Un eroe che sfida i secoli

Anna Maria Rengo • 13 marzo 2026

Share this article

Nel saggio “Labirinti – Lettura del Canto di Ulisse” Alberto Cristofori analizza a fondo il XXVI canto della Divina Commedia, dedicato al re di Itaca, evidenziando come Dante Alighieri ponga quesiti etici e filosofici sui quali l’uomo moderno continua a interrogarsi.

 

Un capolavoro, anzi un caposaldo della letteratura italiana e mondiale, che non cessa di stupire e di essere attuale e oggetto di studio, nonché di lettura anche nelle scuole.

Un capolavoro cui avvicinarsi con rispetto, ma anche con curiosità e con la voglia di coglierne sempre nuove sfumature e chiavi di lettura, in grado di dare risposte all’uomo moderno, allo stesso tempo così distante e così vicino a quello dal tardo medioevo.

Parliamo naturalmente della Divina Commedia, e più in particolare del Canto XXVI dell’Inferno, il celebre “Canto di Ulisse”, di cui Alberto Cristofori nel suo saggio “Labirinti” (Edizioni LOW) svolge un’analisi del testo che si intreccia a spunti autobiografici, rimandi alla musica e alla pittura, giungendo a una riflessione più complessiva sulla potenza della parola poetica.

Ma lasciamo a Cristofori, novello Virgilio, il compito di guidarci sino al XXVI canto dell’Inferno, certi che impareremo ancora una volta qualcosa di nuovo e di prezioso.


Dante Alighieri è riconosciuto da secoli, anche se in maniera leggermente discontinua, come il “sommo poeta” e la Divina Commedia come una delle più grandi opere letterarie di tutti i tempi. Come spiegherebbe la grandezza dell’autore e dell’opera a un ragazzino del terzo millennio?

“Io non so se si debba spiegare la grandezza di Dante. Penso che si debba piuttosto proporre la Commedia e lasciare che la sua grandezza parli da sola. Ai ragazzini, di solito, lo fa, molto meglio che agli adulti.

Mi è capitato spesso di parlare di Dante nelle scuole medie, cioè appunto a dei ragazzini, e non mi è mai capitata una domanda sciocca, o un’osservazione impertinente. Quando Dante parla di amore, e ci fa capire che Francesca ‘sbaglia’ facendo dipendere l’amore dalla bellezza, perché non è vero che ci si innamora perché lui o lei sono belli, è vero il contrario, che si vede bella la persona amata proprio perché la sia ama, non c’è bisogno di spiegazione: tutti abbiamo sperimentato questa verità, da bambini, quando vediamo ‘belli’ il papà e la mamma, semplicemente perché gli vogliamo bene.

Una volta parlavo di Pier delle Vigne e un ragazzino a cui era morto suicida uno zio mi ha chiesto perché Dante mette all’inferno chi si toglie la vita – e io gli ho fatto scoprire che non è affatto vero che sono tutti all’inferno, i suicidi, Catone è in purgatorio ed è destinato al paradiso, Didone è una suicida ma è tra i lussuriosi, e così via, perché Dante non giudica mai all’ingrosso, ma ogni storia è diversa, unica, fa regola a sé. È per questo che in paradiso troviamo addirittura dei pagani, come Rifeo, mai convertito al cristianesimo, che è una scelta quasi scandalosa, dal punto di vista teologico.

Insomma, a me pare che spesso siano proprio le spiegazioni, o meglio le schematizzazioni, che confondono le idee, irrigidiscono il discorso e fanno perdere di vista la bellezza dell’opera. Naturalmente questo vale finché si conserva, almeno in parte, la capacità di immedesimazione e di stupore che è propria dell’infanzia. Già alle superiori è necessario mediare, perché gli schemi sono stati interiorizzati, e allora quasi automaticamente scatta la definizione appresa: Ulisse consigliere frodolento; e non ci si accorge che il testo dice tutt’altro, che Ulisse è all’inferno per ragioni che con i consigli di frode non hanno quasi niente a che vedere.”


Nella Divina Commedia Dante attinge largamente non solo a figure del suo tempo, ma anche di tempi precedenti o mitiche. Cosa di Ulisse, a suo modo di vedere, aveva affascinato Dante e come spiega il fascino che esso continua a esercitare anche settecento anni dopo?

“Chiariamo innanzitutto che per Dante Ulisse è un personaggio storicamente reale, esistito, non un mito frutto di fantasia poetica. Ciò detto, Ulisse è l’unico personaggio dell’inferno con cui Dante si sofferma a parlare lungamente che non appartenga all’epoca di Dante stesso, o a quella subito precedente. È un fatto importante, una scelta che lo rende eccezionale, ancora prima che l’eroe greco si metta a parlare.

È anche una scelta polemica, diciamo così, perché non mancavano certo a Dante gli esempi di viaggiatori del suo tempo, ricordo per esempio i fratelli Vivaldi, che pochi anni prima avevano intrapreso proprio il viaggio di Ulisse lungo le coste atlantiche dell’Africa ed erano svaniti nel nulla. Ma i Vivaldi, come Marco Polo e tutti i viaggiatori dell’epoca, erano mercanti, spinti dal desiderio di guadagno, non dal desiderio di conoscenza, e Dante invece aveva bisogno di nobilitare il suo personaggio, escludendolo dall’odiata mentalità mercantile, per potersi rispecchiare almeno parzialmente in lui. È evidente infatti che il viaggio di Ulisse assomiglia per molti aspetti a quello di Dante, e il poeta ci invita a riconoscere analogie e differenze – la principale essendo, com’è noto, che Ulisse naufraga e Dante invece raggiunge il purgatorio e poi il paradiso.

È proprio questa nobilitazione dell’impulso al viaggio a garantire a Ulisse il suo valore universale. Ulisse, pur essendo frutto della fantasia di un uomo del Medioevo, anticipa i grandi personaggi che simboleggiano la modernità, Faust e Don Giovanni, e la loro sfida ai limiti della condizione umana: Ulisse supera le colonne d’Ercole perché la sua sete di conoscenza è infinita, è espressione di un desiderio che non può accettare nessun vincolo, così come insofferente di vincoli è l’impulso che anima Faust e Don Giovanni. Che è poi l’impulso alla base della civiltà europea moderna, il mito della crescita infinita (economica, ma non solo), la persuasione che ogni mistero possa essere svelato dalla ragione, dalla scienza, e così via.”


Il Canto di Ulisse, ma del resto anche l’Inferno e, ancora più a monte, l’intera Divina Commedia, sono tra i testi più studiati e commentati della letteratura universale. Qual è la lettura che vuole dare del 26esimo canto dell’Inferno con il suo saggio?

“Io non ho ‘una’ lettura, propongo ai lettori un percorso, che è quello che ho fatto e che continuo a fare leggendo e rileggendo Dante e gli altri classici. È un viaggio attraverso il labirinto delle interpretazioni, se vogliamo, ed è un viaggio pieno di andirivieni, perché a me pare che lo scopo non sia trovare una chiave definitiva, un’interpretazione valida una volta per tutte, ma instaurare un dialogo con i versi di Dante.

Come tutti i grandi scrittori, Dante non si limita a offrire risposte – anzi, le risposte che offre in genere non ci soddisfano, perché sono legate alla sua mentalità, alla sua epoca, alla sua visione del mondo, che non possiamo più condividere. La Divina Commedia è viva perché continua a farci domande, a chiedere a noi di trovare delle risposte ai grandi temi che affronta – che non sono guelfi o ghibellini, papato o impero, ortodossia o eresia, ma sono la responsabilità morale, il senso che possiamo dare al nostro essere nel mondo, l’importanza della ‘politica’ nel senso più nobile del termine – che deriva da ‘polis’, parola che si traduce solitamente con ‘città’, ma più esattamente indica una comunità di persone che si organizzano per vivere insieme. Ecco perché temi come l’amore o l’uso del tempo assumono un valore politico, perché Dante è sempre attento alla dimensione collettiva dei fenomeni, muove sempre dalla consapevolezza che siamo animali sociali.”


Molti tra i temi trattati da Dante in questo canto interrogano ancora le coscienze moderne: l’ordine che l’arte è in grado di farci cogliere sotto il caos delle apparenze, la coscienza della grandezza e dei limiti della ragione umana, il rapporto tra giustizia divina ed eternità delle pene infernali, l’acuta consapevolezza dello scorrere del tempo, la compresenza di tragedia e commedia nell’esperienza quotidiana. Si troverà mai un punto fermo su questi temi e, se no, lei figura una evoluzione lineare oppure concentrica?

“Ma perché dovremmo trovare una risposta? Ognuno è libero di cercarla, e se la trova tanto meglio, ma si tratta di problemi aperti per definizione. È ovvio che, rispetto a Dante, ne sappiamo di più: oggi per esempio la meccanica quantistica ci insegna che ‘Dio gioca a dadi’, come direbbe Einstein, cioè che il caso (e quindi il disordine) è un elemento costitutivo della realtà fisica; ma questo non ci impedisce di cercare un senso nelle esperienze che scandiscono la nostra vita, anche se non possiamo più condividere la fiducia di Dante nel fatto che Dio abbia creato un universo perfettamente ordinato; l’analisi economica di Dante ci appare improponibile, oggi abbiamo ben altri strumenti per interpretare certi meccanismi, del nostro tempo come del passato – ma il problema del rapporto tra principi economici e valori etici è tutt’altro che risolto, la necessità di governare i primi affinché non prendano il sopravvento annientando i secondi turba ancora le nostre coscienze. Se abbiamo una coscienza, s’intende!”


Il suo saggio si caratterizza non solo per l’acutezza dell’analisi e per la profondità delle argomentazioni, ma anche per uno stile accattivante, in grado di catturare anche il lettore che non sia un bibliofilo con la passione per la poetica medievale. È possibile essere divulgatori anche su temi apparentemente così distanti dal vasto pubblico e in che modo lo si può e deve fare?

“Questo è un complimento mascherato da domanda, e io non posso che ringraziare, perché i complimenti non bastano mai. Dirò molto sinteticamente che la mia aspirazione, in questo come in tutti gli altri libri che ho scritto, era di fare un’opera utile e onesta.

Penso che la distinzione tra ricerca e divulgazione vada un po’ sfumata: la divulgazione (termine molto sgradevole, perché deriva da ‘volgo’, che suona sprezzante) non dovrebbe mai essere banalizzazione, o semplificazione, la ricerca può quasi sempre evitare gli eccessi di tecnicismo e rivolgersi così a un pubblico più ampio.

Credo che questo pubblico ci sia e credo che ci siano anche molti intellettuali che aspirano a non parlare solo tra di loro, anzi lo so di certo, perché i miei lavori (per esempio la traduzione del Decamerone in italiano moderno, o il commento all’Antologia di Spoon River) hanno trovato apprezzamento anche in ambito universitario, pur essendo io estraneo all’accademia e adottando uno stile di scrittura, se posso usare questo termine, inclusivo. Ciò detto, sono convinto di aver proposto in queste poche pagine molte osservazioni originali, utili anche agli studiosi, e non solo ai lettori non specialisti.”


Infine, una curiosità che ho da decenni: nell’immaginare inferno, purgatorio e paradiso, con la loro collocazione anche geografica e organizzazione per gironi, Dante aveva attinto a un immaginario collettivo preesistente oppure è tutta una sua creazione?

“Dante, bisogna ricordarlo sempre, copia a man bassa: da Virgilio, ovviamente, da Ovidio, da Aristotele, da Dionigi l’Areopagita, da Tommaso d’Aquino e da mille altri, grandi e piccoli e perfino minimi. Quindi alla base del suo aldilà si trovano moltissime fonti, compresi i racconti di viaggi ultraterreni che hanno preceduto il suo (i più noti, alla fine del Duecento, sono opera di due modestissimi poeti, Bonvesin da la Riva, milanese, e Giacomino da Verona).

La cosa straordinaria che fa Dante è che dà al suo inferno, purgatorio e paradiso una concretezza tale che ci sembra davvero che li abbia visitati in carne e ossa: li descrive, li misura, ce ne fa sentire gli odori, i suoni, ce li fa letteralmente vedere con gli occhi della mente. La potenza della sua immaginazione è la stessa che rende vivi e indimenticabili i suoi personaggi, da Virgilio a Beatrice, da Francesca a Ugolino a Sordello a Matelda: tutto in Dante è individuale, preciso, calato in storie e voci inconfondibili, laddove gli schemi dei filosofi e i racconti dei poeti (perfino di Virgilio, in confronto a Dante) procedevano per astrazioni, un po’ all’ingrosso, per così dire: i lussuriosi da una parte, gli eretici dall’altra... In Dante non c’è mai questa genericità, ci sono casi concreti, storie uniche. È stato detto che Dante fa, nella letteratura, quello che Giotto ha fatto nell’arte, dando corpo, ombra, peso, ai suoi personaggi, mettendoli in un contesto reale e togliendoli dagli sfondi dorati, senza tempo, dove galleggiavano i Cristi e le Madonne e i santi dei secoli precedenti.

Non dobbiamo quindi confondere l’originalità dell’invenzione, che in Dante è molto parziale, con la forza della poesia, che è eccezionale ed è tutta sua. Io ho cercato di mostrare tutto questo, per esempio dove spiego che l’amore di Ulisse per il figlio, per il padre e per la moglie viene espresso con termini diversi, psicologicamente esatti: la “dolcezza” per il figlio abbandonato in fasce, che Ulisse avrebbe ritrovato adulto, la “pietà” per il vecchio padre che morirà disperato senza rivederlo, il “debito amore” per la moglie, cioè l’amore che Penelope si meritava, per un’attesa ventennale. È un piccolo esempio che reca però il sigillo del genio. E vorrei richiamare anche le innumerevoli similitudini della Divina Commedia, che servono a Dante proprio per collegare aldilà e aldiquà, mondo reale e mondo immaginato, e presentano una ricchezza di dettagli davvero ineguagliabile.”

 

L’AUTORE - Alberto Cristofori (Milano, 1961) è tra i più importanti traduttori italiani, avendo “prestato la voce” tra gli altri ad Abdulrazak Gurnah, premio Nobel per la letteratura 2021, Patrick McGrath, Don Winslow, Thomas Piketty, Quentin Tarantino e George Romero. Per Low ha curato La nuova Spoon River di Edgar Lee Masters e Canto di me stesso di Walt Whitman. Docente della scuola Fenysia di Firenze, da anni è attivo come divulgatore dei classici in scuole, biblioteche e associazioni italiane.

Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 13 marzo 2026
Si è tenuto presso la Camera dei Deputati l'evento di presentazione della campagna "Colite ulcerosa, io esco" , promossa da Alfasigma in collaborazione con Amici Italia e il patrocinio di IG-IBD. L'iniziativa nasce per rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti affetti da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), con particolare focus sul supporto psicologico e l'appropriatezza terapeutica. Ad aprire i lavori è stato l'On. Giorgio Mulè , Vicepresidente della Camera, che ha dichiarato: " Ospitare alla Camera un momento di confronto come quello promosso dalla campagna 'Io esco' significa riconoscere il valore di un’interlocuzione sinergica e virtuosa tra Istituzioni, comunità scientifica e Associazioni di pazienti. Al contempo, significa anche comprendere quanto sia importante ascoltare la voce delle persone che ogni giorno si confrontano con la complessità delle Ibd". I dati dell'indagine "Sunrise" rivelano una realtà critica: sebbene il 65% dei pazienti sia in remissione, il 97% desidererebbe un supporto psicologico alla diagnosi, supporto che 2 pazienti su 3 non hanno mai ricevuto. Il progetto propone quindi l'integrazione di valutazioni del benessere emotivo nei PDTA e il rafforzamento delle IBD Unit attraverso la multidisciplinarietà. Sul fronte clinico, il Prof. Alessandro Armuzzi , Presidente eletto della European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO), ha sottolineato: " In pratica significa prevedere un inquadramento iniziale strutturato definendo estensione e severità, fattori prognostici, comorbidità, preferenze del paziente, e valutare da subito rischio di progressione di malattia; dare obiettivi condivisi e misurabili, cioè concordare obiettivi clinici e obiettivi 'di vita'; monitorare costantemente in modo oggettivo e soggettivo per evitare undertreatment o overtreatment".  La campagna promuove inoltre l'uso dell' intelligenza artificiale per l'analisi avanzata dei dati clinici, al fine di intercettare precocemente le mancate risposte alle terapie e migliorare sensibilmente la qualità di vita dei pazienti.
Autore: AGENZIA DIRE 13 marzo 2026
Secondo Marina Terragni "il loro trasferimento in un'altra struttura, così come disposto dalla recente ordinanza del Tribunale, costituirebbe un ulteriore trauma" “Ho incontrato i bambini Trevallion. Stanno fisicamente bene ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende visti i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti, ultimo l’improvvisa separazione dalla madre che ha vissuto con loro questi quasi quattro mesi nella casa-famiglia di Vasto”. A parlare è Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza all’indomani della visita compiuta nella casa-famiglia che ospita i bambini della famiglia nel bosco. “Avevo richiesto di essere accompagnata nella visita da un consulente medico esperto indipendente- prosegue- ma il Tribunale non lo ha consentito dati ‘gli effetti che ulteriori invadenze potrebbero avere sull’equilibrio emotivo dei minori’. Affermazione sorprendente, viste anche le modalità di allontanamento della madre dalla struttura che di questo equilibrio emotivo non sembrano avere tenuto gran conto. Inutile dire che il loro trasferimento in un’altra struttura, così come disposto dalla recente ordinanza del Tribunale, costituirebbe un ulteriore trauma ad aggravare una situazione psicologica già evidentemente problematica: bene, dunque, che tutrice e curatrice presentino, come annunciatomi, un’istanza per sospendere il provvedimento e consentire la permanenza dei minori nella casa-famiglia di Vasto”. “Resto dell’opinione- continua Terragni- che vi sia un’evidente sproporzione tra le problematiche riscontrate nella famiglia Trevaillon e la decisione di sradicare i bambini dalla loro casa, dai loro affetti e dalle loro abitudini di vita. E che la radice di questa sproporzione sia nel sostanziale fallimento del progetto elaborato dai servizi sociali . Alle iniziali difficoltà di relazione con il nucleo – difficoltà che probabilmente, sia pure in gradi diversi, si presentano ogni volta che una famiglia viene attenzionata – non si è saputo rispondere con adeguata professionalità. Il che torna a porre il tema, già da tempo alla nostra attenzione, di un’inadeguata formazione degli operatori dei servizi che intervengono nella delicatissima trama delle relazioni e dei legami familiari. Sarebbe stato importante un confronto con l’assistente sociale impegnata nel caso, confronto al quale purtroppo l’operatrice non si è resa disponibile. Non resta che auspicare una rapida risoluzione della vicenda per il bene dei bambini e per la salvaguardia del loro futuro, intraprendendo ogni possibile mediazione e tenendo conto che la misura del tempo nell’età evolutiva non è paragonabile a quella degli adulti, e in particolare ai tempi dei procedimenti giudiziari. E che la famiglia è e deve restare un’isola, come ha affermato il giurista Arturo Carlo Jemolo, ‘che il mare del diritto deve solo lambire’. A meno di non volerla ridurre a definitiva insignificanza rispetto a uno stato che intenda surrogarla con altre istituzioni”.
Autore: AGENZIA DIRE Aggiornamenti 13 marzo 2026
“L’Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la pace e la stabilità nella regione siano ristabilite”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che aggiunge: “A nome del Governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre- aggiunge- un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero.
Autore: AGENZIA DIRE 13 marzo 2026
“Andiamo avanti per una de-escalation; spingiamo per un accordo tra le parti, che deve portare a un blocco della bomba atomica dell’Iran, che sarebbe un rischio enorme”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in merito al conflitto cominciato con i bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Le dichiarazioni sono state rese durante la trasmissione ’10 minuti’, in onda su Retequattro. Secondo Tajani, “l’obiettivo di Stati Uniti e Israele è proprio impedire l’atomica”. Il conflitto, stando alla sua versione, è cominciato proprio quanto Washington e Tel Aviv “hanno capito che era impossibile far recedere l’Iran”. 
Autore: AGENZIA DIRE AGGIORNAMENTI 13 marzo 2026
TRUMP: “VA BENE SE PUTIN STA AIUTANDO L’IRAN… UN POCHINO” Durante la trasmissione “The Brian Kilmeade Show” su Fox News Radio, Donald Trump ha risposto ad una domanda sull’intervento di Putin nella guerra al fianco dell’Iran. E Trump ha risposto così: “Penso che li stia aiutando un po’, sì, immagino, e probabilmente lui pensa che stiamo aiutando l’Ucraina, giusto?” “Sì, li stiamo aiutando anche noi, e lui dice questo, e la Cina direbbe la stessa cosa. È come dire: ‘Ehi, lo fanno loro e lo facciamo anche noi, in tutta onestà. Lo fanno loro. E lo facciamo anche noi'”.  “NESSUN NEGOZIATO SOTTOBANCO PER HORMUZ” “Non è in corso nessun negoziato riservato per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane”. Lo fanno sapere fonti interne alla Farnesina in merito a un articolo del Financial Times, che riferisce di presunti colloqui di Paesi europei tra cui Francia e Italia con le autorità di Teheran per garantire un transito sicuro alle navi cargo battenti bandiera di quei Paesi lungo lo Stretto di Hormuz, che le autorità iraniane continuano a tenere chiuso per fare pressioni su Israele e Stati Uniti. Le fonti aggiungono: “Palazzo Chigi e Farnesina confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun ‘negoziato sottobanco’ che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE Francesca Romana Nucci 13 marzo 2026
Si chiude con numeri da record la quinta edizione di LetExpo, l’evento di riferimento per il trasporto, la logistica sostenibile e i servizi alle imprese. La kermesse veronese ha confermato il suo ruolo centrale nel panorama fieristico internazionale, registrando un’affluenza che ha superato ogni aspettativa. “Il bilancio di questa V edizione di LetExpo è estremamente positivo,” ha dichiarato Guido Grimaldi, Presidente di ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile). “C’è stata una partecipazione e un entusiasmo molto forti da parte dei giovani, degli imprenditori, dei lavoratori e di tutti coloro che sono intervenuti in queste giornate.” I dati finali sottolineano una crescita strutturale della manifestazione: · Oltre 120.000 presenze totali (+10% rispetto all'edizione precedente); · 550 espositori complessivi; · +25% di espositori internazionali, a testimonianza dell'attrattività globale del format. L'edizione 2026 si è distinta non solo per i volumi, ma per la capacità di connettere il mondo produttivo con le nuove generazioni, mettendo al centro il tema della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica nel settore logistico.
Autore: AGENZIA DIRE: Ore 15.31 13 marzo 2026
Doppietta nello snowboard Banked Slalom, SB-UL e SB-LL2. Poi la vittoria nel gigante di sci sitting A Milano Cortina 2026 è record di medaglie per l’Italia in una singola edizione dei Giochi Paralimpici invernali. Con i tre ori di oggi è stata raggiunta quota 14: superati dunque i 13 podi che resistevano da Lillehammer 1994. Jacopo Luchini ha conquistato la medaglia d’oro nello snowboard Banked Slalom (SB-UL) alle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Con il tempo di 56″28 l’azzurro ha preceduto i cinesi Pengyao Wang e Zihao Jiang. Nono posto per l’altro italiano in gara, Paolo Priolo. Emanuel Perathoner ha conquistato la medaglia d’oro nello snowboard Banked Slalom categoria SB-LL2 alle Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026. L’atleta azzurro ha chiuso con il tempo di 54″28, precedendo lo svizzero von Grueningen e l’austriaco Thudope. René De Silvestro ha conquistato la medaglia d’oro nello slalom gigante di sci alpino, categoria sitting, alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. L’azzurro ha chiuso le due manche con il tempo totale di 2’10”.44, con 57 centesimi di vantaggio sull’olandese Nils De Langen. Al terzo posto si è classificato il norvegese Jesper Pedersen (+4.15). Giacomo Bertagnolli è medaglia d’argento nel gigante vision impaired ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. L’azzurro (AS3) insieme con la guida Andrea Ravelli ha chiuso con un distacco di 0″34 dall’austriaco Johannes Aigner, medaglia d’oro, completa il podio il bronzo del polacco Michal Golas.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 13 marzo 2026
Processo Traversetolo, la Procura di Parma chiede 26 anni per Chiara Petrolini. L’imputata in aula: “Non sono una madre assassina” Svolta decisiva nel processo che vede coinvolta Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo accusata di omicidio premeditato e soppressione di cadavere per la morte dei suoi due figli neonati, partoriti a maggio 2023 e agosto 2024 e ritrovati sepolti nel giardino della villetta di famiglia. La richiesta della Procura Nella mattinata odierna, la Procura di Parma ha formulato la richiesta di condanna: 26 anni di reclusione. Il calcolo della pena tiene conto del riconoscimento delle attenuanti generiche, considerate però equivalenti alle aggravanti contestate. Secondo l’accusa, Petrolini sarebbe pienamente responsabile di tutti i reati, sottolineando la gravità della condotta e la premeditazione degli atti.  Le dichiarazioni spontanee di Chiara Petrolini Per la prima volta, l’imputata ha preso la parola davanti alla Corte d’Assise rendendo dichiarazioni spontanee visibilmente scossa: "Sono stata descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini. Erano parte di me, è una sofferenza che distrugge dentro." La giovane ha poi proseguito tentando di spiegare lo stato emotivo e mentale in cui si trovava al momento dei fatti: "Anche se non mi aspettavo queste gravidanze, sapevo che avrei tenuto i bambini. Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sicuramente sbagliata, presa senza ragionare, che oggi sto iniziando a riconoscere. Ma in quel momento, per me, è stata la scelta più giusta." Prossime tappe La parola passa ora alla difesa e, successivamente, alla Corte per la sentenza definitiva. Il caso continua a scuotere l'opinione pubblica per la drammaticità dei dettagli emersi e per il contrasto tra l'apparente normalità della vita della giovane e l'orrore dei ritrovamenti nel giardino di Traversetolo.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 15:20 13 marzo 2026
Le ragioni del sì al referendum confermativo del 22 e 23 marzo sul testo della legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare" “Il vero fulcro della riforma è il sorteggio, è questo il vero tema e il vero problema che il comitato del no non può dire, ma che in realtà è la sostanza della loro opposizione: perché con il sorteggio si riesce finalmente a separare l’Anm e le sue correnti dal Csm e si libera il Csm da compromissioni e pressioni da parte dei gruppi correntizi“. Lo spiega alla Dire Giuseppe Visone, sostituito procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che sostiene le ragioni del sì al referendum confermativo del 22 e 23 marzo sul testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. “Nel momento in cui noi recidiamo il rapporto tra controllore e controllato – argomenta – e nel momento in cui i consiglieri non dovranno più rispondere alla loro base elettorale e non dovranno più rendicontare alla fine della consiliatura al proprio gruppo quelli che sono stati i risultati portati, l’azione all’interno del Csm sarà esclusivamente orientata alla valutazione del merito, delle competenze di ciascun magistrato e della loro professionalità”. Visone osserva come chi contesta il sorteggio usi due argomentazioni. “Da un lato – dice – si ritiene che sarebbe una sorta di tombola e dall’altro che minerebbe il principio di rappresentatività della magistratura. Per quanto riguarda la questione della tombola io la trovo francamente offensiva della professionalità dei colleghi perché la base dei sorteggiabili è rappresentata da soggetti che hanno vinto un pubblico concorso di particolare complessità e che ogni giorno amministrano la giustizia in nome del popolo italiano e lo fanno, in alcuni casi, incidendo su diritti fondamentali e sulle libertà individuali delle persone. Poi si dice si viola il principio di rappresentatività, ma rappresentatività di cosa? Il consiglio superiore, ce lo dice il consiglio di Stato nella sentenza 330 del 2021 ‘non è organo politico, ma un organo di alta amministrazione che deve operare le sue scelte secondo canoni di trasparenza e di verificabilità e il vaglio della professionalità in termini di merito e di attitudini va svolto e congruamente motivato secondo rigorosi ed obiettivi parametri strettamente professionali e non mai di altra natura o ordine’. In quel caso il Csm si difese – si trattava della nomina del consiglio direttivo della scuola della magistratura – dicendo che avevano cercato di tenere insieme le diverse aree culturali”.
Autore: AGENZIA DIRE : Ore: 14.33 13 marzo 2026
Durante la riunione, durata circa due ore e mezza, sono stati anche giudicati inammissibili gli attacchi israeliani al contingente Unifil Il Consiglio Supremo di Difesa ha analizzato lo scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso a seguito dell’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, manifestando grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino medio Oriente e nell’area del Mediterraneo”. È quanto si legge nel comunicato finale dell’incontro presieduto da Sergio Mattarella al Quirinale. Alla riunione – che è durata circa due ore e trenta minuti – hanno partecipato la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano. Hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano; il segretario generale della presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani. CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: RISCHIO GUERRA IBRIDA E TERRORISMO “Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche” e fa sapere attraverso la nota che “ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento”. IRAN, CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: INACCETTABILI ATTACCHI A CIVILI Durante la riunione è stata espressa anche “forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili”. LIBANO, CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: ISRAELE SI ASTENGA DA REAZIONI SPROPOSITATE In merito alla situazione in Libano “Il Consiglio chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut”. Inoltre: “Il Consiglio ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana”. SUPREMO DIFESA: GRATITUDINE A MILITARI IMPEGNATI IN VARIE OPERAZIONI I presenti alla riunione hanno espresso poi la condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq e “rivolto sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero, in particolare, per i militari italiani impegnati nella missione UNIFIL nel sud del Libano e in quelli nei Paesi del Golfo, per l’esemplare professionalità manifestata nell’assolvimento del loro compito”. Il Consiglio poi, ha definito “gravi” le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz. CONSIGLIO SUPREMO DIFESA: BENE COORDINAMENTO CON ALLEATI UE PER DIFESA INTERESSI COMUNI “Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale”.
Show More