Oggi l’autopsia sul piccolo Domenico. Il chirurgo che lo ha operato: ” Ho fatto quello che dovevo”
Il chirurgo che ha operato Domenico è stato intervistato dalla trasmissione 'Lo Stato delle cose'
Al palazzo di giustizia di Napoli sono in corso il conferimento dell’incarico e la formulazione dei quesiti dell’incidente probatorio richiesto dalla Procura per l’autopsia sulla salma di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli a due mesi di distanza dal trapianto, fatto prima di Natale, di un cuore che era stato danneggiato durante il trasportato da Bolzano a Napoli.
CAMBIATO UN PERITO DEL GIP
Presenti i periti nominati dal giudice, quelli scelti dall’avvocato dei genitori di Domenico e dai difensori dei sette indagati. Successivamente è previsto che si svolga l’autopsia al secondo Policlinico. L’incidente probatorio ha rischiato di essere rinviato visto che la famiglia aveva sollevato problemi rispetto a uno dei periti: la cosa, però, è stata risolta dal gip Mariano Sorrentino che ha accolto l’istanza di ricusazione avanzata dal legale della famiglia Caliendo. Il perito Mauro Rinaldi (professore a Torino) è stato così sostituito con il professor Ugolini Livi: secondo la famiglia la nomina di Rinaldi non rispettava “i presupposti di terzietà”.
LE PAROLE DEL CHIRURGO CHE HA OPERATO IL BIMBO
Il chirurgo Guido Oppido, che ha eseguito il trapianto di un cuore danneggiato sul piccolo, è stato intervistato dalla trasmissione televisiva “Lo stato delle cose” e le sue parole, uscite in queste ore, sui giornali, hanno fatto scalpore. Il medico ha detto: “Io ho fatto le cose che dovevo fare e le ho fatte anche bene“. Il cuore malato di Domenico era stato espiantato dal piccolo prima che arrivasse quello nuovo che doveva essergli trapiantato. A quel punto, nonostante fosse arrivato danneggiato, l’organo gli è stato trapiantato comunque. Oppido si è definito anche lui una “vittima” in questa vicenda.
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