L’incerto confine tra colpa e assoluzione

Anna Maria Rengo • 4 marzo 2026

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Margherita Lollini torna con il suo ultimo libro “Il portaordini della morte” su un’altra tragica pagina di storia della seconda guerra mondiale e si sofferma su dilemmi etici di sempre dolorosa attualità.

 

Semplice ambasciatore (che come da proverbio “non porta pena”), oppure complice e, con le proprie azioni e omissioni, colpevole? Colpevole senza possibilità di redenzione e di assoluzione?

Tra passato e presente, uniti da un lungo e doloroso filo della memoria e della storia, nel suo nuovo libro “Il portaordini della morte. La lunga marcia di Hellion Graimlart” (Minerva Edizioni) trasporta il lettore a Monte Sole, teatro della strage di Marzabotto, uno dei massacri più atroci compiuti dai nazisti in Italia nel 1944. In questo paesaggio carico di memoria e dolore ritorna Hellion Graimlart, ex soldato tedesco, ormai anziano, che intraprende un viaggio fisico e interiore verso i luoghi in cui è stato protagonista, suo malgrado, di una storia di morte. Non è un reduce in cerca di pace, ma un uomo che ha scelto di ricordare, di riaprire le ferite, di guardare in faccia il proprio passato senza alibi. E i suoi interrogativi morali diventano quelli del lettore, mentre Hellion rivive vicende che bruciano ancora sotto la cenere dei decenni passati, alla ricerca di una sintesi, ossia di un perdono, che non è affatto semplice e neppure scontato.

 

Margherita, anche questo suo libro narra e riflette su una pagina della seconda guerra mondiale. Da dove nasce questo suo interesse e vocazione per questo argomento?

“Guardi, posso essere sincera? Me lo domando anch’io. Per me è proprio qualcosa di inspiegabile, non saprei motivarlo a livello conscio. Dovrei dire che gli eventi mi hanno portato su quella strada e io mi sono semplicemente trovata a percorrerla. Muovo i miei passi facendo scoperte io stessa, sapendo che in qualche modo ‘devo’ compierli. E questo ha molto a che fare con il tema di questo libro… Hellion non è molto diverso da me, in questo senso…”

 

Quanto è importante la memoria di quanto è accaduto affinché non accada di nuovo e secondo lei l’Italia e gli italiani hanno sufficientemente fatto un esame di coscienza sui tragici fatti del nazismo e fascismo?

“Secondo me la memoria in sé è importante, ma non è decisiva. Conoscere ciò che è accaduto non è un’esperienza diretta e per quanta teoria possiamo studiare o ci sembra di comprendere la realtà contiene aspetti che non possiamo prevedere. Non capita mai a nessuno che una storia si possa ripetere uguale. Se così fosse, ad esempio, abbiamo un repertorio di eventi esistenziali migliorabili nelle vite altrui che ci hanno preceduto, eppure questo non implica che ci troviamo a vivere secondo un modello di vita per noi ottimale, che ci fa essere pienamente esenti da critiche verso noi stessi.”

 

Dai portaordini alle kapò dei campi di concentramento, in tempi di guerra molte persone sono state costrette a fare, o non fare, scelte etiche che in altri tempi e luoghi non si sarebbero nemmeno poste. Qual è il confine tra etica e obbedienza agli ordini? Qual è il confine tra sopravvivenza propria e morte altrui?

“Questa è la domanda esatta che anch’io pongo nel mio libro. Non ambisco a risolvere il tema, che è troppo vasto. Mi premeva di porre una questione di bilico morale, che resta un equilibrismo. La domanda resta sospesa, quindi, senza risposta. Quello che volevo evidenziare è la stratificazione etica che compone le azioni, e le condizioni dei giudizi che si esprimono. Non è così facile agire, spesso però è assai facile giudicare. Ciò è giusto, ma possiamo per un momento fare finta che non lo sia così tanto? Possiamo cioè smettere di essere sicuri di chi siamo, di cosa faremmo, di come giudichiamo?”

 

È possibile assolversi, o essere assolti, per colpe lontane nel tempo e in contesti del tutti differenti rispetto a quelli attuali?

“La tentazione di scegliere il bene, di saperlo identificare, di sapere agire di conseguenza è una pura tentazione. Possiamo pensare a cosa sia bene, ma sappiamo davvero applicare questo pensiero alla realtà? Siamo così sicuri di essere infallibili? Anche l’autoassoluzione è un mito individuale costante. Per sfuggire ai sensi di colpa, ci assolviamo. Ma potremmo scegliere, invece, di stare in quel bilico? Di non accusarci, ma di non assolverci? Potremmo cioè semplicemente osservarci. La condizione posta nel libro è naturalmente un estremo morale, che ci porta a una definizione di equilibrio nelle nostre singole vite. Si tratta di un problema da interpretare nuovamente nel quotidiano pratico.”

 

Visti con gli occhi contemporanei, l’ascesa del nazismo e del fascismo appaiono come una sorta di follia collettiva. È davvero così e come ha voluto raccontarli?

“Volevo smontare alcuni meccanismi che rendono le certezze individuali delle abitudini che non vediamo più. Il male e il bene, così nettamente riconoscibili, sono una semplificazione narrativa o psicologica, a mio avviso, che ci rassicura del fatto che alcuni mostruosi accadimenti non si verificheranno più o che noi, certamente, ci saremmo comportati differentemente. Ma fino a che ci affidiamo a semplici classificazioni, avviciniamo la probabilità di cadere nel pericolo. La certezza deve sempre essere accompagnata dal dubbio. Ricordiamo che i fatti storici, per quanto oggi incomprensibili o folli, sono realmente accaduti. Non varrebbe allora forse la pena di considerare il fatto che occorre rifuggire dalle categorie e comprendere la necessaria ambivalenza pericolosa della realtà? Dove spesso male e bene si intrecciano mascherandosi l’uno per l’altro? Solo la storia a posteriori può illuminarci su questo. Ma il dubbio del presente ci sveglia dalla possibilità di trovarci in condizioni nuovamente indesiderate.”

 

L’AUTRICE - Margherita Lollini fa il suo esordio nel mondo della scrittura all’età di 29 anni con il volume “Lizzano: racconti di vita” (Odoya, 2013). Successivamente dà vita alla trilogia “Quaderni dell’Appennino” (Fernandel), pubblicando in sequenza “L’Appennino incantato” (2018), “L’Appennino ferito” (2019), “L’Appennino stregato” (2020). La sua passione per il territorio appenninico e per la memoria delle sue storie la conduce a pubblicare, nel 2021, il volume “Io, sopravvissuto di Marzabotto. Storia di un uomo, storia di una strage” (Longanesi) e, nel 2024, “La montagna di fuoco” (Minerva). “Il portaordini della morte. La lunga marcia di Hellion Graimlart” prosegue il suo impegno nel solco della scrittura della memoria.

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Autore: AGENZIA DIRE Ore: 19.10 4 marzo 2026
Il messaggio, il tono, nessun fraintendimento: escalation. Dal Pentagono il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth rivendica una serie di operazioni contro l’Iran che segnano un salto di qualità nel confronto militare tra Washington e Teheran. Il primo annuncio riguarda un obiettivo simbolico e politico insieme: “Il capo dell’unità che ha tentato di assassinare il presidente Trump è stato braccato e ucciso”, ha dichiarato Hegseth durante il briefing. Il riferimento è a un presunto complotto del 2024 contro Donald Trump. All’epoca i procuratori federali dell’amministrazione Biden avevano accusato il cittadino iraniano Farhad Shakeri, 51 anni, insieme a due uomini di New York, di aver orchestrato un’operazione di omicidio su commissione per conto del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Secondo il Dipartimento di Giustizia, l’obiettivo era la vendetta per l’uccisione del generale Qasem Soleimani nel 2020. I pubblici ministeri sostennero che Shakeri fosse stato incaricato personalmente da un funzionario dell’IRGC di assassinare Trump durante la campagna presidenziale. Ma ovviamente il focus è la guerra. Hegseth ha confermato tra le altre cose che un sottomarino statunitense ha affondato una nave da guerra iraniana nell’oceano Indiano: la marina iraniana “riposa sul fondo del Golfo Persico” ed è “inefficace, decimata, distrutta… scegliete un aggettivo, non esiste più”. II sottomarino, ha detto, “ha affondato una nave da guerra iraniana che pensava di essere al sicuro in acque internazionali. E’ stata affondata da un siluro, una morte silenziosa: il primo affondamento di una nave nemica per mano di un siluro dalla Seconda Guerra Mondiale. Come in quella guerra, quando eravamo ancora il Dipartimento della Guerra, stiamo combattendo per vincere”. “Stiamo facendo sul serio. I nostri soldati hanno la massima autorità, concessa personalmente dal presidente e dal sottoscritto. Le nostre regole di ingaggio sono audaci, precise e studiate per liberare la potenza americana, non per incatenarla. Non doveva essere uno scontro leale e non lo è. Li stiamo colpendo mentre sono a terra, ed è esattamente come dovrebbe essere”. Secondo il capo del Pentagono, in meno di una settimana Stati Uniti e Israele avranno il controllo “completo” dei cieli iraniani. Le ha definite le “due forze aeree più potenti del mondo” e ha promesso uno spazio aereo “incontrastato”. “Voleremo tutto il giorno, tutta la notte, giorno e notte, alla ricerca, alla riparazione e al completamento della base industriale missilistica e difensiva dell’esercito iraniano”. “Trovare ed eliminare i loro leader e i loro capi militari. Sorvolare Teheran, sorvolare l’Iran, sorvolare la loro capitale, sorvolare l’IRGC, i leader iraniani, alzare lo sguardo e vedere solo la potenza aerea statunitense e israeliana. Ogni minuto di ogni giorno finché non decideremo che è finita. E l’Iran non potrà farci niente.”
Autore: AGENZIA DIRE Ore: 18.57 4 marzo 2026
Disposto un rafforzamento del personale del ministero in Oman ed Emirati Arabi Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto oggi alla Farnesina una nuova riunione della Task Force Golfo con le Ambasciate italiane nella regione per fare il punto sulle operazioni di assistenza ai connazionali nelle aree interessate dalla crisi. A seguito dell’aggiornamento fornito dalle sedi diplomatico-consolari sulle esigenze nell’area, si riferisce in una nota, è stato deciso un ulteriore rafforzamento del personale della Farnesina in Oman ed Emirati Arabi Uniti: le nuove unità si aggiungono al personale che è già stato schierato in Oman nell’aeroporto di Mascate e alle frontiere con gli Emirati. Negli Emirati Arabi Uniti, nella giornata odierna è previsto il rientro complessivo di 1.250 connazionali. In particolare, nella notte è partito un volo Emirates per Milano; in mattinata un volo FlyDubai per Bergamo; nel pomeriggio un volo Etihad per Milano; in serata due aerei diretti a Roma e in tarda nottata un ulteriore charter FlyDubai. In Qatar è stato facilitato il primo trasferimento via terra da Doha a Riad di 114 persone. Si sta lavorando all’organizzazione di ulteriori passaggi nei prossimi giorni. Dal Kuwait 10 persone hanno già raggiunto via terra l’Arabia Saudita. Anche dal Bahrein, 14 connazionali che ne hanno fatto richiesta già stati accompagnati alla frontiera verso Riad. In Arabia Saudita sono state accolte ai confini circa 150 persone, incluse particolari situazioni vulnerabili con assistenza particolare. Il rientro proseguirà con voli di linea e charter. In Oman continua il coordinamento per accogliere connazionali in transito anche dagli Emirati Arabi Uniti. È previsto a breve l’arrivo di ulteriori 160 persone che proseguiranno poi il viaggio verso l’Italia. In Israele sono circa 200 i connazionali attualmente monitorati; si sta valutando l’eventuale accompagnamento alla frontiera, anche attraverso l’Egitto. Alle Maldive sono giunti rinforzi da Colombo per assistere i connazionali e sono stati consegnati medicinali salvavita trasportati dal personale dell’Ambasciata. Ventiquattro connazionali rientreranno via nave con successivo transito da Mauritius grazie alla preziosa collaborazione di Costa Crociere. Domani 60 persone fragili partiranno con un volo Neos. Attualmente 150 connazionali si trovano in aeroporto, mentre altri sono dislocati sulle isole. In Thailandia sono in aumento le richieste di rientro: l’Ambasciata ha raccolto circa 500 richieste di assistenza ed elaborato liste di priorità sulla base di condizioni sanitarie e situazioni di vulnerabilità. Grazie al “Meccanismo europeo di protezione civile” l’Italia ha fatto applicare alle compagnie voli a prezzi speciali per i connazionali presenti nelle aree coinvolte dalla crisi. Ad oggi, il numero di chiamate gestite in Italia dall’Unità di Crisi ha superato le 14mila chiamate, a conferma dell’intensa attività di assistenza in corso.
Autore: AGENZIA DIRE 4 marzo 2026
Il papà Antonio ha portato la piccola bara bianca nella Cattedrale dove si è aperta la camera ardente. L'abbraccio della Dg dell'ospedale Monaldi a mamma Patrizia Prima un rispettoso silenzio, poi il suono delle campane e lo scoppio di un applauso composto hanno accompagnato l’arrivo del feretro con il piccolo Domenico Caliendo alla cattedrale di Nola. Qui dalle 11 è stata allestita la camera ardente per il bimbo di due anni e mezzo che ha commosso l’Italia, e a lle 15 è stato celebrato il funerale officiato dal vescovo Francesco Marino, alla presenza del cardinale di Napoli Mimmo Battaglia. Oggi però è il giorno del cordoglio e dell’ultimo saluto a Domenico, morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito e due mesi di calvario, su cui è in corso un’inchiesta. Tra gli applausi i genitori di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, sono entrati in chiesa. Il papà ha portato sulle spalle la piccola bara bianca. Con loro anche l’avvocato Francesco Petruzzi che li affianca nella battaglia per ottenere giustizia. LA PIAZZA PIENA DI GENTE, PRESENTI ANCHE PREFETTO E SINDACO DI NAPOLI Al momento dell’arrivo del feretro la piazza antistate la cattedrale era strapiena per far sentire il suo affetto alla famiglia del piccolo e per pregare per lui. A visitare la camera ardente si sono recate già alcune autorità: il prefetto di Napoli, Michele di bari, il sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Bonfiglio, presenti all’arrivo di Domenico. Sul posto anche il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, originario di Nola, che ha abbracciato i genitori. L’ABBRACCIO DELLA DIRIGENTE DEL MONALDI A MAMMA PATRIZIA Significativo l’arrivo in cattedrale anche di Anna Iervolino, manager del Monaldi, l’ospedale finito nel ciclone, in cui è avvenuto il trapianto di cuore sul bambino. La dg dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha stretto la mano al papà del bimbo, poi ha stretto a se la mamma. “Nessuno dimenticherà Domenico” ha promesso Iervolino alla donna. “Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti”, ha aggiunto. Alla cerimonia ci sarà anche Roberto Fico, presidente della Regione Campania. GIORGIA MELONI ARRIVA IN CATTEDRALE Ma soprattutto a Nola era attesa anche la premier Giorgia Meloni che ha raccolto l’appello di mamma Patrizia. La presidente del Consiglio è arrivata alla cattedrale per assistere alla cerimonia in elicottero, atterrando in un campo sportivo vicino. UN EVENTO MEDIATICO: OLTRE 170 TESTATE ACCREDITATE Il funerale del piccolo Domenico non è stato solo un evento in cui si è raccolta una comunità, quella di Nola, attorno a una famiglia che sta affrontando un lutto dolorosissimo. La giornata di oggi è diventata un evento mediatico: oltre 170 le testate giornalistiche accreditate, non solo nazionali. Tra i giornalisti presenti anche quelli del quotidiano tedesco Bild e dell’agenzia di stampa turca Anadolu. VESCOVO NOLA: PERDITA FIGLIO NON HA NOME, PAROLE SI TACCIONO “La lingua italiana non ci dà neanche un nome, perché un figlio senza genitori è orfano, ma la perdita del frutto del proprio grembo è così atroce che le parole stesse si tacciono come nei tabù”. Lo ha detto nella sua omelia il vescovo di Nola, Francesco Marino, durante i funerali di Domenico Caliendo. VESCOVO NOLA: INCORAGGIAMO DONAZIONE ORGANI COME GESTO GENEROSITÀ La storia di Domenico “ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità”. Così il vescovo Francesco Marino. “Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare – ha aggiunto – quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali – ricordiamolo sempre – sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti. I miracoli li fa solo il Signore, noi siamo fragili e quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi diventiamo fallaci”. “IL BIMBO PRIMA DI TUTTO”, LA DECISIONE DI SAL DA VINCI In occasione dei funerali del piccolo Domenico inoltre, un altro evento mediatico che si sarebbe tenuto a Napoli è stato necessariamente rinviato. Il cantante vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci, per rispetto alla famiglia e alla comunità, ha deciso di posticipare i festeggiamenti per i suoi cinquant’anni di carriera, inizialmente programmati per il 4 marzo. A darne notizia il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli: “Ho ricevuto il messaggio di un cittadino preoccupato per la coincidenza tra l’evento celebrativo e l’ultimo saluto al piccolo Domenico – scrive il deputato in un suo post su Fb-. La risposta di Sal è stata immediata e chiara: ‘Il bimbo prima di tutto’. In questi giorni non c’è spazio per la festa, ma per il silenzio e la vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore”. (photo credit: Francesco Emilio Borrelli/Fb)
Autore: A cura di Patrizia Pierbattista. 4 marzo 2026
Non chiamatelo SUV. Vi portiamo alla scoperta del Grenadier Diesel: il sogno "analogico" di Sir Jim Ratcliffe che sfida il mercato moderno. Un’anteprima firmata dalla nostra redazione, pronta a sporcarsi le mani. Sapete cos’è un vero fuoristrada? Dimenticate le linee sinuose e l'elettronica ridondante dei moderni crossover. Quello che abbiamo davanti è un oggetto che rompe gli schemi, quasi retrò nel suo stile, ma modernissimo nella sostanza. Per farvi incuriosire abbiamo scelto un percorso non convenzionale: partenza da Roma e prua verso le terre selvagge dell'Abruzzo. A bordo? La creatura speciale di INEOS Automotive. Questo è solo l'assaggio: il racconto dettagliato del test drive sarà l'appuntamento imperdibile del prossimo articolo. Preparatevi. Il "Miracolo" al Pub Tutto ha inizio nel 2017 tra le mura del pub "The Grenadier" a Londra. Sir Jim Ratcliffe , miliardario britannico e viscerale appassionato di 4x4, è frustrato dall'addio al leggendario Land Rover Defender. Invece di rassegnarsi, decide di costruirsi la "sua" auto ideale. L'idea viene abbozzata su un tovagliolo di carta: un veicolo a longheroni, robusto, funzionale e senza compromessi. I punti chiave della genesi: La Filosofia: Durabilità e capacità off-road sopra ogni cosa. Il comfort stradale è un optional rispetto alla capacità di scalare una montagna. Lo Sviluppo: Oltre 1,8 milioni di chilometri di test estremi. Sotto il cofano battono motori BMW 6 cilindri (benzina e diesel). La Produzione: Una fabbrica d’eccellenza ad Hambach , in Francia (ex sito Mercedes-Benz), rilevata e potenziata con linee automatizzate dedicate al 4x4. Il Fondatore oltre il Patrimonio Per capire il Grenadier bisogna guardare all’uomo che l’ha voluto. Sir Jim Ratcliffe non è solo "l'uomo più ricco del Regno Unito" (con un patrimonio stimato da Forbes in oltre 23 miliardi di dollari). È una figura che ricorda i grandi capitani d'industria di una volta, come gli Agnelli a Torino. "Come azienda, abbiamo sostenuto il mercato comune, ma non gli Stati Uniti d'Europa." Nato in una famiglia modesta nel Lancashire, figlio di un falegname, Ratcliffe ha costruito l’impero chimico Ineos con una visione d'acciaio. Uomo di contrasti: fervente sostenitore della Brexit ma residente a Monaco; proprietario di super yacht come l 'Hampshire II ma capace di correre l'intera Maratona di Londra o intraprendere spedizioni ai poli. Un uomo che disprezza i "pranzi con i banchieri" e preferisce discutere di economia e bulloni. UN TEST DRIVE DIVERSO: Quote Rosa e Fango La nostra avventura su terreni accidentati non è stata solo una prova tecnica, ma una questione di carattere. A condurre questo colosso tra fango e rocce siamo state noi: una redazione di donne che ha voluto mettere alla prova il "requisito imprescindibile" di Sir Jim: la resistenza estrema. Il Grenadier ha finalmente trovato la sua casa e la sua identità. Ma come si è comportato davvero il 6 cilindri Diesel tra i guadi e le pendenze abruzzesi? Abbiamo messo alla frusta ogni componente, dagli assali forniti da Carraro alla struttura pensata per essere riparata con una chiave inglese anche nel bel mezzo del nulla.
Autore: AGENZIA DIRE ORE: 14.21 4 marzo 2026
Lo ha riferito il ministero della Difesa di Ankara: "L'incidente non ha causato né vittime né feriti" Un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco è stato abbattuto: lo ha riferito il ministero della Difesa di Ankara. La comunicazione è stata diffusa anche sui social network. “Un missile balistico lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo turco, dopo aver sorvolato gli spazi aerei iracheno e siriano, è stato intercettato e neutralizzato in tempo dagli elementi di difesa aerea e antimissile della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale”, si riferisce nel testo. “L’incidente non ha causato né vittime né feriti”. LA NATO: “AL FIANCO DEGLI ALLEATI” La Nato ha condannato l’attacco dell’Iran alla Turchia, affermando di essere fermamente al fianco di tutti i suoi alleati. “Condanniamo l’attacco dell’Iran alla Turchia. La Nato è fermamente accanto a tutti gli alleati, inclusa la Turchia, mentre l’Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione”, ha dichiarato la portavoce della Nato, Allison Hart, aggiungendo che “la nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, anche per quanto riguarda la difesa aerea e missilistica”. Il ministero della Difesa turco ha dichiarato questa mattina che le difese aeree della Nato hanno abbattuto un missile balistico iraniano lanciato verso lo spazio aereo turco, aggiungendo che la Turchia avrebbe parlato con la Nato e gli altri alleati dopo l’incidente
Autore: Redazione 4 marzo 2026
Inizia il Mondiale con il primo weekend in Australia. Ecco il programma e tutte le cose da sapere Torna la Formula 1. Da venerdì 6 marzo a domenica 8 marzo, il Circus approda a Melbourne per il primo appuntamento del Mondiale, come di consueto in Australia. Tanta l'attesa per le novità, dopo i primi test invernali tra Barcellona e Sakhir. Dalla Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton - in cerca di riscatto dopo il deludente 2025 - alla McLaren, riflettori puntati sui top team, che cercheranno di dare segnali fin dalla prima gara. Ecco orario, programma e dove vedere in tv e streaming tutti gli appuntamenti del Gp di Melbourne. Formula 1, programma e orari Gp Melbourne Ecco il programma e gli orari (italiani) del Gp di Melbourne: Venerdì 6 marzo Ore 2.30-3.30 Prove libere 1 Ore 6-7 Prove libere 2 Sabato 7 marzo Ore 2.30-3.30 Prove libere 3 Ore 6-7 Qualifiche Domenica 8 marzo Ore 5 Gran Premio d’Australia Gp Melbourne, dove vedere libere, qualifiche e gara Dove vedere tutti gli appuntamenti del Gp di Melbourne? Dalle libere alla gara, tutto sarà visibile su Sky Sport Uno (201), Sky Sport F1 (207), Sky Sport 4K (213) e in streaming su Sky Go e Now. Il Gran Premio d'Australia sarà disponibile anche in chiaro su Tv8 (e in streaming su Tv8.it), che trasmetterà in differita, alle 14, solo le qualifiche e la gara.
Autore: AGENZIA DIRE ultimo aggiornamento 14.00 4 marzo 2026
Il papà Antonio ha portato la piccola bara bianca nella Cattedrale dove si è aperta la camera ardente. L'abbraccio della Dg dell'ospedale Monaldi a mamma Patrizia In aggiornamento ROMA – Prima un rispettoso silenzio, poi il suono delle campane e lo scoppio di un applauso composto hanno accompagnato l’arrivo del feretro con il piccolo Domenico Caliendo alla cattedrale di Nola. Qui dalle 11 è allestita la camera ardente per il bimbo di due anni e mezzo che ha commosso l’Italia, e a lle 15 sarà officiato il funerale dal vescovo Francesco Marino, alla presenza del cardinale di Napoli Mimmo Battaglia. Oggi però è il giorno del cordoglio e dell’ultimo saluto a Domenico, morto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito e due mesi di calvario, su cui è in corso un’inchiesta. Tra gli applausi i genitori di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, sono entrati in chiesa. Il papà ha portato sulle spalle la piccola bara bianca. Con loro anche l’avvocato Francesco Petruzzi che li affianca nella battaglia per ottenere giustizia. LA PIAZZA PIENA DI GENTE, PRESENTI ANCHE PREFETTO E SINDACO DI NAPOLI Al momento dell’arrivo del feretro la piazza antistate la cattedrale era strapiena per far sentire il suo affetto alla famiglia del piccolo e per pregare per lui. A visitare la camera ardente si sono recate già alcune autorità: il prefetto di Napoli, Michele di bari, il sindaci di Nola e Taurano, Andrea Ruggiero e Michele Bonfiglio, presenti all’arrivo di Domenico. Sul posto anche il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, originario di Nola, che ha abbracciato i genitori. L’ABBRACCIO DELLA DIRIGENTE DEL MONALDI A MAMMA PATRIZIA Significativo l’arrivo in cattedrale anche di Anna Iervolino, manager del Monaldi, l’ospedale finito nel ciclone, in cui è avvenuto il trapianto di cuore sul bambino. La dg dell’Azienda ospedaliera dei Colli ha stretto la mano al papà del bimbo, poi ha stretto a se la mamma. “Nessuno dimenticherà Domenico” ha promesso Iervolino alla donna. “Nessuno lo dimenticherà, lo stiamo dimostrando con i fatti”, ha aggiunto. Alla cerimonia ci sarà anche Roberto Fico, presidente della Regione Campania. IN ARRIVO ANCHE GIORGIA MELONI Ma soprattutto a Nola è attesa anche la premier Giorgia Meloni che ha raccolto l’appello di mamma Patrizia La presidente del Consiglio arriverà per assistere alla cerimonia in elicottero, atterrando in un campo sportivo vicino. UN EVENTO MEDIATICO: OLTRE 170 TESTATE ACCREDITATE Il funerale del piccolo Domenico non è solo un evento in cui si raccoglie una comunità, quella di Nola, attorno a una famiglia che sta affrontando un lutto dolorosissimo. La giornata di oggi si appresta a diventare un evento mediatico: sono oltre 170 le testate giornalistiche accreditate, non solo nazionale. Tra i giornalisti presenti anche quelli del quotidiano tedesco Bild e dell’agenzia di stampa turca Anadolu. “IL BIMBO PRIMA DI TUTTO”, LA DECISIONE DI SAL DA VINCI In occasione dei funerali del piccolo Domenico inoltre, un altro evento mediatico che si sarebbe tenuto a Napoli è stato necessariamente rinviato. Il cantante vincitore di Sanremo, Sal Da Vinci, per rispetto alla famiglia e alla comunità, ha deciso di posticipare i festeggiamenti per i suoi cinquant’anni di carriera, inizialmente programmati per il 4 marzo. A darne notizia il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli: “Ho ricevuto il messaggio di un cittadino preoccupato per la coincidenza tra l’evento celebrativo e l’ultimo saluto al piccolo Domenico – scrive il deputato in un suo post su Fb-. La risposta di Sal è stata immediata e chiara: ‘Il bimbo prima di tutto’. In questi giorni non c’è spazio per la festa, ma per il silenzio e la vicinanza a una famiglia distrutta dal dolore”. (photo credit: Francesco Emilio Borrelli/Fb)
Autore: FRV NEWS MAGAZINE - Francesca Romana Nucci 4 marzo 2026
L’Onorevole Michela Vittoria Brambilla, storica paladina dei diritti animali, lancia quella che molti definiscono una "rivoluzione gentile" ma radicale: equiparare giuridicamente i cavalli, gli asini e i muli ai nostri cani e gatti di casa. La proposta di legge (Atto Camera 48), presentata ufficialmente a fine febbraio 2026, mira a trasformare gli equidi da semplici "strumenti" o "prodotti" a veri e propri animali d’affezione. Mentre il dibattito si accende tra tradizioni secolari e nuove sensibilità etiche, FRV News Magazine ha incontrato l'Onorevole per approfondire i pilastri di questa battaglia che punta a vietare definitivamente la macellazione, lo sfruttamento nei palii e l'uso delle "botticelle". Onorevole Brambilla, la Sua proposta mira a riconoscere ufficialmente gli equidi come "animali d'affezione". Qual è l'impatto immediato che questa legge avrebbe sulla vita quotidiana di questi animali e perché ritiene che il sentimento sociale sia ormai maturo per questo cambiamento epocale? “Con la mia proposta di legge si affronta e si risolve la questione sul piano culturale, si mette fine all’ambiguità e si stabilisce una volta per sempre che gli equidi non sono animali da reddito, ma d’affezione. Questa scelta ha delle conseguenze immediate in termini di tutela. I cavalli sono nostri amici e gli amici non si mangiano né si sfruttano: basta con la carne di cavallo, con i trasporti che non finiscono mai, con le inenarrabili sofferenze che precedono la macellazione, basta con le folli corse dei palii, le manifestazioni anacronistiche, le corse (clandestine e no), il supplizio delle botticelle sotto il caldo torrido. Rafforzare i controlli e migliorare le condizioni di trasporto sono azioni necessarie a legislazione vigente, ma ciò che la maggioranza degli italiani chiede è che cambi lo status degli equidi. Lo credo perché statistiche e sondaggi, negli ultimi decenni, mostrano un continuo declino del consumo di carne equina e un crescente interesse per le attività che si svolgono con il cavallo “come amico”. Basti pensare, per esempio, al turismo equestre”. Lo stop alla macellazione e il nodo economico: L’Italia resta uno dei principali consumatori europei di carne equina, con oltre 20.000 capi macellati nel 2025. Come risponde alle critiche del settore zootecnico che teme un tracollo economico e come intende gestire la transizione per evitare il rischio di un mercato clandestino? “Per avere un’idea del declino nel consumo di carne si consideri che nel 2012 i cavalli macellati ogni anno erano circa 70 mila. L’usanza di mangiare callo è radicata solo in alcune Regioni e territori italiani: Puglia, Veneto, parte della Sicilia, la Sardegna, l’area di Parma e Piacenza. Ma le tradizioni non sono eterne, si possono superare. Penate a quanto è accaduto in Corea, dove l’usanza di mangiare care di cane è antichissima. Nel gennaio 2024 il Parlamento di Seul ha approvato una legge che vieta il consumo di carne di cane a partire dal 2027 e stabilisce incentivi specifici: risarcimenti per ciascun cane (più alti se si anticipa la chiusura dell’allevamento), consulenze amministrative, supporto per la transizione ad allevamenti di altro genere, sussidi per trovare nuova occupazione agli addetti della filiera, dagli allevatori ai ristoratori specializzati. Quanto al mercato clandestino, esiste già oggi: non lo fa sparire né lo incrementa la legge, dipende dai controlli” Il Suo disegno di legge mette nel mirino l’utilizzo degli equidi in manifestazioni popolari e spettacoli considerati stressanti. Esiste un margine di mediazione per salvaguardare il folklore storico, o la tutela dell'animale come "essere senziente" impone un divieto assoluto e senza eccezioni? “La questione va esaminata caso per caso, ma francamente mi pare difficile individuare margini di mediazione. Il fatto che una festa crudele sia anche antica, che vi si riconoscano decine di migliaia di persone, che possa rappresentare l’identità di una comunità, non la giustifica né la nobilita. Resta quello che è: un atto di sopraffazione sugli esseri viventi che la subiscono. Vale per la corrida, per l’encierro di Pamplona, per tante altre manifestazioni “tradizionali” con animali. Vale per l’”intoccabile” Palio di Siena. Ci vuole un taglio netto con le cattive abitudini ereditate dal passato. Dal 1975 al 2018 sono 43 gli animali morti sui tracciati medievali dei palii, per non parlare di quelli che perdono la vita durante le più varie manifestazioni storiche (l’ultimo nei giorni scorsi alla Sartiglia di Oristano) o ancora quelili utilizzati per trainare carrozzelle e botticelle nell’anacronistico servizio di piazza” Dalle sanzioni alla cultura: Dopo l'inasprimento delle pene per il maltrattamento ottenuto con la "Legge Brambilla" del 2025, questa iniziativa sembra chiudere il cerchio. Quali strumenti prevede per garantire che la nuova soggettività giuridica del cavallo venga rispettata capillarmente su tutto il territorio nazionale? “Il problema è sempre lo stesso: controlli e le risorse per eseguirli con efficacia. Io ho grande fiducia nelle forze dell’ordine, che stanno dando una magnifica prova nel far rispettare la legge Brambilla. In più, se i cavalli diventeranno animali d’affezione, saranno tutti di competenza delle guardie zoofile delle associazioni di protezione animale”.
Autore: FRV NEWS MAGAZINE 4 marzo 2026
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta presiedendo in questi minuti a Palazzo Chigi una riunione di alto livello dedicata agli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente. L'incontro si è reso necessario per analizzare i rischi geopolitici attuali e coordinare la strategia nazionale in risposta all'escalation nell'area. Al tavolo, presieduto dalla Premier, siedono i vertici dell’Esecutivo e degli apparati di sicurezza: Il Vicepresidente e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani; Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto; Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti; I Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari; I vertici dei Servizi di Intelligence. Il Vicepresidente e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, partecipa ai lavori in collegamento da remoto. L'obiettivo prioritario del vertice resta il monitoraggio della sicurezza dei cittadini italiani nelle zone di crisi, la salvaguardia degli interessi energetici nazionali e il mantenimento di un ruolo attivo dell’Italia nel favorire la stabilità regionale.
Autore: AGENZIA DIRE 4 marzo 2026
"Non ho alcun interesse a Dubai. Da tre anni non viaggio mai con la scorta quando sono con la famiglia, mai" Giorgia Meloni non s’è arrabbiata, dice al Corriere della Sera Guido Crosetto. Nonostante il “caso Dubai” e la pericolante ricostruzione dei fatti che ha fornito il Ministro della Difesa sui suoi spostamenti abbiano sollevato un polverone politico che fatica a dissolversi. “Ci parlo in continuazione e i rapporti sono ottimi, nessuno può dire che fosse furibonda con me perché non lo era per nulla. Il resto è incommentabile”. Sulle contraddizione del suo racconto Crosetto puntualizza: “Non ho mai cambiato versione, né quando ho scritto il primo post su X, né in Parlamento. Non ho alcun interesse a Dubai. Da tre anni non viaggio mai con la scorta quando sono con la famiglia, mai. Siamo sull’orlo del baratro e parliamo di un mio viaggio privato? Non avete idea di cosa sto facendo e dei rischi reali che viviamo, ciò che faccio non sempre può essere detto. E se oggi sono dove sono ci sarà un perché, anche se nessuno capisce”. Perché è volato a Dubai il giorno prima che Trump e Netanyahu attaccassero Teheran? “Ho dato la risposta più banale e problematica per me. Vacanze, punto”.
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