8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA – OLTRE LA MIMOSA, I DIRITTI

FRV NEWS MAGAZINE • 8 marzo 2026

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Oggi festeggiamo la Donna, ma soprattutto ricordiamo il valore delle sue conquiste e le sfide ancora aperte per una parità reale.


L'8 marzo non è solo una festa, ma una giornata di riflessione. Quest'anno il tema mondiale è "Diritti, Giustizia e Azione": un invito a passare dalle parole ai fatti per eliminare le differenze salariali e garantire a ogni donna protezione e sicurezza.

 


La ricorrenza nasce per ricordare le lotte femminili del secolo scorso per il diritto al voto e per condizioni di lavoro più umane. In Italia, dal 1946, il simbolo scelto è la mimosa: un fiore semplice e forte, capace di fiorire anche nei terreni più difficili, proprio come la determinazione delle donne.


In tutta Italia, la giornata è segnata da eventi culturali e momenti di solidarietà:



  • Musei gratis: Ingresso libero per le donne nei luoghi della cultura statali.
  • Incontri e piazze: Dibattiti e manifestazioni per dire "no" alla violenza e "sì" alle pari opportunità.

Celebrare l'8 marzo significa impegnarsi, ogni giorno, per una società più giusta e inclusiva per tutti.


Recent Posts

Autore: AGENZIA DIRE 21 luglio 2026
La misura segna un cambio di passo drastico nella gestione delle piattaforme digitali e nella tutela dei più giovani all'interno dell'Unione Europea La Francia è da oggi il primo paese europeo a vietare ai minori di 15 anni i social media. La misura segna un cambio di passo drastico nella gestione delle piattaforme digitali e nella tutela dei più giovani all’interno dell’Unione Europea. Il testo, arrivato a compimento dopo il via libera del Senato e dell’Assemblée Nationale (con 279 voti favorevoli e 81 contrari), prevede peraltro un intervento combinato sullo spazio digitale e scolastico: insieme allo stop alle piattaforme social, la norma estende infatti il divieto d’uso degli smartphone anche all’interno degli istituti di istruzione secondaria (licei). La legge imporrà alle piattaforme tecnologiche l’obbligo di implementare sistemi cogenti di verifica dell’età. Emmanuel Macron ha ribadito l’urgenza dell’entrata in vigore delle nuove norme per garantire un impatto immediato già dal prossimo anno scolastico: “Entro il 1° settembre, i nostri bambini e adolescenti saranno finalmente protetti“, ha sottolineato il Presidente. “Questo è un grande passo avanti- ha dichiarato in un video diffuso poco dopo l’approvazione del disegno di legge- La Francia è all’avanguardia in Europa nella tutela dei nostri bambini e ragazzi. Continueremo su questa strada”. L’iniziativa francese si inserisce in un contesto globale di crescente restrizione dell’uso delle piattaforme da parte dei giovanissimi. Alla fine dello scorso anno, l’Australia è diventato il primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni , facendo da apripista a interventi legislativi analoghi a livello internazionale.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - redazione 21 luglio 2026
Il numero 1 della Figc: "Per lui possibile eccezione al budget. Ma non è detto vada in porto" La fumata bianca per il nuovo ct dell'Italia arriverà "entro pochissimo", è la promessa del neo presidente federale, Giovanni Malagò, ma non dovrebbe coincidere con la prossima assemblea della Lega calcio Serie A, dove giovedì saranno presenti il n.1 federale e il dt Paolo Maldini, ma forse slittare ancora di qualche giorno.
Autore: AGENZIA DIRE 21 luglio 2026
Polemica per la coda violenta del presidio di vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir da parte di anarchici, centri sociali e collettivi. Il centrodestra invoca le dimissioni del sindaco e presenta esposti per valutare l'istigazione a delinquere BOLOGNA – Guerriglia a Bologna, nella serata di ieri, dopo il presidio per la morte di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica mattina mentre era ammanettato a terra durante un controllo della Polizia al Pilastro. Al presidio, che si è svolto pacificamente in piazza Nettuno (con la partecipazione di migliaia di persone e le parole toccanti pronunciate dalla nipote del 43enne morto) è seguita una coda di violenza, prima con gli scontri davanti alla Prefettura e poi, in serata, con altri atti di vandalismo nelle strade della città e auto incendiate. Protagonisti di questa ‘coda’ violenta sono stati i centri sociali, gli anarchici e alcune frange violente dei collettivi, che hanno animato lo scontro con le forze di polizia a partire da piazza Roosevelt, dove la Polizia (dopo un fitto lancio di oggetti, bottiglie e bombe carta) ha caricato e poi usato gli idranti per allontanare i manifestanti. Il bilancio della serata di violenza ufficializzato in tarda mattinata dalla Questura è di 64 feriti tra gli agenti, con prognosi dai tre ai 35 giorni. Mentre il sindacato del Coisp, in una nota, aveva fornito diverse ore prima una stima più ottimista di 56 feriti. Nel bilancio dei disordini anche vetrine infrante, transenne divelte, almeno due auto incendiate, scritte contro la Polizia tracciate sui muri e vetrine. Per terra, in centro, l’indomani ci sono ancora cocci di bottiglie rotte. Nella tarda serata, sei attivisti protagonisti dei disordini sono stati portati in Questura per identificazione e sono stati poi rilasciati circa all’1: fuori, ad attenderli, c’erano altri attivisti. Sono indagati per i fatti di ieri sera. La famiglia di Fakir, per bocca dell’avvocato Fabio Anselmo, si è dissociata dalle violenze avvenute in piazza e ha parlato di “strumentalizzazioni”. SCONTRI ALLA MANIFESTAZIONE PER FAKIR, UNA PERSONA ARRESTATA Hanno portato ad un arresto, a quanto si apprende, gli scontri avvenuti ieri sera in centro a Bologna durante una manifestazione per Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica al Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti. La notizia arriva nel primo pomeriggio di oggi, martedì 21 luglio. Il manifestante è stato arrestato dalla Digos: l’accusa sarebbe quella di resistenza a pubblico ufficiale, e l’arresto dovrà essere convalidato. In mattinata la Questura ha fatto sapere che sono stati identificati altri manifestanti che sarebbero responsabili dei disordini di ieri sera, la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori. COISP: “I 56 POLIZIOTTI FERITI SU COSCIENZA DI CHI HA AIZZATO PIAZZA” “Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna è un bollettino di guerra: sono 56 i poliziotti rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici. Nello specifico contiamo 15 agenti feriti del Reparto Mobile di Padova, 26 da quello di Firenze e 15 da quello di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni. Questi feriti pesano sulla coscienza di chi ha irresponsabilmente aizzato la piazza offrendo agli estremisti il pretesto per attaccare la Polizia. Perché di fatto si è messa a repentaglio l’incolumità degli agenti solo per fare propaganda. A questi 56 poliziotti, che ieri sera hanno affrontato la guerriglia urbana per tutelare Bologna e i suoi cittadini, deve andare la solidarietà unanime di tutta la politica. Affinché sia chiaro un principio fondamentale: chi indossa una divisa non può essere trattato come un bersaglio”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp. IL BILANCIO DISORDINI: 64 AGENTI FERITI. IDENTIFICATI ALCUNI RESPONSABILI Sono in tutto “64, con prognosi dai tre ai 35 giorni”, gli agenti rimasti feriti ieri a Bologna a seguito degli scontri scoppiati durante la manifestazione per Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica al Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra da due poliziotti. Ne dà notizia la Questura bolognese, ricordando che i disordini “hanno interessato il centro cittadino, in particolare piazza Roosevelt, via Rizzoli, via Ugo Bassi, via della Zecca e via Venezian”, provocando “feriti e danni materiali”. Oltre ai 64 feriti, dettaglia la Questura, “risultano danneggiati sei mezzi della Polizia“, e “ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città adiacenti a piazza Maggiore, dove è partita la manifestazione”. Sono state “imbrattate e danneggiate vetrine di esercizi commerciali, banche con i relativi sportelli bancomat e sei cassonetti della spazzatura, due auto sono state incendiate e diverse decine di biciclette, utilizzate per creare una barriera con cui ostacolare l’intervento della Polizia, sono state distrutte”. Infine, è stato “completamente danneggiato un cantiere del tram”. Ora, scrive la Questura, “la copiosa quantità di materiale video-fotografico è al vaglio delle sezioni investigative per individuare i responsabili, parte dei quali sono già stati identificati“. ESPLODE LA POLEMICA POLITICA Inevitabile l’accendersi della polemica sulla scelta del sindaco di Bologna Matteo Lepore di convocare un presidio di solidarietà alla famiglia di Fakir e alla comunità del Pilastro: il centrodestra, già da ieri, ha puntato il dito contro l’iniziativa accusando il primo cittadino di schierarsi contro la Polizia prima dell’accertamento dei fatti. Oggi, dopo quello che è successo, si attende una giornata piena di polemiche per il fatto che il presidio convocato nel cuore della città abbia in qualche modo dato un’opportunità alla frangia antagonista di sfogare la propria violenza. Il capogruppo Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto le dimissioni di Lepore, definendolo un “irresponsabile”. Ecco le sue parole: “A casa. Lui e il Pd. È stato proprio il sindaco a invocare la piazza, scelta profondamente sbagliata perché nel momento in cui si chiede giustizia, si parte dal concetto che sia stata compiuta un’ingiustizia, finendo per colpevolizzare gli agenti”. LEPORE RIVENDICA LA PIAZZA: “NON POSSIAMO LASCIARLA AGLI ANTAGONISTI” “Se non avessimo fatto quel presidio, la voce della famiglia non ci sarebbe e ci sarebbe, come avviene oggi sui social, l’accusa alla persona morta di essere un criminale e a quella famiglia di essere immigrati“. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, non arretra di fronte alla scelta del Comune di organizzare, ieri, sera un presidio in piazza Nettuno per Abderrahim Fakir e i suoi familiari, a cui sono seguite due ore di scontri tra antagonisti e polizia in pieno centro storico. “Intanto è morta una persona in circostanze che sono da chiarire e sarà magistratura a farlo. C’è una famiglia che è sconvolta, un intero quartiere che è sconvolto, ci sono 6.000 colleghi che lavorano in Interporto (che stanotte hanno scioperato, ndr). Dobbiamo considerare che nelle nostre città questi fenomeni creano paura, preoccupazione e tensioni, queste tensioni si riversano nelle piazze. Questa paura va gestita e le istituzioni devono prendere posizione”, spiega Lepore, collegato in mattinata con la trasmissione di La7 ‘L’Aria che tira’. “Gli scontri c’erano stati anche la sera prima e ci saranno anche nelle giornate successive, se le istituzioni non fanno il loro dovere“, ammonisce il sindaco. “Se noi come istituzioni non sosteniamo lo stato di diritto e non stiamo accanto a vittime e lasciamo che nelle piazze ci vadano solo antagonisti, facciamo un errore incredibile, perché regaliamo la marginalità e la sofferenza di questo paese a chi non è democratico. A Bologna siamo abituati ad andare in piazza e dare voce alle vittime, perché è importante che in piazza non ci sia solo la voce degli antagonisti. Quelle sono persone che hanno subito un lutto e istituzioni devono essere accanto”, afferma. BIGNAMI (FDI): LEPORE? “IRRESPONSABILE, A CASA LUI E IL PD” “A casa. Lui e il Pd”. Lo scrive su X il capogruppo di Fdi alla Camera Galeazzo Bignami, che posta un fotomontaggio in cui si vede anche l’immagine del sindaco di Bologna Matteo Lepore e sopra la scritta ‘Il sindaco un irresponsabile. Adesso deve dimettersi’, che riprende l’intervista rilasciata dallo stesso Bignami al quotidiano ‘il Resto del Carlino’. Intervista in cui, tra l’altro, su quanto accaduto ieri sera a Bologna, afferma: “Lepore ha fomentato un clima incendiario e questo è il risultato. E chi oggi paga il conto di tutto questo sono i bolognesi e chi deve difendere la nostra sicurezza, che ora è indicato come un bersaglio da colpire”. LEPORE: “A BOLOGNA DUE PIAZZE, NON SIAMO QUELLA DEGLI SCONTRI” Il sindaco di Bologna non risponde direttamente a chi lo ha accusa di aver innescato la miccia degli scontri che ieri sera hanno devastato il centro storico di Bologna convocando in piazza Nettuno la manifestazione di solidarietà alla famiglia di Abderrahim Fakir e alla comunità del Pilastro. Ma della piazza degli scontri, seguita al momento di raccoglimento sulle scale della Sala Borsa, prende nettamente le distanze. “Ieri Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C’erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica”, chiarisce il sindaco in un post pubblicato sui suoi canali social. Post in cui rende merito anche al questore di Bologna, Gaetano Bonnacorso, che ieri ha ricevuto la famiglia dell’uomo morto domenica al Pilastro durante un fermo di polizia. “Proprio nelle ore in cui qualcuno cercava di speculare sul dolore della famiglia Fakir, mi sono recato con loro in Questura per depositare la delega del loro rappresentante legale. Siamo passati insieme tra due ali di poliziotti in tenuta anti-sommossa e siamo stati accolti dal questore di Bologna”, racconta Lepore. “Fuori c’era violenza cieca, ingiustificata, stupida. Dall’altro, c’era una famiglia distrutta dal dolore che varcava quella soglia con compostezza, dignità e fiducia nello stato di diritto. Il questore di Bologna ci ha dimostrato cosa significa rappresentare le istituzioni con umanità e rispetto. Il loro abbraccio mi ha sinceramente commosso. È un momento che non dimenticherò mai, e li ringrazio per questo”, fa sapere il sindaco, che ricorda anche le parole di Yossra Fakir, la nipote di Abderrahim, che ieri ha parlato in piazza Nettuno. “Con grande commozione, forza e dignità, ha rappresentato il pensiero della sua famiglia, riunita accanto a lei, e ha detto: ‘Noi non siamo qui per chiedere odio. Non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia e rispetto’. Con queste parole ha zittito i cori indiscriminati contro le istituzioni. Così come la famiglia Fakir ha preso le distanze dai violenti di Piazza Roosevelt”, sottolinea il sindaco, di cui oggi il centrodestra a Bologna chiede le dimissioni. “Non ho dubbi su quale delle due piazze mi rappresenti. E non ho dubbi su quali emozioni preferisca coltivare.Saranno le autorità competenti a dire cosa è accaduto domenica al Pilastro e a accertare le responsabilità. Penso spetti alle istituzioni stare accanto alle vittime. La storia della nostra città questo mi ha insegnato. Restiamo umani. Facciamolo insieme, ancora una volta”, conclude. SCHLEIN: “SE UN UOMO MUORE DURANTE UN FERMO LO STATO HA FALLITO” Nel caso che ha portato alla morte di Fakir “qualcosa non è andato come doveva. Tutti credo che siamo rimasti sconvolti dalle immagini che abbiamo visto, perché quando un uomo muore durante un’operazione di fermo è chiaro che lo Stato ha fallito”. Lo dice la leader del Pd, Elly Schlein, intervenendo a ‘In onda’ su La 7. “Questa cosa ci riguarda tutti e proprio lo Stato deve essere il primo a cercare di fare piena luce su quello che è accaduto. Saranno le persone più competenti, le autorità, a stabilire se ci sono delle responsabilità individuali e di chi”, aggiunge. LEGA: ESPOSTO E MOZIONE DI SFIDUCIA PER IL SINDACO “PEGGIORE D’ITALIA” Gli sconti di ieri sera sera in centro a Bologna, dopo la manifestazione pacifica in piazza Nettuno con la famiglia di Abderrahim Fakir, portano la Lega a dire che il sindaco Matteo Lepore è “il peggiore d’Italia”, come sentenzia la sottosegrataria alla Cultura del Carroccio, Lucia Borgonzoni, che questa mattina aveva fissato un incontro con la stampa per parlare di portici e Garisenda e, invece, lo ha fatto per presentare, assieme al consigliere comunale Matteo Di Benedetto, un esposto e una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, accusato di aver convocato, per fini di consenso, una manifestazione a due passi dalla Questura, che, secondo la Lega, era prevedibile sfociasse in tafferugli tra antagonisti e forze dell’ordine. “Abbiamo un sindaco che ha fatto tutto escluso fare il sindaco e cercare di gestire una situazione che da subito si è visto che era problematica. La morte di una persona è ovvio che sia un tragico evento, ma è stato gestito immediatamente nel migliore dei modi, perché la Questura ha detto subito che le telecamere sugli agenti erano già state date, per cui non c’era da chiedere la verità, c’erano già delle indagini, si stava andando avanti e si sarebbe visto quello che era accaduto”, contesta Borgonzoni, che con altri esponenti del partito è andata stamani in Questura per portare la solidarietà agli agenti feriti. “La famiglia, al netto ovviamente della tragedia vissuta, chiedeva ‘vendetta’ e questa è sicuramente una cosa che non andrebbe mai detta e non è sicuramente usanza sentirla da noi, ma questo fa capire che sicuramente c’era molta tensione. Gli animi erano veramente surriscaldati: un sindaco che usa i canali istituzionali per, invece di cercare di sedare la situazione, chiamare le persone tutte in centro a Bologna, poi lavarsene le mani”, è, secondo la sottosegretaria, “vergognoso”. Lepore, prosegue la leghista, “crede di aver fatto qualcosa di bello a portare gli scontri delle banlieu in pieno centro a Bologna”, annunciando la presentazione di un esposto. “La magistratura valuti se ci sono i margini” per stabilire se ci sono responsabilità del primo cittadino per i fatti di ieri. “Voglio ricordare che lui è un pubblico ufficiale. Lui ha convocato una manifestazione, la manifestazione si è trasformata in quello che tutto il mondo ha potuto vedere: si valuti se ci sono dei margini penali, amministrativi, perché un pubblico amministratore faccia queste cose e passi indenne a tutto questo”, sostiene, rammaricandosi che nel decreto sicurezza non sia passata la proposta della Lega per l’attribuzione della responsabilità di eventuali danni a chi organizza le manifestazioni. “Spero che questa cosa faccia capire ai cittadini che lui deve andare via. Poi, come centrodestra dobbiamo trovare un candidato sindaco unitario, ma lo troveremo come sempre abbiamo fatto. Mi auguro che i cittadini riescano a capire una volta per tutte, al netto di interessi o dell’utilizzo che lui fa dei soldi come regalie per una o un’altra associazione, che poi la città lui la riduce così”, contesta. “Oggi questa doveva essere una conferenza stampa per parlare di come sono ridotti i portici e l’abbiamo rimandata perché Lepore, incredibilmente, riesce a fare sempre qualcosa di peggio”, conclude Borgonzoni. La battaglia contro il sindaco si sposta anche sui banchi del Consiglio comunale, con una mozione di sfiducia presentata dalla Lega e appoggiata dagli partiti del centrodestra. “Sappiamo che servono 14 firme, quindi serve anche di almeno due consiglieri comunali di maggioranza”, spiega Di Benedetto, che ha riferito di essere stato inseguito ieri sera da un gruppo di manifestanti che lo hanno riconosciuto e volevano fargli del male. “Tutti quei moderati della maggioranza che si stanno già affrettando in queste ore a scrivere sui social ‘no, la violenza che è accaduta è inaccettabile’, bene, hanno la possibilità di firmare la mozione perché il sindaco ha convocato una piazza che poi si è trasformata in violenza allo stato puro, guerriglia urbana, c’è un nesso funzionale evidenze tra i fatti, quindi anche loro abbiano il coraggio di dire che questo non è un sindaco democratico, questo non è un sindaco moderato, questo è un sindaco che ha deciso di fare le parti dell’estrema sinistra perché ritiene che politicamente sia più conveniente muoversi in questo modo”, attacca Di Bendetto. “Tutti gli abbiamo detto di non farlo, lui ha comunque voluto andare avanti, c’è chi dice per recuperare consenso al Pilastro o per finire sui giornali. C’erano 1000 modi diversi di dare solidarietà e vicinanza (alla famiglia di Fakir, ndr): avrebbe dovuto calmare gli animi, dare vicinanza alla comunità alla comunità con altri strumenti, con una piazza al Pilastro, con altre situazioni, non in questo modo. La sua scelta politica è irricevibile, per questo deve dimettersi”, conclude Di Benedetto. ANCHE FDI FA UN’ESPOSTO: “VERIFICARE L’ISTIGAZIONE A DELINQUERE” Anche Fdi presenta un esposto in Procura dopo gli scontri in centro a Bologna seguiti ieri al momento di raccoglimento sotto il Nettuno per Abderrahim Fakir. Un esposto “per chiedere di accertare le responsabilità della guerriglia, compresa l’ipotesi di istigazione a delinquere. Una follia che ha un responsabile politico: Matteo Lepore. Nel momento in cui il sindaco invoca la piazza e sa benissimo a chi si sta rivolgendo, sa benissimo che aderiscono a questa chiamata tutti i centri sociali e antagonisti, sa benissimo cosa accadrà, si dimostra il responsabile di quanto accaduto”, spiegano in una nota l’eurodeputato Stefano Cavedagna e Francesco Sassone, coordinatore cittadino del partito. Si unisce al fuoco di fila meloniano contro il primo cittadino anche il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore Fdi in Emilia-Romagna: la morte di Fakir è “una tragedia che impone rispetto e rende ancora più indispensabile ricostruire con rigore e precisione quanto accaduto. Per questo è fondamentale che sia la magistratura, insieme agli inquirenti, ad accertare ogni responsabilità: giungere alla verità è indispensabile e tutti confidiamo nel loro lavoro. Proprio per questo un sindaco ha il dovere di difendere le istituzioni dello Stato, non di sostituire gli organi chiamati ad accertare i fatti con processi sommari di piazza”. Convocare una manifestazione a meno di 24 ore dai fatti ha invece “inevitabilmente contribuito a gettare un’ombra sulle Forze dell’ordine” e “alimentare una mobilitazione in un clima del genere significa esporre le Forze dell’ordine all’odio di piazza, delegittimarne l’operato e mettere un bersaglio sulla testa degli agenti in divisa. Un atto di totale irresponsabilità”. Per cui Barcaiuolo esorta Lepore a chiedere scusa “agli agenti feriti e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’ordine che ieri sera hanno protetto i cittadini”. Un altro meloniano, il consigliere comunale Gabriele Giordani, chiede invece che chi ha causato i danni degli scontri risarcisca chi li ha subiti. Secondo Domenica Spinelli, senatrice di Fratelli d’Italia, Lepore “ha scelto ancora una volta di sfruttare la vicenda per fare campagna elettorale” invece di “dare una risposta istituzionale. Sarebbe bastato richiamare tutti alla prudenza, attendendo che la magistratura faccia piena luce sull’accaduto, anche considerando che gli agenti hanno immediatamente messo a disposizione i filmati delle bodycam e che erano presenti numerosi testimoni”. E, aggiunge, “spiace vedere come abbia sottovalutato il rischio di tensioni e disordini che inevitabilmente possono nascere in situazioni tanto delicate. Non si può tollerare che un sindaco assista passivamente alla distruzione di automobili e al verificarsi di gravi disordini”. NIPOTE FAKIR: “NO ALLA VIOLENZA, VOGLIAMO LA VERITÀ” “Come famiglia ci dissociamo dagli scontri avvenuti ieri, non siamo d’accordo con questo tipo di reazione. Il dolore è enorme ma non può e non deve trasformarsi in violenza“. Lo ha detto Youssra, la nipote di Abderrahim Fakir, morto durante domenica durante un fermo di polizia a Bologna. “Mio zio non è un numero, è una persona con una vita”, ha detto intervenendo in una conferenza stampa organizzata dalla senatrice di Avs Ilaria Cucchi. “Quello che è successo non è una fatalità, quando una persona chiede aiuto si deve intervenire. Vogliamo la verità e che vengano accertate le responsabilità. Chiediamo rispetto per mio zio, per la sua memoria e per la sua dignità. Chiediamo rispetto per la nostra famiglia. Continueremo a farci sentire finché non avremo risposte”, ha aggiunto.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Le luci dell’ Ippodromo Martini di Corridonia sono pronte a riaccendersi. Domani sera andrà in scena la quarta giornata della stagione 2026 del galoppo, un appuntamento che si preannuncia ricco di emozioni, spettacolo e tradizione. Dopo aver visto protagoniste le prime cinque contrade, sarà ora il momento delle altre cinque Contrade di Fermo: Capodarco, Campolege, Torre di Palme, Molini Girola e Campiglione, ciascuna rappresentata in una delle prove del programma. Un connubio ormai consolidato tra ippica e territorio, capace di rendere ogni corsa ancora più sentita e coinvolgente. Il programma ufficiale si presenta particolarmente interessante anche dal punto di vista tecnico, con ben 48 partenti pronti a sfidarsi nelle sei corse in totale, un numero che conferma il crescente interesse attorno alla stagione del Martini e garantisce competizione, equilibrio e spettacolo. La serata renderà inoltre omaggio a Delio Canullo (il professore), figura di assoluto rilievo nella storia dell'impianto. A lui sarà dedicata una corsa, nel ricordo di una persona che, con passione e competenza, ha contribuito in modo significativo alla crescita dell’Ippodromo e alla diffusione della cultura ippica nel territorio. Sarà un’altra notte in cui i protagonisti saranno i cavalli, i fantini e le emozioni che solo il galoppo sa regalare. Una serata da vivere tutta d’un fiato, immersi nell’atmosfera unica del Martini, dove sport, tradizione e passione continuano a correre fianco a fianco. L’appuntamento è per domani sera. Vi aspettiamo per vivere insieme un’altra indimenticabile serata di grande galoppo.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
La Presidente del Consiglio ha commentato il video sui social In merito al video realizzato tramite intelligenza artificiale e diffuso nelle ultime ore dal movimento Futuro Nazionale, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilasciato la seguente dichiarazione] "Prendo le distanze senza alcuna esitazione da un contenuto video nel quale la mia figura è stata inserita a mia totale insaputa. Quel genere di rappresentazione non mi appartiene e non rispecchia in alcun modo il mio modo di intendere il confronto democratico. La politica deve misurarsi esclusivamente sul terreno delle idee, del consenso e del voto dei cittadini. L'intimidazione, l'odio e la rappresentazione violenta dell'avversario politico non devono trovare spazio nel nostro dibattito. Proprio in virtù di questo principio, ritengo doveroso auspicare che la medesima fermezza e chiarezza vengano dimostrate anche da quegli esponenti della sinistra che oggi mi rivolgono appelli. Mi aspetto che le opposizioni trovino il coraggio di condannare con pari vigore gli episodi inaccettabili nati all'interno del proprio schieramento, come le recenti dichiarazioni di un assessore del Partito Democratico che ha evocato l'uso dei fucili contro gli avversari. La condanna delle parole d'odio e dell'incitamento alla violenza non può essere a correnti alternate. Chi siede nelle istituzioni ha il dovere di non alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell'Ordine e dare pretesti a chi trasforma le piazze in luoghi di scontro."
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Grande trotto stasera, martedì 21 luglio 2026, all’ippodromo del Savio di Cesena. I migliori driver d’Italia si sfidano nella seconda semifinale del prestigioso Tomaso Grassi Drivers Award. In palio ci sono gli ultimi pass per la finale, dove si sono già qualificati Pettinari, Simioli, Gocciadoro e Di Nardo. I cinque big della serata Santo Mollo: Campione intramontabile con vittorie storiche nel Derby, nel GP Nazionale e nell'Orsi Mangelli. Andrea Farolfi: Professionista dallo stile impeccabile, celebre per il trionfo nel Derby 2023 insieme a Dimitri Ferm. Roberto Vecchione: Una vera leggenda delle redini lunghe, partner di fuoriclasse assoluti come Nesta Effe e Bleff Dipa. Manuel Pistone: Talento in forte ascesa e oggi prima guida ufficiale dei colori della scuderia Biasuzzi. Marco Volpato: Driver concreto, grintoso e abile a sfruttare ogni situazione tattica in corsa. L'appuntamento è per le 20:45: lo spettacolo in pista è assicurato.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
– Dopo un'attesa di oltre dieci mesi, i motori dell'ippica varesina tornano finalmente a accendersi. Questa sera, alle ore 20:25, le gabbie di partenza dello storico ippodromo Le Bettole si apriranno ufficialmente per inaugurare la stagione estiva. Il rilancio della struttura avviene sotto una nuova veste e una nuova guida: il rinnovato "Varese Park Racecourse" passa infatti alla gestione della società Varese Turf & Sport, che subentra dopo la conclusione dell'era Borghi del settembre 2025. Superate le complessità burocratiche e i rinvii delle scorse settimane, l'impianto lombardo è pronto a offrire agli appassionati un calendario di alto livello. Il programma della serata inaugurale Il debutto di questa sera prevede un montepremi complessivo di oltre 51.000 euro, con 46 cavalli purosangue pronti a darsi battaglia su sei corse totali: L'apertura: La serata scatta con il Premio Antonio e Luigi Taborelli, un'interessante corsa maiden riservata ai puledri sulla distanza dei 1000 metri. Il clou: I riflettori si accenderanno sulla sesta e ultima corsa per il tradizionale Premio Ildo Tellini, un handicap di classe 3 che si disputerà sui 1950 metri della pista in sabbia. Ad arricchire l'esperienza del pubblico, oltre allo spettacolo della pista, le Bettole ospiteranno un evento collaterale di degustazione interamente dedicato ai vini rosati. Il calendario estivo delle Bettole La stagione del Varese Park Racecourse si articolerà in un totale di 11 appuntamenti distribuiti nei prossimi tre mesi: Luglio: 2 riunioni complessive (inclusa quella di questa sera). Agosto: Il mese centrale con ben 6 giornate di corse. Settembre: La chiusura della sessione estiva con gli ultimi 3 appuntamenti. L'appuntamento per il via ufficiale è fissato per stasera alle ore 20:25.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 21 luglio 2026
Ha riaperto al pubblico nella mattinata di oggi la gioielleria di Mario Roggero, situata in località Gallo di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. La ripresa delle attività commerciali è stata confermata direttamente da una delle figlie del titolare. La gestione operativa del punto vendita è stata assunta interamente dalla moglie e da una delle figlie del gioielliere, quest'ultimo condannato in sede giudiziaria per l'omicidio di due dei tre rapinatori che assaltarono il negozio nel mese di aprile del 2021. La proprietà ha scelto la linea del totale riserbo nei confronti degli organi di informazione. All'esterno del locale è stato infatti esposto un cartello esplicito con la dicitura "Nessuna dichiarazione", volto a evitare commenti o interviste sulla riapertura e sulle note vicende processuali che hanno coinvolto la famiglia.
Autore: AGENZIA DIRE Ultimo aggiornamento Ore: 12.40 21 luglio 2026
Una manovra volta a "ridurre il carovita per restituire respiro alle famiglie". Prossimi passi la riforma del welfare e della sanità e la lotta alla povertà ROMA – Il governo di Andy Burnham si è già messo al lavoro e stamani i britannici si sono svegliati con l’annuncio della cancellazione dell’Iva sulle bollette dell’energia elettrica, che scatterà da ottobre. Una manovra volta a “ridurre il carovita per restituire respiro alle famiglie”, che solo il primo luglio scorso si sono ritrovate a pagare il 13% in più, proprio durante una delle estati più torride per il Paese. La manovra, riferiscono dal governo, verrà finanziata dall’abolizione del contestato programma sull’identià digitale. Questo libererà nell’immediato 850 milioni di sterline, per un totale di 1,8 miliardi nei prossimi tre anni, pari a circa 2 milioni di euro. IL WELFARE E I TAGLI ALLE LISTE DI ATTESA PER LE VISITE Altra novità importante nel rimpasto di governo, è il passaggio di Yvette Cooper alla guida del ministero della Sanità. L’ex ministra degli Esteri della squadra Starmer è stata sostituita da Ed Miliband, e a sua volta prende il posto di Wes Streeting, che a maggio si era dimesso con la speranza di prendere il posto di Starmer, il cui mandato era entrato in crisi dopo le sconfitte registrate dai laburisti alle elezioni amministrative. Il passaggio di Cooper dagli Esteri alla Salute, come evidenzia l’emittente Bbc, non va letto come una “retrocessione”, bensì come un segnale di fiducia. Uno dei punti centrali del programma di riforme annunciato da Andy Burnham riguarda proprio la sanità a partire dai tagli alle liste di attesa per visite e prestazioni del Servizio sanitario nazionale (Nhs), insieme a un miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria, maternità compresa. D’altronde, Cooper è stata ministra del Tesoro e segretaria di Stato per il lavoro e le pensioni durante i governi di Tony Blair e Gordon Brown, pertanto può essere la figura con le competenze necessarie a migliorare il welfare. LA LOTTA ALLA POVERTÀ Altro punto centrale del “Piano decennale” di Burnham in campo economico e sociale è la lotta alla povertà e risposte alla questione dei senzatetto a partire da incentivi all’edilizia popolare: annunciato un piano da 340 milioni di sterline in tre anni, per togliere le persone dalle strade “il prima possibile”, come ha assicurato il neopremier.
Autore: Redazione 21 luglio 2026
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si appresta a varare una nuova ondata di tariffe commerciali contro decine di Paesi già nel corso di questa settimana. Lo rivela un'anticipazione del Financial Times, confermando la determinazione del tycoon a proseguire sulla linea del protezionismo economico nonostante i severi avvertimenti del suo stesso staff. I consiglieri economici della Casa Bianca hanno messo in guardia il Presidente sul rischio di replicare lo shock economico della prima guerra commerciale, uno scenario giudicato pericoloso anche in vista delle imminenti elezioni di metà mandato (Midterm). Dietro le quinte, alti funzionari hanno raccomandato di preservare la stabilità con i partner internazionali e di rispettare gli accordi di riduzione tariffaria siglati da Washington nel 2025. L'offensiva doganale si è resa necessaria per aggirare i recenti ostacoli legali: la Corte Suprema ha infatti annullato i dazi reciproci introdotti nell'aprile 2025. Per superare la scadenza – prevista per questo venerdì – del regime transitorio al 10% stabilito a febbraio, l'amministrazione utilizzerà come scudo legale un'indagine sulle pratiche di lavoro forzato all'estero, evitando così il ricorso ai poteri di emergenza bocciati dai giudici. Se da un lato la nuova tranche di dazi immediati ricalcherà l'aliquota del 10% attualmente in vigore, dall'altro Washington è già al lavoro su ulteriori dossier ispettivi per ottenere le coperture legali necessarie a imporre tariffe ancora più elevate. La mossa segue i duri provvedimenti già annunciati ieri da Trump, che prevedono dazi del 50% sulle merci provenienti dal Canada e del 25% su quelle del Brasile, riaccendendo bruscamente le tensioni commerciali globali.
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