Sanremo, nella top 5 della terza serata Brancale, Da Vinci, Sayf, Luché e Arisa

AGENZIA DIRE • 27 febbraio 2026

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Nicolò Filippucci ha vinto il Festiva nella categoria Nuove Proposte. All'altra finalista, Angelica Bove, ha vinto il Premio della critica e quello della Sala Stampa

 La terza serata di Sanremo 2026, con i 15 artisti in gara che non si erano esibiti nella seconda serata, è terminata con una nuova cinquina provvisoria in testa alla classifica, votata da televoto (peso del 50% sul voto finale) e giuria delle radio (50%).

– Sal Da Vinci con «Per sempre sì»
– Arisa con «Magica favola»
– Sayf con «Tu mi piaci tanto»
– Luché con «Labirinto»
– Serena Brancale con «Qui con me»

Nicolò Filippucci ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con il brano “Laguna”. L’altra finalista, Angelica Bove, ha vinto il Premio della critica “Mia Martina” e anche quello della Sala Stampa “Lucio Dalla”.

A co-condurre, insieme a Carlo Conti e Laura Pausini, Irina Shayk.

  Ubaldo Pantani ha portato il suo Lapo Elkann sul palco dell’Ariston, dopo il premio alla carriera a Mogol.


  Laura Pausini ha accolto il coro dell’Antoniano e si è esibisce sulle note di “Heal the world” di Michael Jackson.


EROS RAMAZZOTTI E ALICIA KEYS SUPEROSPITIDopo un’incursione di Virginia Raffaele e Fabio De Luigi che suonano con l’orchestra. Sul palco del Suzuki Stage a piazza Colombo ecco i The Kolors con “Un ragazzo una ragazza” e “Tu con chi fai l’amore”. Max Pezzali sulla nave Costa Toscana invece canta un medley di “Jolly Blue”, “Hanno ucciso l’uomo ragno” e “Con un deca”.

I più attesi della serata, però, sono Alicia Keys ed Eros Ramazzotti, super ospiti internazionali: cantano per la prima volta dal vivo insieme e in anteprima mondiale “L’aurora”. Eros Ramazzotti, partito con il suo tour “Una Storia Importante World Tour”, torna eccezionalmente sul palco del Teatro Ariston di Sanremo, a 40 anni dalla vittoria con il brano “Adesso Tu”. L’esibizione è una sorta di significativo ritorno alle origini, con Alicia che onora con orgoglio le sue radici italiane, che risalgono ai suoi nonni siciliani e canterà per l’occasione in italiano. Parte male: dopo qualche problema tecnico, Conti è costretto ad andare in pubblicità.



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Autore: Anna Maria Rengo 13 aprile 2026
Tra realtà, apparenze e i circoli di padel, Daniele Frongia guida il lettore alla scoperta di “Molte vite”: un’avvincente storia che ha per sfondo, o forse per protagonista, una Roma dove potere, relazioni e casualità si intrecciano continuamente. Una storia contemporanea, ambientata in una Roma contemporanea che vive di relazioni personali e politiche, di realtà e apparenze multiformi, e dove ci si incontra nei circoli sportivi, luoghi di moda e di tendenza che servono però anche a intessere nuove conoscenze e a scambiarsi informazioni, chissà quanto vere e quanto ingannevoli. È la Roma raccontata da Daniele Frongia, già vicesindaco della Capitale e che, dopo la pubblicazione di diversi testi tecnici e di un libro inchiesta, affronta ora il genere romanzo, con il piglio sicuro di chi ha il dono della scrittura, una fervida fantasia anche nell’adattare storie vere o verosimili, e una profonda conoscenza degli ambienti di cui parla. In “Molte vite. Roma, il padel, l’apparenza” (Castelvecchi Editore), l’autore offre al lettore uno sguardo lucido e coinvolgente sulle reti umane e sulle molteplici “vite” che ciascuno costruisce, nella consapevolezza che niente è come appare e che il proprio volere, le proprie azioni sono inevitabilmente condizionate e impattate dal volere e dalle azioni di altri che non si conoscono mai nella loro interezza. Daniele, come si integrano e bilanciano la tua passione per la letteratura con quella per la politica? “Non sono due mondi separati: la politica è fatta di persone, relazioni, decisioni, quindi è materia narrativa pura. La letteratura ti consente di raccontare ciò che nella politica resta implicito, come ad esempio dinamiche informali, zone grigie, non detto...” Che Roma racconti nel tuo libro e quanto c’è, in esso, delle tue personali esperienze? “Non la Roma cartolina né solo quella del degrado: una Roma ‘di reti’, fatta di connessioni sociali e professionali. Roma come luogo dove potere, relazioni e casualità si intrecciano continuamente. Sicuramente c’è la mia esperienza personale, ma non in modo diretto.” La vicenda ha come sfondo il mondo dei circoli sportivi, in particolare del padel. Si tratta di una mera ambientazione o vuoi in qualche misura raccontarlo, semmai in che modo? “Non è solo ambientazione: è un osservatorio sociale. E i circoli sono luoghi dove cadono le barriere formali, si incontrano mondi diversi. In altre parole, il padel è metafora: gioco di coppia, equilibrio, strategia, errore e fiducia. Ed è anche uno spazio ‘informale’ dove circolano informazioni.” Protagonista del libro è Elena, donna divisa tra amore e ragione. È stato difficile immergersi in una psiche femminile e che ritratto di donna restituisci al lettore? “La difficoltà non è ‘scrivere come fossi una donna’, ma rappresentare una persona solo apparentemente semplice. Ho lavorato sulle contraddizioni: razionalità vs emozione, controllo vs bisogno di lasciarsi andare... Elena non è un simbolo, è una persona reale: imperfetta, lucida, a tratti fragile. E non è né vittima né eroina.” Nel libro parli, probabilmente prendendo spunto da un episodio realmente avvenuto sul lago Maggiore, di un incidente nel quale perdono la vita alcuni agenti segreti. Quale può essere il ruolo che la politica e l’intelligence italiana possono svolgere (o forse svolgono) in questo momento di gravissima instabilità in Medio Oriente? “Il romanzo parte da fatti veri o comunque verosimili: viviamo in una fase di instabilità dove contano molto le informazioni, le reti, i segnali deboli. Il vero tema non è cosa sappiamo, ma cosa riusciamo a capire in tempo.” L’AUTORE - Daniele Frongia è nato a Roma nel 1973 e ha una formazione prettamente tecnico scientifica. Funzionario dell’Istat, l’autore ha intrapreso nel 2013 una carriera politica che lo ha visto protagonista della vita pubblica romana: da consigliere comunale, passando per il ruolo di assessore e vicesindaco, per poi passare alla Presidenza del Consiglio dei ministri come tecnico prima nel Governo Draghi e ora in quello Meloni. Parallelamente alla carriera istituzionale, ha coltivato la passione per la scrittura, pubblicando numerosi testi tecnici e il libro di inchiesta “E io pago” (Edizioni Chiarelettere, 2016) insieme a Laura Maragnani. “Molte vite” (Castelvecchi, 2025) è il suo primo romanzo.
Autore: FRVNEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Questa mattina, nell’ambito delle celebrazioni per il 174° anniversario di fondazione della Polizia di Stato, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato in visita presso lo ‘Spazio Legalità’ allestito a Piazza del Popolo. Il Capo dello Stato è stato accolto dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e dal Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza, Vittorio Pisani. Durante il percorso tra i vari stand espositivi, il Presidente ha reso omaggio ad alcuni dei simboli più profondi della memoria storica e del sacrificio delle Forze dell’Ordine nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Tra i momenti di maggiore intensità emotiva: La memoria delle stragi di mafia: La visione del filmato dei funerali di Giovanni Falcone, con il celebre appello di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani. La teca della "Quarto Savona Quindici": Una sosta solenne davanti ai resti dell’auto della scorta di Falcone, distrutta nell’esplosione di Capaci. Il ricordo di Aldo Moro: Un passaggio visibilmente commosso dinanzi alla vettura della scorta dello statista, ancora recante i segni del tragico agguato di via Fani del 16 marzo 1978. La visita si è conclusa con un momento di vicinanza alle nuove generazioni: prima di lasciare la piazza, il Presidente Mattarella ha salutato i numerosi bambini impegnati nelle attività didattiche e nell’utilizzo dei simulatori dei mezzi della Polizia. L'evento riafferma l'impegno costante delle istituzioni nella diffusione della cultura della legalità e nel ricordo di chi ha sacrificato la vita per la democrazia.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Framcesca Romana Nucci 13 aprile 2026
La Lega Serie A ha sciolto le riserve: è Giovanni Malagò il nome designato dalla massima divisione per la guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’Assemblea di Lega, riunita oggi nella sede di via Rosellini, ha espresso un segnale di compattezza quasi totale, conferendo all’attuale presidente di Fondazione Milano Cortina 2026 ben 18 preferenze su 20. Al termine di un confronto serrato, la visione di Malagò ha convinto la quasi totalità dei club, con le sole eccezioni di Lazio e Verona che hanno espresso voto contrario. Con questa mossa, la Serie A punta a un profilo di alto prestigio internazionale e solida esperienza istituzionale per guidare il rilancio del calcio italiano. La candidatura di Malagò si pone ora come il principale polo d'attrazione in vista delle elezioni federali del prossimo 22 giugno a Roma. Nonostante il peso specifico del 18% attribuito alla Serie A nel sistema di voto federale, il segnale politico uscito oggi da Milano è inequivocabile: i grandi club chiedono una discontinuità netta e una leadership autorevole. La parola passa ora alle altre componenti del sistema Lega Nazionale Dilettanti, AIC e Lega Pro con le quali il candidato dovrà dialogare per costruire la maggioranza necessaria al governo del calcio nazionale
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - FRANCESCA Romana Nucci 13 aprile 2026
A un anno esatto dalla sua elezione, Alessandro Cochi, Presidente del Coni Lazio, traccia un bilancio schietto e approfondito del suo mandato. Con la competenza tecnica e la trasparenza che lo contraddistinguono, Cochi racconta la sfida di dirigere lo sport in una regione complessa e variegata come il Lazio, chiedendo alla politica sportiva e non di restituire la giusta dignità a un ruolo territoriale fondamentale, simboleggiato da quello scudetto tricolore con i cinque cerchi che evoca rispetto, pace e universalità. Un anno di sfide: "Abbiamo macinato chilometri" "È stato un anno impegnativo, a tratti difficile, ma ricco di soddisfazioni", esordisce Cochi. Per lui lo sport è un mondo di appartenenza da sempre: "Migliorare il Coni Lazio è una sfida che abbiamo affrontato con determinazione. In questi 365 giorni, insieme a una Giunta di grande profilo e all’intero Consiglio, abbiamo lavorato senza sosta per dare visibilità allo sport regionale". Il nodo dell'autonomia e il valore della base Nonostante l'entusiasmo, emerge una riflessione critica sulla riforma nazionale: "Lavorare così non è facile. I comitati regionali oggi hanno poca autonomia, il che sminuisce un ruolo che avrebbe bisogno di linfa e margini di manovra". Cochi sottolinea come il successo olimpico nasca sempre dalla base: "Senza i giusti fondi alle piccole e grandi società del territorio, diventa difficile seguirle come meriterebbero. Spesso dobbiamo ricorrere a fantasia e ingegno per far sopravvivere lo sport di base". La ricetta per il futuro: Impianti e Formazione Per Cochi è necessario un cambio di rotta: "Bisogna restituire ai comitati territoriali la capacità di programmazione e di investimento. Oggi il controllo economico è accentrato nei ministeri e in Sport e Salute, ma il Coni Territorio resta il brand più riconosciuto dai cittadini". Il Presidente auspica un ruolo più attivo nella progettazione dell'impiantistica sportiva, non solo nell'omologazione, e annuncia il rilancio della Scuola dello Sport regionale per formare dirigenti e tecnici di alta qualità. Calcio e Stadi: "Servono modelli identitari" Sulla crisi del calcio giovanile, Cochi è netto: "Mancano i ricambi generazionali. Dovremmo importare i modelli di successo di tennis, nuoto e pallavolo". Riguardo agli stadi di proprietà a Roma, lamenta le lungaggini burocratiche: "Siamo in ritardo rispetto all'Europa. Auspico che i progetti di Roma e Lazio si concretizzino, ma non devono essere 'cattedrali nel deserto': devono essere strutture polifunzionali che coinvolgano tutte le discipline". Niente politica, solo Sport (e un sogno per il 2027) A chi ipotizza un suo ritorno in politica attiva al Comune di Roma, Cochi risponde chiaramente: " Ho già dato. Il mio obiettivo oggi è occuparmi di sport a tempo pieno, valorizzando le eccellenze del Lazio in sinergia con il Coni Nazionale guidato da Luciano Buonfiglio". Guardando avanti, il Presidente punta sull'inclusione, sulla collaborazione con il Comitato Paralimpico e lancia un'importante sfida: "Stiamo lavorando per portare, per la prima volta, il Trofeo Coni nel Lazio nel 2027. È un progetto ambizioso, una delle tante sfide per continuare a tenere alto il nome dello sport italiano".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Ripartono ufficialmente i lavori di riqualificazione presso l’Ippodromo delle Capannelle. L’Assessore allo Sport di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha visitato questa mattina l'impianto in occasione dell'apertura dei cantieri per il rifacimento delle piste da allenamento. Lavori e investimenti L’intervento inaugurato oggi riguarda il ripristino delle piste di galoppo, sia in erba che in sabbia. "Si tratta di un investimento di circa 150.000 euro per ciascuna pista, sostenuto direttamente da Roma Capitale", ha spiegato Onorato, precisando che il Comune sta procedendo in danno a Hippogroup a causa della precedente gestione dell'impianto. Obiettivo settembre L’Amministrazione conferma il cronoprogramma per il rilancio dell'attività agonistica: "L'impegno preso per la ripresa delle gare a settembre sarà rispettato", ha ribadito l’Assessore. In questa fase di transizione, la gestione della struttura resta in capo a Roma Capitale tramite la società in house Zètema. Futuro della gestione: l'ipotesi Caroli Sul fronte della governance temporanea, l’Assessorato è in attesa di un parere tecnico dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). "Stiamo verificando se sia possibile affidare la gestione temporanea alla società Caroli, seconda classificata nel bando, dopo la rinuncia del precedente aggiudicatario avvenuta a febbraio", ha dichiarato Onorato. "Se il Ministero confermerà che il soggetto possiede le credenziali necessarie per ricevere i finanziamenti previsti, procederemo con l’affidamento. Fino ad allora, continueremo a gestire noi la struttura per garantire la continuità e la ripartenza". L'Assessore ha concluso sottolineando che ogni passaggio sarà vincolato a rigorosi controlli amministrativi, con l’unico obiettivo di migliorare le condizioni del polo ippico romano.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
In data odierna, a bordo del volo papale diretto ad Algeri, il Sommo Pontefice Leone XIV ha replicato formalmente agli attacchi sferrati dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, diffusi tramite la piattaforma Truth. Il Santo Padre, primo pontefice di nazionalità americana, ha voluto chiarire la natura della propria missione apostolica di fronte alle dure critiche presidenziali che lo definivano "debole sulla criminalità e pessimo in politica estera". I punti salienti della dichiarazione pontificia: Indipendenza del Magistero: Papa Leone XIV ha ribadito fermamente di non agire come un leader politico, ma come pastore universale. "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", ha dichiarato, sottolineando che il suo unico mandato deriva dal Vangelo. Condanna della guerra: Il Pontefice ha confermato che la Santa Sede continuerà a denunciare ogni forma di conflitto bellico, richiamando le nazioni al dialogo multilaterale e alla costruzione di una pace giusta. "Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra", ha aggiunto. Risposta alle provocazioni: In merito all'insinuazione di Trump secondo cui la sua elezione al soglio petrino sarebbe legata all'attuale amministrazione USA, il Papa ha esortato a non "abusare del Vangelo", invitando l'opinione pubblica a trarre le proprie conclusioni in modo indipendente. La Santa Sede riafferma che la voce del Papa resterà ferma in difesa degli innocenti e dei sofferenti, sottraendosi a qualsiasi strumentalizzazione politica internazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Ha preso il via ufficialmente ieri, domenica 12 aprile, la partecipazione della Regione Umbria alla 58ª edizione del Vinitaly. Il taglio del nastro, avvenuto alle ore 12:00 nel cuore del nuovo Padiglione D di Veronafiere, segna l’inizio di una presenza regionale profondamente rinnovata, che posiziona l’Umbria in un’area strategica accanto ai grandi player del settore vitivinicolo internazionale. Un investimento strategico per il territorio L’inaugurazione è stata presieduta dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme all'Assessora alle Politiche Agricole, Simona Meloni. Con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, la Regione ha puntato su uno spazio espositivo moderno e funzionale di oltre mille metri quadrati. Il nuovo concept, sintetizzato nel claim “Umbria, Stili di Vite”, non celebra solo l’eccellenza del calice, ma promuove l’intero ecosistema umbro: arte, paesaggio, accoglienza e qualità del vivere. I numeri della collettiva regionale Sotto il coordinamento di Umbria Top Wines, lo stand regionale ospita quest'anno 45 cantine d'eccellenza, cui si aggiungono numerose aziende presenti con spazi indipendenti. Il programma della fiera prevede oltre 40 appuntamenti, tra masterclass tecniche, blind tasting e focus divulgativi curati dal Distretto del Vino Umbro di Qualità e dalle Strade del Vino dell’Umbria. Il programma di oggi: l'omaggio ai pionieri Dopo il successo dell’evento inaugurale e del "Fuori Salone" a Palazzo Verità Poeta, la giornata odierna, lunedì 13 aprile, è dedicata alla memoria dei "Grandi Pionieri" dell'enologia regionale. Un momento di riflessione per onorare figure iconiche come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani, che hanno reso i vini umbri protagonisti sui mercati mondiali. Dichiarazione della Presidente Stefania Proietti: "Abbiamo tagliato un nastro che rappresenta il futuro della nostra terra. Essere nel Padiglione D significa rivendicare il ruolo centrale dell'Umbria nel panorama vinicolo globale. Il vino è il nostro miglior ambasciatore, capace di raccontare la nostra storia e di trainare un turismo esperienziale di altissimo profilo".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Presso lo stand della Regione Veneto, a Vinitaly 2026, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Presidente della Giunta regionale del Veneto a confronto sulle più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete  Si è svolto oggi, presso lo stand della Regione Veneto a Vinitaly 2026, un proficuo e positivo incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Al centro del colloquio, le preoccupanti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le conseguenti ripercussioni sul sistema produttivo regionale. In particolare, è stata analizzata l’incidenza dell’instabilità geopolitica sui costi energetici e sulla logistica delle esportazioni venete, asset fondamentale per l’economia del Paese. Un punto cruciale del confronto ha riguardato la strategia europea per la sicurezza degli approvvigionamenti. Urso e Stefani hanno approfondito la possibile candidatura del Veneto a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. Tale progetto punta a rafforzare l’autonomia industriale italiana e comunitaria, dando seguito ai recenti accordi tra il Ministero e la Commissione Europea per la tutela delle filiere produttive essenziali. L'iniziativa conferma la centralità del territorio veneto nello scacchiere industriale europeo e l'impegno comune tra Governo e Regione per garantire resilienza e competitività alle imprese del Made in Italy di fronte alle sfide globali.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Torna oggi la Giornata Nazionale del Bacio, un appuntamento dedicato al simbolo universale dell’affetto e della connessione umana. In un’epoca dominata dalla velocità e dal digitale, la ricorrenza del 13 aprile invita tutti a fermarsi per riscoprire l’importanza di un gesto fisico semplice ma potentissimo. Perché fa bene? Non è solo una questione di sentimento. La scienza conferma che baciare apporta benefici reali: Benessere immediato: Riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e libera ossitocina, migliorando l’umore. Salute del cuore: Aiuta a regolare la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Difesa naturale: Rafforza il sistema immunitario attraverso lo scambio di anticorpi. Un linguaggio universale Che sia il bacio tra innamorati, quello della buonanotte ai figli o un saluto affettuoso tra amici, questo gesto rimane la forma di comunicazione più diretta ed efficace. Celebrato da poeti e artisti, il bacio è l’"apostrofo rosa" che unisce le persone oltre ogni barriera. L’iniziativa L’invito per la giornata di oggi è semplice: regalare un bacio a chi amiamo. Un piccolo gesto che può cambiare la giornata di chi lo riceve e di chi lo dona. “Baciare è un modo per dire ciò che le parole non sanno esprimere. Oggi celebriamo la bellezza di questo contatto che ci rende più umani e più felici”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 aprile 2026
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito un nuovo, totale arresto. Secondo quanto riportato da Lloyd’s List, testata di riferimento del settore navale, la paralisi è la diretta conseguenza dell’annuncio del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, circa l’avvio di un blocco navale nell'area, scattato a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani. Fino alla mattinata di domenica, il transito delle imbarcazioni era proseguito, seppur a ritmi ridotti. Nella giornata di sabato si era persino registrato un lieve incremento nel passaggio delle petroliere: molte compagnie di navigazione avevano infatti accelerato le operazioni per far uscire i carichi dal Golfo Persico, approfittando di un precario accordo di cessate il fuoco ormai prossimo alla rottura. La situazione è precipitata dopo la dichiarazione ufficiale della Casa Bianca. I dati di monitoraggio confermano il fermo pressoché totale delle attività: al momento, si segnala che almeno due navi cargo, inizialmente dirette verso l’uscita dello Stretto, hanno invertito la rotta per fare ritorno verso acque più sicure.
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