UN BACIO NON SI NEGA A NESSUNO: IL 6 LUGLIO SI CELEBRA L'AMORE IN TUTTE LE SUE FORME

FRV NEWS MAGAZINE • 6 luglio 2026

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In occasione della Giornata Mondiale del Bacio, un invito universale a riscoprire il valore del gesto più potente, inclusivo e salutare del mondo.


Un bacio supera ogni barriera, unisce le persone e fa bene alla salute. Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Bacio, un'occasione nata per ricordare l'importanza di questo gesto, troppo spesso dato per scontato nella frenesia quotidiana. Lo slogan di quest'anno parla chiaro: un bacio non si nega a nessuno, un manifesto che trasforma il contatto visivo e fisico in un simbolo universale di affetto, empatia e inclusione.


La ricorrenza, nata originariamente nel Regno Unito, ha ormai conquistato il mondo intero. La filosofia della giornata invita ad andare oltre il semplice legame di coppia. Il bacio da celebrare oggi è quello fraterno, l'affetto profondo tra genitori e figli, il saluto caloroso verso un amico o il contatto spontaneo con i propri animali domestici. Si tratta di un promemoria potente contro l'isolamento e la freddezza sociale, pensato per rimettere al centro le relazioni umane.


Non si tratta solo di romanticismo, ma di un vero e proprio toccasana per il benessere psicofisico, come conferma ampiamente la scienza. Baciare riduce drasticamente i livelli di cortisolo nel sangue, abbassando lo stress, e stimola contemporaneamente la produzione di ossitocina, nota come l'ormone della felicità. Inoltre, questo gesto attiva ben trentaquattro muscoli facciali, aiuta a bruciare circa dodici calorie e favorisce la vasodilatazione, contribuendo così a regolare la pressione sanguigna e a proteggere il cuore.



L'invito per tutti i cittadini e per le community digitali è di rompere la timidezza e riscoprire la spontaneità. L'obiettivo è condividere un bacio reale, superare i vecchi rancori e, per chi si trova distante, inviare un pensiero virtuale sui canali social utilizzando l'hashtag ufficiale della giornata. La tenerezza resta, oggi più che mai, la forma più rivoluzionaria e immediata di comunicazione

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Autore: Anna Maria Rengo 6 luglio 2026
In “Se non io chi” Stefano Bufi racconta la storia vera di un giovane svedese caduto in Ucraina, dove si era arruolato come volontario: una vicenda che è lo spunto per indagare sugli imperativi morali che ispirano, o dovrebbero ispirare, la vita di ciascuno di noi. Anche a costo della stessa vita. Ma Edvard “perché proprio tu, ci sono altri, lascia che vadano gli altri”. Queste le parole che la madre Britta indirizza al figlio, dopo che esso ha annunciato a lei e a suo marito l’intenzione di lasciare l’esercito svedese e di arruolarsi come volontario per andare a combattere in Ucraina contro la Russia. Parole di una madre nella quale molti potrebbero riconoscersi e che Stefano Bufi riporta con delicata partecipazione in “Se non io chi” (Castelvecchi editore), il suo ultimo libro che, nel titolo, riprende proprio la frase più emblematica del testo: la risposta che il giovane Edvard, soli 28 anni e un cassetto di sogni ancora da realizzare, dà ai suoi genitori che cercano di dissuaderlo dall’intraprendere un’azione che potrebbe avere estreme conseguenze. Timori purtroppo fondati: il giovane morirà, eroicamente nel tentativo di soccorrere un compagno, poco dopo il suo arrivo in Ucraina. “Se non io chi” lancia un messaggio forte e inequivocabile sul valore del “dovere etico”: ritieni che si applichi solo al caso specifico o che abbia un valore universale, al di là della bontà o meno della causa ucraina? “La storia di Edward racconta una scelta estrema, dolorosa, difficile. Una scelta, appunto, morale: quella di andare volontario a combattere in Ucraina per una causa che Edvard riteneva giusta. Ma certamente il discorso non è limitato solo a Edvard, anzi lui stesso probabilmente trova nell'Ucraina un motivo, una causa per impegnarsi e per applicare i suoi valori e principi. Quindi certo, quello di mettersi in gioco in prima persona per la causa in cui si crede è un principio che può essere applicato a tutto, anzi deve, o dovrebbe, essere applicato a tutto quello in cui noi crediamo. Ovviamente questo non significa che ognuno di noi deve armarsi e partire per la guerra. Il messaggio che il libro vuole lanciare è tutt’altro, ossia che ci sono delle cose in cui si crede e non basta declamarle, enunciarle a parole: bisogna spendersi in prima persona.” Con quali sentimenti e stati d’animo ti sei approcciato alla figura di Edvard, il protagonista? Come giudichi il suo modo di agire? “La figura di Edward, il suo particolare approccio alla vita, la sua integrità morale, la sua radicalità di valori e di giudizio mi ha subito catturato e, in qualche modo, affascinato. È per questo motivo che ho deciso di scrivere, di raccontare la sua storia. Il sentimento che mi ha mosso è stato il desiderio, più che la curiosità, di capire le motivazioni di una scelta così difficile e così radicale. Io non giudico il suo modo di agire, lo guardo da lontano, lo rispetto, lo condivido comprendendo per quale motivo lui l'ha fatto. Da parte mia probabilmente non lo farei perché per fare una scelta del genere, partire volontario per andare a sostenere un paese in guerra aggredito, per difendere in quel modo la libertà e la dignità e i valori di tutti, bisogna avere non solo una grande determinazione morale ma probabilmente anche un forte senso del sacrificio individuale. E lui credo che fosse più o meno consapevolmente intriso di questa cultura del sacrificio. Lo dice la sua adesione alla filosofia stoica che parla di dignità, di valori morali, che parla soprattutto della morte come cartina di tornasole della vita. Morire bene significa aver vissuto bene, questa è una massima che Edvard interiorizza e che lo porta alla scelta e poi al sacrificio finale che quella scelta ha comportato.” Nel libro non si può fare a meno di immedesimarsi nei genitori di Edvard e nei loro tentativi di dissuaderlo dall’andare come volontario in Ucraina. Una frase torna alla memoria: “lo farà qualcun altro”. Per quale motivo hai scelto di raccontare proprio questa storia e cosa essa dice ai tantissimi che pensano, appunto: “ci penserà qualcun altro”? “Il motivo per cui ho scelto di raccontarla è perché è una storia forte, bella nella sua tragicità e per i motivi che presiedono alla scelta di Edvard. Una storia molto attuale e molto significativa di un atteggiamento che dovrebbe essere l'atteggiamento di tutti, quello di non delegare ad altri l'applicazione, la difesa dei propri valori, dei propri principi, ma di farlo direttamente e in prima persona, consapevole dei rischi che questo comporta. La storia di Edvard ci insegna che c'è un modo personale diretto per essere consapevoli e affrontare i problemi del nostro tempo, che è un tempo duro, difficile, tragico che ci mette di fronte a drammi rispetto ai quali ognuno di noi deve sentirsi coinvolto.” Oltre che per la storia tragica, che si intreccia con quella di un ricongiungimento familiare italo-svedese, il tuo libro si caratterizza per due aspetti. Innanzitutto la delicatezza della narrazione: dove nasce la tua vocazione e passione per la scrittura? “Questo libro non racconta solo una storia di impegno personale e di scelta di vita, ma è anche una bella storia di un ricongiungimento familiare dall'Italia alla Svezia, la storia di una delle protagoniste, la nonna di Edvard, Maria, che da Napoli del dopoguerra parte e va a vivere la sua vita in Svezia e poi ritrova i familiari italiani. Tutto questo costituisce la cornice dalla quale Edvard, che è il nipote di Maria, viene fuori con la sua scelta, con le sue motivazioni che hanno a che fare con la realtà tragica di oggi, con la guerra. E quindi la narrazione è una narrazione credo anche leggera, simpatica, gradevole. Da dove mi viene quindi la passione e la vocazione per la scrittura? Credo di averle sempre avute. Io ho fatto tutt'altro nella vita, ho cominciato a scrivere in età matura, quando la mia attività di ingegnere e l'altra mia attività di amministratore pubblico e di politico locale si sono esaurite, ma la passione per la scrittura l'ho sempre avuta. Ho sempre scritto durante tutta la mia vita, ho scritto per me (a casa ho pacchi di quaderni prima e montagne di file dopo, quando sono passata al computer), perché io ho sempre scritto della mia vita, delle mie sensazioni, degli incontri che facevo con le persone, dei viaggi. Ho sempre avuto questo bisogno di scrivere, che è diventato organico.” Altro aspetto che spicca è l’attenzione e la precisione nel descrivere i luoghi che racconti, e che mostri di conoscere bene. La tua esperienza professionale come architetto ti ha aiutato o influenzato? “I luoghi del libro li conosco bene perché sono andato di persona a vederli. Sono andato a Sorrento e a Capri dove si svolge la parte dell'incontro familiare, ma soprattutto sono andato a Uppsala in Svezia dove Edvard ha vissuto e dove vivono ancora i suoi genitori e la nonna italiana. Indubbiamente l'esserci stato di persona mi ha aiutato molto a descrivere i luoghi ma sicuramente c'è anche una sorta di deformazione professionale perché per tutta la vita da un punto di vista, appunto, del mio lavoro, io mi sono interessato di luoghi, di città. Ho una particolare propensione e attenzione verso il paesaggio, la natura, le opere dell'uomo, il costruito, tutto quello che attiene a questo campo e quindi credo che questo background che è durato decenni mi abbia sicuramente aiutato, forse sicuramente anche influenzato, spero non negativamente. Di certo, io ce lo ritrovo tutto.” Questo tuo libro, come quello precedente, narra una storia rigorosamente vera. Pensi che potrai mai cimentarti nella fiction e come mai, almeno sinora, hai scelto solo storie vere? “Il mio primo libro racconta una serie di storie vere della mia famiglia attraverso tutto il Novecento, scritte poi come fossero un romanzo storico, ma rigorosamente vere, accadute e documentate. Anche questo, il libro su Edvard, racconta fatti accaduti e per entrambi i casi non ho avuto bisogno di inventare nulla, perché la realtà è sempre superiore, secondo me, a qualunque fantasia che possa essere dispiegata dallo scrittore più creativo. Questo non significa che la fiction non sia valida, ma non la sento come un mio terreno di creatività. Non credo di essere in grado di scrivere romanzi di pura fiction e d’altra parte, quasi tutti gli scrittori, o almeno la maggior parte, scrivono di quello che conoscono, spesso di storie vere mischiate con aspetti romanzati, ma c'è sempre un aggancio alla realtà. E, ripeto, io avverto particolarmente questo bisogno di partire da una storia reale. Finora non ho avuto necessità di inventare nulla. Ora però sto cominciando a costruire il mio terzo libro, che molto probabilmente sarà invece un mix di storia reale e di fantasia, perché narra di una storia vera, ma difficile, secca, asciutta, drammatica, che però probabilmente nella mia mente ha bisogno di essere arricchita e portata all'attenzione del lettore in un modo un pochino diverso da come si è realmente sviluppata. Quindi, in questo futuro libro spero di mischiare un po' i generi, cioè il romanzo non fiction e il romanzo di fiction.” L’AUTORE – Stefano Bufi è nato a Narni e vive a Terni, dove ha esercitato l’attività professionale di ingegnere, attivo soprattutto nel settore dell’urbanistica. Ha ricoperto incarichi amministrativi nelle istituzioni umbre, segnatamente nel Comune di Terni. Arrivato alla scrittura in età matura, ha pubblicato nel 2024 il suo primo libro L’odore della carta per Bertoni Editore.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 6 luglio 2026
L’Italia si consacra regina assoluta del turismo europeo per l’estate 2026. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivendica con orgoglio il primato continentale e blinda la leadership nazionale, celebrando una stagione da record che proietta il Paese in cima alle preferenze dei viaggiatori internazionali. "Questo traguardo storico è il frutto del talento, dei sacrifici e della dedizione dei nostri imprenditori, dei lavoratori e di tutti gli operatori della filiera", ha dichiarato il Premier, ringraziando pubblicamente il motore economico del settore. Il Capo del Governo ha inoltre garantito che l'esecutivo continuerà a mettere in campo ogni strumento necessario per difendere e investire in una risorsa strategica e vitale per la ricchezza e l'immagine dell'Italia nel mondo. I pilastri del primato italiano Leadership assoluta : Italia al vertice delle mete europee più ambite dell'estate. Eccellenza italiana : Riconoscimento ufficiale al lavoro di operatori e aziende. Impegno del governo : Promessa di nuovi e costanti sost finanziari alla filiera.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 6 luglio 2026
– La Confederazione Brasiliana di Calcio (CBF) esprime pieno supporto al Commissario Tecnico Carlo Ancelotti. La federazione conferma che il tecnico italiano resterà alla guida della Seleção, nonostante la sconfitta per 2-1 subita contro la Norvegia agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026. La presidenza e la direzione tecnica ribadiscono la validità del progetto a lungo termine. L'obiettivo comune resta la Coppa del Mondo 2030. La dirigenza intende interrompere la striscia di frequenti cambi in panchina che hanno caratterizzato gli ultimi quattro anni, garantendo stabilità all'ambiente. Il direttore esecutivo delle nazionali, Rodrigo Caetano, ha commentato la decisione nella zona mista al termine della gara: "Con l'allenatore garantito per il prossimo ciclo, potremo iniziare a settembre la ricostruzione di una squadra, prendendo i lati positivi da questa Coppa e facendo gli aggiustamenti. La CBF farà l'opposto di quello che normalmente si fa. Non invalideremo il lavoro svolto finora." La federazione ricorda che l'allenatore è al comando da meno di un anno e mezzo e ha guidato la squadra in sole 12 partite ufficiali prima del torneo. La fiducia nei confronti di Ancelotti era già stata formalizzata prima del Mondiale con il rinnovo del contratto fino al 2030. La pianificazione per le prossime sfide internazionali ricomincerà ufficialmente a partire dal mese di settembre.
Autore: Redazione 6 luglio 2026
Importante punto di svolta nel caso della cosiddetta "famiglia nel bosco". Dopo sette mesi di sospensione, gli specialisti che seguono la coppia anglo-australiana composta da Nathan e Catherine hanno espresso una prima valutazione positiva, riconoscendo formalmente la loro idoneità al ruolo genitoriale . Il percorso intrapreso dai genitori, caratterizzato da una progressiva apertura alle richieste delle autorità sanitarie ed educative e dalla riorganizzazione della propria quotidianità domestica, ha permesso di superare la iniziale fase di criticità. Questo via libera avvia ufficialmente l'iter per il tanto atteso ricollocamento dei tre figli minori all'interno del nucleo familiare. Le prossime tappe e le condizioni per il rientro Il piano per il ricongiungimento definitivo si articolerà secondo passaggi ben definiti, volti a garantire la massima tutela e il benessere dei bambini: · Ascolto dei minori : Nel corso della prossima settimana, i tre figli saranno ascoltati dal giudice in un incontro protetto, alla presenza della curatrice Marika Bolognese. · Affiancamento educativo : Verrà attivato un supporto professionale per supportare i genitori nella gestione della quotidianità e nell'organizzazione delle relazioni domestiche. · Supporto psicologico : Proseguiranno i percorsi specialistici per affrontare e superare le criticità personali ed emotive. · Fase di osservazione : Un periodo di monitoraggio finale accerterà la stabilità delle condizioni prima del rientro definitivo dei bambini. La decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila in merito al ricongiungimento dei minori, definita dai tecnici come "una questione di tempo", è attesa entro i prossimi venti giorni.
Autore: Redazione 6 luglio 2026
Una nuova e violenta ondata di attacchi russi ha sconvolto Kiev e la regione circostante nella notte, provocando la morte di almeno quattro persone e il ferimento di altre 18. I raid, condotti con un massiccio impiego di missili e droni, hanno colpito direttamente diverse infrastrutture civili e condomini residenziali, confermando l'allarme per un attacco su larga scala lanciato poche ore prima dal presidente Volodymyr Zelensky. La situazione nei quartieri e i soccorsi I danni più gravi si registrano nel quartiere di Podilskyi , dove l'impatto di un missile ha parzialmente sventrato un palazzo tra il settimo e il nono piano. Le autorità locali, guidate dal capo dell'amministrazione militare cittadina Tymur Tkachenko, riferiscono di persone rimaste intrappolate sotto le macerie , con i soccorritori attualmente al lavoro per tentare l'estrazione dei civili. Altri tre edifici residenziali sono stati gravemente danneggiati nel quartiere di Darnytskyi . Il bilancio provvisorio delle vittime all'interno dei confini cittadini è di 3 morti e 7 feriti . Il bilancio nella regione e la risposta militare Fuori dalla capitale, nell'Oblast' di Kiev, si contano un morto e 10 feriti , secondo quanto dichiarato dal governatore regionale Mykola Kalashnyk. Durante l'offensiva, diverse decine di vettori diretti verso la città hanno spinto migliaia di residenti a cercare riparo d'urgenza all'interno delle stazioni della metropolitana. La gravità della minaccia aerea ha attivato anche i protocolli di sicurezza internazionali: l'aeronautica militare della Polonia ha fatto decollare preventivamente i propri caccia da combattimento per proteggere e monitorare lo spazio aereo ai confini con l'Ucraina.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 6 luglio 2026
Nuovo durissimo scontro a distanza tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni. Il tycoon ha pubblicato sulla propria piattaforma Truth Social un meme che ritrae la Presidente del Consiglio intenta a guardarlo, accompagnato dalla didascalia: "serve un ordine restrittivo". L'episodio si inserisce in un clima di forte tensione diplomatica tra Washington e Roma, alimentato dai recenti veti italiani sull'utilizzo delle basi militari della penisola per le operazioni statunitensi in Medio Oriente. Trump ha motivato l'attacco parlando di un calo di popolarità della Premier, versione respinta con fermezza da Palazzo Chigi che ha definito le ricostruzioni "completamente inventate", ribadendo la centralità dell'interesse nazionale nelle scelte strategiche del Paese. Il post ha sollevato un'ondata di reazioni politiche in Italia, incassando anche la ferma condanna delle opposizioni. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha espresso immediata vicinanza alla Presidente del Consiglio, definendo il capo della Casa Bianca un "ignobile bullo da quattro soldi". Il caso rischia ora di proiettare una pesante ombra sul bilaterale tra i due leader al prossimo vertice NATO.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 luglio 2026
Jannik Sinner non si ferma e conquista l'accesso ai quarti di finale del torneo di Wimbledon. Il tennista azzurro, numero 1 del mondo, ha sconfitto l'ostico giapponese Shintaro Mochizuki con il punteggio di 6-3, 7-6, 6-3, confermando un feeling straordinario con l'erba londinese, dove centra i quarti per la quinta stagione di fila. Il match ha visto il campione italiano gestire con grande maturità i momenti chiave: dopo un primo set solido, Sinner ha dominato il tie-break del secondo parziale (chiuso a zero) per poi aggredire il servizio dell'avversario nel terzo set, siglando il definitivo 6-3. Nei quarti di finale Sinner sfiderà il tedesco Jan-Lennard Struff. [
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 luglio 2026
Clamoroso verdetto nel 157° Derby tedesco disputato questa domenica 5 luglio 2026 sull'ippodromo di Amburgo. Dardanos ha firmato un'impresa memorabile conquistando il nastro azzurro da estremo outsider, regalando una gioia immensa allo Stall Bergholz e siglando una delle sorprese più grandi nella storia recente della corsa. Il figlio di Soldier Hollow, montato con freddezza da Wladimir Panov, ha scompaginato ogni pronostico della vigilia chiudendo al totalizzatore alla quota shock di 84,8 contro 1. Il cavallo ha mostrato un parziale devastante nel finale, precedendo di una lunghezza sul traguardo l'ottimo Chiefland. Al terzo posto si è piazzato Salitos, che si conferma soggetto di spessore internazionale dopo aver già conquistato la medaglia di bronzo nel Derby italiano dello scorso 2 giugno a Milano. Dietro questo trionfo c'è la firma d'autore di Andreas Wöhler. Per il carismatico allenatore si tratta del sesto sigillo in carriera nel Derby tedesco, a testimonianza di una gestione magistrale dei picchi di forma dei suoi allievi. La favola di Dardanos è completata dal suo valore commerciale: il cavallo era stato infatti acquistato alle aste yearling di Baden-Baden per la modesta cifra di soli 10.000 euro. L'ordine d'arrivo ufficiale: Dardanos (W. Panov) Chiefland (1 lunghezza) Salitos
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 luglio 2026
È ufficiale la rincorsa al Palio di Siena del prossimo 16 agosto 2026, dedicato alla Madonna Assunta. Questo pomeriggio, le bandiere biforcate di Aquila, Onda e Giraffa sono state esposte alle trifore di Palazzo Pubblico, decretando le tre contrate estratte a sorte che completano il lotto delle dieci partecipanti. Le tre contrade si uniscono alle sette che corrono di diritto per rotazione: Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice e Torre. Il quadro completo delle dieci partecipanti Aquila (Estratta) Onda (Estratta) Giraffa (Estratta) Selva (Di diritto) Chiocciola (Di diritto) Oca (Di diritto) Nicchio (Di diritto) Lupa (Di diritto) Istrice (Di diritto) Torre (Di diritto) Tensioni e rivalità in Piazza del Campo L'esito del sorteggio accende l'attesa in Piazza del Campo, preannunciando una carriera ad altissima tensione strategica. Saranno infatti presenti ben due coppie di rivali storiche contemporaneamente sul tufo: Oca-Torre e Lupa-Istrice. Correranno invece senza la propria avversaria l'Aquila, la Chiocciola e il Nicchio. L'Aquila, reduce dal trionfo dello scorso 3 luglio, avrà la possibilità di tentare uno storico "cappotto" nello stesso anno solare.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 5 luglio 2026
Belen Rodriguez torna a parlare a cuore aperto con i suoi follower attraverso un profondo messaggio condiviso sul suo profilo Instagram. La showgirl argentina ha voluto lanciare un messaggio di speranza e resilienza, confessando di aver attraversato un periodo complesso ma di aver finalmente ritrovato la serenità. "I tempi duri arrivano per tutti, ci sono sofferenze, ci sono ferite che arrivano in profondità senza che uno se ne accorga", ha scritto la showgirl, spiegando come il dolore passato possa riemergere all'improvviso creando un vuoto incolmabile. La rinascita è arrivata grazie agli affetti più cari. Belen ha infatti sottolineato l'importanza del supporto ricevuto: "Con pazienza e circondata dalla mia famiglia e amicizie giuste si smette di stare male. Scegliere di amarsi un'altra volta è quello che sto cercando di fare da tempo... adesso per esempio ho il cuore contento". Il messaggio si chiude con un invito universale a non arrendersi e a non reprimere le proprie sofferenze: "Tutti abbiamo e avremo dei problemi, l'importante è non mollare mai. È importante attraversare il dolore, non metterlo sotto il tappeto, perché prima o poi viene fuori".
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