SCUOLA E SICUREZZA: DOPO LA TRAGEDIA DI LA SPEZIA, L’ON. PAOLA DE MICHELI CHIEDE UN CAMBIO DI PASSO. “NON BASTANO I METAL DETECTOR, SERVE INVESTIRE SULL’ANIMA DEI NOSTRI RAGAZZI”

Redazione MVN • 22 gennaio 2026

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Il 16 gennaio 2026 resterà una data indelebile e drammatica per la città della Spezia e per l’intero sistema scolastico italiano. L’omicidio del giovane Abanoub Youssef, avvenuto tra le mura dell’Istituto Chiodo-Einaudi per mano di un compagno di classe, ha squarciato il velo su una realtà di disagio giovanile che non può più essere ignorata. Mentre il Governo risponde con l’ipotesi di misure restrittive e controlli ai varchi, il dibattito politico si infiamma tra chi invoca la "tolleranza zero" e chi, invece, chiede una rivoluzione culturale e sociale nelle periferie e nelle aule.


L’Onorevole Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico, analizza la situazione spezzina ponendo l’accento sulle carenze strutturali del sistema educativo e sulla necessità di un supporto psicologico che diventi, finalmente, un diritto garantito per ogni studente. In questa intervista esclusiva, la parlamentare dem risponde alle proposte del Ministro Valditara e delinea la strategia del centrosinistra per trasformare le scuole da potenziali luoghi di tensione a veri presidi di comunità e rigenerazione sociale.


 

Onorevole De Micheli, la tragedia di La Spezia ha sconvolto il Paese. Il Ministro Valditara propone metal detector nelle scuole: secondo lei è questa la risposta corretta o è solo una misura di facciata?

Mi pare ancora una volta che da parte del Ministro e di questo governo, a fronte di un problema serissimo come quello della violenza tra i giovani, arrivi una risposta emotiva e sensazionalistica. Che di fatto evidenzia una desolante mancanza di idee e di analisi, necessari per offrire proposte più profonde e realmente efficaci. In alcune scuole ci sono già i metal detector, installati sulla base dell’autonomia scolastica, forse possono servire, ma siamo convinti che una misura di deterrenza sia sufficiente per limitare la violenza tra i giovani? Occorre inquadrare il problema in tutta la sua dimensione che investe l’intera società, anche al di fuori delle aule: affrontare le sfide educative e ascoltare chi ogni giorno opera in contesti difficili. Prendendo atto che misure soltanto repressive non bastano.


Gli studenti spezzini lamentano l'assenza di presidi psicologici adeguati. Come    può il PD spingere per una riforma che renda il supporto mentale un diritto strutturale in ogni scuola, oltre l'emergenza?

Credo che la scuola pubblica abbia un ruolo di straordinaria importanza nella crescita dei nostri giovani. Andare in una buona scuola cambia la vita, l’ho visto nel mio percorso, lo vedo ogni giorno con mio figlio. La presenza di supporti psicologici negli istituti è un tassello fondamentale per comporre il mosaico di una comunità più ampia che sia realmente educante, capace di intercettare e dare risposte al disagio. Che si fa carico dei problemi delle giovani generazioni e che al contempo avverte la responsabilità ogni giorno di fornire modelli positivi e di contrastare la violenza, non solo quella fisica ma anche quella verbale. Lo abbiamo sostenuto in più occasioni come Partito Democratico, convincendo in passato il governo sul bonus psicologico, ma questo non ha attivato nessuna sensibilità nella maggioranza. Credo che l’esecutivo su temi come questo dovrebbe cercare il confronto con l’opposizione e non fare solo propaganda.


L'omicidio è avvenuto in un contesto di disagio giovanile crescente. Quali strumenti di "rigenerazione sociale" propone il centrosinistra per evitare che le scuole diventino luoghi di tensione anziché di crescita?

La strategia del governo finora è fallita, quella che agisce soltanto sull’inasprimento delle pene o addirittura sull’istituzione di nuovi reati da sola non serve, soprattutto nei confronti dei più giovani. E questo è misurabile nella vita di tutti giorni: non è stato raggiunto l’obiettivo di rendere più sicuri gli italiani. I fatti di La Spezia sono un segnale inquietante che deve interrogarci tutti, non solo il sistema educativo. La rigenerazione sociale passa attraverso alcuni concetti chiave: relazione, conoscenza, luoghi di vita e di studio adeguati e modelli sempre positivi. La scuola deve tornare a essere fulcro e modello per questa rigenerazione. La violenza si previene l’ascolto, la fiducia e rispetto che ci consentono di gestire il conflitto e di riconoscere l’altro come interlocutore e non come nemico.



 





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Autore: AGENZIA DIRE ORE: 20.46 20 marzo 2026
La premier: "Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale perché c'è stato il tentativo di 'buttarla in caciara' per individuare il nemico" In caso di vittoria del No “mi preoccupa il messaggio che in questa nazione le cose che non funzionano non si possono cambiare e che noi non siamo in grado di guardare avanti, di correggere le storture del sistema, che dobbiamo rimanere sempre identici a noi stessi anche se sappiamo che ci sono delle cose che non funzionano”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni intervistata in occasione dello speciale sul referendum del Tg La7 in onda stasera. E, per Meloni, “non è una cosa che paga il Governo, la pagherebbero i cittadini. È una sfida tra chi vuole rimanere sempre identico, tra chi vuole difendere lo status quo sapendo che in quello status quo si annidano privilegi e storture, e chi vuole guardare avanti e modernizzare, per consegnare ai propri figli una nazione migliore di quella che ci è stata consegnata”. Domenica e lunedì, ha ribadito la premier, “non si vota sulla Meloni”. Con il No “ti tieni la Meloni e intanto non hai riformato una giustizia che in Italia non funziona: la Meloni si può mandare a casa fra un anno, ci sono le elezioni politiche, ma adesso noi non stiamo votando su questo, stiamo votando su una riforma sacrosanta. Si lancia una lepre da rincorrere per non guardare la realtà delle cose”. MELONI: NESSUN CONTRACCOLPO, I GOVERNI LI IMPALLINANO LE MAGGIORANZE.. Meloni non vede “contraccolpi di natura politica indipendentemente da come il referendum dovesse andare, e particolarmente non per il Governo: sappiamo tutti che i Governi di solito vengono impallinati dalle proprie maggioranza, non dalle opposizioni. E la maggioranza è solida e lo è stata anche in questa campagna, a differenza delle opposizioni”. MELONI: FAMIGLIA BOSCO? C’ENTRA, CON RIFORMA PRINCIPIO RESPONSABILITÀ I casi giudiziari e di cronaca citati durante la campagna referendaria “c’entrano eccome, perché questa è una riforma sulla responsabilità e sulla meritocrazia nella giustizia. Il caso della famiglia nel bosco, al di là dell’approccio ideologica con cui questa vicenda è stata trattata, evidenzia una negligenza perché non si valuta l’impatto sui bambini, si dimentica di chiamare l’interprete. E introdurre il principio della responsabilità affronta queste questioni molto meglio”, ha aggiunto Meloni. MELONI: PERCHÉ HO CITATO GARLASCO? RACCONTA MALFUNZIONAMENTO SISTEMA “Perché ho citato Garlasco? Sono fatti specifici che raccontano il malfunzionamento di un sistema. Se voi dite che l’ho citato probabilmente lo avrò fatto perché è un caso di giustizia che sta impattando molto e che ha coinvolto anche dei magistrati che al tempo non avevano fatto il loro lavoro. Ho raccontato mille altri casi che raccontano il malfunzionamento di quel sistema”, ha detto Meloni aggiungendo che questa “non è una riforma fatta contro i magistrati, è una riforma fatta per tutta la magistratura. Ed è la ragione per cui moltissimi magistrati autorevolissimi la stanno sostenendo con coraggio”. MELONI: NON È STATA BELLA CAMPAGNA, HANNO PROVATO A BUTTARLA IN CACIARA “Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale, anche perché c’è stato questo tentativo di ‘buttarla in caciara’ per individuare il nemico, spaventare la gente e dire cose che non c’entravano niente”, ha spiegato la premier. “Ho trovato veramente orrendo- ha sottolineato Meloni- il fatto di dover mentire per essere convincenti, e questo è accaduto prevalentemente da parte del fronte del No. Dopodiché ovviamente i toni che sono stati utilizzati hanno portato a dei falli di reazione anche nella nostra metà campo, ed ecco perché non è stata una campagna elettorale”.
Autore: AGENZIA DIRE 20 marzo 2026
Un taglio di 24,4 centesimi al litro. Avanti con i controlli della Gdf per chi non ha ancora adeguato i listini Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, alle ore 8 di oggi, venerdì 20 marzo, quasi il 60% degli impianti di distribuzione in Italia (12.107 punti vendita) ha ridotto i prezzi in seguito al taglio delle accise disposto dal Governo. Una nuova rilevazione è prevista nel pomeriggio. Tutte le principali compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno inoltre adeguato i propri prezzi consigliati, con una riduzione di 24,4 centesimi di euro al litro, in linea con il provvedimento adottato in Consiglio dei ministri. IL PREZZIO MEDIO PER BENZINA E GASOLIO Il prezzo medio dei carburanti rilevato questa mattina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,734 €/l per la benzina e 1,978 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self-service si attesta invece a 1,812 €/l per la benzina e 2,048 €/l per il gasolio. MA UN IMPIANTO SU DIECI HA AUMENTATO I PREZZI Dalle ultime rilevazioni del Mimit emerge inoltre che l’11,4% degli impianti, oltre a non aver ancora ridotto i prezzi al taglio delle accise, ha addirittura aumentato i prezzi esposti: il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco di questi distributori, affinché vengano effettuati i necessari controlli ai sensi del nuovo regime speciale previsto dal decreto-legge approvato dal Governo. Gli esiti dei controlli saranno trasmessi anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all’autorità giudiziaria.
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A margine di una manifestazione elettorale dedicata al Referendum sulla Giustizia, la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, Arianna Meloni, è intervenuta in merito alle recenti polemiche sollevate dalle opposizioni riguardanti il Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Rispondendo alle richieste di dimissioni formulate dalle minoranze a seguito di un'inchiesta giornalistica relativa a presunte partecipazioni societarie del Sottosegretario, Arianna Meloni ha dichiarato ai microfoni della stampa: “ Non mi risulta che ci siano indagini a carico di Delmastro. È tempo di porre fine a queste continue gogne mediatiche, basate su ricostruzioni che non trovano riscontro in atti giudiziari”.  Con queste dichiarazioni, i vertici di Fratelli d’Italia respingono fermamente le pressioni delle opposizioni, confermando la fiducia nell'operato del Sottosegretario Delmastro.
Autore: Redazione 20 marzo 2026
'La maggioranza è solida, a differenza dell'opposizione' Io non vedo contraccolpi di natura politica indipendentemente da come il referendum dovesse andare, particolarmente per il governo. La maggioranza è solida, ed è stata solida anche in questa campagna. A differenza dell'opposizione, dove ci sono esponenti che sostengono il sì". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell'edizione speciale del Tg La7 'Sì o no' dedicato al referendum sulla giustizia in onda stasera.
Autore: AGENZIA DIRE 20 marzo 2026
Identificati dai tatuaggi i corpi tra le macerie di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone: erano noti come militanti anarchici del gruppo del terrorista al 41 bis ROMA – Il tetto del Casale del Sellaretto di via delle Capannelle è crollato per un’esplosione: le due vittime ritrovate nei ruderi stavano probabilmente preparando un ordigno. C’è una svolta nelle indagini sulla tragedia che questa mattina, venerdì 30 marzo, ha portato alla scoperta di due corpi senza vita sotto le macerie di un vecchio edificio crollato nel Parco degli Acquedotti. Corpi che sono stati identificati anche grazie ai tatuaggi: sarebbero Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, noti per appartenere al gruppo anarchico di Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis. L’ESPLOSIONE SENTITA NELLA NOTTE Secondo alcuni testimoni, residenti nelle vicinanze, già nella serata di giovedì avrebbero sentito un’esplosione provenire proprio dalla zona del casale, ma nessuno si sarebbe recato sul posto a controllare. Il dramma è stato scoperto quindi solo questa mattina da un runner del parco che ha segnalato l’accaduto al 112. Così la sala operativa del Comando di Roma ha inviato alle 08.56, in via delle Capannelle nel parco degli Acquedotti, la squadra di Tuscolano II 12/A con i Nucleo Cinofili, il Nucleo Usar ed il Nucleo Gos con il Funzionario di Guardia, per quello che sembra un semplice incidente, il crollo di un solaio all’interno di un casale abbandonato. In un primo momento si è pensato che le vittime fossero due senzatetto che usavano il casale come riparo per la notte e che il crollo fosse derivato dall’esplosione di una bombola a gas utilizzata per riscaldarsi. IL DETTAGLIO CHE HA INSOSPETTITO GLI INQUIRENTI Sul posto sono intervenute la Polizia di Stato, la Polizia Scientifica infine la Digos: gli inquirenti hanno poi rintracciato il dettaglio della svolta. Dei due cadaveri, quello della donna presentava traumi compatibili con il crollo dell’edificio, mentre quello dell’uomo riportava segni di bruciature e aveva subito una mutilazione di un braccio. Dettaglio, quest’ultimo, che ha fatto prendere una pista diversa alle indagini. Da lì, la certezza con l’identificazione delle due vittime: Mercogliani e Ardizzone, erano infatti già noti per la militanza al gruppo anarchico insurrezionalista a cui appartiene anche il terrorista Alfredo Cospito. A conferma dell’appartenenza anarchica della donna, in particolare, viene ricordato che durante l’ultimo processo a carico dell’anarchico-terrorista, fu proprio lei a intervenire in tribunale con la lettura di un proclama pro-Cospito. Di qui ha preso sempre più corpo l’ipotesi che i due siano rimasti vittima dello stesso ordigno artigianale che stavano preparando o maneggiando, nascosti nel casale, probabilmente per un possibile attentato. LE VITTIME, CHI ERANO “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato”: sono alcune parole del proclama letto dall’Ardizzone durante l’udienza preliminare del procedimento a carico di Cospito, tenuto a Perugia lo scorso 15 gennaio. Mercogliani invece era già stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino.
Autore: AGENZIA DIRE 20 marzo 2026
La simit mette in guardia: "Attenzione ai frutti di mare crudi" Nel pronto soccorso dell’ospedale Cotugno di Napoli si registra un numero costante dei casi di epatite virale Hav (epatite A). Lo riporta un bollettino diramato dall’azienda ospedaliera dei Colli alle 15:30 di oggi. Nel corso della giornata, si sono registrati circa 14 nuovi casi. Al momento i pazienti ricoverati con epatite A nei reparti di degenza del Cotugno sono 50. Le loro condizioni cliniche non presentano, al momento, aspetti di criticità. La direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera dei Colli ricorda che “l’epatite A si prende soprattutto con cibo o acqua sporchi o dalle mani contaminate”. Consiglia di “lavare sempre le mani con acqua e sapone dopo il bagno e prima di cucinare o mangiare; evitare frutti di mare crudi e mangiare solo cibi ben cotti, soprattutto in questo periodo”. Ricorda che “il vaccino contro l’epatite A protegge molto bene e se ne può parlarne con il medico o con il servizio vaccinazioni. Se compaiono nausea, stanchezza forte o pelle/occhi gialli rivolgersi subito al medico di famiglia”. SIMIT: ATTENZIONE AI FRUTTI DI MARE CRUDI “Un forte richiamo all’attenzione riguardo l’incremento dei casi di Epatite A registrato nelle ultime settimane sul territorio nazionale. Il focolaio principale è attualmente localizzato in Campania, ma segnalazioni interessano anche il Lazio, il nord della Calabria e altre aree della penisola. In Campania, le autorità sanitarie hanno già attivato protocolli di monitoraggio stringenti”. A dirlo la presidente della Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), la prof.ssa Cristina Mussini. “Tra le misure cardine figura l’ordinanza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi- prosegue- che vieta il consumo di frutti di mare crudi, decisione che trova riscontro nelle attuali indagini tecniche. Il focolaio campano potrebbe essere strettamente correlato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi con le forti e prolungate piogge invernali che avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus in diversi lotti di mitili”. Sebbene il consumo di molluschi crudi resti il sospettato principale, la Simit precisa che il quadro appare complesso: non tutti i pazienti riferiscono tale consumo, suggerendo una dinamica che può includere la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche. “Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l’igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali. L’acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione”, le raccomandazioni del prof. Giampieri D’Offizi, responsabile Uoc Malattie Infettive Epatologia presso lo Spallanzani di Roma. La vaccinazione contro l’epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l’infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario”, conclude infine il prof. Ivan Gentile, direttore UOC di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 18.36 20 marzo 2026
I funerali di Umberto Bossi si celebreranno domenica 22 marzo alle 12 nel monastero di San Giacomo a Pontida. Lo fa sapere la Lega, annunciando che la cerimonia sarà trasmessa in diretta sui canali social del partito. Saranno presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’annuncio è arrivato in due note di Palazzo Chigi e Palazzo Madama. “ Bossi ha segnato in positivo la storia di questo Paese, le scelte lasciamole alla famiglia, alla moglie e figli, meriterebbe il massimo degli onori ma sono scelte che lasciamo agli affetti più cari”, ha detto Salvini.
Autore: AGENZIA DIRE Aggiornamento Ore: 18.22 20 marzo 2026
Ventunesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Migliaia di Marines in arrivo. Ucciso il portavoce dei Pasdaran. Erdogan: "Che Dio distrugga Israele". Tutti gli aggiornamenti Oggi è il ventunesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Al centro della crisi restano gli attacchi alle infrastrutture energetiche e la sicurezza dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il petrolio mondiale. Tutte le notizie principali man mano che arrivano: 18:13 – TAJANI: SU HORMUZ POSIZIONE POLITICA PER GARANZIA TRAFFICO MARITTIMO L’iniziativa per sbloccare lo Stretto di Hormuz “è una presa di posizione politica per cercare di far sì che possa essere garantito, anche nel prossimo futuro, il traffico commerciale marittimo, per far sì che Hormuz possa tornare a essere uno stretto con il libero commercio, senza rischio di essere affondati”. Lo dice, in collegamento video con il Feuromed di Napoli, il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. “Non è una scelta militare, è una scelta politica – ribadisce -. Poi, qualora si raggiunse un cassate il fuoco, la pace, e le Nazioni Unite dovessero decidere di avviare una operazione di garanzia del traffico marittimo, allora potremmo anche essere disponibili, insieme ad altri Paesi, alla Cina, all’India”. Tajani aggiunge che “gli americani credo che vogliano continuare a difendere la libertà di navigazione con la forza contro gli iraniani, vedremo cosa succederà. Trump ha detto che non vuole inviare soldati americani sul terreno, in territorio iraniano, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. Certamente non si tratta di una guerra che finisce nel giro di qualche giorno”. 17:15 – MIGLIAIA DI ALTRI SOLDATI IN ARRIVO Secondo l’agenzia Reuters l’esercito statunitense sta dispiegando una grande nave d’assalto anfibio con migliaia di marines e soldati aggiuntivi in Medio Oriente. 17:00 – KHAMENEI: “IL NEMICO E’ SCONFITTO” La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha scritto in un messaggio che “i nemici della Repubblica islamica sono stati sconfitti”. “Al momento, grazie alla particolare unità che si è creata tra voi, nostri compatrioti – nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica – il nemico è stato sconfitto”. Khamenei ha affermato che gli iraniani hanno inflitto un “colpo devastante” ai nemici. E che l’Iran e le forze alleate nella regione non erano “in alcun modo” responsabili degli attacchi contro l’Oman e la Turchia, attribuendone invece la colpa all'”inganno del nemico sionista”. 16:00 – LA MISSIONE NATO IN IRAQ HA CHIUSO La missione Nato in Iraq è stata completamente trasferita in Europa. Lo ha annunciato l’Alleanza. L’ultimo contingente non combattente, composto da diverse centinaia di persone, ha lasciato il Paese. “La missione Nato in Iraq ha riorganizzato le proprie attività, trasferendo in sicurezza tutto il personale dal Medio Oriente all’Europa”, si legge in una nota del comando europeo dell’Alleanza. 15:30 – TRUMP: LA NATO E’ UNA TIGRE DI CARTA Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Paesi Bassi, Giappone e Canada si sono impegnati con una dichiarazione congiunta a “sforzi adeguati per garantire il passaggio sicuro” attraverso lo stretto di Hormuz. Senza scendere nel dettaglio operativo. Nel frattempo Trump è tornato ad attaccare nuovamente i membri della Nato, con un post sui social: “Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta! Non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella lotta è stata vinta militarmente, con pochissimi rischi per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che è l’unica causa degli alti prezzi del petrolio. Così facile per loro, con così pochi rischi. CODARDI, e noi non dimenticheremo!“ Trump ha affermato che alcuni paesi sono disposti ad aiutare a scortare le navi attraverso lo stretto, ma non li ha nominati.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 20 marzo 2026
Sua Maestà il Re di Spagna, Filippo VI, è giunto oggi a Roma per la cerimonia ufficiale di insediamento come Protocanonico Onorario del Capitolo della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. L’evento segna un momento di altissimo valore storico e simbolico, rinnovando il legame indissolubile che dal 1500 unisce la Corona di Spagna alla Basilica Liberiana. Accompagnato dalla Regina Letizia, il Sovrano è stato accolto sul sagrato dalle massime autorità ecclesiastiche prima di procedere al rito solenne di presa di possesso dello stallo capitolare. La Regina Letizia ha preso parte alla cerimonia esercitando il "privilegio del bianco", l'esclusiva concessione vaticana riservata alle regine cattoliche. Con questa visita, Filippo VI riafferma il ruolo della monarchia spagnola come custode delle antiche tradizioni che legano la nazione alla storia religiosa e civile della Capitale italiana. Foto : Ursula Puldrugo per frvnewsmagazine
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 20 marzo 2026
Cordoglio della Lega per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi. Annullati tutti gli appuntamenti politici. La Lega comunica la sospensione di ogni attività politica e istituzionale in segno di profondo rispetto per la scomparsa del suo fondatore, Umberto Bossi, mancato ieri all’età di 84 anni. Quella che doveva essere la giornata conclusiva della battaglia referendaria si trasforma in un momento di silenzio, memoria e raccoglimento. “ Oggi la Lega annulla tutti gli appuntamenti sul territorio”, ha dichiarato il Segretario Federale Matteo Salvini durante uno speciale su Radio Libertà. “Se decine di migliaia di iscritti sono qui, è grazie a una sua idea innovativa, geniale e democratica. Oggi la politica c’entra poco: contano l’affetto e l’eredità valoriale di chi non ha mai mollato, insegnandoci a rialzarci sempre. Gli dobbiamo gratitudine per averci cambiato la vita”. In questo momento di dolore, il movimento si stringe attorno alla famiglia, ignorando ogni polemica e onorando il percorso di libertà tracciato dal Senatur. Per volere della famiglia, che desidera condividere l’ultimo saluto con il popolo della Padania e la grande comunità della Lega, i funerali si terranno Domenica 22 marzo alle ore14:00presso Abbazia del monastero di San Giacomo, Pontida. La famiglia chiede il massimo rispetto della riservatezza nelle ore precedenti la cerimonia.
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