Testarda come una sarda: il debutto nella narrativa di Anna Maria Rengo

FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci • 30 maggio 2026

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Anna Maria Rengo, giornalista professionista con una profonda sensibilità e una radicata passione per la scrittura, ha fatto il suo debutto nel mondo della narrativa. Dopo aver toccato il cuore dei lettori con le sue pubblicazioni legate alla poesia – tra cui la raccolta Il resto è solo ragione – l'autrice pubblica il suo primo romanzo, Testarda come una sarda, edito da Tevere Edizioni. L'opera sarà presentata ufficialmente al pubblico a Guardea, in provincia di Terni, il prossimo 20 giugno.


Una storia vera di rinascita e speranza

Il romanzo racconta la storia vera di Valeria Masala, una protagonista straordinaria che diventa il simbolo di un messaggio profondamente positivo e universale. Attraverso le pagine del libro, emerge come l'amore per se stessi e per il prossimo, unito a una ferrea forza di volontà e a una costante progettualità, costituiscano le leve fondamentali per rialzarsi anche dopo le cadute più rovinose. Valeria affronta le tempeste della vita senza mai perdere la speranza, aggrappandosi al potere salvifico del sorriso.


Lo sguardo sensibile della giornalista


In questa opera emerge con forza la figura di Anna Maria Rengo, giornalista professionista dotata di una rara sensibilità umana e sociale. Di fronte alla vicenda di Valeria, l'autrice ha avvertito l'urgente bisogno etico e narrativo di raccontarla, trasformando la cronaca di una vita in un manifesto di coraggio. Il suo obiettivo è dare forza a chi si trova nel fango delle difficoltà, dimostrando che la vita, nonostante i drammi e gli ostacoli apparentemente insormontabili, aggiunge sempre un nuovo capitolo di luce a chi non smette di lottare e sa guardare al futuro con determinazione.

La redazione di FRV News Magazine augura ad Anna Maria Rengo il migliore e più meritato successo per il debutto di questa straordinaria opera letteraria, con l'auspicio che la storia di Valeria possa ispirare e donare forza a tantissimi lettori.

Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
Si profila una profonda spaccatura interna alla Procura di Milano in merito all'inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali in Serie A. Il pubblico ministero titolare dell'indagine, Maurizio Ascione, prossimo al trasferimento presso la Procura europea (Eppo), potrebbe non firmare la chiusura del fascicolo a causa di forti divergenze sulla valutazione dei fatti con il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che lo affianca dallo scorso giugno. L'indagine, avviata nell'ottobre del 2024, vede tra i cinque indagati l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, accusato di frode sportiva in concorso con alcuni esponenti dell'Inter. L'ipotesi investigativa iniziale verteva su presunte pressioni volte ad alterare la regolarità delle partite di campionato. Secondo quanto si apprende, i vertici della Procura milanese si orientano ora verso due precise decisioni procedurali: Archiviazione parziale: la tranche dell'inchiesta relativa alle pressioni sulle designazioni arbitrali si avvia verso la definitiva archiviazione. Trasferimento per competenza: il filone riguardante i presunti accessi e contatti con la sala Var di Lissone sarà trasmesso alla Procura di Monza, competente per territorio. Coinvolgimento della Giustizia Sportiva e dell'Antimafia Nonostante il ridimensionamento del fronte penale milanese, gli atti d'indagine usciranno dal segreto istruttorio per approdare su altri tavoli istituzionali: Procura Federale della FIGC: riceverà l'intera documentazione per valutare eventuali illeciti o violazioni del codice di giustizia sportiva. Commissione Parlamentare Antimafia: ha già manifestato l'intenzione di acquisire le carte per verificare possibili infiltrazioni o legami tra i soggetti coinvolti e la criminalità organizzata. L'uscita di scena del pm Ascione, prevista per la giornata di domani, segna un punto di svolta decisivo per le sorti di un'inchiesta che rischia di ridefinire gli equilibri tra i diversi organi di controllo del calcio italiano.
Autore: Redazione 14 luglio 2026
Un tragico incendio è divampato nel pomeriggio di oggi all'interno del cantiere della Oxy Tower, situata in Place de Brouckère, nel pieno centro di Bruxelles. Il bilancio ufficiale, confermato dall'Auditorat du travail (la Procura competente per la sicurezza sul lavoro), è di sei vittime. Dinamica dell'incidente e operazioni di soccorso L'origine del rogo: Le fiamme sono scoppiate inizialmente al secondo piano dell'edificio in ristrutturazione. La propagazione: Dopo un primo contenimento, il fuoco si è propagato al vano ascensore. Questo ha generato un secondo incendio, successivamente isolato e posto sotto controllo dai Vigili del Fuoco. Il ritrovamento: I sei operai, inizialmente dichiarati dispersi, sono stati rinvenuti privi di vita all'interno di un ascensore crollato, dove erano rimasti intrappolati. I feriti: Due persone hanno riportato gravi ustioni e sono state trasferite d'urgenza all'Ospedale Militare di Neder-over-Heembeek. Un vigile del fuoco è stato soccorso sul posto a causa di un colpo di calore. Gestione dell'emergenza ed evacuazione Al momento dell'incidente, circa 250 operai stavano lavorando all'interno della struttura, destinata a ospitare appartamenti, ristoranti, un hotel a quattro stelle e un rooftop bar. Tutto il personale è stato evacuato con successo e trasferito presso il centro amministrativo della Città di Bruxelles. La Croce Rossa ha attivato sul posto i protocolli di emergenza sanitaria e un servizio di supporto psicologico per i sopravvissuti. Indagini in corso Le cause che hanno scatenato il primo focolaio restano ancora da accertare. Le autorità giudiziarie e i tecnici dei Vigili del Fuoco sono al lavoro per determinare l'esatta dinamica della tragedia e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamentoi Ore: 19.36 14 luglio 2026
Ora dice che la "tassa" del 20% in cambio della protezione Usa viene sostituita da accordi commerciali e di investimento. E che lo Stretto è aperto per tutti tranne che per gli iraniani È durata un giorno appena la minaccia di “racket” tecnicamente inteso che Trump voleva imporre allo stretto di Hormuz, la tassa del 20% sulle merci in transito in cambio della protezione americana (“Saremo gli angeli custodi”, aveva detto ). Il Presidente Usa – come moltissimi avevano pronosticato – dice ora di essere disponibile ad “accettare” in cambio accordi di investimento con gli stati del Golfo. Scrivendo su Truth, Trump ha affermato che “lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, tranne che a quello iraniano, e questo a causa della loro leadership bugiarda, violenta e malvagia, che li sta conducendo verso la totale distruzione”. “Pertanto, attueremo un blocco totale, ma solo sulle navi in arrivo e in partenza dai porti iraniani, o che trasportano merci di provenienza iraniana”. “A seguito di colloqui molto proficui con i leader mediorientali, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% imposta dagli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo effettueranno negli Stati Uniti. Questi investimenti saranno enormi ma, allo stesso tempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro. Come tutti sanno, gli Stati Uniti vantano il più grande investimento in dollari di qualsiasi altro Paese nella storia, ma questi nuovi investimenti renderanno tale cifra ancora più elevata, e vedremo fabbriche, impianti e attrezzature affluire negli Stati Uniti a livelli storici, creando ulteriori milioni di posti di lavoro americani ben retribuiti! L’America sta vincendo di nuovo, vincendo come mai prima d’ora. I giorni in cui l’Iran uccideva centinaia di migliaia di persone, tra cui 52.000 manifestanti, sono finiti e, soprattutto, l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”. Incalzato dai giornalisti Trump ha spiegato che dopo l’annuncio della “tassa” aveva ricevuto telefonate da leader del Golfo che gli offrivano invece opportunità commerciali e di investimento. E che, auto-smentendosi, ritiene che nessuno dovrebbe poter imporre una tariffa alle navi che transitano nello stretto: “Non mi piace il concetto di tariffa, ma allo stesso tempo non è giusto che dobbiamo proteggere questo stretto per il mondo intero”. Un ritorno alla linea dettata poco tempo fa dal suo stesso segretario di Stato Marco Rubio che aveva ammonito: “A nessun Paese è permesso di far pagare pedaggi o commissioni su una rotta internazionale. Questo dice il diritto internazionale stesso“.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 19.35 14 luglio 2026
Le opposizioni si sono unite contro la riforma presentata dal centrodestra definita "irricevibile" e "inemendabile" chiedendo lo scrutinio segreto. Contraria la premier Meloni che ha caldeggiato "una doverosa operazione verità" ROMA – Entra nel vivo lo scontro parlamentare sulla riforma della legge elettorale oggi all’esame della Camera. Le opposizioni, serrando i ranghi, hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi parlamentari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, compresi quelli sull’introduzione delle preferenze, gli articoli e il voto finale sul provvedimento. I capigruppo alla Camera del Partito Democratico (Chiara Braga), del Movimento 5 Stelle (Riccardo Ricciardi) e di Alleanza Verdi e Sinistra (Luana Zanella) hanno inviato una lettera formale al presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana. Richiamando gli articoli 51 (comma 3) e 49 (comma 1) del Regolamento della Camera, le opposizioni hanno chiesto che l’intero iter di votazione della proposta di legge n. 2822 e dei testi abbinati – compresi tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale – si svolga a scrutinio segreto. Un passaggio che punta a saggiare la tenuta della maggioranza nel segreto dell’urna, in particolare sul delicato tema delle preferenze. Sono in totale 114 le votazioni a scrutinio segreto, accolte dalla presidenza della Camera, che si terranno in Aula sugli emendamenti e gli articoli della riforma della legge elettorale. Più la votazione finale. È quanto emerge dal fascicolo delle norme su cui è stato dato l’ok al voto non palese dopo la richiesta delle opposizioni. BOCCIATI SUBEMENDAMENTI SULLA PARITÀ DI GENERE Sono stati bocciati, a scrutinio segreto, i subemendamenti delle opposizioni sulla parità di genere nei capilista bloccati. L’emendamento di maggioranza alla legge elettorale sulle preferenze non prevede infatti più l’obbligo di parità di genere. Un sub è stato bocciato con 207 no e 155 sì. Alla seconda votazione 217 i no e 158 sì. Parere contrario sui due subemendamenti da relatori e governo. PREFERENZE, EMENDAMENTO FDI BOCCIATO PER UN VOTO Con votazione a scrutinio segreto, l’Aula della Camera ha respinto per un voto l’emendamento Fdi-Noi Moderati-Udc, appoggiato da Lega e Forza, che cambia l’articolo 1 della legge elettorale del centrodestra introducendo un mix di capilista bloccati e preferenze. La norma, con il parere favorevole di relatori e Governo, è stata respinta con 188 no e 187 sì. “Avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio. Ora che siete andati sotto vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca noi“, ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in aula. SCHLEIN: “PRENDETE ATTO DEL VOSTRO FALLIMENTO E ANDATE A CASA” “Questo è stato un voto contro l’arroganza di chi pensa che in un Paese con una crescita a zero, con i salari tra i più bassi d’Europa, il costo dell’energia più caro d’Europa, le liste d’attesa infinite in sanità, le tasse che avete portato al record, la priorità sia la legge elettorale. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no. Era un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne”, ha aggiunto la leader del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula alla Camera. “Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo Paese in grado di risolvere i problemi di milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni mentre vi occupavate solo dei vostri patti di potere che oggi sotto gli occhi di mezzo Governo sono saltati- ha proseguito Schlein-. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa!”. Il voto in aula apre una crisi di governo? “È la democrazia, ora vediamo che succede…”, ha commentato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intercettato in Transatlantico dopo la bocciatura dell’emendamento. LE DISCUSSIONI PRE-VOTO Ecco cosa si è detto durante questa giornata politica nelle ore che hanno preceduto il voto. MELONI: SÌ ALLE PREFERENZE, NO AL VOTO SEGRETO “Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto”, ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social. “Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, conclude. LOLLODRIGIDA: CHI CHIEDE VOTO SEGRETO UN PO’ VIGLIACCO “Chiedere il voto segreto significa non avere coraggio delle proprie posizioni e puntare sugli intrighi di palazzo. Lo considero un atteggiamento un po’ vigliacco, il regolamento lo prevede ma non vedo problemi di coscienza, lo considero non corretto dal punto di vista etico, non istituzionale perché i regolamenti lo prevedono”, le ha fatto eco il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, parlando con i giornalisti alla Camera. “Noi abbiamo dichiarato che siamo a favore delle preferenze e quindi vogliamo votare in maniera trasparente. Gli italiani devono sapere nomi e cognomi, a mio avviso, di quelli che sono a favore e quelli che sono contro le preferenze”, ha concluso. TAJANI: “NESSUN PASSO INDIETRO, FI VOTERÀ SI” Sul fronte della maggioranza, Forza Italia ha sciolto le riserve e voterà a favore dell’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, che prevede un sistema misto con capilista bloccati e preferenze per le posizioni successive. Il segretario azzurro e vicepremier, Antonio Tajani, ha smentito l’ipotesi di una retromarcia al termine dell’assemblea dei deputati di FI: “Ci è stata fatta questa proposta da parte di Fratelli d’Italia, che è di compromesso e accettabile perché rimane il principio fondamentale della legge. Tutto il centrodestra si è dichiarato a favore e lungi da noi l’idea di voler dividere la coalizione. La nostra era una scelta di tipo culturale, legata ai rischi che possono presentare le preferenze”. Rispetto al rischio di franchi tiratori nel voto segreto paventato dalle opposizioni, Tajani si dice sicuro: “L’indicazione è chiara, sono convinto che tutti nel centrodestra la rispetteranno. È stata una decisione condivisa dall’assemblea, non un’imposizione”. TAJANI: “NESSUNA CRISI IN MAGGIORANZA, TROVIAMO SEMPRE ACCORDO” Se l’emendamento sulle preferenze voluto da Fratelli d’Italia venisse bocciato in Aula, il Governo sarebbe a rischio? “No, Perché? Non è a rischio niente”, ha assicurato Tajani. “Il Governo è solido – ha aggiunto Tajani- Questa è un’iniziativa parlamentare. La legge l’abbiamo condivisa, presentata, poi ci sono emendamenti alla legge. Le preferenze sono un dettaglio della legge, non sono la legge. La questione è stata molto enfatizzata, l’obiettivo è la stabilità. La stabilità porta crescita economica, porta investimenti dall’estero, garantisce alle imprese di poter pianificare la loro attività”. “Chi lo dice che le preferenze hanno messo in crisi la maggioranza, lo dice la sinistra”, sottolinea ancora. “La sinistra parla sempre e poi entra lei in crisi – ha aggiunto il ministro degli Esteri – Perché mi pare che il flop della manifestazione l’hanno fatto loro, Renzi e Calenda non li hanno voluti, li hanno contestati quelli della sinistra e Potere al Popolo. Mi pare che in crisi è l’opposizione, non la maggioranza. Noi, come vedete, troviamo sempre l’accordo. Anche oggi abbiamo trovato l’accordo. Quindi, come vedete, in difficoltà è la sinistra, non il centrodestra. Noi godiamo di ottima salute. Poi, si vedano le elezioni, vedi a Reggio Calabria, vedi a Venezia dovevamo essere travolti dalla sinistra e poi li abbiamo travolti noi. Mi pare che c’è molta propaganda Loro sono ancora legati alla propaganda del passato. Alla fine, parlano, parlano, ma non vincono mai. In crisi ci stanno loro, mi pare. Pure sulla politica estera, chiariscano da che parte stanno. Noi abbiamo sempre votato nella stessa maniera, tutti. Loro ci dicano se stanno con la Russia o stanno con l’Ucraina. Ce lo facciano sapere”. TAJANI: “C’È UN PROBLEMA DONNE, MIO IMPEGNO SU LISTE FI” Tajani ha poi risposto alle perplessità sollevate sul rischio di una penalizzazione delle donne in lista, data l’assenza di norme specifiche di genere nell’emendamento: “Abbiamo un problema che riguarda le donne, ma ho garantito che avranno un’ampia rappresentanza nelle liste che presenteremo”. “Siccome non c’è nella legge – spiega il vicepremier – io come segretario del partito ho garantito di fronte ai capigruppo e a due vicesegretari del partito, l’impegno, tenendo presente anche che ai vertici del partito ci sono una donna capogruppo, una donna presidente della consulta, una donna vicesegretario. Credo che debbano essere i partiti a farsi carico della rappresentatività femminile. È nel nostro stesso interesse, visto che le elettrici sono più degli elettori”. VANNACCI: VOTEREMO EMENDAMENTO FDI SU PREFERENZE Non risparmia critiche, invece, Roberto Vannacci. L’eurodeputato ha attaccato duramente l’intesa via social: “Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio. L’emendamento di Fdi, Noi Moderati e Udc mantiene i capolista bloccati, lasciando il potere nelle segreterie di partito e dando solo un contentino nelle posizioni successive. Noi non siamo d’accordo, vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze pure”. Vannacci ha comunque annunciato che voterà a favore dell’emendamento di maggioranza ritenendolo “il meno peggio”, pur mantenendo “il nostro che è per le preferenze pure, per ridare la sovranità al popolo. Vedremo chi crede nella democrazia e lo voterà”. M5S: VOTIAMO NO EMENDAMENTO FDI SU FINTE PREFERENZE Il Movimento 5 stelle voterà l’emendamento di Fratelli d’Italia, sottoscritto anche da Noi Moderati e Udc, che prevede capoilista bloccati e prefererenze? “Assolutamente no”. Lo dice il capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera Alfonso Colucci dopo che il gruppo a Montecitorio si è riunito sulla legge elettorale. “Non abbiamo nemmeno avuto bisogno di discuterne- aggiunge- sono preferenze finte e votiamo no”. SCHLEIN: “IRRICEVIBILE, OPPOSIZIONI FARANNO MURO” La segretaria del PD, Elly Schlein, attacca duramente il merito e il metodo della riforma: “Questa pessima legge elettorale è irricevibile. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale, questo è un chiaro tentativo di realizzare il premierato per via ordinaria tramite la legge elettorale”. Per Schlein “è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un Paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa”. Sul piano del voto, la leader dem ha chiarito la linea: “Noi continueremo a fare muro insieme alle altre opposizioni. Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze”. Netto il no all’emendamento targato Fratelli d’Italia: “Voteremo contro l’emendamento presentato da FDI che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere. Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”. BOCCIA: “EMENDAMENTO FDI SERVE SOLO A SOPRAVVIVENZA MAGGIORANZA“ Sulla compattezza delle minoranze e sulle frizioni nel centrodestra è intervenuto duramente il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia, parlando all’assemblea congiunta dei gruppi dem: “La maggioranza è divisa. Molto più di quello che è stato raccontato. Le opposizioni, al contrario, sono unite. L’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze è solo una sorta di contratto di sopravvivenza della maggioranza. L’unità delle opposizioni in aula può fare la differenza contro il patto di potere che tiene insieme questo governo”. FRATOIANNI: “INEMENDABILE, SI CAMBIANO LE REGOLE A POCHI MESI DAL VOTO” Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, in un’intervista al quotidiano Il Manifesto, ribadisce l’asse con il resto delle minoranze per fermare il provvedimento: “Faremo il possibile per fermare la proposta del governo. Voteremo gli emendamenti comuni che puntano a scardinare la proposta delle destre e anche quelli dei singoli partiti dell’opposizione, con voti incrociati. Riteniamo che la proposta delle destre sia inemendabile e incostituzionale“. Anche per Fratoianni il testo configura “un premierato introdotto per legge ordinaria”, una forzatura istituzionale inedita se paragonata al panorama internazionale: “Negli altri grandi Paesi europei nessuno pensa di cambiare le regole a pochi mesi dal voto”. BOLDRINI: “UNA LEGGE TRUFFA DETTATA DALLA PAURA DELL’ALTERNATIVA” A rincarare la dose è la deputata del PD e Presidente del Comitato permanente sui diritti umani, Laura Boldrini, che definisce il testo “una legge truffa elettorale dettata dalla paura di perdere” di fronte a un’opposizione che si sta compattando. “Dopo essersi vantata di guidare il governo più longevo della Repubblica, eletto con l’attuale legge, improvvisamente Giorgia Meloni parla di garantire la stabilità. Il motivo è chiaro: l’unità delle opposizioni fa paura”, punge Boldrini. “Dopo la batosta presa al referendum costituzionale, tenta di introdurre il premierato con una legge ordinaria, senza rischiare un’altra clamorosa sconfitta ad un altro referendum“, aggiunge la deputata. Spiegando il fine politico del testo sottolinea: “L’obbligo di indicare il premier nel programma serve a togliere poteri al Capo dello Stato e a introdurre il premierato di fatto. Ci opporremo con tutti gli strumenti possibili, insieme alle altre opposizioni, per contrastare questo disegno truffaldino”. Leggi anche
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste punta sul massimo rigore e su una vigilanza stringente per tutelare l'olivicoltura italiana e difendere il valore del Made in Italy. Durante il punto stampa della Cabina di regia sui controlli agroalimentari, il Ministro Francesco Lollobrigida ha confermato una linea di totale fermezza contro le frodi, annunciando tolleranza zero per chiunque cerchi di sfruttare illegalmente il marchio nazionale senza garantirne gli standard qualitativi. Le prime azioni sul campo confermano la capillarità del piano straordinario di vigilanza, che ha registrato numeri record nei primi dieci giorni di attività. Tra il 2 e l'11 luglio, l'Icqrf ha sottoposto a verifica 5 milioni di chili di olio, portando al sequestro di merce per un valore complessivo di 10,3 milioni di euro. Questa operazione rappresenta la prima fase di una strategia di lungo periodo che vedrà una collaborazione sempre più stretta tra le forze dell'ordine e l'introduzione di nuovi strumenti tecnologici per potenziare le attività ispettive. A sostegno del comparto, il Governo ha stanziato quasi 1,9 miliardi di euro negli ultimi tre anni, offrendo risorse concrete per aumentare la competitività delle aziende italiane e contrastare la forte concorrenza dei mercati esteri. In parallelo agli investimenti strutturali, prende il via una campagna di comunicazione istituzionale sulle reti Rai per sensibilizzare i consumatori sull'importanza della trasparenza, dell'origine e della qualità dell'olio d'oliva. I dati consolidati dell'Icqrf certificano una crescita costante e un progressivo rafforzamento di tutte le attività di verifica nel settore oleario.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
Giornata di alta diplomazia a Parigi, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte ai festeggiamenti della festa nazionale francese. Il Capo dello Stato ha assistito alla tradizionale parata militare sugli Champs-Élysées insieme a Emmanuel Macron e a una trentina di leader mondiali. Si tratta di un appuntamento dal forte valore simbolico, essendo l'ultimo 14 luglio di Macron nelle vesti di Presidente. Mentre a Parigi si celebra l'asse italo-francese, in Italia l'attualità politica ed economica resta rovente. A Roma tiene banco lo scontro sulla riforma della legge elettorale: la segretaria del PD Elly Schlein ha già annunciato barricate definendo il testo "irricevibile", mentre la maggioranza stringe i tempi sull'emendamento per le preferenze, con Forza Italia orientata verso il sì. A complicare la giornata si aggiungono le tensioni sui mercati e l'allerta meteo. Piazza Affari viaggia in territorio negativo, frenata dal calo del settore bancario, mentre l'Italia si prepara ad affrontare un'ondata di calore record: entro giovedì saranno ben 15 le città da bollino rosso. Tra le poche note di leggerezza della giornata spicca il mondo del cinema, che celebra l'assegnazione del prestigioso Leone d'oro alla carriera alla straordinaria attrice Ellen Burstyn.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
L’iconica attrice statunitense riceverà il prestigioso riconoscimento insieme a George Clooney durante la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sarà Ellen Burstyn a ricevere il secondo Leone d’oro alla carriera della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. L'annuncio ufficiale della Biennale conferma l'assegnazione del premio a una delle interpreti più straordinarie e intense del cinema mondiale. Ellen Burstyn, intramontabile icona della New Hollywood e vincitrice del Premio Oscar® come miglior attrice protagonista per Alice non abita più qui di Martin Scorsese, nonché candidata all'Academy Award per capolavori assoluti come L'esorcista e Requiem for a Dream, salirà sul palco del Palazzo del Cinema per ritirare il massimo riconoscimento della Mostra.  La straordinaria attrice statunitense condividerà l’onore del Leone alla carriera di questa edizione con George Clooney, il cui premio era già stato annunciato nei giorni scorsi, completando così un binomio di grandissimo prestigio internazionale per il festival del 2026.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
Grande entusiasmo a Roma per l'arrivo dell'attore premio Oscar Robert De Niro, accolto da un vero e proprio tifo da stadio da una piazza gremita di appassionati e cinefili. L'occasione della visita nella Capitale è la presentazione ufficiale della versione restaurata di Novecento, il celebre film cult diretto da Bernardo Bertolucci. L’opera, pietra miliare del cinema internazionale, affronta con crudo realismo temi storici fondamentali come la lotta di classe, la nascita del fascismo e la sua successiva caduta, raccontando l'Italia del ventesimo secolo attraverso gli occhi dei suoi protagonisti. Durante l'incontro pubblico, l'attore ottantaduenne ha risposto alle domande della stampa e del pubblico con grande ironia. De Niro ha regalato una serie di aneddoti sul set, non nascondendo, con un sorriso, diversi "non ricordo" legati al lungo e intenso periodo delle riprese di un film girato ormai cinquant'anni fa. L'evento si è trasformato in un grande omaggio collettivo a una delle figure più iconiche della storia del cinema mondiale e al genio di Bertolucci.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 10.24 14 luglio 2026
Fornirà anche sistemi d'arma e aerei da guerra Rafale. Mosca intanto denuncia: "Dall'Ucraina 850 raid al giorno" ROMA – “Col presidente Zelensky abbiamo concordato una tabella di marcia tra i nostri due Paesi” in merito alla “cooperazione bilaterale in materia di difesa”: così il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato, al termine del vertice della Coalizione dei Volenterosi che si è svolto ieri a Parigi , la decisione del governo di Parigi di concedere al governo ucraino le autorizzazioni per produrre armi, tra cui bombe aria-terra a guida di precisione Aasm, missili intercettori antiaerei Aster e i missili da crociera a lungo raggio lanciati dall’aria Scalp. Inoltre, la Francia trasferirà sistemi radar e prevede di fornire 16 aerei da combattimento Rafale, che dovrebbero entrare in funzione nel 2028. La mossa di Parigi segue l’annuncio del presidente Donald Trump, al termine del vertice Nato ad Ankara della scorsa settimana, di accordare le autorizzazioni per la produzione dei missili Patriot. MOSCA: DA KIEV 850 RAID AL GIORNO LA SCORSA SETTIMANA L’Ucraina nell’ultima settimana avrebbe condotto “in media 850 attacchi al giorno contro la Russia causando 310 feriti”: lo ha detto all’agenzia di stampa russa Tass Rodion Miroshnik, ambasciatore plenipotenziario del ministero degli Esteri russo. Il diplomatico non ha fornito ulteriori dettagli su tali attacchi, né sull’origine del dato fornito alla testata locale. Ieri i media internazionali hanno riferito di attacchi che hanno scatenato incendi nella Russia meridionale. Droni hanno raggiunto anche la regione di Mosca: il governatore ha denunciato un raid contro un edificio residenziale a Solnechnogorsk, in cui sono morte quattro persone e altre tre sono rimaste ferite. Frequenti anche gli attacchi contro infrastrutture energetiche, come la principale raffineria di petrolio russa di Omsk, distrutta la scorsa settimana. Come scriveva ieri Foreign Policy, “Kiev sta utilizzando il suo crescente arsenale di armi a distanza (principalmente droni, ma anche alcuni missili da crociera) per portare la guerra in Russia in un modo che, per la prima volta dal 2022, potrebbe effettivamente far pendere la bilancia” a favore dell’Ucraina.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 14 luglio 2026
Grande successo di pubblico e straordinaria risposta solidale ieri sera allo Stadio Gran Sasso d'Italia de L’Aquila per la 35ª edizione della Partita del Cuore. Davanti a un impianto completamente esaurito con circa 5.000 spettatori, e in diretta televisiva su Rai 1, lo sport si è trasformato in un potente veicolo di beneficenza, unendo in campo la Nazionale Italiana Cantanti e la Nazionale Politici-Giornalisti. L'incontro calcistico ha offerto grande spettacolo e divertimento ai presenti. I tempi regolamentari si sono conclusi con la netta vittoria della Nazionale Cantanti per 9-4, ma la successiva sfida ai calci di rigore ha visto il successo della Nazionale Politici grazie alla mossa decisiva del mister Roberto Mancini.  Al di là del verdetto sportivo, la generosità del pubblico ha permesso di raccogliere fondi vitali per importanti cause umanitarie. Il 40% del ricavato complessivo sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana per gli aiuti d'emergenza in Venezuela, mentre il restante 60% verrà assegnato alla Fondazione Ausilia per sostenere i progetti dedicati ai giovani del territorio aquilano. L'evento ha confermato ancora una volta come la musica, la politica e lo sport possano fare squadra per vincere la partita più importante, che è quella della solidarietà.
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