Una situazione definita "drammatica" quella che si respira a Niscemi, dove un fronte franoso di circa 4 chilometri sta facendo scivolare l'intera collina verso il baratro.
Meloni: 'Agiremo celermente'. Schifani: 'Il paese rischia di crollare, danni per due miliardi'
Una situazione definita "drammatica" quella che si respira a Niscemi, dove un fronte franoso di circa 4 chilometri sta facendo scivolare l'intera collina verso il baratro. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta stamane nel comune nisseno per un vertice operativo dopo aver sorvolato in elicottero le aree devastate dal Ciclone Harry.
"Agiremo celermente, a Niscemi non si ripeterà il '97", ha assicurato la premier Meloni, sottolineando l'urgenza di interventi strutturali definitivi. Al suo fianco, il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha lanciato un allarme sulla tenuta del territorio: "Il paese rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. I danni stimati in tutta l'Isola ammontano a 2 miliardi di euro".
Per far fronte all'emergenza, Schifani ha annunciato le prime misure concrete:
- Stanziamento regionale: Pronti 90 milioni di euro per le urgenze immediate.
- Sostegno alle famiglie: Contributo di 5.000 euro per ogni nucleo familiare sfollato.
- Piano Urbanistico: Avvio di uno studio per la ricostruzione e la delocalizzazione delle abitazioni colpite.
Il bilancio degli sfollati è salito a oltre 1.500 persone. La "zona rossa" si è allargata fino a comprendere una fascia di 150 metri dal margine della frana, con edifici regolarmente costruiti che stanno letteralmente finendo nel vuoto. Critica la situazione dei collegamenti: le strade provinciali SP 10 e SP 12 sono interrotte, rendendo il comune "quasi isolato".
Sul luogo è giunta anche la segretaria del PD, Elly Schlein, che ha chiesto formalmente al Governo di dirottare almeno un miliardo di euro dai fondi per il Ponte sullo Stretto alla messa in sicurezza idrogeologica della Sicilia.

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