VERONA FIERE - SOL EXPO 2026: IL MADE IN ITALY RIPARTE DALLA PRODUZIONE, MA I CONSUMI INTERNI RESTANO AL PALO

FRV NEWS MAGAZINE • 2 marzo 2026

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Sotto i riflettori di Veronafiere, dove è in corso la seconda edizione di SOL Expo, l’Osservatorio dedicato ha scattato una fotografia nitida e complessa del comparto olivicolo italiano. Se da un lato l'Italia celebra il ritorno a volumi produttivi ottimali, dall'altro deve fare i conti con una contrazione degli acquisti domestici che colpisce duramente l'eccellenza nazionale.

I Numeri del Mercato: Prezzi in Calo, ma Scaffali Più Fermi
Secondo le elaborazioni dell'Osservatorio SOL Expo su dati 
Nielsen, il mercato dell'olio sta vivendo una fase di assestamento dopo i picchi degli scorsi anni. A gennaio 2026, il prezzo medio al litro è sceso a 7,12 euro, segnando un -12,5% rispetto agli 8,80 euro di gennaio 2025. Nonostante questo alleggerimento, i consumatori italiani hanno ridotto il numero di confezioni acquistate dell'1,4%.

La Sfida dell’Extravergine Made in Italy
Il differenziale di prezzo resta l'ostacolo principale per il prodotto nazionale. Mentre l'olio comunitario si attesta sui 7,12 euro/litro, l’Evo italiano mantiene un posizionamento premium a 10,84 euro/litro. Questo divario ha generato una contrazione delle vendite del 14% per il prodotto tricolore, che nel primo mese dell'anno ha generato 26 milioni di euro di fatturato nella GDO, contro i 73 milioni dell'olio UE 
ANSA.

Produzione: Italia in Controtendenza
Le notizie migliori arrivano dal fronte dell'offerta. L’Italia sta traguardando il ritorno ai livelli produttivi usuali, mostrandosi più resiliente rispetto ai competitor europei:

  • Spagna: in calo a circa 1,2 milioni di tonnellate.
  • Grecia: ferma a circa 200mila tonnellate.

Prospettive e Internazionalizzazione
Mentre il mercato interno fatica, l'export dà segnali di vitalità con un recupero dei volumi del 21%. Durante la fiera, è stato inoltre ribadito l'impegno istituzionale con il 
Piano Olivicolo Nazionale, un investimento da 300 milioni di euro volto a incrementare la produzione nazionale del 25% per ridurre la dipendenza dall'estero e stabilizzare i prezzi Gazzetta del Gusto.



"Il settore è a un bivio," commentano gli analisti di SOL Expo. "La sfida del 2026 sarà riconnettere il valore della qualità italiana alla capacità di spesa delle famiglie, sfruttando la maggiore disponibilità di prodotto per presidiare nuovamente gli scaffali con forza."


Recent Posts

Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
Il post-evento del prestigioso Super Saturday di Meydan è segnato da una grave emergenza logistica. A seguito dell'improvvisa chiusura dello spazio aereo regionale dovuta all'escalation del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, decine di professionisti del settore ippico internazionale sono attualmente bloccati negli Emirati Arabi Uniti. L’impossibilità di decollare dagli scali di Dubai coinvolge i nomi più illustri del turf europeo, reduci dalle grandi sfide del weekend: Allenatori di punta: I francesi Nicolas Caullery e Stéphane Pasquier (vincitori delle Jumeirah 1000 Guineas), Francis-Henri Graffard (impegnato con i colori dell'Aga Khan) e l’inglese Amy Murphy. Quest'ultima ha confermato tramite i social la complessità del momento, sottolineando l’imponente sorveglianza militare nei cieli per garantire la sicurezza civile. Jockey di fama mondiale: In attesa di rientro anche i top rider Cristian Demuro, Mickaël Barzalona, Ryan Moore e Oisin Murphy, insieme a tutto il personale di scuderia necessario alla gestione dei purosangue. La situazione rimane estremamente fluida e imprevedibile. I professionisti coinvolti sono in costante contatto con le rispettive ambasciate e con le autorità aeronautiche per coordinare i piani di rientro, mentre il personale di terra sta garantendo la massima sicurezza e benessere agli atleti e ai cavalli rimasti presso le strutture di Meydan.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
La Federazione Internazionale di Scherma (FIE) ha disposto, in data 2 marzo 2026, il rinvio ufficiale di tutte le prove di Coppa del Mondo previste per il prossimo fine settimana a causa della grave crisi internazionale in Medio Oriente. Il Comitato Esecutivo della FIE ha disposto il rinvio a data da destinarsi delle tappe di Coppa del Mondo previste dal 5 all'8 marzo 2026 al Cairo (Fioretto M/F), Padova (Sciabola M - Trofeo Luxardo) e Atene (Sciabola F). La decisione, dettata da cause di forza maggiore , mira a garantire la sicurezza di atleti e staff, considerando le difficoltà negli spostamenti e le cancellazioni di voli nell'area. La FIE monitorerà la situazione per definire nuove date, informando tempestivamente le Federazioni.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
L'Associazione dei Tennisti Professionisti (ATP) ha confermato di essere in costante contatto con un "piccolo numero" di giocatori e membri dei loro team rimasti negli Emirati Arabi Uniti dopo la conclusione del torneo ATP 500 di Dubai. Priorità alla sicurezza: "La salute, la sicurezza e il benessere dei nostri giocatori e del personale del torneo sono la nostra priorità", ha dichiarato l'ATP. Assistenza logistica: I giocatori coinvolti sono attualmente ospitati negli hotel ufficiali del torneo, dove ricevono pieno supporto per le loro necessità immediate. Valutazione dei viaggi: L'ATP sta coordinando gli sforzi con consulenti per la sicurezza e autorità locali. Gli accordi per la partenza rimangono soggetti all'evoluzione dell'operatività delle compagnie aeree e alle direttive ufficiali. Giocatori Coinvolti e Stato della Situazione Tra gli atleti bloccati figura il russo Daniil Medvedev, vincitore del titolo a Dubai lo scorso sabato. Medvedev ha rassicurato i fan tramite i social media, dichiarando di essere al sicuro e in attesa di aggiornamenti sulla riapertura dello spazio aereo. Impatto sul Calendario ATP La situazione mette a rischio la partecipazione di questi atleti al prestigioso Masters 1000 di Indian Wells, in California, le cui qualificazioni sono già iniziate e il cui tabellone principale partirà mercoledì 4 marzo 2026. Nonostante l'offerta di piani di evacuazione alternativi via terra verso l'Oman o l'Arabia Saudita, molti giocatori avrebbero preferito attendere la ripresa dei voli diretti a causa delle complessità logistiche e dei tempi di percorrenza.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
“Il mio corpo chiede il conto, abbiamo compiuto un miracolo” Federica Brignone annuncia la fine anticipata della propria stagione agonistica. La fuoriclasse azzurra, dopo un’annata vissuta ai vertici delle classifiche mondiali, ha deciso di ascoltare i segnali del proprio fisico, rinunciando agli ultimi appuntamenti del calendario per preservare la propria integrità in vista delle sfide future. Nonostante una stagione che l'ha vista ancora una volta protagonista assoluta, la bicampionessa olimpica ha spiegato con estrema lucidità le ragioni di questa sofferta decisione: “ È arrivato il momento di fermarmi,” ha dichiarato Federica Brignone. “Il mio corpo mi sta inviando messaggi chiari e sta chiedendo il conto di tutti gli sforzi fatti negli ultimi anni. Abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo quest’anno, spingendo oltre ogni limite per rimanere competitive su tutti i fronti, ma ora sento che la benzina è finita. Per continuare a sciare ai miei livelli, è necessario saper dire basta al momento giusto.” La decisione arriva dopo un’attenta riflessione con il suo staff tecnico e medico. La stagione di Federica resta comunque da incorniciare, avendo confermato il suo status di leggenda dello sci alpino italiano e internazionale. “ Voglio ringraziare la mia squadra, i miei partner e tutti i tifosi che mi hanno sostenuta in ogni singola porta,” ha proseguito l’azzurra. “Non è un addio, ma un arrivederci. Mi prendo il tempo necessario per rigenerarmi fisicamente e mentalmente, con l'obiettivo di tornare con la stessa grinta e passione di sempre.” Federica Brignone inizierà ora un periodo di riposo e recupero attivo, prima di programmare la preparazione estiva in vista della prossima stagione di Coppa del Mondo.
Autore: AGENZIA 2 marzo 2026
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta oggi, lunedì 2 marzo, sull'attacco in Iran. "Usa e Israele lo hanno deciso senza coinvolgere i partner europei" ha detto in un'intervista al Tg5.  I droni su Cipro? La situazione "mi preoccupa, mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos". "Mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga -aggiunge è la ragione per la quale l'Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale". " Noi non possiamo permetterci che l'attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche".
Autore: AGENZIA DIRE 2 marzo 2026
In audizione il ministro spiega come si è trovato bloccato nel Paese sotto attacco "C'erano i miei due figli, li ho portati in Oman in pulmino". E poi: "Nel bunker con gli altri italiani, li ho tranquillizzati" “Ho detto sono qui a Dubai bloccato perché sta succedendo questo, quindi l’ho reso pubblico io ed è diventata una notizia . Tra l’altro il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta”, perché “immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicare”, ma “ho scelto in quel momento di stare a Dubai, visto quello che stava succedendo, avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, perché avevo i miei due figli e sono stato lì”, ricostruisce Crosetto. “Quando, dopo una notte di bombardamento, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono ritornato a Dubai. Perché ero a Dubai? Perché avevo deciso, magari sbagliato, di concedermi un periodo di ferie, siccome in quel periodo di ferie avevo messo anche dei periodi di incontri istituzionali, avevo due modi di farlo: il primo era partire in modo istituzionale, fare i miei incontri istituzionali e poi collegarmi alla mia famiglia per proseguire, l’altro era quello di partire in modo civile, fare la parte familiare, fare gli interni familiari pagandoli come modo civile e unire le due cose insieme. La valutazione l’ho fatta prima? Sì che l’ho fatta, e anche non da solo…”. “Questa è una parte privata di cui mi dispiace dover parlare, ma è diventata pubblica. Vi posso anche dare l’itinerario, cosa ho fatto per le vacanze, cosa ho mangiato, ma non ritengo sia fondamentale”, aggiunge Crosetto, precisando i motivi della sua presenza a Dubai. “I MIEI ERRORI? NON TORNARE SUBITO E ABBANDONARE I MIEI FIGLI” “Posso aver fatto degli errori? Sì, probabilmente dovevo tornare e abbandonare i miei figli. L’ho detto pubblicamente: ‘Sono bloccato qua’. L’ho detto pubblicamente come altri italiani, ho passato la mia giornata, a parte dormire nel bunker con altri italiani, a tranquillizzare gli altri italiani, potete chiedere a tutti quelli che mi hanno visto in quei giorni. Una volta fatto quello che mi sentivo di fare, cioè portare con un pulmino privato i miei figli a Mascate, me ne sono tornato con un aereo e li ho lasciati là. E questo nonostante anche una parte dell’opposizione mi ha chiesto: ‘Perché non li porti, l’aereo vuoto?’ Non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo, rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani”. “Qualcuno ha detto, ma se tu sei in vacanza e non fai il ministro? No, faccio il ministro come quando volo all’estero, come faccio nei viaggi all’estero” dove “magari sto delle settimane, mi collego quotidianamente, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla. E questo può testimoniarlo chiunque”, conclude.
Autore: AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento Ore: 19.29 2 marzo 2026
Dalla Casa Bianca, nella cerimonia di consegna delle medaglie d'onore, il primo intervento pubblico del presidente Usa sugli attacchi contro Teheran. Cosa ha detto: "Ignorati i nostri avvertimenti" Avanti con operazioni su larga scala, il cordoglio per i quattro militari statunitensi deceduti e la motivazione ad agire per quella “minaccia intollerabile” di missili a lungo raggio “in grado di colpire l’America”, che si aggiunge a quella del programma nucleare iraniano. Il presidente Donald Trump ha parlato dell'”Operazione Epic Fury” durante una cerimonia alla Casa Bianca, nel tardo pomeriggio di oggi, in Italia, lunedì 2 marzo, rilasciando così il suo primo discorso pubblico sugli attacchi congiunti USA-Israele in Iran. “ERA L’ULTIMA CHANCE PER ELIMINARE LE INTOLLERABILI MINACCE DEL REGIME”. “Questa era la nostra ultima e migliore possibilità di colpire”, l’Iran e le sua ambizioni di armamento nucleare e “di eliminare le intollerabili minacce poste da questo regime malato e sinistro”: sono le parole dell’inquilino della Casa Bianca prima della cerimonia di consegna della Medal of Honor ai veterani di guerra. “Stiamo annientando la loro marina. Abbiamo già distrutto 10 navi. Sono in fondo al mare” ha voluto rivelare. “Stiamo facendo in modo- ha aggiunto- che il regime iraniano non possa continuare ad armare, finanziare e dirigere eserciti terroristici al di fuori dei propri confini.” IL CORDOGLIO PER I MILITARI CADUTI NELLA RAPPRESAGLIA Trump dalla Casa Bianca si è detto addolorato per la morte di quattro militari statunitensi nel corso degli attacchi della rappresaglia di Teheran. “In loro memoria, continuiamo questa missione con feroce e incrollabile determinazione per schiacciare la minaccia che questo regime terroristico rappresenta per il popolo americano”, ha detto. “Abbiamo l’esercito più forte e potente del mondo, di gran lunga, e prevarremo facilmente”, ha assicurato. “IGNORATI I NOSTRI AVVERTIMENTI”: LE MINACCE PER L’AMERICA E I SUOI SOLDATI ALL’ESTERO Quindi gli aggiornamenti su Epic Fury: “L’esercito degli Stati Uniti continua a condurre operazioni di combattimento su larga scala in Iran per eliminare le gravi minacce che questo terribile regime terroristico rappresenta per l’America”, ha spiegato Trump nel suo primo discorso pubblico da sabato scorso, giorno di avvio degli attacchi contro l’Iran di Israele-Usa. C ome riportano le principali emittenti statunitensi- Cnn, Abc news, Fox News- Il presidente Usa ha chiarito che il programma nucleare iraniano è stato annientato dall'”Operazione Midnight Hammer”, condotto dagli attacchi statunitensi contro l’Iran nel giugno scorso. Ma ha poi aggiunto che gli Stati Uniti “hanno avvertito l’Iran di non tentare di ricostruire i centri di ricerca nucleare in un luogo diverso” . Avvertimenti rimasti però ignorati: “Gli iraniani si sono rifiutati di cessare la loro ricerca di armi nucleari“, ha dichiarato Trump alla Casa Bianca. Non solo: “Il programma missilistico balistico convenzionale del regime stava crescendo rapidamente e in modo esponenziale e questo rappresentava una minaccia molto chiara e colossale per l’America e le nostre forze armate di stanza all’estero“. In definitiva, secondo il presidente Usa, “il regime aveva già missili in grado di colpire l’Europa e le nostre basi, sia locali che all’estero, e presto avrebbe avuto missili in grado di raggiungere la nostra splendida America”, ha chiarito. IL REGIME IRANIANO, “UNA MINACCIA INTOLLERABILE PER MEDIO ORIENTE E AMERICA” Di qui la necessità di intervento rapido: “Un regime iraniano dotato di missili a lungo raggio e armi nucleari rappresenterebbe una minaccia intollerabile per il Medio Oriente, ma anche per il popolo americano”, ha affermato. “Il nostro Paese stesso sarebbe minacciato e lo è stato molto poco.” “4-5 SETTIMANE DI CONFLITTO NON MI ANNOIERANNO” Come riporta Cnn, nel suo discorso nella East Room, Trump ha poi respinto l’idea che si sarebbe annoiato dopo quattro o cinque settimane di conflitto in Iran. “Hanno detto: ‘Oh, beh, il presidente vuole farlo molto in fretta. Dopo si annoierà’. Ma io non mi annoio. Non c’è niente di noioso in questo”, ha voluto ‘tranquillizzare’ tutto Trump, sottolineando con una battuta la sua determinazione. TRUMP AL NTY: TRUPPE USA IN IRAN? “SOLO SE NECESSARIO” Infine, in un’intervista rilasciata in giornata al New York Post, il presidente Donald Trump non ha escluso la presenza di truppe statunitensi in Iran. “Non ho alcun problema con gli stivali sul terreno- ha detto- ma ‘Non ci saranno stivali sul terreno’, non lo dico”, ha voluto puntualizzare. Piuttosto, “Dico ‘probabilmente non ne abbiamo bisogno’, [oppure] ‘se fossero necessari'”, ha infine precisato.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento: ore 17:29 2 marzo 2026
L’aviazione israeliana ha lanciato “una massiccia ondata di attacchi” contro la capitale dell’Iran, nell’ambito dell’operazione ‘Leone ruggente’ lanciata con gli Stati Uniti sabato scorso. Lo riferiscono le Forze di Israele. Poco prima dell’annuncio, i media iraniani riferivano di un doppio attacco “con missili Kheybar” contro l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu: “L’ufficio del primo ministro criminale del regime sionista e il quartier generale del comandante dell’aeronautica militare del regime sono stati colpiti”, hanno fatto sapere i Guardiani della rivoluzione in una nota. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars “non è chiaro il destino” del premier israeliano, mentre secondo il Times of Israel non ci sono stati feriti nell’attacco. La stampa mediorientale riportava che, intorno alle 11.30 ora italiana, sirene antiaeree sono scattate nella capitale Tel Aviv e in altre aree di Israele, compresa la Cisgiordania occupata. I media di Israele invece riportano che i membri della Commissione Affari Esteri e Difesa del parlamento israeliano hanno dovuto sospendere una riunione sulla sicurezza e recarsi in un rifugio antiaereo durante un bombardamento iraniano. I deputati, come mostrano le testate locali, hanno scattato e diffuso anche un selfie dal rifugio. In un’intervista alla CNN, Trump ha affermato che la “grande ondata” di attacchi contro l’Iran deve ancora arrivare . “Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente. Li stiamo facendo a pezzi”, ha detto Trump a Jake Tapper. “Penso che stia andando molto bene. Abbiamo il miglior esercito del mondo e lo stiamo usando”. Alla domanda sulla durata della guerra, Trump ha risposto di non “voler vederla durare troppo a lungo” . In precedenza, il suo segretario alla Difesa, Pete Hegseth, si era mostrato aggressivo con i giornalisti, insistendo sul fatto che non avrebbe fissato una scadenza per il conflitto. “Ho sempre pensato che ci sarebbero volute quattro settimane”, ha detto Trump alla CNN, “e invece siamo un po’ in anticipo sui tempi previsti”. Intanto Ali Larijani, l’attuale leader iraniano scrive su X che “a differenza degli Stati Uniti, l’Iran è pronto per una lunga guerra. Negli ultimi 300 anni l’Iran non ha mai iniziato una guerra, ci difenderemo con onore e proteggeremo i nostri seimila anni di civilizzazione, a qualunque costo”.  Ammontano a 555 le vittime iraniane dell’ attacco avviato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran a partire dalla mattina di sabato 28 febbraio . La stima giunge dalla Croce Rossa iraniana, tramite il suo canale Telegram. L’organizzazione ha aggiunto che 131 città sono state colpite in tutto il Paese. Tra i morti, 165 si sono registrati nella scuola elementare femminile colpita ieri dall’aeronautica statunitense a Minab, nel sud del Paese. Altre 96 persone risultano ferite secondo i media iraniani. L’edificio scolastico era vicino a una base dei Guardiani della rivoluzione. Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “a conoscenza di segnalazioni di danni ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso”, assicurando: “stiamo prendendo molto seriamente queste segnalazioni e le stiamo esaminando”.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 16.24 2 marzo 2026
"L'irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione, come dimostrano anche gli attacchi insensati e inaccettabili contro i Paesi del Golfo" “Sono ore difficili cariche di tensione per il Medio oriente e l’intera comunità internazionale”. Inizia così il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in audizione in Commissione Affari esteri e Difesa del Senato e in Commissioni congiunte Affari Esteri e Difesa della Camera, sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, insieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto. Nelle operazioni militari, conferma il ministro, “risultano deceduti la guida suprema Khamenei e vari vertici della Repubblica islamica”. Gli attacchi iraniani, continua Tajani, “stanno provocando la paralisi del traffico aereo in tutta la regione e la chiusura dello stretto di Hormuz”, mentre il conflitto “rischia di allargarsi in tutta la regione a causa di gruppi che rispondono al governo iraniano”. Stati Uniti e israele, ha detto il ministro, “hanno deciso in autonomia e nella riservatezza come e quando intervenire”. Poi: “Noi come i tedeschi e i polacchi siamo stati informati ad operazione iniziata, come ho subito riferito al presidente del Consiglio Meloni. Sono stato informato dal ministro degli esteri israeliano Kats di quanto stava avvenendo”. L’operazione militare Usa-Israele in corso contro l’Iran “potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e aprire strada per medio oriente di pace, sviluppo e crescita, in cui i conflitti, tra cui quello israelo-palestinese, possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica”. Ribadendo che “la tutela dei connazionali sono la nostra priorità nella regione” insieme alla “difesa della nostra economia”, secondo Tajani l’Iran rappresenterebbe “un rischio nucleare e missilistico, una minaccia esistenziale come hanno dimostrato i fatti di questi giorni e come ha ribadito anche la anche la Commissione europea”. Una minaccia da cui “non sarebbe al riparo nessuno”. Abbiamo ricevuto richieste di aiuto logistico e di materiale che coincidono anche con le nostre esigenze di protezione dei nostri militari nell’area. Su questo riferirà nel dettaglio il ministro Crosetto e siamo naturalmente pronti a tutti passi parlamentari necessari”. “L’Iran non ha mostrato passi chiari di marcia indietro” nel corso dei negoziati a Ginevra sul nucleare con la controparte statunitense, e inoltre “ha rigettato proposte di compromesso avanzate dall’Agenzia per l’energia atomica (Aiea). Stiamo ribadendo oggi questi concetti alla Conferenza dei governatori a Vienna dell’Agenzia per l’energia atomica, per discutere la questione del nucleare iraniano, in cui siede anche l’Italia. Noi continueremo a chiedere all’Iran il pieno accesso dell’Agenzia a tutti i siti nucleari per assicurare piena trasparenza e credibilità del suo programma nucleare”. Secondo Tajani, “l’irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione, come dimostrano anche gli attacchi insensati e inaccettabili contro i Paesi del Golfo nonostante non fossero coinvolti nell’operazione militare, che noi abbiamo condannato la massima fermezza” e nella serata di ieri “ribadita anche dall’Ue”. “Gli sconsiderati attacchi” dell’Iran rischiano di “allargare il conflitto e per scongiurare questo stiamo lavorando coi nostri partner internazionali. L’unità del G7 è un elemento decisivo. Con il segretario di Stato Rubio e gli altri colleghi abbiamo condiviso la minaccia del programma missilistico e la necessità di contenere la crisi. Coi ministri dell’Ue riunitisi ieri abbiamo concordato di lavorare in modo coordinato per evitare estensione del conflitto e instabilità regionale. Ieri è stata anche decisa la prosecuzione delle missioni Aspides e Atlanta nel Mar rosso per proteggere i traffici commerciali da parte degli Houthi”. Sulla libertà di circolazione nel Mar rosso, area strategica fondamentale per i traffici navali mondiali e l’export italiano, Tajani ha ricordato di aver presieduto stamani una riunione della task force commercio per informare le imprese sulle conseguenze economiche della crisi e le azioni messe in campo”. “La morte dell’ayatollah Khamenei apre una nuova fase per l’Iran a cui dovranno contribuire le nuove forze iraniane, penso ai giovani che sono scesi in piazza” per chiedere “diritti e libertà, pagando anche un prezzo altissimo” e “a loro va nostro rispetto e vicinanza: il governo italiano è al fianco dei giovani iraniani e al popolo”. Tajani ha chiarito: “Una volta trascorsa la fase più complessa bisognerà lavorare per favorire in Iran una transizione pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano. L’Europa ha un importate ruolo da giocare, voce di equilibrio e fautrice di quel dialogo richiamato anche ieri dal Santo Padre, Papa Leone XIV”. “Sono presenti nella regione quasi 70mila connazionali, di cui l’80% presenze stabili e poi temporanee, di cui 30mila circa a Dubai e Abu Dhabi”, quanto a Israele “sono circa 20mila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati arabi uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Oman e Kuwait sono presenti comunità numerose, invece in Iran poco meno di 500 connazionali. La prima notizia positiva è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi, né civili né militari”. La difesa dei connazionali in Medio oriente, ha ribadito Tajani, “è una priorità di questo governo”, ricordando lo stretto lavoro di raccordo con le ambasciate nella regione ma anche le autorità istituzionali nei Paesi: “tutti hanno garantito massima attenzione”, ha assicurato il capo della Diplomazia. “Su nostra richiesta domani, le autorità emiratine hanno messo a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per gli studenti minorenni che si trovano bloccati nel Paese”. Secondo Tajani, in questi giorni l’Unità di crisi ha gestito “7mila chiamate” per fornire assistenza agli italiani bloccati in Medio oriente. “La situazione più complessa- informa Tajani- per numero di residenti è quella di Dubai e Abu Dhabi: gli Emirati, come molti altri Paesi della regione, hanno chiuso lo spazio aereo, determinando la paralisi del traffico. Stiamo seguendo tanti casi, li potrei citare tutti, ma voglio concentrarmi sui circa 200 giovani studenti bloccati a Dubai” che, fino alla partenza di domani, “sono ospitati in condizioni di sicurezza presso un albergo e stanno bene. Il nostro console generale è i costante contatto ed è stato a visitarli nel pomeriggio”. “Stiamo lavorando alla creazione di corridoi e reti di ambasciate per facilitare il trasferimento di italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l’Oman, dal Bahrein e dal Qatar verso l’Arabia Saudita, e infine India, Thailandia e Sri Lanka, e per sostenere questi trasferimenti, in particolare dagli Emirati, stiamo lavorando per inviare una squadra dell’Unità di crisi di cui faranno parte anche carabinieri e finanzieri dei reparti della Farnesina e un elemento della protezione civile”, da dislocare anche “negli aeroporti per evitare ‘bagarini’ che possano vendere biglietti approfittando di questo momento di difficoltà”. “Approntati negli aeroporti specifici banchi con la bandiera italiana e personale dell’ambasciata e dell’Unità di crisi”, continua il capo della Farnesina confermando che “Stiamo assistendo anche le migliaia di turisti italiani dalle Maldive che dovevano transitare per Dubai. Proprio oggi abbiamo attivato voli charter. Il nostro console onorario alle Maldive è presente in aeroporto. L’ambasciata in Sri Lanka, competente per le Maldive, è a disposizione per fornire assistenza a chi passa da Colombo”. Qui e a Nuova Delhi “siamo al lavoro per reperire i farmaci per coloro che ne hanno bisogno”. Dall’Iran, conclude Tajani, “Non abbiamo ricevuto richieste di evacuazione ma siamo pronti a intervenire se necessario”. Tajani conferma che “se la situazione dovesse peggiorare siamo in grado di organizzare dei convogli da Teheran nel giro di poche ore, mentre sul confine con l’Azerbaigian sono già pronti degli autobus”. “Abbiamo partecipato a una riunione dei ministri esteri Ue di ieri e quella è la linea che segue l’Ue in questa vicenda, non siamo affatto isolati. Partecipiamo al G7 e alle riunioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e in entrambi [gli organismi] ci sono gli Stati Uniti. Dovremmo forse non partecipare perché ci sono gli Usa? Sono la più grande democrazia occidentale, forse il più importante Paese al mondo, non possiamo non partecipare. Allora facciamo un mondo senza Stati Uniti ma mi pare un periodo ipotetico dell’irrealtà”. Così replica poi a Giuseppe Conte Tajani. Il ministro continua: “Siamo stati con l’Ue – una riunione che si è chiusa con documento scritto insieme – ed è la nostra linea. Al G7, [la riunione è finita] senza documento ma abbiamo avuto un confronto e abbiamo condiviso un percorso e una valutazione della situazione. Nessuno sa cosa accadrà e io sono sempre aperto all’ascolto di proposte, idee e suggerimenti”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 2 marzo 2026
Svolta nelle indagini. Accolta la ricusazione del perito, domani autopsia e incidente probatorio. Il Premier Meloni attesa ai funerali. Si registra una svolta significativa nell'inchiesta sulla tragica scomparsa del piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto a seguito di un trapianto di cuore presso l'ospedale Monaldi. Novità Giudiziarie: Cambio nel Collegio dei Periti In data odierna, il GIP ha accolto l'istanza di ricusazione presentata dai legali della famiglia Caliendo nei confronti del perito precedentemente incaricato, il dottor Rinaldi. La contestazione riguardava una presunta mancanza di imparzialità dovuta a precedenti collaborazioni scientifiche con uno dei medici indagati. Al suo posto è stato nominato il Professor Ugolino Livi, cardiochirurgo di fama internazionale. Accertamenti Tecnici e Incidente Probatorio Per la giornata di domani, martedì 3 marzo, è fissato l'incidente probatorio durante il quale verrà conferito l'incarico ufficiale per l'autopsia. L'esame autoptico dovrà chiarire se il decesso sia stato causato da un danneggiamento dell'organo (un cuore che sarebbe giunto "congelato" o "bruciato" dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano). Al momento l'inchiesta conta sette indagati per omicidio colposo. L'Ultimo Saluto e il Cordoglio Istituzionale I funerali si terranno mercoledì 4 marzo alle ore 15:00, presso la Cattedrale di Nola, celebrati dal Vescovo Monsignor Francesco Marino.
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