Tajani, 'Araghchi mi ha garantito la partenza sicura della nave Grimaldi'

FRV NEWS MAGAZINE • 17 giugno 2026

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Telefonata tra i ministri per sbloccare la 'Grande Torino' nel Golfo Persico da mesi





Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi. Al centro del confronto, la situazione della sicurezza nell'area del Golfo e la risoluzione del blocco delle imbarcazioni commerciali nella regione.

Nel corso della telefonata, il Ministro Araghchi ha fornito al Ministro Tajani ampie e formali garanzie circa l'immediato sblocco della nave mercantile italiana "Grande Torino", appartenente al Gruppo Grimaldi, ferma da mesi nel Golfo Persico a causa delle note tensioni geopolitiche e delle restrizioni al transito nello Stretto di Hormuz.

Le autorità iraniane assicureranno nelle prossime ore tutte le condizioni necessarie per una partenza rapida e in piena sicurezza dell'imbarcazione. La Farnesina, che ha seguito costantemente la vicenda in stretto contatto con l'armatore, conferma che i 21 membri dell'equipaggio a bordo – tra cui tre ufficiali italiani – sono in buone condizioni.

"Il canale del dialogo e la diplomazia si confermano strumenti fondamentali per la tutela degli interessi nazionali e della sicurezza dei nostri connazionali e dei beni commerciali italiani nel mondo", ha dichiarato il Ministro Tajani a seguito del colloquio.

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Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.10 17 giugno 2026
Venerdì (o forse già domani) in Svizzera la firma del memorandum d'intesa. Peccato che poco prima Trump avesse minacciato di "tornare a bombardare l'Iran se non si comporterà bene" ROMA – Petroliere iraniane hanno attraversato oggi la zona del blocco navale statunitense nell’area dello stretto di Hormuz : lo ha riferito il sito di monitoraggio marittimo TankerTrackers. Venerdì è in programma in Svizzera la firma di un memorandum d’intesa tra Washington e Teheran che promette di mettere fine al conflitto armato avviato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. “Almeno due superpetroliere della National Iranian Tanker Company, denominate Diona e Hero2, hanno superato il perimetro del blocco della marina statunitense trasportando complessivamente 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano”, ha riferito TankerTrackers su X. Segnalato, sempre stamane, anche il passaggio di una terza nave iraniana . Ma dal G7 Trump è tornato immediatamente a fare il Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che l’accordo con l’Iran “non è definitivo” e ha minacciato di “tornare a sparare” contro Teheran se non si “comporteranno bene”. Parlando con i giornalisti prima dell’incontro con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi al vertice ha specificato che quello che sarà firmato venerdì è solo “un memorandum d’intesa, non definitivo. E se non mi va bene, torneremo a sparargli , a sganciare bombe sulle loro teste. Se non mi piace, se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe proprio in mezzo alla loro testa, capito? Perché si sono comportati male per 47 anni”. Poi nella conferenza stampa di chiusura al G7 ha affrontato di nuovo tutti i punti caldi: “Sono tutti entusiasti dell’accordo raggiunto. Non c’è una sola nazione che sia venuta da noi dicendo ‘Per favore, signore, continui a bombardarli, per favore, continui a bombardarli’. E sono gli stupidi che dicono queste cose”. Secondo Trump l’accordo “raggiunge tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati e… molto di più”. “Se non avessimo concluso questo accordo, avremmo potuto sganciare altre bombe per altre tre settimane, due settimane, quattro settimane, due anni, non avremmo mai avuto lo stretto di Hormuz aperto”. Si compiace di aver ucciso il leader iraniano Qassem Suleimani: “L’accordo con l’Iran non è stato fatto in tre mesi, ma in anni, è stato fatto perché ho ucciso il generale Suleimani . Era il genio del male, eliminarlo è stato l’inizio dell’accordo”. Dice che l’accordo verrà firmato a breve; forse domani, forse venerdì. “Gli iraniani amano il loro Paese. Abbiamo spazzato via la prima e la seconda generazione della loro leadership. Sono convinto che il terzo gruppo si comporterà in maniera diversa e con loro sarà possibile parlare di un cambiamento di regime “. Trump parla ovviamente anche di Israele: “Israele non sarà annientata. Ho detto a Bibi: Bibi il tuo più grande rischio era una bomba nucleare e non ci sarebbe più Israele. Hai ottenuto la cosa per te importante. Abbiamo evitato un olocausto nucleare “.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
Si sono conclusi positivamente i lavori del vertice G7. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso in conferenza stampa la propria piena soddisfazione per gli esiti del summit, sottolineando l'importanza dei risultati raggiunti. La Premier ha dichiarato che i leader hanno lavorato bene insieme, raggiungendo una convergenza che non era affatto scontata e che rappresenta un'ottima notizia per tutti, evidenziando così il forte clima di cooperazione internazionale. Tra i temi centrali del vertice è emersa con forza la sicurezza delle rotte commerciali marittime. La Presidente ha confermato la disponibilità dell'Italia a fare la propria parte per garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, specificando che l'azione si muoverà nel pieno rispetto delle necessarie autorizzazioni. Il percorso verso una potenziale missione si articolerà attraverso un monitoraggio della situazione internazionale nei prossimi sessanta giorni per valutarne l'effettiva necessità in corso d'opera. Nell'immediato si avvierà un lavoro preparatorio basato su incontri prevalentemente tecnici, mentre l'autorizzazione formale alle Camere verrà richiesta solo quando la cornice della missione diventerà concreta e realistica, assicurando così al Parlamento il tempo necessario per un dibattito politico adeguato. A margine dei lavori, la Premier ha definito stabili e immutati i rapporti con i partner internazionali. Il confronto tra i leader, descritto come schietto e caratterizzato dalla determinazione nella difesa dei rispettivi interessi nazionali, viene considerato una base solida e pragmatica per ripartire e costruire soluzioni condivise nei prossimi mesi.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 17.52 17 giugno 2026
A dare la notizia in televisione è stato l'avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, che dice: "Campanello d'allarme, è il momento per tutti di abbassare i toni" BOLOGNA – La madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari , è stata ricoverata al Pronto soccorso per una presunta overdose di farmaci. La donna è stata sottoposta a una lavanda gastrica. Lo ha rivelato l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Sempio: ne ha parlato in collegamento con la trasmissione ‘La Vita in diretta’: “Ero in Cassazione a un processo quando è arrivata la telefonata che annunciava questo ricovero urgente al pronto soccorso , per un’overdose di farmaci, non sappiamo se assunti volontariamente o meno. Dopo questa notizia ci siamo affrettati mentre io discutevo il processo della povera Saman: l’avvocata Taccia ha telefonato a Sempio, ci abbiamo tenuto a mandare un messaggio, per dirgli che stia vicino alla mamma, la tranquillizzi. Vogliamo dirle che noi moltiplicheremo gli sforzi perchè lei si dimentichi degli attacchi, dei social, delle mail, perchè non è indagata, non è coinvolta, ha il solo torto di avere il figlio sottoposto a questo procedimento. Credo che questo sia un campanello d’allarme che ci dice che è il momento, per tutti, di abbassare i toni “. Leggi anche
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 17 giugno 2026
Torna questa sera, in prima serata su Rete 4, l’appuntamento con "Zona Bianca" , il programma di approfondimento giornalistico targato Videonews e TG4. Alla conduzione Giuseppe Brindisi , pronto a guidare il pubblico attraverso i temi più caldi dell'attualità politica, economica e di cronaca. La puntata di stasera si concentrerà sui grandi gialli che appassionano l'opinione pubblica e sui delicati equilibri internazionali: I grandi casi di cronaca : ampi approfondimenti dedicati agli sviluppi sul caso di Garlasco e agli ultimi aggiornamenti sul giallo di Pierina Paganelli. Scenari internazionali : un focus dettagliato sul recente e discusso accordo tra Stati Uniti e Iran. Il parterre di esperti, giornalisti e politici vedrà la partecipazione straordinaria dell'avvocato Anna Maria Bernardini De Pace . La celebre matrimonialista interverrà nel corso del dibattito per offrire la sua autorevole analisi legale e sociale sui risvolti dei casi trattati in puntata.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
– Entrano nel decimo giorno le ricerche di Sarah (12 anni) e Alisya (16 anni), le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena che le ospitava da circa due anni. Gli investigatori si stanno concentrando sull'analisi dei sistemi di videosorveglianza dei comuni limitrofi, data l'assenza di telecamere e allarmi nella struttura da cui le minori si sono allontanate. Sotto la lente d'ingrandimento della Procura ci sono in particolare i filmati registrati nel vicino comune di Alfedena. Tra la tarda serata di sabato e la prima mattina di domenica – ore in cui si colloca la sparizione – sono stati registrati circa 300 passaggi di veicoli. Gli inquirenti stanno esaminando i singoli fotogrammi per identificare targhe e modelli utili a ricostruire il tragitto delle ragazze. L'ipotesi della fuga programmata La pista principale resta quella dell'allontanamento volontario e pianificato. A supporto di questa tesi vi è il fatto che le due sorelle abbiano portato con sé abiti, trucchi e diversi effetti personali. Le operazioni di ricerca e le polemiche Sul campo restano attive le squadre dei Vigili del Fuoco, impegnate nel setacciare boschi, strade e le sponde del lago di Barrea. Alle operazioni partecipa anche il Soccorso Alpino e Speleologico della Guardia di Finanza per il controllo dei sentieri montani. Nel frattempo, l'attività dei soccorritori incassa la dura reazione della madre delle due minori, che ha accusato apertamente le autorità di aver avviato le ricerche con grave ritardo.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
L'accordo tra gli Stati Uniti e l'Iran 'offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari' A due giorni dalla firma in Svizzera del protocollo d'intesa tra Stati Uniti e Iran, il presidente americano Donald Trump ha lanciato un duro monito, dichiarandosi pronto a riprendere le operazioni militari se Teheran non rispetterà gli impegni. L'accordo, un memorandum in 14 punti che punta a impedire all'Iran di acquisire armi nucleari, è stato accolto con favore dai leader del G7 riuniti a Evian, i quali si sono detti pronti a sostenere l'attuazione dell'intesa.  Sul fronte marittimo si registrano già i primi movimenti nello Stretto di Hormuz, dove alcune petroliere iraniane hanno oltrepassato la zona di blocco imposta dagli Stati Uniti negli ultimi due mesi. Per garantire la sicurezza dell'area e facilitare la ripresa del traffico commerciale, una missione multinazionale indipendente guidata da Francia e Regno Unito si occuperà della protezione delle navi mercantili e della bonifica delle mine marine. Trump ha tuttavia ribadito che il testo attuale non costituisce un trattato finale e che l'andamento dei negoziati dipenderà strettamente dal comportamento del governo iraniano.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto oggi al Simposio Cotec a Venezia, rivolgendo un forte appello all'Unione Europea affinché passi immediatamente dall'enunciazione dei principi all'operatività concreta delle regole sull'intelligenza artificiale. Il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di governare e guidare le innovazioni tecnologiche senza demonizzarle, richiamando anche le riflessioni del Papa sull'urgenza di un'etica condivisa nello sviluppo digitale. Nel suo discorso, il Presidente ha espresso profonda preoccupazione per la concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati. Queste realtà, ha evidenziato Mattarella, stanno invadendo domini storicamente riservati alla responsabilità degli Stati e delle organizzazioni internazionali, como lo spazio, manifestando la pretesa di disattendere o travolgere le norme esistenti e minacciando direttamente la sovranità nazionale e i diritti dei cittadini. Per contrastare questo potenziale disordine internazionale, è indispensabile che i governi membri dell'Unione Europea abbandonino timidezze e riserve, evitando di frenare l'azione comune. A margine dell'evento, Italia, Spagna e Portogallo hanno siglato un memorandum d'intesa con l'obiettivo di rafforzare l'ecosistema dell'innovazione e strutturare una risposta europea coordinata ed efficace di fronte alle complesse sfide plurali del nostro tempo.
Autore: Anna Maria rengo 17 giugno 2026
Dario Colombo conclude la sua trilogia sull’esodo forzato in Boemia delle popolazioni delle valli del Trentino prima dello scoppio della Prima guerra mondiale: vicende dolorose e sconosciute ai più, che hanno fortemente segnato la popolazione locale. Un’opera documentata e coraggiosa, dove la storia, con le sue crudeltà e durezze, si intreccia a vicende personali narrate con commozione e partecipazione. Dopo “Boemia” e “Montagne nere”, con “L’ultimo treno” (Edizioni Minerva) Dario Colombo conclude la sua trilogia sull’esodo forzato in Boemia delle popolazioni delle valli del Trentino alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale. Se nei primi due libri l’autore si era concentrato sulla partenza forzata di migliaia di donne, bambini e anziani, e pio sul loro ritorno in una terra devastata, questo ultimo capitolo è altrettanto necessario: siamo nel primo dopoguerra, il Trentino è diventato ufficialmente italiano, ma per chi lo abita la pace non coincide con la fine delle difficoltà.  L’esodo dei trentini in Boemia è una tra le pagine storiche meno raccontate. Come mai, secondo lei? “Per una ragione molto semplice: che la storia la scrivono da sempre i vincitori. E il vincitore in questo caso era quel Regno d’Italia che aveva dichiarato guerra all’Italia per ‘liberare i fratelli di Trento e Trieste’ salvo poi – una volta ‘liberati’ li ha considerati ancora i nemici, gli austriaci, quelli per i quali erano morti alpini e bersaglieri sul Piave e sul Monte Grappa. E quindi di loro e delle loro vicende, compreso l’esodo in Boemia, non si doveva parlare. Quando poi è salito al potere il fascismo con il suo culto della nazione ’romana’, tutto questo è stato definitivamente cancellato.” Può sinteticamente raccontare, per chi non conosce la vicenda, che cosa avvenne e perché? “Il 22 maggio 1915, vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia, gli abitanti di lingua italiana dei territori di confine dell’impero austroungarico – trentini, veneti, friulani – trovarono affisso sulle porte delle chiese e dei comuni l’ordine di evacuazione delle autorità austriache. Ovvero abbandonare le case, il bestiame e tutti loro averi e recarsi ‘con solo una posata e una coperta’ alla più vicina stazione dove sarebbero stati caricati sui carri bestiame e dopo un viaggio di 5-6 giorni disseminati nei villaggi della Boemia, della Moravia, della Bassa Austria. Ufficialmente per preservarli dai rischi del conflitto, secondo molti per evitare che potessero aiutare l’esercito italiano in quanto cittadini di lingua italiana. Fecero ritorno solo nel 1019.” Prima stranieri in Boemia, poi stranieri in Trentino. Come furono accolti nei due territori i trentini trasferiti e quali sono gli attuali rapporti con la Boemia, o comunque l’eredità che questo soggiorno ha lasciato? “All’inizio furono accolti in Boemia con diffidenza, se non con ostilità, in quanto anche la Boemia stava vivendo il dramma della guerra con gli uomini al fronte, la carenza di risorse e di lavoro. Dopo i primi mesi durissimi le popolazioni locali si resero conto – trattandosi esclusivamente di donne, anziani e bambini - che non si trattava di gente venuta per vivere alle spalle dei boemi ma al contrario disposta a lavorare e ad integrarsi, cosa che poi è avvenuta, dando vita a legami che durano a tutt’oggi, come ad esempio dimostra l’attività dell’Associazione Amici della Boemia e della Moravia.” Con quale stato d’animo e finalità ha affrontato la scrittura di questa trilogia? “L’obiettivo (e la speranza) è stato quello di far conoscere una vicenda che ha riguardato oltre 110mila persone e in un certo senso di render loro giustizia per quanto sofferto. Di conseguenza lo stato d’animo durante la scrittura dei tre volumi è sempre stato di grande partecipazione e coinvolgimento, ma anche di grande emozione.” Il suo romanzo parla di identità, migrazione e appartenenza e pure concludendo un racconto, apre una domanda: cosa significa davvero sentirsi a casa? “In sintesi: ritrovarsi nel luogo della propria memoria.” Migrazioni, accoglienza, essere trattati come stranieri in terra propria, o vedere la propria terra cambiare di nazionalità: la storia dei trentini insegna o avrebbe dovuto insegnare qualcosa? “Il condizionale è d’obbligo perché la storia – anche questa volta – non è stata magistra vitae ma, come ha dimostrato la seconda guerra mondiale e poi tutte le guerre che ancora oggi devastano il mondo, quanto è accaduto nel lontano 1915 ha continuato e continua a ripetersi.” L’AUTORE - Dario Colombo, giornalista e scrittore, ha lavorato per i più importanti quotidiani, periodici, radio e televisioni nazionali, è stato per quattro anni direttore della testata giornalistica di “Tele+” prima che questa diventasse l’attuale Sky. Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, su questo tema ha scritto numerosi volumi, realizzato film-documentari e lavori teatrali. L’ultimo treno è il volume conclusivo della trilogia inaugurata con Boemia (2023) e Montagne nere (2024), vincitore del premio letterario internazionale Latisana per il Nord-Est sezione Narrativa 2025, dedicato alla ricostruzione di un’importante pagina sinora dimenticata della storia del nostro Paese.
Autore: Redazione 17 giugno 2026
La Santa Sede e la Conferenza Episcopale Italiana comunicano il programma ufficiale delle celebrazioni per l’ultimo saluto al Cardinale Camillo Ruini, Presidente emerito della CEI e già Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. I fedeli e la stampa potranno rendere omaggio alla salma del Cardinale presso la camera ardente allestita a Roma, nella Cappella della Madonna della Perseveranza del Pontificio Seminario Romano Minore, in via Aurelia 208. Le visite saranno possibili oggi, mercoledì 17 giugno, dalle ore 12:00 alle ore 19:00, e domani, giovedì 18 giugno, dalle ore 09:00 alle ore 12:00. Il rito solenne delle esequie si terrà domani, giovedì 18 giugno, alle ore 16:30 e sarà celebrato da Papa Leone XIV presso l’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Venerdì 19 giugno alle ore 16:00, l’Arcivescovo Giacomo Morandi presiederà una seconda celebrazione nella Cattedrale di Reggio Emilia. Al termine della funzione, la salma del Cardinale Ruini verrà tumulata nella cripta della Cattedrale della sua diocesi natale.  I giornalisti e i fotografi interessati a seguire le esequie in Vaticano possono richiedere i necessari accrediti direttamente alla Sala Stampa della Santa Sede
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 17 giugno 2026
'Abbiamo promesso agli italiani di difendere i confini, lo abbiamo fatto'  Il Parlamento europeo ha approvato oggi il nuovo regolamento sui rimpatri, introducendo una riforma strutturale per la gestione dei flussi migratori e il controllo dei confini esterni dell’Unione Europea. Il provvedimento introduce procedure accelerate per l'espulsione dei migranti non aventi diritto all'asilo e formalizza la possibilità di istituire centri di rimpatrio in paesi terzi. Questa misura estende a livello comunitario il modello gestionale precedentemente avviato dall'Italia tramite il protocollo bilaterale con l'Albania, trasformandolo in uno standard operativo per tutti gli Stati membri dell'UE. La presidenza del Consiglio italiano ha espresso forte soddisfazione, definendo l'approvazione un successo strategico della propria linea politica e un passo decisivo nel contrasto al traffico di esseri umani e nella riduzione degli sbarchi clandestini.
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