Un eroe che sfida i secoli

Anna Maria Rengo • 13 marzo 2026

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Nel saggio “Labirinti – Lettura del Canto di Ulisse” Alberto Cristofori analizza a fondo il XXVI canto della Divina Commedia, dedicato al re di Itaca, evidenziando come Dante Alighieri ponga quesiti etici e filosofici sui quali l’uomo moderno continua a interrogarsi.

 

Un capolavoro, anzi un caposaldo della letteratura italiana e mondiale, che non cessa di stupire e di essere attuale e oggetto di studio, nonché di lettura anche nelle scuole.

Un capolavoro cui avvicinarsi con rispetto, ma anche con curiosità e con la voglia di coglierne sempre nuove sfumature e chiavi di lettura, in grado di dare risposte all’uomo moderno, allo stesso tempo così distante e così vicino a quello dal tardo medioevo.

Parliamo naturalmente della Divina Commedia, e più in particolare del Canto XXVI dell’Inferno, il celebre “Canto di Ulisse”, di cui Alberto Cristofori nel suo saggio “Labirinti” (Edizioni LOW) svolge un’analisi del testo che si intreccia a spunti autobiografici, rimandi alla musica e alla pittura, giungendo a una riflessione più complessiva sulla potenza della parola poetica.

Ma lasciamo a Cristofori, novello Virgilio, il compito di guidarci sino al XXVI canto dell’Inferno, certi che impareremo ancora una volta qualcosa di nuovo e di prezioso.


Dante Alighieri è riconosciuto da secoli, anche se in maniera leggermente discontinua, come il “sommo poeta” e la Divina Commedia come una delle più grandi opere letterarie di tutti i tempi. Come spiegherebbe la grandezza dell’autore e dell’opera a un ragazzino del terzo millennio?

“Io non so se si debba spiegare la grandezza di Dante. Penso che si debba piuttosto proporre la Commedia e lasciare che la sua grandezza parli da sola. Ai ragazzini, di solito, lo fa, molto meglio che agli adulti.

Mi è capitato spesso di parlare di Dante nelle scuole medie, cioè appunto a dei ragazzini, e non mi è mai capitata una domanda sciocca, o un’osservazione impertinente. Quando Dante parla di amore, e ci fa capire che Francesca ‘sbaglia’ facendo dipendere l’amore dalla bellezza, perché non è vero che ci si innamora perché lui o lei sono belli, è vero il contrario, che si vede bella la persona amata proprio perché la sia ama, non c’è bisogno di spiegazione: tutti abbiamo sperimentato questa verità, da bambini, quando vediamo ‘belli’ il papà e la mamma, semplicemente perché gli vogliamo bene.

Una volta parlavo di Pier delle Vigne e un ragazzino a cui era morto suicida uno zio mi ha chiesto perché Dante mette all’inferno chi si toglie la vita – e io gli ho fatto scoprire che non è affatto vero che sono tutti all’inferno, i suicidi, Catone è in purgatorio ed è destinato al paradiso, Didone è una suicida ma è tra i lussuriosi, e così via, perché Dante non giudica mai all’ingrosso, ma ogni storia è diversa, unica, fa regola a sé. È per questo che in paradiso troviamo addirittura dei pagani, come Rifeo, mai convertito al cristianesimo, che è una scelta quasi scandalosa, dal punto di vista teologico.

Insomma, a me pare che spesso siano proprio le spiegazioni, o meglio le schematizzazioni, che confondono le idee, irrigidiscono il discorso e fanno perdere di vista la bellezza dell’opera. Naturalmente questo vale finché si conserva, almeno in parte, la capacità di immedesimazione e di stupore che è propria dell’infanzia. Già alle superiori è necessario mediare, perché gli schemi sono stati interiorizzati, e allora quasi automaticamente scatta la definizione appresa: Ulisse consigliere frodolento; e non ci si accorge che il testo dice tutt’altro, che Ulisse è all’inferno per ragioni che con i consigli di frode non hanno quasi niente a che vedere.”


Nella Divina Commedia Dante attinge largamente non solo a figure del suo tempo, ma anche di tempi precedenti o mitiche. Cosa di Ulisse, a suo modo di vedere, aveva affascinato Dante e come spiega il fascino che esso continua a esercitare anche settecento anni dopo?

“Chiariamo innanzitutto che per Dante Ulisse è un personaggio storicamente reale, esistito, non un mito frutto di fantasia poetica. Ciò detto, Ulisse è l’unico personaggio dell’inferno con cui Dante si sofferma a parlare lungamente che non appartenga all’epoca di Dante stesso, o a quella subito precedente. È un fatto importante, una scelta che lo rende eccezionale, ancora prima che l’eroe greco si metta a parlare.

È anche una scelta polemica, diciamo così, perché non mancavano certo a Dante gli esempi di viaggiatori del suo tempo, ricordo per esempio i fratelli Vivaldi, che pochi anni prima avevano intrapreso proprio il viaggio di Ulisse lungo le coste atlantiche dell’Africa ed erano svaniti nel nulla. Ma i Vivaldi, come Marco Polo e tutti i viaggiatori dell’epoca, erano mercanti, spinti dal desiderio di guadagno, non dal desiderio di conoscenza, e Dante invece aveva bisogno di nobilitare il suo personaggio, escludendolo dall’odiata mentalità mercantile, per potersi rispecchiare almeno parzialmente in lui. È evidente infatti che il viaggio di Ulisse assomiglia per molti aspetti a quello di Dante, e il poeta ci invita a riconoscere analogie e differenze – la principale essendo, com’è noto, che Ulisse naufraga e Dante invece raggiunge il purgatorio e poi il paradiso.

È proprio questa nobilitazione dell’impulso al viaggio a garantire a Ulisse il suo valore universale. Ulisse, pur essendo frutto della fantasia di un uomo del Medioevo, anticipa i grandi personaggi che simboleggiano la modernità, Faust e Don Giovanni, e la loro sfida ai limiti della condizione umana: Ulisse supera le colonne d’Ercole perché la sua sete di conoscenza è infinita, è espressione di un desiderio che non può accettare nessun vincolo, così come insofferente di vincoli è l’impulso che anima Faust e Don Giovanni. Che è poi l’impulso alla base della civiltà europea moderna, il mito della crescita infinita (economica, ma non solo), la persuasione che ogni mistero possa essere svelato dalla ragione, dalla scienza, e così via.”


Il Canto di Ulisse, ma del resto anche l’Inferno e, ancora più a monte, l’intera Divina Commedia, sono tra i testi più studiati e commentati della letteratura universale. Qual è la lettura che vuole dare del 26esimo canto dell’Inferno con il suo saggio?

“Io non ho ‘una’ lettura, propongo ai lettori un percorso, che è quello che ho fatto e che continuo a fare leggendo e rileggendo Dante e gli altri classici. È un viaggio attraverso il labirinto delle interpretazioni, se vogliamo, ed è un viaggio pieno di andirivieni, perché a me pare che lo scopo non sia trovare una chiave definitiva, un’interpretazione valida una volta per tutte, ma instaurare un dialogo con i versi di Dante.

Come tutti i grandi scrittori, Dante non si limita a offrire risposte – anzi, le risposte che offre in genere non ci soddisfano, perché sono legate alla sua mentalità, alla sua epoca, alla sua visione del mondo, che non possiamo più condividere. La Divina Commedia è viva perché continua a farci domande, a chiedere a noi di trovare delle risposte ai grandi temi che affronta – che non sono guelfi o ghibellini, papato o impero, ortodossia o eresia, ma sono la responsabilità morale, il senso che possiamo dare al nostro essere nel mondo, l’importanza della ‘politica’ nel senso più nobile del termine – che deriva da ‘polis’, parola che si traduce solitamente con ‘città’, ma più esattamente indica una comunità di persone che si organizzano per vivere insieme. Ecco perché temi come l’amore o l’uso del tempo assumono un valore politico, perché Dante è sempre attento alla dimensione collettiva dei fenomeni, muove sempre dalla consapevolezza che siamo animali sociali.”


Molti tra i temi trattati da Dante in questo canto interrogano ancora le coscienze moderne: l’ordine che l’arte è in grado di farci cogliere sotto il caos delle apparenze, la coscienza della grandezza e dei limiti della ragione umana, il rapporto tra giustizia divina ed eternità delle pene infernali, l’acuta consapevolezza dello scorrere del tempo, la compresenza di tragedia e commedia nell’esperienza quotidiana. Si troverà mai un punto fermo su questi temi e, se no, lei figura una evoluzione lineare oppure concentrica?

“Ma perché dovremmo trovare una risposta? Ognuno è libero di cercarla, e se la trova tanto meglio, ma si tratta di problemi aperti per definizione. È ovvio che, rispetto a Dante, ne sappiamo di più: oggi per esempio la meccanica quantistica ci insegna che ‘Dio gioca a dadi’, come direbbe Einstein, cioè che il caso (e quindi il disordine) è un elemento costitutivo della realtà fisica; ma questo non ci impedisce di cercare un senso nelle esperienze che scandiscono la nostra vita, anche se non possiamo più condividere la fiducia di Dante nel fatto che Dio abbia creato un universo perfettamente ordinato; l’analisi economica di Dante ci appare improponibile, oggi abbiamo ben altri strumenti per interpretare certi meccanismi, del nostro tempo come del passato – ma il problema del rapporto tra principi economici e valori etici è tutt’altro che risolto, la necessità di governare i primi affinché non prendano il sopravvento annientando i secondi turba ancora le nostre coscienze. Se abbiamo una coscienza, s’intende!”


Il suo saggio si caratterizza non solo per l’acutezza dell’analisi e per la profondità delle argomentazioni, ma anche per uno stile accattivante, in grado di catturare anche il lettore che non sia un bibliofilo con la passione per la poetica medievale. È possibile essere divulgatori anche su temi apparentemente così distanti dal vasto pubblico e in che modo lo si può e deve fare?

“Questo è un complimento mascherato da domanda, e io non posso che ringraziare, perché i complimenti non bastano mai. Dirò molto sinteticamente che la mia aspirazione, in questo come in tutti gli altri libri che ho scritto, era di fare un’opera utile e onesta.

Penso che la distinzione tra ricerca e divulgazione vada un po’ sfumata: la divulgazione (termine molto sgradevole, perché deriva da ‘volgo’, che suona sprezzante) non dovrebbe mai essere banalizzazione, o semplificazione, la ricerca può quasi sempre evitare gli eccessi di tecnicismo e rivolgersi così a un pubblico più ampio.

Credo che questo pubblico ci sia e credo che ci siano anche molti intellettuali che aspirano a non parlare solo tra di loro, anzi lo so di certo, perché i miei lavori (per esempio la traduzione del Decamerone in italiano moderno, o il commento all’Antologia di Spoon River) hanno trovato apprezzamento anche in ambito universitario, pur essendo io estraneo all’accademia e adottando uno stile di scrittura, se posso usare questo termine, inclusivo. Ciò detto, sono convinto di aver proposto in queste poche pagine molte osservazioni originali, utili anche agli studiosi, e non solo ai lettori non specialisti.”


Infine, una curiosità che ho da decenni: nell’immaginare inferno, purgatorio e paradiso, con la loro collocazione anche geografica e organizzazione per gironi, Dante aveva attinto a un immaginario collettivo preesistente oppure è tutta una sua creazione?

“Dante, bisogna ricordarlo sempre, copia a man bassa: da Virgilio, ovviamente, da Ovidio, da Aristotele, da Dionigi l’Areopagita, da Tommaso d’Aquino e da mille altri, grandi e piccoli e perfino minimi. Quindi alla base del suo aldilà si trovano moltissime fonti, compresi i racconti di viaggi ultraterreni che hanno preceduto il suo (i più noti, alla fine del Duecento, sono opera di due modestissimi poeti, Bonvesin da la Riva, milanese, e Giacomino da Verona).

La cosa straordinaria che fa Dante è che dà al suo inferno, purgatorio e paradiso una concretezza tale che ci sembra davvero che li abbia visitati in carne e ossa: li descrive, li misura, ce ne fa sentire gli odori, i suoni, ce li fa letteralmente vedere con gli occhi della mente. La potenza della sua immaginazione è la stessa che rende vivi e indimenticabili i suoi personaggi, da Virgilio a Beatrice, da Francesca a Ugolino a Sordello a Matelda: tutto in Dante è individuale, preciso, calato in storie e voci inconfondibili, laddove gli schemi dei filosofi e i racconti dei poeti (perfino di Virgilio, in confronto a Dante) procedevano per astrazioni, un po’ all’ingrosso, per così dire: i lussuriosi da una parte, gli eretici dall’altra... In Dante non c’è mai questa genericità, ci sono casi concreti, storie uniche. È stato detto che Dante fa, nella letteratura, quello che Giotto ha fatto nell’arte, dando corpo, ombra, peso, ai suoi personaggi, mettendoli in un contesto reale e togliendoli dagli sfondi dorati, senza tempo, dove galleggiavano i Cristi e le Madonne e i santi dei secoli precedenti.

Non dobbiamo quindi confondere l’originalità dell’invenzione, che in Dante è molto parziale, con la forza della poesia, che è eccezionale ed è tutta sua. Io ho cercato di mostrare tutto questo, per esempio dove spiego che l’amore di Ulisse per il figlio, per il padre e per la moglie viene espresso con termini diversi, psicologicamente esatti: la “dolcezza” per il figlio abbandonato in fasce, che Ulisse avrebbe ritrovato adulto, la “pietà” per il vecchio padre che morirà disperato senza rivederlo, il “debito amore” per la moglie, cioè l’amore che Penelope si meritava, per un’attesa ventennale. È un piccolo esempio che reca però il sigillo del genio. E vorrei richiamare anche le innumerevoli similitudini della Divina Commedia, che servono a Dante proprio per collegare aldilà e aldiquà, mondo reale e mondo immaginato, e presentano una ricchezza di dettagli davvero ineguagliabile.”

 

L’AUTORE - Alberto Cristofori (Milano, 1961) è tra i più importanti traduttori italiani, avendo “prestato la voce” tra gli altri ad Abdulrazak Gurnah, premio Nobel per la letteratura 2021, Patrick McGrath, Don Winslow, Thomas Piketty, Quentin Tarantino e George Romero. Per Low ha curato La nuova Spoon River di Edgar Lee Masters e Canto di me stesso di Walt Whitman. Docente della scuola Fenysia di Firenze, da anni è attivo come divulgatore dei classici in scuole, biblioteche e associazioni italiane.

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Il Presidente Donald J. Trump ha accolto oggi presso la Casa Bianca Sua Maestà Re Carlo III, in occasione della sua storica visita di Stato negli Stati Uniti d’America. L'incontro, avvenuto in un clima di profonda stima reciproca, riafferma la "Special Relationship" che lega indissolubilmente il Regno Unito e gli Stati Uniti. In apertura dei colloqui, Sua Maestà ha ribadito personalmente la propria solidarietà e vicinanza al Presidente Trump e al popolo americano a seguito del grave attacco avvenuto durante la cena dei corrispondenti. Il Re ha espresso profondo sollievo per l'incolumità del Presidente, sottolineando come la resilienza delle istituzioni democratiche sia un valore condiviso da entrambe le nazioni. Il Presidente Trump, nel ringraziare Sua Maestà per il gesto di vicinanza, ha dichiarato: "Carlo III è un grand'uomo e la sua presenza qui oggi, nonostante le sfide alla sicurezza, è una testimonianza di coraggio e della forza del nostro legame". I due capi di Stato hanno discusso diversi temi di rilevanza globale, tra cui: Sicurezza e Cooperazione: L'impegno comune nella lotta al terrorismo e il rafforzamento delle misure di protezione per le delegazioni internazionali. Relazioni Diplomatiche: Il rilancio dei rapporti bilaterali per affrontare le sfide economiche e geopolitiche del prossimo decennio. Sostenibilità: Un confronto costruttivo sulle iniziative ambientali, tema caro a Sua Maestà, nel quadro della cooperazione transatlantica. La visita di Stato proseguirà come programmato, con il discorso di Re Carlo III al Congresso, a conferma che la diplomazia e il dialogo tra le grandi democrazie non si lasciano intimidire dalla violenza.
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È privo di ogni fondamento quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera sulla decisione del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le future collaborazioni con il Maestro Venezi: il Presidente del Consiglio non è stato coinvolto in alcun modo sul tema e quindi non avrebbe potuto dare alcun ‘via libera’, come invece sostenuto”. Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota. Sul Corriere della sera in edicola oggi, è raccontato uno scambio di messaggi e telefonate che, partito nella mattinata di ieri, avrebbe portato alla decisione di licenziare Beatrice Venezi. E a dare l’ok, scrive il quotidiano, sarebbe stata la stessa Giorgia Meloni convinta che ormai la direttrice d’orchestra (anzi “direttore”, come Venezi ha sempre insistito di voler essere chiamata) fosse “indefendibile” e quindi da cacciare. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni, rilanciate il giorno prima dai media, che Beatrice Venezi aveva rilasciato al quotidiano argentino La Naciòn, in cui accusava di orchestrali del teatro La Fenice di “tramandarsi il posto di padre in figlio” . Fino a due giorni fa, Beatrice Venezi era sempre stata difesa dalla premier Giorgia Meloni, e anche dal soprintendente Nicola Colabianchi. Ma dopo sabato la ‘musica’ è cambiata. Sempre secondo il Corriere, ci sarebbe stato un fitto giro di messaggi tra Meloni, i ministro Giuli e Colabianchi, prima di dare il via alla ‘bomba’, ovvero la nota delle 16.49 in cui Colabianchi annunciava la decisione della Fondazione di interrompere tutte le collaborazioni di Venezi con la Fenice. Ora, però, una nota di Palazzo Chigi assicura che la premier non è stata coinvolta in alcun modo e non avrebbe dato alcun via libera. Colabianchi, nella sua nota, parla di scelta “autonoma e indipendente”, ma una nota del ministro della Cultura Giuli arrivata venti minuti dopo assicura “completa fiducia” alla decisione della Fondazione Teatro La Fenice.
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Guido Grimaldi: “Insieme a Studio Carbognani ALIS potrà approfondire in modo sempre più strutturato gli aspetti normativi e doganali legati alla logistica internazionale” ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile) annuncia con soddisfazione l’ingresso di Studio Carbognani, eccellenza nella consulenza in legislazione doganale e commercio estero, tra i propri Soci consiglieri. L’adesione si inserisce in una strategia di rafforzamento delle competenze tecniche messe a disposizione della filiera logistica, con l’obiettivo di offrire risposte concrete alle sfide poste dall’attuale scenario geopolitico globale e dalla crescente complessità delle normative internazionali. “ Questa nuova adesione permette alla nostra Associazione di rappresentare sempre più un sistema integrato di competenze tecniche al servizio delle imprese”, ha dichiarato Guido Grimaldi, Presidente di ALIS. “Siamo convinti che la collaborazione con Studio Carbognani favorirà nuove sinergie, supportando concretamente gli operatori nella compliance e nell’ottimizzazione dei flussi di merci, contribuendo alla crescita competitiva dei nostri associati in ambito internazionale”. Dello stesso avviso i rappresentanti dello Studio Carbognani, che hanno espresso orgoglio per l’ingresso in un network considerato punto di riferimento per il settore: “In un contesto di dinamiche geopolitiche in continua evoluzione, riteniamo fondamentale rafforzare l’integrazione tra logistica e competenze specialistiche doganali. L’adesione ad ALIS è un’opportunità per contribuire allo sviluppo di un ecosistema efficiente e sostenibile, supportando le imprese nella corretta applicazione delle norme”.  Grazie a questa partnership, ALIS consolida il proprio ruolo di interlocutore privilegiato nel dialogo tra imprese e istituzioni, puntando sulla specializzazione tecnica come leva per la competitività del sistema Paese.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 27 aprile 2026
La Giudice per l’Udienza Preliminare di Milano, Giulia Marozzi, ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, e per la moglie, Miranda Ratti. Al centro del procedimento figurano bonifici per un valore complessivo di circa 42 milioni di euro erogati da Silvio Berlusconi in favore dell'ex manager di Publitalia. Il procedimento e le accuse L’inchiesta, coordinata dal Procuratore Capo Marcello Viola e dal PM della DDA Pasquale Addesso, era approdata a Milano per competenza territoriale dopo il trasferimento da Firenze. L'ipotesi accusatoria sostiene che le ingenti somme ricevute da Dell’Utri avessero lo scopo di garantirgli il sostegno economico e l'impunità in relazione alle indagini sul presunto coinvolgimento nelle stragi mafiose del 1993. Le tappe del processo Il dibattimento prenderà il via il prossimo 9 luglio dinanzi alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Milano. La decisione della GUP giunge nonostante una parte delle contestazioni sia già caduta in prescrizione. La posizione della difesa I legali dei coniugi Dell’Utri hanno espresso fermo dissenso rispetto alla decisione, ribadendo l’estraneità dei propri assistiti ai reati contestati. In una nota congiunta, gli avvocati Francesco Centonze, Filippo Dinacci, Tullio Padovani e Lodovica Beduschi hanno sottolineato: "La medesima vicenda è già stata esaminata da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di denaro. Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche in questa sede."
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 27 aprile 2026
Dal 9 al 14 maggio 2026, il Golf Club Parco di Roma e l’Hotel Hassler ospiteranno un format unico al mondo patrocinato dalla Confederazione Italiana Wellness e Attività Sportive. Per la prima volta a livello internazionale, i confini tra gesto atletico e creatività si fondono in un unico grande evento: "Arte & Golf – per un giro insieme". La manifestazione, sostenuta da CIWAS, trasformerà il campo da gioco in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, celebrando il connubio tra l’eleganza del golf e il prestigio dell’arte contemporanea. L'iniziativa vede il coinvolgimento di 9 artisti italiani di fama internazionale, chiamati a realizzare 18 opere dedicate ciascuna a una specifica buca del Golf Club Parco di Roma. Queste installazioni diventeranno parte integrante del percorso di gioco attraverso targhe certificate su ogni tee sign, rendendo l’esperienza dei golfisti un viaggio estetico permanente. Il programma culminerà il 14 maggio presso l’esclusivo Hotel Hassler con un’asta di beneficenza curata dalla casa d'aste Bolli & Romiti, dove saranno battute le opere originali create per l'occasione. L’evento gode del patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Il commento di CIWAS In qualità di ente di riferimento per la tutela e l’innovazione del settore wellness in Italia, CIWAS si pone come motore di questo progetto pionieristico.  " Siamo orgogliosi di sostenere questo primo evento internazionale che eleva lo sport a vero patrimonio culturale" dichiara Andrea Pambianchi, Presidente CIWAS. "Integrare l'arte in un contesto d'eccellenza come il golf non è solo una scelta estetica, ma una visione strategica per innovare i settori wellness e lifestyle. Attraverso questo connubio, creiamo nuove opportunità di networking di alto livello e una straordinaria valorizzazione del territorio, dimostrando come lo sport possa farsi promotore di bellezza e solidarietà".
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 27 aprile 2026
Modena, cuore pulsante del trotto nazionale: domenica 11 maggio una giornata tra sport d'élite, solidarietà e intrattenimento per le famiglie. Si accendono i riflettori sullo storico Ippodromo Ghirlandina, che domenica 11 maggio ospiterà uno degli appuntamenti più attesi del calendario ippico italiano: il Gran Premio Tito Giovanardi. Con oltre 130 anni di storia alle spalle, l’impianto modenese si conferma la "culla" dell’ippica, offrendo un evento che fonde l'eccellenza sportiva con un forte impegno sociale. Lo Sport: L'Olimpo dei 3 anni A partire dalle ore 12:00, la pista vedrà protagonisti i migliori cavalli di tre anni in una sfida di Gruppo 1 che rappresenta un crocevia fondamentale verso il Derby. Il Giovanardi non è solo una corsa, ma il palcoscenico dove nascono le leggende del trotto italiano. Solidarietà: “Modena nel Cuore” per la Pediatria L’edizione di quest’anno rinnova il legame indissolubile tra sport e beneficenza con la settima edizione di "Modena nel Cuore". La Società Modenese sosterrà attivamente il progetto “Esploratori Coraggiosi” di Team Enjoy Event & Fun, finalizzato al supporto dei reparti pediatrici. Il momento centrale della raccolta fondi sarà il suggestivo Pranzo Benefico di Gala, previsto per le ore 13:00. Un Evento per il Territorio: Spettacoli e Famiglie L’Ippodromo Ghirlandina non sarà solo teatro di competizione, ma un grande parco divertimenti per la cittadinanza. Negli intervalli tra le corse, il pubblico sarà coinvolto in: Performance Live: Spettacoli d'arte, musica e movimento. Speciale Bambini: Animazione dedicata e sorprese per i più piccoli. Conduzione d'eccezione: A guidare il racconto della giornata saranno le voci di Sandro Damura, Carla Mazzola e Mitti Giglioli, che raccoglieranno a bordo pista le emozioni dei protagonisti. Partecipazione e Iscrizioni Per partecipare a questa giornata esclusiva e accedere ai servizi dedicati, è necessaria l'iscrizione. L’invito è rivolto a tutti i modenesi e agli appassionati per vivere un’esperienza unica all'insegna della tradizione e del divertimento.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Ore 11.00 27 aprile 2026
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