PAGANELLI, ASSOLTO DASSILVA: «GRAZIE ALLE MIE MOGLI HO RETTO IL CARCERE». LA DIFESA INDICA ALMENO 5 PISTE ALTERNATIVE
– A poche ore dalla storica sentenza della Corte d’Assise di Rimini, che ha assolto con formula piena Louis Dassilva dall'accusa di aver ucciso la 78enne Pierina Paganelli, i legali dell’ex imputato e lo stesso 36enne tracciano il bilancio di una decisione che segna, nelle parole dello stesso Dassilva, «la rinascita della giustizia».
Dopo oltre 15 ore di camera di consiglio, i giudici hanno ordinato l'immediata scarcerazione del cittadino senegalese, demolendo l'impianto accusatorio della Procura che si reggeva principalmente sui fotogrammi di una telecamera di sicurezza e su un presunto movente passionale.
Le prime parole di Louis Dassilva: «Ho retto grazie alle mie mogli»
Appena uscito dal carcere, Dassilva ha voluto rivolgere un pensiero di profonda gratitudine a chi lo ha sostenuto in questi mesi di custodia cautelare:
«Grazie a chi in questi mesi mi ha sostenuto anche con messaggi, con lettere e con affetto. Se ho retto l'esperienza del carcere è grazie alle mie mogli», ha dichiarato, riferendosi alla moglie italiana Valeria Bartolucci e alla prima moglie in Senegal, sposata con rito tradizionale.
Dassilva ha inoltre spento sul nascere le voci di un possibile addio al Paese: «Resto in Italia, è un Paese che mi piace».
La strategia dei difensori: i cinque nodi irrisolti dell'indagine
I legali Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno espresso grande soddisfazione, sottolineando come la sentenza ristabilisca la verità dei fatti rispetto a quello che hanno sempre definito un "tunnel investigativo". Secondo il collegio difensivo, esistono infatti almeno 5 piste alternative sulla morte di Pierina Paganelli che meritano e meritavano di essere approfondite:
- Il profilo genetico del "Maschio 3": La presenza di una traccia di DNA maschile ignoto, isolata sui reperti della scena del crimine, mai attribuibile a Dassilva.
- I dati del contapassi: Le forti incongruenze orarie e digitali tra i tracciati dei dispositivi e la reale dinamica del delitto.
- Le tensioni condominiali: I complessi intrecci relazionali e i dissidi interni al palazzo di via dei Ciclamini.
- Il mistero sul caso Giuliano Saponi: I potenziali punti di contatto con il grave e mai chiarito incidente stradale che aveva quasi ucciso il figlio della vittima mesi prima dell'omicidio.
- Soggetti terzi ed esterni: Piste investigative rimaste fuori dal raggio d'azione principale della Squadra Mobile.
Il crollo dei pilastri d'accusa
La difesa ha ribadito come due elementi scientifici e oggettivi abbiano pesato in modo decisivo sull'assoluzione:
- L'assoluta assenza di DNA: Nessuna traccia di Louis Dassilva è stata rinvenuta sul corpo o sugli indumenti della vittima.
- L'inattendibilità del "frame": Il video della farmacia, che riprendeva un uomo di spalle, è stato giudicato del tutto insufficiente a identificare l'imputato oltre ogni ragionevole dubbio.
Il processo di primo grado si chiude così con la piena restituzione della libertà a Louis Dassilva, mentre si attendono le motivazioni della sentenza per i successivi passaggi procedurali.

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