Niente scorte nello Stretto, anche Meloni dice no a Trump. Razzi e droni sull’ambasciata Usa a Baghdad

AGENZIA DIRE Ore: 07.36 • 17 marzo 2026

Share this article

"E comunque non garantirebbero la sicurezza dice l'Organizzazione marittima internazionale. È il diciottesimo giorno di guerra in Medio Oriente: tutti gli aggiornamenti

È il diciottesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Ieri i principali leader europei hanno respinto la richiesta di Trump di intervenire nello Stretto di Hormuz per scortare le petroliere con una forza di coalizione. Sulla questione è intervenuta in maniera netta anche Giorgia Meloni: “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso”, mentre l’invio di navi “nello stretto di Hormuz chiaramente è più impegnativo perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento”. Tutte le notizie man mano che arrivano:

7:30 – “LE SCORTE NELLO STRETTO NON BASTEREBBERO COMUNQUE”

Arsenio Dominguez, il capo dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha detto al Financial Times che le scorte navali attraverso lo stretto di Hormuz non garantirebbero “al 100%” la sicurezza delle navi che tentano di attraversare il canale. “Non rappresentano una soluzione a lungo termine o sostenibile” per l’apertura dello stretto. “Siamo vittime collaterali di un conflitto le cui cause profonde non hanno nulla a che vedere con il trasporto marittimo.

Secondo la Reuters, il Consiglio dell’IMO si riunirà in sessione straordinaria a Londra mercoledì e giovedì per affrontare le ripercussioni della crisi sul settore marittimo. Dominguez ha esortato i gestori delle navi a “non salpare, a non mettere a rischio i marittimi e a non mettere a rischio le navi”.

  7:00 – COLPITA L’AMBASCIATA USA A BAGHDAD

Razzi e almeno cinque droni sono stati lanciati contro l’ambasciata statunitense a Baghdad. Lo riferiscono fonti della sicurezza irachena alla Reuters, descrivendo l’attacco come il più intenso dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Un testimone dell’agenzia ha visto almeno tre droni dirigersi verso l’ambasciata. Il sistema di difesa aerea C-RAM ne ha abbattuti due, mentre un terzo ha colpito l’interno del complesso dell’ambasciata, da cui si potevano vedere levarsi fiamme e fumo.


Recent Posts

Autore: Anna Maria Rengo 17 marzo 2026
Nel suo primo romanzo Giuliana Scorsoni racconta, sul filo dell’autobiografia, la vicenda di una brillante professionista la cui vita viene sconvolta da un esame clinico “di troppo”. Un click di troppo sugli esami clinici da svolgere e la vita di Mery, avvocata sessantenne in procinto di partire per le vacanze estive nel suo luogo del cuore, viene centrifugata, per venticinque giorni, come quella di un criceto sulla sua ruota. Un’avventura che la vede protagonista indiscussa ma affiancata da una squadra di amiche che non le faranno mancare il loro sostegno e, perché no, anche tante risate e sorrisi. Queste, in poche righe e senza svelare troppo della trama, è “La ruota del criceto” (edito da Bookabook), il romanzo d’esordio della giornalista e avvocata Giuliana Scorsoni che è pure un’ode all’amicizia e all’amore per se stessi, veri e propri valori fondanti dell’esistenza della neo scrittrice, anche e soprattutto dopo la vicenda, diciamolo pure molto autobiografica, che racconta nel libro. Ma andiamo per ordine. Ciao Mery, ops Giuliana! Chi ti conosce ritrova nella protagonista del tuo libro tantissimo di te. Ma c’è qualche differenza tra Mery e Giuliana? “A essere sincera non c’è alcuna differenza tra Mery e Giuliana. Sia caratterialmente che come storia c’è una sovrapposizione e infatti molti mi dicono che quando leggono di Mery materializzano me davanti. È una cosa che mi fa molto piacere e che mi sono sentita ripetere da quasi tutti.” Il tuo libro affronta, ritengo, tre temi fondamentali. Iniziamo dal primo: quello dell’amicizia al femminile. Che importanza e declinazione hanno per te e, in questo scenario al femminile, quale valore dai a quella con gli uomini? In altre parole, è possibile una vera amicizia tra un uomo e una donna? “La mia esperienza al femminile è che, quando è reale, l’amicizia è qualcosa di profondo e indissolubile e io vi ho attinto a piene mani. Invece, non credo molto all’amicizia tra uomo e donna. Ci può essere conoscenza, rispetto ma, per quanto riguarda la mia personale esperienza di vita, non si tratta di amicizia. L’amicizia è un’altra cosa.” Venendo al secondo tema del tuo libro, la vita ci riserva a volte delle pessime sorprese e, come accade a Mery, per una pura casualità ci fa salire su una ruota del criceto dove scopriamo la nostra fragilità. Quanto è importante scoprirla e cosa cambia da allora in poi? “In realtà le mie fragilità le conoscevo già, anche prima di salire sulla ruota. Le ho sempre accettate e accolte, più che combatterle e dunque non mi è servita questa esperienza per diventarne consapevole. Ma quello che posso dire è che quando scendi dalla ruota dove sei salita, hai un’inversione nella scala dei tuoi valori e ti rendi conto di quali sono le cose veramente importanti nella vita e che prima forse avevi dato per scontate, tipo la salute. Ti rendi conto che ti rovinavi l’esistenza per dei piccoli e risolvibili problemi e che non dovresti fare condizionare dalle sciocchezze. Ecco, il salire su queste ruote ti porta a dare il giusto valore alle cose della vita.” Terzo tema che si dipana lungo il tuo libro, quello della sanità, spesso vituperata in Italia. Mery che esperienza racconta? “Quella che ho vissuto è una buona sanità, fatta di persone che si sono preoccupate per me, che hanno capito il mio stato d’animo, che hanno cercato di aiutarmi psicologicamente e di accelerare, dove era possibile, i tempi del mio percorso. Una buona sanitò, ripeto, anche se racconto di una nottata invernale e di una vecchina che chiede solo di morire in pace a casa sua e in quell’occasione un po’ di… diciamo indifferenza nei suoi confronti l’ho trovata.” Al di là del contenuto del libro, la sua pubblicazione ha una sua storia a parte. Ce la vuoi raccontare? “L’idea di scriverlo è nata di getto. Al ritorno delle vacanze, dopo che avevo ricevuto la bella notizia, mi sono accorta che quando raccontavo quello che mi era successo, le amiche ridevano non solo degli episodi ironici, ma di quelli che pensavo fossero una disgrazia. E quando chiedevo: ‘Ma che ridete?’, mi dicevano che era per il modo che avevo di raccontarli. E mi hanno anche detto: ‘Scrivine!’. Ho dato retta, ho iniziato a scrivere e mi è venuto semplice anche perché la trama c’era già. Mentre scrivevo ridevo e piangevo, in altri momenti ho provato commozione quando ho ricordato la morte dei miei genitori. È nato così! Poi ho mandato il testo a diversi editori ma, come noto, l’editoria è abbastanza ingolfata e infatti nessuno mi ha risposto. Allora mi è venuta in mente un’iniziativa di crowfounding di cui avevo scritto un articolo un anno prima. Ho chiamato l’autore che aveva pubblicato un libro in questo modo e mi ha assicurato che era stata un’esperienza bellissima, che non aveva tirato fuori un centesimo di tasca sua, che il processo di editing era stato bellissimo e la grafica pure, che era stato seguito come se fosse uno scrittore vero… e dunque mi sono detta: ‘Proviamoci’! Mi sono candidata con Bookabook e, era il 14 febbraio, mi è arrivata la risposta: accettavano di sponsorizzare la pubblicazione del mio romanzo, a patto che raccogliessi 200 prenotazioni delle future copie in 100 giorni. Beh.: ci sono riuscita in 12 giorni. Che grande gioia ed emozione: mai avrei pensato che ci fossero 200 pazzi che mi dessero fiducia acquistando il mio libro senza averne letto neanche una riga! Chissà, mi avrà aiutato san Valentino, non so, fatto sta che è stata una bellissima esperienza e continua a esserlo.” L’AUTRICE - Avvocata civilista, da più di trenta anni, ha ricoperto diversi incarichi nelle istituzioni forensi; giornalista pubblicista da trenta, vive ed esercita le proprie attività a Terni. Nata a Marina di Massa agli inizi degli anni sessanta, dove ha svolto gli studi liceali, ha conseguito la Laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Speaker radiofonica in una emittente locale ternana - Radio Antenna Musica - e conduttrice televisiva per programmi sportivi in emittenti private umbre - Canale 58, Umbria Viva -, dal 1990 al 2010. La sua passione calcistica l'ha vista calcare molti stadi di calcio italiani. Collaboratrice de "Il Messaggero", edizione Umbria. Al suo primo romanzo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 marzo 2026
La forza dello sport abbatte ogni barriera. Sotto l’egida di Fitetrec Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec - Ante), torna dal 7 all’11 aprile 2026 l’atteso appuntamento con "Paradriving – Ruote e Zoccoli". Giunto alla sua terza edizione, l'evento si conferma un’eccellenza nel panorama nazionale per la promozione del turismo equestre inclusivo. Il viaggio partirà da Cuneo per concludersi a Torino, snodandosi attraverso il cuore del Piemonte in un percorso che trasforma il rapporto uomo-cavallo in un messaggio itinerante di autonomia e libertà. Fitetrec Ante sostiene con vigore questa disciplina, che vede protagonisti atleti con disabilità impegnati nella guida degli attacchi. Grazie a carrozze adattate e alla straordinaria sensibilità del cavallo, il progetto dimostra come la passione equestre possa superare i limiti fisici, offrendo ai partecipanti non solo una sfida sportiva, ma un’esperienza di piena integrazione sociale e valorizzazione del territorio. "Il Paradriving non è solo una disciplina tecnica, è uno strumento di libertà straordinario" – commentano gli organizzatori. "Attraversare le città piemontesi insieme ai nostri atleti significa mostrare concretamente che lo sport equestre è, per sua natura, senza barriere." L’evento coinvolgerà attivamente le comunità locali lungo il tragitto, invitando cittadini e appassionati a celebrare un’avventura dove il battito degli zoccoli detta il ritmo
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
"Abbiamo cercato di tenere tenzone nell'ambito dei contenuti, non è andata così" Non siamo stati noi a creare questo clima avvelenato. Avevamo detto, fin dal primo momento, che questa riforma era la logica conseguenza costituzionale del percorso iniziato più di 40 anni fa” con l’introduzione del “processo accusatorio modellato sul modello anglosassone voluto da Giuliano Vassalli, un grande giurista socialista non sospetto di essere massone, piduista”. È quanto dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante un’intervista pubblica al teatro Cartiere Carrara a Firenze nel corso di un’iniziativa di Fdi per il sì al referendum sulla separazione delle carriere del 22 e del 23 marzo. “Abbiamo cercato di tenere tenzone nell’ambito dei contenuti- aggiunge il ministro- non è andata così. L’appello alle armi è stato fatto dalle opposizioni, lo ha fatto Franceschini a pochi metri da me in aula, alla Camera, con un discorso molto forbito, molto aggressivo, con una soavità vescovile tipica di un intellettuale democristiano, però molto duro”. Secondo il ministro il discorso pronunciato dall’ex segretario dem “suonava così: una chiamata alle armi dell’opposizione e della magistratura per opporsi al governo Meloni. Ha un forte impatto politico”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 marzo 2026
Sviluppi indagine Commissariato Mecenate: contestato l'omicidio premeditato all'agente Cinturrino. Salgono a sei i poliziotti indagati. L’inchiesta della Procura di Milano sulla gestione illegale delle piazze di spaccio tra Rogoredo e Corvetto segna una svolta decisiva. La posizione di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di 41 anni già in custodia cautelare, si aggrava drasticamente: i magistrati contestano ora l’omicidio premeditato per la morte di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso lo scorso 26 gennaio. L’ipotesi investigativa, coordinata dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola, delinea un quadro di violenze sistematiche e corruzione. Secondo l’accusa, l'omicidio del giovane pusher non sarebbe un episodio isolato, ma la punta di un sistema criminale più ampio. I punti salienti dell’aggiornamento investigativo: Aggravamento delle accuse: A Cinturrino vengono contestati oltre 30 reati (su un totale di 43 nell'inchiesta), tra cui sequestro di persona, estorsione, concussione, tortura, detenzione e spaccio di stupefacenti. Estensione della rete di complicità: Il numero dei poliziotti indagati sale a sei. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di coperture all'interno del Commissariato Mecenate che avrebbero permesso all'agente di agire indisturbato. Prove materiali: Sono stati avviati accertamenti tecnici su una mazza-sbarra di legno e un martello rinvenuti nell'ufficio e nell'auto di servizio dell’agente, strumenti presumibilmente utilizzati per intimidire o colpire i pusher della zona. Protezione dei testimoni: È stata avanzata richiesta di incidente probatorio per cristallizzare le deposizioni di otto testimoni chiave (tra spacciatori e assuntori di droga) che hanno denunciato il sistema di soprusi, al fine di tutelarli da possibili ritorsioni. Le indagini della Squadra Mobile proseguono per definire l’esatto perimetro delle responsabilità e il coinvolgimento degli altri agenti iscritti nel registro degli indagati.
Autore: AGENZIA DIRE 17 marzo 2026
Azzurri sconfitti 4-2 in semifinale, mancano l'ultimo atto con gli Usa. Cervelli: "Abbiamo rivoluzionato questo sport in Italia" All’Italia non è riuscita l’ennesima impresa in questo World Baseball Classic: gli azzurri, nella semifinale di Miami, sono stati infatti sconfitti con il punteggio di 4-2 dal Venezuela che, così, si è qualificato per la finale del torneo, dove affronterà gli Stati Uniti. I ragazzi del manager Francisco Cervelli hanno dato tutto – come hanno dimostrato le presenze sul monte di Aaron Nola come lanciatore partente e Michael Lorenzen come rilievo – ma, stavolta, non è stato abbastanza: 5 valide contro le 8 del Venezuela e un ko avvenuto in rimonta con i tre punti decisivi incassati al settimo inning. I sudamericani si sono così confermati la bestia nera degli azzurri al Classic, avendo vinto il sesto confronto su sei nel torneo, ma per l’Italia si è trattato comunque di un’edizione in cui la squadra è stata capace di riscrivere la storia battendo Messico e Stati Uniti nella Pool B, chiusa a punteggio pieno, e Portorico in semifinale, per un totale di cinque vittorie in sei gare. “I miei ragazzi per me sono i campioni del torneo”, ha commentato con grande orgoglio il manager Francisco Cervelli. “Hanno rivoluzionato il nostro sport in Italia– ha spiegato- Abbiamo dimostrato di essere una squadra unita, in cui ognuno tiene all’altro. Quello che abbiamo fatto in questo periodo è stato spettacolare, e non finisce qui: andremo avanti”. La partita si è di fatto chiusa al settimo inning: “Il Venezuela ha fatto tutto benissimo. Noi abbiamo fatto una partita spettacolare, non abbiamo vinto ma il merito è tutto del Venezuela: hanno giocato una partita pulita, hanno lanciato al meglio, hanno segnato punti quando serviva. Questo è il baseball”. Cervelli ha voluto lasciare anche un messaggio agli appassionati: “Grazie a tutta l’Italia per l’amore che ci ha dato, per come ci ha aperto la porta. Abbiamo ancora tanto da fare, e avremo il piacere di vedere come crescerà il nostro movimento”. Per il Presidente della Fibs, Marco Mazzieri, “perdere non piace mai a nessuno, perdere in questa situazione anche meno, però credo che la cosa che questi ragazzi si porteranno dietro da ora a vent’anni è che, quando si ritroveranno, sorrideranno perché le emozioni e i sentimenti che hanno provato in questi quindici giorni se li ricorderanno per tutta la vita. Quello che ci lascia questo Classic è sicuramente un segnale importante per i ragazzi italiani perché, come hanno dimostrato Gabriele Quattrini e Claudio Scotti, sono stati qui per poter dire anche la loro, ed è la dimostrazione che lavorando duro si possono raggiungere grandi risultati. Poi starà a noi come federazione riuscire a incanalare tutto questo entusiasmo per poter cercare di far avvicinare quanta più gente possibile ai nostri sport e, possibilmente, anche far capire a tutti i nostri club che dobbiamo fare qualcosa in più dal punto di vista del contorno della partita perché il baseball è più che mai divertimento”. 
Autore: REDAZIONE 17 marzo 2026
"Quello che possiamo fare ora è rafforzare la missione Aspides nel Mar Rosso" Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. I ntervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, onda ieri sera su Rete4.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Cala il sipario sui Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 con un bilancio trionfale per la delegazione azzurra. La cerimonia di chiusura, svoltasi stasera in un’atmosfera di festa e orgoglio nazionale, ha celebrato il miglior risultato di sempre per l’Italia in un’edizione invernale. I NUMERI DEL SUCCESSO L’Italia conclude la rassegna con un totale di 16 medaglie, posizionandosi al quarto posto assoluto nel medagliere generale. Un risultato che certifica la crescita esponenziale del movimento paralimpico italiano, capace di imporsi nelle discipline chiave: 7 Medaglie d’Oro: Trascinate dalle prestazioni leggendarie di Giacomo Bertagnolli, Emanuel Perathoner e Jacopo Luchini. 7 Medaglie d’Argento: A dimostrazione di una solidità di squadra che ha visto gli azzurri costantemente ai vertici. 2 Medaglie di Bronzo: Tra cui spicca l'emozionante podio di Davide Romele. IL COMMENTO DELLE ISTITUZIONI Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo plauso agli atleti definendoli "bravissimi" e sottolineando come i loro successi siano motivo di ispirazione per l'intero Paese. Il portabandiera e pluricampione Giacomo Bertagnolli ha commentato a caldo: "Abbiamo battuto ogni record, è stata un’Olimpiade indimenticabile vissuta con il calore del nostro pubblico". IL messaggio di Giorgia Meloni Nonostante fosse partita da Roma per assistere alla cerimonia di chiusura, la Premier Giorgia Meloni si è dovuta arrendere al meteo, che non le ha permesso di atterrare all'aeroporto di Istrana, in provincia di Treviso, dove era attesa. A causa delle condizioni avverse, non è stato possibile per lei proseguire la seconda parte del viaggio verso Cortina in elicottero. La presidente ha voluto ugualmente manifestare la propria vicinanza con un messaggio su X: "Si chiudono i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Grazie a tutti i nostri atleti della Nazionale paralimpica per le emozioni e per i risultati straordinari che avete regalato all’Italia. Con il vostro talento, la vostra determinazione e il vostro esempio avete reso orgogliosa tutta la Nazione. Grazie per aver portato in alto il Tricolore". VERSO IL FUTURO Con lo spegnimento del braciere paralimpico a Cortina, l’Italia passa il testimone dopo aver dimostrato un’eccellenza organizzativa e sportiva senza precedenti, che fa seguito allo straordinario successo delle paralimpiadi estive di Parigi 2024 (chiuse con 71 medaglie). Il movimento paralimpico azzurro si conferma oggi una delle realtà più competitive e ammirate al mondo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 16 marzo 2026
Emerge un dettaglio inedito e privato sulla vita di Raffaella Carrà, l’indimenticabile icona della televisione italiana scomparsa il 5 luglio 2021. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Corriere della Sera, l'artista aveva un figlio adottivo segreto: si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, 62 anni, storico segretario personale e manager della showgirl. La notizia è trapelata a seguito di un contenzioso legale presso il Tribunale di Roma relativo al musical spagnolo "Ballo Ballo". Pelloni Bulzoni ha infatti agito legalmente contro la società produttrice dello spettacolo per tutelare i diritti d’immagine, d'autore e i diritti morali dell'artista, presentandosi formalmente come suo erede legittimo e universale. I dettagli della successione: L’erede: Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, è titolare della società "Arcoiris edizioni musicali". Da anni era considerato una delle figure più vicine alla Carrà, curandone gli interessi professionali e personali. Il patrimonio: In qualità di figlio adottivo, Bulzoni detiene ora la titolarità esclusiva del patrimonio, oltre ai diritti sulla voce, sul nome e sulle opere dell'ingegno di Raffaella Carrà. La posizione dei nipoti: Nonostante la designazione di un erede unico, resta intatto il profondo legame affettivo che univa l’artista ai nipoti Matteo e Federica Pelloni (figli del fratello scomparso), con i quali si ipotizza siano stati raggiunti accordi privati già durante la vita dell'artista. La vicenda giudiziaria: Il Tribunale capitolino, pur riconoscendo la posizione di Bulzoni come erede, ha recentemente respinto una richiesta di inibitoria riguardante le passate rappresentazioni del musical "Ballo Ballo", poiché le date programmate si sono già concluse. La battaglia legale per eventuali risarcimenti danni proseguirà ora nel processo di merito. Con questa rivelazione si chiude il cerchio sulla gestione della preziosa eredità artistica e culturale lasciata da Raffaella Carrà, affidata alla persona che per decenni ne ha condiviso quotidianità e successi dietro le quinte.
Autore: AGENZIA DIRE ore 21.20 16 marzo 2026
Non credo di sbagliare a parlare del merito della riforma perché mi sono sempre fidata dell’intelligenza dei cittadini. Penso che la prima cosa che i cittadini vedono in questa campagna elettorale è che i toni sono oggettivamente oltre, e quando i toni sono così accesi e gli scenari che si paventano sono così drammatici, spesso è perché non si può dire la verità: quando non si sta nel merito è perché il merito viene temuto”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni nel corso della registrazione di “Quarta Repubblica”, condotto da Nicola Porro su Retequattro. “E ci sta- ha proseguito Meloni- perché molte delle persone che noi abbiamo visto dire queste cose incredibili in passato sostenevano esattamente quello che c’è scritto dentro alla riforma della giustizia. Il Partito democratico, che sosteneva la separazione delle carriere, che dovrebbe dire? Il Movimento 5 Stelle, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire? Nicola Gratteri, che sosteneva il sorteggio per i membri del Csm, che dovrebbe dire?”. “La sinistra non può dire ‘è stato un Governo di centrodestra che ha fatto la riforma che proponevamo tutti perché sono stati più bravi di noi’. E quindi, che devono dire? Attentato alla Costituzione, il fascismo, la deriva illiberale, perché è l’unico argomento che rimane per mobilitare il proprio elettorato su una riforma che è di assoluto buonsenso”. “Il lavoro dei giudici è far applicare la legge, non è lavorare contro un governo se gli dà fastidio. Chiaramente parliamo di una minima parte della magistratura, ma di un problema”. Il riferimento della presidente del Consiglio è “all’ultimo dei migranti liberati dall’Albania con a carico i reati di rapina impropria, furto aggravato evasione da misure alternative alla detenzione, violenza sessuale di gruppo, resistenza a pubblico ufficiale, spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, furto con strappo, resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi con oggetti atti a offendere minacce e atti persecutori cioè stalking, estorsione aggravata, invasione di terreni o edifici, guida sotto l’influenza di alcol, guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. È una persona sola- sottolinea Meloni- liberata perché chiesto la protezione internazionale”. La legge è stata scritta male? “Non è scritta male, la legge è scritta bene. È stata approvata dal Parlamento, è in linea con il diritto europeo. Dire ‘è scritta male’ è un tantino discrezionale”, conclude la premier. “La riforma non entra nel cuore dei problemi della giustizia? Non è così, perché se non si parte da lì, non si arriva da nessuna parte. E non a caso quando si parla di giustizia si discute da qualche decennio. L’obiezione è infondata, perché la riforma mette le basi per risolvere la gran parte dei problemi che noi abbiamo nella giustizia, che sono problemi legati a un’imparzialità del giudice, sulla quale spesso abbiamo avuto tutti quanti dei dubbi”. “ Io voglio una riforma che consenta a magistrati bravi che fanno il loro lavoro di poter avanzare di carriera anche se non sono inseriti nel meccanismo spartitorio delle correnti ideologizzate. È esattamente anche per questo che sto facendo la riforma, perché in Italia noi abbiamo migliaia e migliaia e migliaia di giudici che fanno ottimamente il loro lavoro e che spesso sono stati mortificati perché non avevano le amicizie giuste”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in un’intervista in onda stasera a Quarta Repubblica, su Retequattro. Per Meloni “non è una riforma fatta contro i magistrati, ma una riforma fatta per tutti i magistrati, che è una cosa diversa: è una riforma che introduce la meritocrazia, che introduce la responsabilità e che quindi consente anche una giustizia più efficiente, perché dove c’è responsabilità, dove rispondi anche quando sbagli, quando sei negligente o quando non fai il tuo lavoro, hai una risposta in termini di efficienza”.
Autore: AGENZIA DIRE AGGIORNAMENTO ORE: 19.01 16 marzo 2026
Tutti gli aggiornamenti dal Medio Oriente: il Presidente degli Stati Uniti aumenta la pressione: "Non possono tirarsi indietro davanti ad un intervento così piccolo" Agenzia dire 19.01 Diciassettesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata. 19 – MERZ: “NON E’ UNA QUESTIONE NATO” Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha escluso una partecipazione della Germania all’offensiva militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Ci manca il mandato richiesto dalla Legge fondamentale da parte delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea o della Nato”, le parole del capo di governo, durante una conferenza stampa a Berlino. “Era chiaro fin dall’inizio che questa guerra non riguarda la Nato”. Merz ha aggiunto che la Germania non è stata consultata né dagli Stati Uniti né da Israele prima dell’avvio della loro campagna militare. Questo significa, secondo il cancelliere, che non c’è mai stata una discussione su “se” le truppe tedesche dovessero essere coinvolte. 18:40 – KHAMENEI: “TUTTE LE NOMINE GIA’ FATTE RESTANO VALIDE” “In risposta alla richiesta di alcuni dirigenti e funzionari di istituzioni che erano stati nominati direttamente dal Leader Martire (che Dio santifichi la sua anima pura), annuncio che nessuno dei loro incarichi necessita di rinnovo per il momento”. Così su X In un post su X Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell’Iran. 18:10 – L’IRAN: “LO STRETTO E’ APERTO, MA NON PER I NOSTRI NEMICI” “Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i nostri nemici e i loro alleati”: lo ha detto oggi il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, durante un punto stampa a Teheran. Sull’argomento è tornato ore dopo Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti ha criticato i Paesi che non si mostrano “entusiasti” di intervenire nella regione, per garantire il passaggio delle petroliere, come richiesto dalla sua amministrazione. Trump ha aggiunto: “Hanno detto che preferirebbero non essere coinvoltià Io so che li proteggeremo comunque, ma se un giorno avessimo bisogno di aiuto, loro non ci sarebbero per noi”. 17:50 – TRUMP NON E’ CONTENTO Parla Trump, che non è una notizia in questi giorni in cui parla tantissimo. Ora dice che l’esercito statunitense ha colpito oltre 7.000 obiettivi in tutto l’Iran, “principalmente obiettivi commerciali e militari”. E che gli Stati Uniti hanno “ottenuto una riduzione del 90% dei lanci di missili balistici e una riduzione del 95% degli attacchi con droni”. “I missili stanno arrivando a poco a poco perché non ne hanno più molti a disposizione. Più di 100 navi della marina iraniana sono state affondate o distrutte nell’ultima settimana e mezza”. Trump dice quindi che gli Stati Uniti stanno “indebolendo” la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz. Secondo le sue stime, più di 30 navi posamine sono state distrutte, e gli Stati Uniti non sono certi che siano state effettivamente calate delle mine nello stretto. “Abbiamo colpito, per quanto ne sappiamo, tutte le loro navi posamine… ma non sappiamo se qualcuna sia stata effettivamente sganciata, non siamo sicuri che lo sia stata. Non sappiamo se ne abbiano sganciati altri, ma abbiamo colpito tutte le loro 30 navi”. Ma soprattutto Trump ha ribadito il suo appello ad altri Paesi affinché contribuiscano a riaprire il traffico marittimo nello stretto. Non gli è piaciuta la risposta, e gli ha fatto un po’ il verso. 16:45 – “GLI USA NON HANNO PROBLEMI A FAR PASSARE LE NAVI IRANIANE”Gli Stati Uniti “non hanno problemi” con il transito di alcune navi iraniane, indiane e cinesi attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent. Qualsiasi cosa pur di mitigare l’aumento dei prezzi. “Stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di navi cisterna che iniziano a transitare. Le navi iraniane sono già partite, e lo abbiamo permesso per rifornire il resto del mondo. Abbiamo visto anche navi indiane partire, e crediamo che anche alcune navi cinesi siano partite. Quindi pensiamo che ci sarà un’apertura naturale da parte degli iraniani. E per ora, per noi va bene. Vogliamo che il mondo sia ben rifornito”, ha detto Bessent. Alla domanda se l’ amministrazione Trump avrebbe utilizzato strumenti diversi dal rilascio delle riserve petrolifere per mitigare l’aumento dei prezzi e gli impatti della guerra, Bessent ha risposto: “Dipenderà dalla durata del conflitto”.
Show More