Sanremo 2026, Premio alla Carriera a Mogol: l'ovazione dell'Ariston per il paroliere da 500 milioni di dischi
Una standing ovation ha accolto Mogol sul palco del Teatro Ariston: durante la terza serata del festival di Sanremo 2026 il leggendario paroliere ha ricevuto il Premio alla Carriera Città di Sanremo. "Un'accoglienza del genere mi ha commosso", ha detto Mogol che ha depositato 1774 canzoni alla Siae per un totale di 523 milioni di dischi. Il tributo è proseguito con la proiezione di filmati che hanno ripercorso le canzoni scritte da Mogol.
Al termine Conti ha consegnato a Mogol la stampa originale della Siae della sua prima canzone: 'Precipito' del 2 febbraio del 1960. "La mia canzone preferita? Quella che ho dedicato a mia moglie che ha molti anni meno di me". La canzone è 'Dormi amore' dove "parlo proprio di cosa sarà la sua vita e la mia vita dopo e che il nostro amore ci sopravviverà".
Mogol, chi è
Da giovanissimo giamburrasca di periferia a icona immortale della musica italiana: la storia di Giulio Rapetti, universalmente noto come Mogol, attraversa oltre sei decenni di successi, autore di brani entrati nella memoria collettiva. Nato a Milano il 17 agosto 1936, figlio di un dirigente della Ricordi, sceglie lo pseudonimo "Mogol" nel 1959.
Gli anni Sessanta segnano la sua consacrazione con le vittorie a Sanremo (Al di là, Se piangi, se ridi) e le celebri traduzioni di successi internazionali. Nel 1965 l'incontro della vita: quello con Lucio Battisti. Insieme firmeranno capolavori come Emozioni, Il mio canto libero e Sì, viaggiare, colonne sonore di un'Italia che cambia. Dopo la separazione artistica nel 1980, Mogol ha collaborato con giganti come Cocciante, Mango, Celentano e Bella.
Impegnato nel sociale con la Nazionale Cantanti e nella formazione con il suo centro d'eccellenza CET, Mogol è stato anche Presidente della Siae. Oggi, alla soglia dei 90 anni, resta il custode di un patrimonio culturale che ha venduto oltre 523 milioni di dischi nel mondo.
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