potente clan di camorra che si contende il malaffare a Napoli e provincia. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia, lo hanno catturato oggi, al termine di un'indagine durata un anno. Era stato inserito dal Ministero dell'Interno tra i latitanti di massima pericolosità ed era ricercato per l'omicidio di un innocente. Questa notte la cattura del 48enne. Il latitante è stato individuato in una villa di pregio a Vietri, in costiera amalfitana e all’atto dell’arresto non ha opposto resistenza. Era in compagnia della moglie e i due figli. Sfuggito alla cattura il 24 gennaio 2025, Roberto Mazzarella era ricercato da un anno: formalmente latitante dal 28 gennaio, il 18 aprile 2025 il Tribunale di Napoli ha emesso il mandato di arresto europeo. Mazzarella è accusato di essere il mandante dell'omicidio di Antonio Maione, ucciso per una vendetta trasversale il 15 settembre 2000 in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est. Insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, a partecipare alle operazioni lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli nonché la motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno che monitorava le acque circostanti. Nel resort di lusso i carabinieri hanno rinvenuto 3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità sui quali ci saranno accertamenti.
Autore: AGENZIA DIRE 4 aprile 2026
Nelle meditazioni che hanno accompagnato il primo cammino del Venerdì Santo di Papa Leone, il richiamo ai potenti del mondo, ai dolori provocati dai conflitti e da "politiche prive di compassione" La Via Crucis al Colosseo, la prima di Papa Prevost che ha percorso tutte le quattordici stazioni portando la croce, personalmente . Sono stati oltre trentamila i fedeli presenti alla cerimonia, secondo i dati ufficiali del Vaticano. Ad ogni stazione, si sono ascoltate le meditazioni e preghiere scritte da Padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, che ha accostato ai Vangeli della Passione i testi di San Francesco d’Assisi. Nelle parole sono emersi il dolore di tutte le guerre, di strettissima attualità, così come il richiamo ai leader del mondo ad esercitare il proprio potere dovendo poi risponderne a Dio. “CONTRO OGNI PRESUNZIONE DI POTERE” Così già nella I stazione, Gesù, a colloquio con Pilato, smaschera “ogni umana presunzione di potere”. “Anche oggi c’è chi crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento”, è il richiamo alle decisioni dei leader del mondo che stanno sconvolgendo il Medio Oriente, l’Ucraina e ogni altro Paese in cui sono in corso guerre. E ancora: “Francesco d’Assisi ci ricorda che ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l’economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di calpestare la dignità umana o di tutelarla, quello di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla”. IL NO “AI REGIMI AUTORITARI CHE SPOGLIANO I PRIGIONIERI E AUTORIZZANO PERQUIZIONI SENZA RISPETTO” Nella IV stazione, “Gesù incontra sua Madre”, la preghiera è per “le madri che hanno perso i propri figli, gli orfani a cause delle guerre, i migranti gli sfollati e i rifugiati, coloro che subiscono tortura e ingiusta pena”. L’abuso di potere è il tema che ricorre ancora nella X stazione, “Gesù è spogliato delle vesti”. Quel tentativo dei soldati di umiliare e spogliare della dignità umana Cristo, per il francescano “si ripete continuamente anche ai giorni nostri”: quando i “regimi autoritari” obbligano “i prigionieri a rimanere seminudi”, si eseguono torture o c’è chi autorizza e utilizza “forme di perquisizione e controllo che non rispettano” l’uomo. E “lo praticano gli stupratori e gli abusatori”, “l’industria dello spettacolo, quando ostenta la nudità per guadagnare qualche spettatore in più” e pure “il mondo dell’informazione, quando denuda le persone davanti all’opinione pubblica”. Ma ognuno può anche ledere la dignità di una persona quando con la propria “curiosità” non ne “rispetta né il pudore, né l’intimità, né la riservatezza”, è il monito delle meditazioni. “LE DONNE PIANGONO SUI FIGLI DEPORTATI DA POLITICHE PRIVE DI COMPASSIONE” Poi ancora, nella VIII stazione, Gesù incontra le donne di Gerusalemme e sono loro che “da secoli piangono su sé stesse e sui propri figli: portati via e incarcerati durante una manifestazione, deportati da politiche prive di compassione, naufragati in disperati viaggi della speranza, falcidiati nelle zone di guerra, annientati nei campi di sterminio”. E oggi “le donne continuano a piangere”, proseguono le meditazioni di Padre Patton. La preghiera questa volta è affinché il signore “doni lacrime per piangere sui disastri delle guerre, sui massacri e i genocidi, sul cinismo dei prepotenti”
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In una vigilia di Pasqua segnata dal dramma dei conflitti globali, Papa Leone rinnova il suo fermo richiamo alla comunità internazionale, ponendo la protezione dei civili e la fine delle ostilità al centro della sua missione diplomatica e spirituale. L’impegno diplomatico Nella giornata odierna, il Pontefice ha intrattenuto significativi colloqui telefonici con il Presidente israeliano Isaac Herzog e il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel corso dei dialoghi, il Santo Padre ha ribadito l'urgenza di una "pace giusta e duratura", accogliendo l'invito di Zelensky a recarsi a Kiev e sollecitando Herzog per un’immediata cessazione delle violenze. Il monito ai leader mondiali Durante la solenne Via Crucis al Colosseo, il messaggio del Papa si è fatto politico e morale: «Ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere, in primis il potere di avviare o terminare una guerra». Le meditazioni, curate da padre Francesco Patton, hanno dato voce alle vittime dei genocidi, ai massacri e al dolore delle madri, denunciando l’illusione di un’autorità senza limiti che calpesta l’infanzia e la dignità umana. Un gesto senza precedenti Il rito del Venerdì Santo ha visto Papa Leone protagonista di un atto simbolico straordinario: per la prima volta nella storia recente, un Pontefice ha scelto di portare personalmente la croce per tutte le quattordici stazioni. Un segno di penitenza e di condivisione totale del dolore universale che è iniziato nel pomeriggio con la prostrazione a terra e il bacio alla croce in segno di umiltà.  Nel ricordo dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, il Papa ha concluso con un’invocazione alla pace, chiedendo ai fedeli e ai potenti di avere il coraggio di operare esclusivamente per il bene comune e la fine delle ingiustizie.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 3 aprile 2026
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata al Tg1, ha ribadito la compattezza e la rapidità d’azione dell’Esecutivo: “Il Governo va avanti, siamo al lavoro dal giorno successivo al referendum e non abbiamo tempo da perdere”, ha dichiarato la Premier, sottolineando la necessità di dare risposte concrete e immediate al Paese. Nel corso del colloquio, la Presidente ha affrontato il delicato dossier relativo alla base di Sigonella, confermando la decisione di non concedere l’uso della struttura ad alcuni velivoli militari degli Stati Uniti per operazioni non previste dai trattati vigenti tra Roma e Washington. “ Il nostro compito primario è difendere gli interessi nazionali”, ha spiegato Meloni. “Quando non siamo d’accordo con i nostri partner abbiamo il dovere di dirlo chiaramente, e in questa circostanza specifica le condizioni per il supporto non sussistevano”. La Premier ha tuttavia tenuto a precisare che tale divergenza non mette in discussione la solidità dell'alleanza atlantica: “Nessun ripensamento sul rapporto con gli Stati Uniti. Continuo a ritenere che, sul piano geopolitico, l’Europa non abbia nulla da guadagnare da una divaricazione con l'alleato statunitense”.  Il messaggio della Presidenza del Consiglio delinea dunque una linea di politica estera basata su un “atlantismo pragmatico”: lealtà assoluta ai partner storici, ma ferma tutela della sovranità e dei trattati nazionali.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 20.23 3 aprile 2026
In programma incontri con i rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi. Al Tg1 la Premier spiega la natura del viaggio e poi su torna sul 'niet' dato agli Usa su Sigonella: "Quando non siamo d'accordo, lo diciamo" La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è appena giunta a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione istituzionale nei Paesi del Golfo. In programma incontri con i principali rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo della missione è rafforzare le relazioni con queste nazioni e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico per il Paese. La missione mira a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: il Golfo rappresenta infatti una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali. Si tratta della prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e NATO dall’inizio del conflitto. LA PREMIER: “MISSIONE NEL GOLFO PER ENERGIA E SOLIDARIETÀ VERSO PAESI AMICI” La missione nel Golfo “è un gesto di solidarietà verso nazioni che sono amiche”, ma “chiaramente come obiettivo ha anche quello di garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dice al Tg1, spiegano le motivazioni che l’hanno portata in missione nei Paesi del Golfo, oggi, venerdì 3 aprile. L’Italia, “come gli altri Paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani”, spiega Meloni, “lo facciamo perché sono Paesi strategici per i nostri interessi”, perché “sono Paesi amici”, ma “soprattutto lo facciamo a protezione delle decine di migliaia di italiani presenti nella regione”. Rispetto al tema energetico, alla messa in sicurezza delle forniture all’Italia, “ero già stata in Algeria per garantire il gas, oggi sono nel Golfo per discutere soprattutto del petrolio“, ricorda la presidente del Consiglio, “da queste nazioni proviene circa il 15% del petrolio che è necessario per l’Italia”. MELONI: “SIGONELLA? QUANDO NON SIAMO D’ACCORDO CON GLI USA LO DICIAMO” “Il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali, e quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d’accordo“. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo dice al Tg1, commentando la decisione di non concedere l’uso dalla base di Sigonella ad alcuni aerei militari degli Stati uniti per una situazione che non rientrava nei trattati con Washington. Nessun ripensamento sul rapporto da mantenere con l’alleato statunitense, però, “continuo a ritenere che sul piano geopolitico l’Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti”, precisa Meloni. FONTI ITALIANE: NON SOLO ENERGIA, MELONI NEL GOLFO PER IL SOSTEGNO AI PAESI AMICI Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti sono Paesi con cui l’Italia ha legami “che vanno ben oltre il rapporto istituzionale”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è nel Golfo per “essere presente in un momento molto difficile per questi Paesi” e “vedere come l’Italia li può aiutare”. Certo, sullo sfondo c’è la crisi energetica mondiale e le sue pesanti ripercussioni sull’Italia, ma “non siamo qui a chiedere” barili di petrolio e metri cubi di gas, semmai Meloni cercherà di “avere il polso della percezione” da parte di “tre grandi attori della regione”. Lo spiegano fonti italiane che forniscono dettagli sulla visita della presidente del Consiglio nel Golfo, precedendo la sua intervista al Tg1 della sera. Ciò detto, precisano rassicuranti le fonti, per l’energia in Italia “la situazione è più in controllo rispetto a qualche anno fa con la crisi russo-ucraina, ma visto il momento si sta cercando di capire come mettere ancora di più al riparo l’Italia”. “NESSUNA RICHIESTA DI METRI CUBI DI GAS O BARILI DI PETROLIO, QUI PER MOSTRARE VICINANZA” Con la missione nel Golfo “non siamo qui a chiedere” forniture energetiche, anche perché “non è il presidente del Consiglio che fa questo”. Il senso di questa visita, anzi, “è opposto”. Certo, “è chiaro” che si parlerà dello Stretto di Hormuz e di come questi tre Paesi “vedono la crisi, di quale soluzione immaginano”. Però “non siamo qui a chiedere metri cubi di gas o barili di petrolio, ma per mostrare vicinanza e chiedere come Italia può essere utile”. Per evitare che “passi un messaggio errato”, le fonti italiane ribadiscono che Meloni “non è qui per chiedere, è qui sulla base di relazioni che vanno ben oltre il rapporto istituzionale, ed essere presente in momento molto difficile per questi Paesi e vedere come l’Italia li può aiutare”. Il tema della crisi seguita all’attacco di Israele e Stati uniti all’Iran sarà però inevitabilmente il primo ad essere affrontato, saranno “tre incontri molto importanti con tre posizioni non esattamente univoche”, e per la presidente del Consiglio “sarà l’occasione, in formati molto ristretti, di avere il polso della percezione da parte di questi tre grandi attori regione coinvolti in maniera diversa”. Quello sul rafforzamento della sicurezza energetica è anzitutto il lavoro già fatto in Algeria per mettere al sicuro e possibilmente aumentare quelle che sono le forniture al momento a disposizione, spiegano le fonti italiane, e anche nel Golfo si farà un discorso del genere. Le fonti spiegano che sarà confermata “l’intenzione di grandi gruppi, a partite da Eni, di investire in questa area del Golfo nonostante la situazione”. In sostanza un messaggio di sostegno, nell’intenzione, confermata, di portare investimenti italiani per rafforzare i legami con una regione importante per noi “non solo dal punto di vista energetico”. Tutto questo facendo “come in Algeria”, garantendo la continuità degli investimenti, venendo a parlare direttamente con gli interlocutori e capendo come gestire una situazione che è di guerra, “e non è semplice”. Dunque, l’obiettivo dei due giorni di colloqui è interloquire al più alto livello con tre grandi Paesi Golfo, per vedere come si potrà superare insieme una situazione che vede oltre l’aspetto energetico quello alimentare, “con questi tre Paesi che sono importatori”. Tematiche che si vedranno insieme per capire come superarle, “non il solo tema energetico”, sottolineano ancora le fonti italiane. FONTI ITALIANE: CON IRAN INTERLOCUZIONI, CHIEDIAMO LA CESSAZIONE OSTILITÀ Se l’Italia è preoccupata per il blocco dello stretto di Hormuz, allora pretenda la fine della guerra: lo ha scritto l’ambasciata iraniana in Italia, in un post su X. Sono parole che “ci trovano totalmente in linea, da tempo l’Italia chiede la cessazione delle ostilità, e da tempo la presidente del Consiglio chiede questo“. Così fonti italiane, mentre è in corso la missione nel Golfo Persico di Giorgia Meloni, rispondono a chi chiede un commento sulle parole dell’ambasciata dell’Iran. “Le interlocuzioni con Teheran esistono, a livello diplomatico”, spiegano le fonti italiane, “noi come altri non le abbiamo mai interrotte“. Quindi alla domanda se vi siano interlocuzioni in corso “la risposta è sì”, e si sta cercando di negoziare “per arrivare a una cessazione delle ostilità come tutti stanno cercando di fare, a livello quantomeno europeo”, spiegano ancora le fonti italiane. FONTI ITALIANE: OGGI SUGLI EMIRATI 47 DRONI E 18 MISSILI BALISTICI La missione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo non è stata annunciata per ragioni di “mera sicurezza”. Lo spiegano fonti italiane. Ragioni evidenti, spiegano, perché “solo oggi sugli Emirati sono arrivati 47 droni e 18 missili balistici”, secondo i dati ufficiali. Insomma, ragioni di sicurezza tanto evidenti che “avevamo l’idea di andare anche in Kuwait, ma non è stato possibile”.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.47 3 aprile 2026
Trentacinquesimo giorno di guerra in Medio Oriente. È la prima volta, durante le cinque settimane di guerra, che un aereo da guerra statunitense viene abbattuto sull'Iran. Sarebbe stata offerta una ricompensa per la cattura dell'equipaggio che si è eiettato dal velivolo Guerra in Medio Oriente, giorno 35. Il copione è sempre più o meno lo stesso: Trump colpisce, si vanta e poi minaccia. L’Iran risponde senza arretrare di un centimetro. Intanto ieri Macron ha attaccato duramente il presidente americano, definendolo di fatto “poco serio”. Tutti gli aggiornamenti. 19.00 – L’AGENZIA IRANIANA TASNIM RIPORTA INDISCREZIONI SULLA POSSIBILE CATTURA DEL PILOTA STATUNITENSE DISPERSO L’agenzia iraniana Tasnim riporta “indiscrezioni non confermate” sulla possibile cattura del pilota statunitense disperso dopo l’abbattimento dell’F15 da parte delle Guardie rivoluzionarie di Teheran. “Secondo alcune fonti, un pilota statunitense sarebbe stato catturato dalle forze militari iraniane”, riporta l’agenzia Tasnim. Secondo le notizie avute da un corrispondente a Kohgiluyeh, e nella provincia di Boyer-Ahmad, nell’Iran occidentale, dopo l’abbattimento del caccia americano avvenuto oggi, venerdì 3 aprile, il pilota si è eiettato ed è atterrato. Nonostante le ricerche e i tentativi dell’esercito americano di portare fuori il proprio pilota dai confini iraniani, spiega l’agenzia, “il pilota è stato probabilmente catturato dalle forze iraniane”. L’agenzia riporta anche il post pubblicato su X dall’organizzazione di intelligence del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC)- profilo che risulta oscurato all’estero- con la foto di un sedile di un aereo da caccia riconducibile, secondo quanto riferito, al velivolo abbattuto dopo essere entrato nello spazio aereo iraniano 17.50 – IN LIBANO, ESPLOSIONE A ODAISSEH: FERITI TRE PEACEKEEPER UNIFIL Un’esplosione avvenuta nel pomeriggio in un sito delle Nazioni Unite vicino alla città di Odaisseh, nel sud del Libano, ha provocato il ferimento di tre peacekeeper, due dei quali in modo grave. A riferirlo il portavoce della missione delle Nazioni Unite Unifil, Kandice Ardiel.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 3 aprile 2026
Viaggio a sorpresa di Meloni nel Golfo, 'Missione per la sicurezza energetica' La Premier in Arabia Saudita, poi Emirati e Qatar Missione lampo per la premier Giorgia Meloni, atterrata oggi a Gedda. Il viaggio, organizzato in meno di 24 ore e tenuto segreto fino all'ultimo per motivi di sicurezza, toccherà Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Nonostante il focus sull'energia, Palazzo Chigi chiarisce che l'obiettivo primario non è l'approvvigionamento, ma la stabilità politica. Meloni è infatti il primo leader UE e NATO a visitare l'area dopo l'escalation del conflitto con l'Iran, in una giornata segnata da pesanti attacchi missilistici contro gli Emirati. "Non siamo qui per chiedere, ma per testimoniare vicinanza", spiegano fonti italiane, sottolineando il rapporto privilegiato costruito dalla premier con le monarchie del Golfo in un momento critico per gli equilibri internazionali. Salta invece, per ragioni di sicurezza aerea, la tappa inizialmente prevista in Kuwait.
Autore: FRVNEWSMAGAZINE 3 aprile 2026
È stato ufficializzato oggi, venerdì 3 aprile, il tabellone principale del Rolex Monte-Carlo Masters 2026. Jannik Sinner, accreditato della testa di serie numero 2, si prepara al debutto sulla terra rossa del Principato dopo i recenti successi sul cemento americano. L’ESORDIO E IL PERCORSO Grazie a un bye al primo turno, l’azzurro inizierà la sua corsa direttamente dal secondo turno. Il suo avversario sarà il vincente del match tra il giovane talento francese Moïse Kouamé (wild card di 17 anni) e il connazionale Ugo Humbert (n. 34 ATP). Il sorteggio delinea un cammino altamente competitivo per Sinner: Ottavi di finale: Possibile incrocio con lo specialista Stefanos Tsitsipas, Francisco Cerúndolo o Tomáš Macháč. Quarti di finale: Proiezione contro il norvegese Casper Ruud o il canadese Félix Auger-Aliassime. Semifinale: Sfida potenziale contro Alexander Zverev (testa di serie n. 3) o Daniil Medvedev. IL GRANDE MATCH IN FINALE Il tabellone ha collocato il numero 1 del seeding, Carlos Alcaraz, nella parte alta. Pertanto, l’attesissimo scontro tra lo spagnolo e l’azzurro potrà avvenire esclusivamente nell'atto conclusivo del torneo, previsto per domenica 12 aprile. Nella stessa metà di Alcaraz figura anche Lorenzo Musetti, rendendo possibile un derby italiano solo in finale. NOTE SUL TORNEO L'edizione 2026 vede il forfait di Novak Djokovic e Taylor Fritz. Tra le wild card assegnate figurano nomi di spicco come Matteo Berrettini, Stan Wawrinka e Gaël Monfils. Il torneo prenderà ufficialmente il via domani con i primi match del tabellone principale
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 3 aprile 2026
Dopo una fase di incertezza e maltempo, l’Italia si appresta a vivere una parentesi pienamente primaverile. Secondo le ultime proiezioni di iLMeteo.it, il ritorno dell’Anticiclone delle Azzorre garantirà condizioni di stabilità atmosferica su quasi tutta la Penisola per il weekend di Pasqua e il Lunedì dell'Angelo. Le previsioni in dettaglio: Pasqua (5 aprile): Il sole sarà protagonista da Nord a Sud. L'alta pressione spazzerà via le nubi e le ultime precipitazioni, lasciando spazio a cieli sereni o poco nuvolosi. Solo residui addensamenti potranno interessare l'estremo Sud (Calabria e Sicilia), ma in rapido dissolvimento. Lunedì dell’Angelo (6 aprile): La giornata di Pasquetta si conferma ideale per le gite fuori porta. Il consolidamento dell'area di alta pressione assicurerà tempo stabile e ampi spazi soleggiati su tutte le regioni. Temperature in rialzo: Si attende un deciso aumento termico. Le colonnine di mercurio saliranno sensibilmente, con punte di 22-25°C nelle pianure del Nord e nelle aree interne del Centro, valori ben al di sopra delle medie stagionali. Un sospiro di sollievo per il turismo: Il ritorno del bel tempo rappresenta una notizia estremamente positiva per il settore turistico e per i milioni di italiani pronti a mettersi in viaggio per le festività. La ventilazione sarà debole e i mari risulteranno generalmente quasi calmi o poco mossi, favorendo anche i collegamenti con le isole. Si consiglia di restare aggiornati attraverso i canali ufficiali per monitorare eventuali variazioni locali della ventilazione o della nuvolosità.
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