Trump ha detto no alla tregua proposta dall’Iran. E pensa a nuovi bombardamenti dopo le elezioni di Midterm
Lo scrive il Wall Street Journal. Pezeshkian: "Se l'Onu vuole mandare i suoi ispettori per il nucleare, potremmo raggiungere un accordo anche su questo".
ROMA – Mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian era in tv, alla Cbs, distribuendo ancora “se” e chance condizionate alla tregua proposta agli Stati Uniti, Trump aveva già detto no. Lo scrive il Wall Street Journal, citando alcune fonti all’interno dell’amministrazione americana. Il presidente degli Stati Uniti ha respinto la proposta di cessate il fuoco in sette giorni avanzata da Teheran, comunicando anzi ai suoi collaboratori la previsione di una ripresa dei bombardamenti sull’Iran dopo le elezioni di Midterm di novembre.
Il piano iraniano,
presentato attraverso intermediari,
prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di nuovi negoziati sul programma nucleare in cambio della revoca del blocco navale statunitense sui porti del Paese. Trump ha invece fatto trapelare la convinzione che sia l’Iran a dover chiedere un accordo comprensivo dello smantellamento del programma nucleare.
I termini della proposta erano stati svelati dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un briefing con i giornalisti a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu, riportato poi dal New York Times. Il piano ricalcava in larga parte il memorandum d’intesa raggiunto a giugno, comprimendone i tempi: cessazione delle ostilità, rimozione delle misure di pressione economica e militare, apertura dei negoziati sul nucleare, il tutto nell’arco di una settimana anziché dei circa sessanta giorni previsti in precedenza. “, citato in una conferenza stampa separata, ha precisato i contorni temporali dell’operazione: “Abbiamo presentato un piano agli Stati Uniti, tramite gli intermediari, secondo il quale, se determinate condizioni saranno soddisfatte, lo Stretto di Hormuz sarà aperto alla fine del settimo giorno e i colloqui riprenderanno”, avrebbe detto Araghchi.
E così Pezeshkian stava continuando il “tour” mediatico americano, dicendo intervistato da CBS News che “se gli Stati Uniti accetteranno la proposta della Repubblica Islamica di sette giorni riguardo allo Stretto di Hormuz, il processo di attuazione inizierà immediatamente e le forze militari del governo iraniano vi aderiranno“. Aggiungendo che l’Iran permetterà agli ispettori nucleari delle Nazioni Unite di entrare nel paese: “Se desiderano venire a effettuare delle ispezioni, possiamo raggiungere accordi e intese su questo argomento specifico nell’ambito dei negoziati”.
A quanto scrive il Wall Street Journal, Trump ha già detto no.

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