A Nola i funerali del piccolo Domenico, nella cattedrale anche la premier Meloni. Il vescovo: “La perdita di un figlio non ha nome”

AGENZIA DIRE • 4 marzo 2026

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Il papà Antonio ha portato la piccola bara bianca nella Cattedrale dove si è aperta la camera ardente. L'abbraccio della Dg dell'ospedale Monaldi a mamma Patrizia

 Prima un rispettoso silenzio, poi il suono delle campane e lo scoppio di un applauso composto hanno accompagnato l’arrivo del feretro con il piccolo Domenico Caliendo alla cattedrale di Nola. Qui dalle 11 è stata allestita la camera ardente per il bimbo di due anni e mezzo che ha commosso l’Italia, e alle 15 è stato celebrato il funerale officiato dal vescovo Francesco Marino, alla presenza del cardinale di Napoli Mimmo Battaglia.

Oggi però è il giorno del cordoglio e dell’ultimo saluto a Domenico, morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito e due mesi di calvario, su cui è in corso un’inchiesta. Tra gli applausi i genitori di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, sono entrati in chiesa. Il papà ha portato sulle spalle la piccola bara bianca. Con loro anche l’avvocato Francesco Petruzzi che li affianca nella battaglia per ottenere giustizia.

  LA PIAZZA PIENA DI GENTE, PRESENTI ANCHE PREFETTO E SINDACO DI NAPOLI

Al momento dell’arrivo del feretro la piazza antistate la cattedrale era strapiena per far sentire il suo affetto alla famiglia del piccolo e per pregare per lui. A visitare la camera ardente si sono recate già alcune autorità: il prefetto di Napoli, Michele di bari, il sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Bonfiglio, presenti all’arrivo di Domenico. Sul posto anche il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, originario di Nola, che ha abbracciato i genitori.


  L’ABBRACCIO DELLA DIRIGENTE DEL MONALDI A MAMMA PATRIZIA

Significativo l’arrivo in cattedrale anche di Anna Iervolino, manager del Monaldi, l’ospedale finito nel ciclone, in cui è avvenuto il trapianto di cuore sul bambino. La dg dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha stretto la mano al papà del bimbo, poi ha stretto a se la mamma. “Nessuno dimenticherà Domenico” ha promesso Iervolino alla donna. “Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti”, ha aggiunto. Alla cerimonia ci sarà anche Roberto Fico, presidente della Regione Campania.

GIORGIA MELONI ARRIVA IN CATTEDRALE

Ma soprattutto a Nola era attesa anche la premier Giorgia Meloni che ha raccolto l’appello di mamma Patrizia. La presidente del Consiglio è arrivata alla cattedrale per assistere alla cerimonia in elicottero, atterrando in un campo sportivo vicino.

UN EVENTO MEDIATICO: OLTRE 170 TESTATE ACCREDITATE

Il funerale del piccolo Domenico non è stato solo un evento in cui si è raccolta una comunità, quella di Nola, attorno a una famiglia che sta affrontando un lutto dolorosissimo. La giornata di oggi è diventata un evento mediatico: oltre 170 le testate giornalistiche accreditate, non solo nazionali. Tra i giornalisti presenti anche quelli del quotidiano tedesco Bild e dell’agenzia di stampa turca Anadolu.

VESCOVO NOLA: PERDITA FIGLIO NON HA NOME, PAROLE SI

TACCIONO

“La lingua italiana non ci dà neanche un nome, perché un figlio senza genitori è orfano, ma la perdita del frutto del proprio grembo è così atroce che le parole stesse si tacciono come nei tabù”. Lo ha detto nella sua omelia il vescovo di Nola, Francesco Marino, durante i funerali di Domenico Caliendo.

VESCOVO NOLA: INCORAGGIAMO DONAZIONE ORGANI COME GESTO GENEROSITÀ

La storia di Domenico “ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità”. Così il vescovo Francesco Marino. “Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare – ha aggiunto – quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali – ricordiamolo sempre – sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti. I miracoli li fa solo il Signore, noi siamo fragili e quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi diventiamo fallaci”.

“IL BIMBO PRIMA DI TUTTO”, LA DECISIONE DI SAL DA VINCI

In occasione dei funerali del piccolo Domenico inoltre, un altro evento mediatico che si sarebbe tenuto a Napoli è stato necessariamente rinviato. Il cantante vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci, per rispetto alla famiglia e alla comunità, ha deciso di posticipare i festeggiamenti per i suoi cinquant’anni di carriera, inizialmente programmati per il 4 marzo. A darne notizia il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli: “Ho ricevuto il messaggio di un cittadino preoccupato per la coincidenza tra l’evento celebrativo e l’ultimo saluto al piccolo Domenico – scrive il deputato in un suo post su Fb-. La risposta di Sal è stata immediata e chiara: ‘Il bimbo prima di tutto’. In questi giorni non c’è spazio per la festa, ma per il silenzio e la vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore”.

(photo credit: Francesco Emilio Borrelli/Fb)



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Autore: Redazione 1 settembre 2026
Gli Usa annunciano: 'Abbiamo iniziato a colpire obiettivi iraniani a Hormuz' Pezeshkian ringrazia Putin 'per le sue posizioni nella guerra con gli Usa'. Lo zar: 'Ammiriamo il vostro coraggio' Escalation militare e diplomatica totale nello Stretto di Hormuz. Le forze armate degli Stati Uniti hanno avviato una massiccia operazione aerea contro obiettivi strategici dei Pasdaran in territorio iraniano. La conferma ufficiale arriva dal Central Command statunitense, che giustifica l'attacco come risposta diretta ai tentativi di aggressione contro le navi mercantili e le truppe americane nella regione. Immediata la replica di Teheran: il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Mohebi, ha promesso una "punizione severa" che farà pentire Washington, mentre il presidente USA Donald Trump ha intimato all'Iran di non reagire. Sul fronte diplomatico si salda l'asse tra Iran e Russia. Durante il loro primo faccia a faccia dall'inizio del conflitto, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato formalmente Vladimir Putin per il sostegno politico e strategico di Mosca. Il leader del Cremlino ha risposto elogiando apertamente il coraggio e la resistenza di Teheran. Intanto, i mercati finanziari tremano: i venti di guerra a Hormuz stanno già infiammando i prezzi delle materie prime, spingendo la BCE verso una nuova stretta monetaria per arginare l'inflazione.
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Autore: FRV NEWS MAGAZINE 1 settembre 2026
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