Autore: AGENZIA DIRE Aggiornamento Ore: 13.00
•
15 marzo 2026
Le Guardie rivoluzionarie giurano vendetta a Netanyahu, mentre Trump annuncia che le sanzioni per la Russia sono solo sospese Sedicesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le principali notizie della giornata. Dopo l’ attacco statunitense all’isola di Kharg , l’Iran ha minacciato ritorsioni contro i Paesi della regione (Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita), puntando a colpire i porti degli Emirati e i terminal petroliferi dell’area. Donald Trump ha definito questi attacchi azioni “del tutto immotivate” e se ne è detto sorpreso. Quanto alla fine della guerra, il presidente americano ha detto di non essere ancora pronto ad un accordo. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Rgc), intanto, ha annunciato il lancio della sua “cinquantesima ondata” di operazioni contro le basi statunitensi nella regione. Non solo. Ha anche minacciato apertamente il primo ministro israeliano Beanjamin Netanyahu. ORE 10 ARAGHCHI: “MOJTABA STA BENE” “La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese“: sono le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo i dubbi e i rumors che aveva provocato la sua mancata comparizione in video giovedì, quando la tv iraniana ha diffuso il suo primo messaggio. Le parole di Araghchi sono state riportate dall’agenzia Irna. “La situazione nel Paese è stabile”, ha aggiunto. ORE 9.30 – LA COREA DEL SUD VALUTA LA RICHIESTA DI TRUMP PER HORMUZ La Corea del Sud sarebbe in stretto contatto con gli Stati Uniti. E starebbe valutando se “inviare navi da guerra” nello Stretto di Hormuz, come chiesto da Donald Trump di per “garantire che rimanga aperto”: lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall’agenzia Yonhap. “La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell’interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale”, ha dichiarato il funzionario coreano. “Sulla base di questo principio, speriamo che la rete logistica marittima globale torni rapidamente alla normalità”. ORE 6 – I PASDARAN: “UCCIDEREMO NETANYAHU” In un comunicato ufficiale diffuso dall’agenzia Fars, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che continueranno a “dare la caccia e a uccidere con tutte le forze” Benjamin Netanyahu. I Pasdaran citano anche le presunte voci sul missile che avrebbe colpito il “criminale Primo Ministro sionista”, che da un paio di giorni si rincorrono e rivelano, secondo loro, la “crisi e l’instabilità” dello Stato ebraico. Al contempo, le Guardie rivoluzionarie esaltano l’operazione che ha colpito i settori industriali di Tel Aviv e tre basi statunitensi nella regione: la base aerea di Harir a Erbil e quelle di Ali Salem e Arifjan. “Il suono continuo delle sirene delle ambulanze”, scrivono i Pasdaran, confermerebbe la “profondità dell’impatto” dell’attacco. Eppure Usa e Israele starebbero nascondendo il reale numero di morti e feriti. ORE 2.14 – TRUMP: “SANZIONI SUL PETROLIO RUSSO TORNERANNO” Donald Trump ha fatto sapere che le sanzioni sul petrolio russo torneranno non appena sarà finita al guerra. La decisione di sospenderle è stata dettata dall’urgenza assoluta del momento. “Voglio ci sia petrolio per il mondo. Voglio che ci sia petrolio”, ha detto il presidente Usa alla Nbc, assicurando che le restrizioni del 2022 “saranno ripristinate non appena la crisi sarà terminata”. E ha nuovamente ribaito la necessità di un accordo sul fronte della guerra in Ucraina, mandando a dire a Zelensky: “Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo”. 1.45 – TRUMP: “NON SO SE MOJTABA KHAMENEI SIA VIVO” Donald Trump, sempre parlando alla Nbc, ha messo in dubbio il fatto che la nuova Guida suprema scelta dall’Iran, Mojtaba Khamenei, primogenito del defunto ayatollah Khamenei, sia ancora in vita. Il riferimento è al fatto che giovedì, quando la tv iraniana ha mandato in onda il suo pimo discorso da leader, lui non è apparso. Il suo messaggio è stato letto da un giornalista. “Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo”, ha detto Trump. Che poi ha aggiunto: “Se fosse vivo, «dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi”. ORE 1 – TRUMP: “NON ANCORA PRONTO PER UN ACCORDO” Nessuna tregua immediata, è troppo presto. Nonostante i segnali di apertura arrivati da Teheran, il Presidente americano Donald Trump, intervistato dalla Nbc, ha spiegato che non ci sono le condizioni per ipotizzare un accordo di cessazione della guerra. “I termini non sono ancora abbastanza buoni“, ha detto Trump. Elemento imprescindibile è l’abbandono totale delle ambizioni nucleari da parte dell’Iran. Trump ha anche sostenuto che dopo le offensive dei giorni scorsi, in Iran “non è rimasto praticamente nulla da colpire“. E il paese di Khamenei non avrebbe più molta possibilità di azione, anche perchè ormai privato di mezzi e armi: “Abbiamo neutralizzato la maggior parte dei loro missili e droni”, ha concluso Trump. E presto arriveranno nuovi attacchi, visto che nel giro di 48 ore “ogni residua capacità produttiva iraniana sarà totalmente annientata”. ORE 00.30 ESPLOSIONI IN BAHREIN Forti esplosioni si sono verificate, nella notte, a Manama, capitale del Bahrein. Lo hanno riferito due giornalisti dell’Afp. Il Bahrein ha dichiarato di aver intercettato 125 missili e 203 droni dall’inizio degli attacchi iraniani, che hanno causato due morti nel regno e altri 24 nei paesi limitrofi del Golfo.